IL SARACINO TRAVESTITO

Atto I


CORO
:

Alla Corte del Re di Tolosa
sul sagrato sdraiata una sposa
disperava, la morte nel cuore,
che giungesse il suo bel cavaliere
che condurla all'altare doveva
ma la misera ahinoi già sapeva
che la sorte beffarda infierì
e in battaglia il suo amore perì
perì...perì..perì

[per i ] capelli l'aveva afferrato
Saracino, nemico giurato
condottiero dell'Arma di Taggia
il Signore di tutta la spiaggia
ma lo aveva in realtà eliminato
per potersi da lui camuffare
per raggiungere infine Tolosa
e con l'inganno trombarsi la sposa

che sorpresa pertanto il mattino
che a Tolosa arrivò il Saracino
travestito da sposo promesso
con i panni del misero addosso
e la sposa fu troppo felice
di smentire il piccion viaggiatore
che dal fronte di guerra portò
la notizia che il suo amore morì


 

 







 

IL BOIARDO

Signori e cavallier che ve adunati
Per odir cose dilettose e nove,
Stati attenti e quïeti, ed ascoltati
La bella istoria che 'l mio canto muove;
E vedereti Elvira farsi bella
e con il Saracin, creduto sposo
per la differenza di favella
Equivocar il senso delle cose
Elvira a lui dirà di quell’uccello
Ovvero del piccione viaggiatore
Che infranse il sogno suo più bello
Narrando che era morto il suo signore
Saracin, che poco assai capiva
Della lingua parlata in Tolosa
Intese che l’uccello in questione
Fosse quello che portava ne’ calzone

 

   
Atto I, Scena I


Giunto a Tolosa sotto le false spoglie del Sovrano, Saracino raggiunge la bella Elvira: consultando il suo vocabolario, tenterà di sedurla


    SARACINO: "Elvira! Giungo a te vincitor!"
ELVIRA
: "Ahh, Ahh" (commossa e sorpresa)
SARACINO
: "Cosa aspetti, svelta! Il tuo cuore non brama per me?"
ELVIRA
: "Che sorpresa mio signore, Vi trovo diverso.."
SARACINO
: "Forse perchè son negro?"
ELVIRA
: "Non è tanto quello ma le vostre sopracciglia hanno qualcosa di strano"
SARACINO
: "Hanno parvenza d'Africano?"
ELVIRA
: "Non è tanto quello, ma il vostro uccello..."
SARACINO
: "Il mio uccello?" (con sorpresa)

 
  ELVIRA: "E' il vostro uccello venuto a portare
tristo alimento alle lacrime amare
quelle notizie dal fronte di guerra
io vi credevo ormai sottoterra"
SARACINO
: "Come! il mio uccello che puzza di mare?
forse vuoi dir che mi devo lavare?
(indignato)Non me ne vanto ma vengo dal fronte!
E' ovvio che abbia le braghe un po' onte!"
ELVIRA
: "Il vostro uccello che triste messaggio
giunse a parlarmi del vostro coraggio"
SARACINO
: "Ci vuol coraggio per fare un massaggio?
con il mio uccello ti darò un assaggio.."
ELVIRA
: "Il vostro coraggio che infin non bastò
perchè Saracino la lama affondò"
SARACINO
: "Ma quale lama, ma quale bastone
è solo il mio uccello che ha un'erezione!"
ELVIRA
: "Ma ora che sono in vostra presenza
del vostro uccello io posso far senza"
SARACINO
: "Come far senza? sono arrivato
con un uccello che è molto affamato"
ELVIRA
: "Certo signore, corro a ordinare
qualcosa di caldo per poterlo sfamare"
SARACINO
: "Non c'è bisogno di andare lontano,
quello che voglio è a portata di mano!"
 






 

IL BOIARDO

Io vi cantai, segnor, come successe
Che Elvira e il Saracin si avvicinaron,
ma ora vi sorprenderò se dico
de l’incontro tra il marrano e il suo nemico;
qui si canta del prode Marcantonio
vassallo del signore di Tolosa
che vistolo morire in battaglia
Sognò di fare suoi regno e sposa
Restò però agghiacciato all’improvviso
Che apparve, avanti a lui, uno spetro
E temette che il sogno suo di gloria
S’infrangesse, come accade al vetro
Il Saracin, scorgendo Piffarerio Beh,
Si fece invece alquanto serio
E cercò ingegnoso sul momento
Di migliorare il suo travestimento
   

Atto I, scena II

Marcantonio Piffarerio, condottiero di Tolosa, amico del cavaliere amato da Elvira, reduce dalla battaglia, raggiunge lui pure Tolosa; intonando il suo canto doloroso, da lontano gli appare il Signore di Tolosa: sorpreso, avendolo visto morire in battaglia, decide di raggiungerlo

 












  MARCANTONIO: "torno stanco dalla guerra
ho perduto anche l'onore
corro a farmi una gran doccia
per levarmi questo odore..
ma un momento cosa vedo
sembra quasi il mio signore!
Oh mio dio ma è un fantasma
o la sua reincarnazione?

lo credevo ormai sepolto

quel gran pezzo di coglione
per poterlo rimpiazzare
al comando militare!
Lo credevo sottoterra
con i vermi in mezzo ai denti
per poterlo sputtanare
con gli amici ed i parenti!
Lo credevo in paradiso
con la cetra e con la lira
per chiavarmi in santa pace
quel gran pezzo dell'Elvira!
Ecco invece che è tornato
sconfessando pure il fato
chissà poi come avrà fatto
a sottrarsi di soppiatto…

… a sottrarsi di soppiatto

all'abbraccio della morte
devo fingermi contento
sottacere lo sgomento
devo fingermi felice
devo dirgli che mi piace
rivederlo ancora intero
rivederlo ancora sano
e poi piano un giorno o l'altro
strangolarlo con la mano!"
 








 
SARACINO: "Marcantonio Piffarerio
condottiero di Brugherio!
con Alberto da Giussano
liberò tutta Milano
ah, mannaggia, poffarbacco
porcocan, Maledizione!!
se mi scopre son finito
mi rimanda in meridione
Se mi scopre son finito
devo stare molto attento
devo farmi tutto bianco
non mi resta molto tempo
Giusto in tasca se non sbaglio
ho un po’ di polverina
che ho confuso l'altro giorno
per un etto di farina
Per la voce come faccio?
Ah che idea, fingo un malore
se ne inalo una manciata
mi verrà da starnutire
Marcantonio penserà
che son io il suo signore
con la voce po' alterata
dalla febbre e il raffreddore"
   

Atto I scena III

Saracino si cosparge di polvere chiara il volto e ignorando la natura della sostanza ne inala una grande quantità: rivelatasi davvero stupefacente, la polvere chiara lo porterà a straparlare intrattenendo con Marcantonio una dotta disputa teologica.

 







  MARCANTONIO: (con grande sorpresa) "O mio signore, ma allora siete vivo.."
SARACINO
: (sovraeccitato) "e certo cosa ti credevi, dai, lo sai, no, cioè, a me non mi tira giù nessuno, ci tentano ma io resisto di brutto; pensa che una volta, due anni fa.. ma no cazzo dico, cinque anni fa, durante la disfida del Corvetto, c’era un tipo, uno tosto che.."
MARCANTONIO
: (interrompendolo) "Vi avevo visto morto, siete forse risorto.."
SARACINO
: "See, ddai, ma ti sembra possibile..? cioè, cazzo sono, quello là.. ddai, ma no, cioè, roba che non mi appartiene.."
MARCANTONIO
: (nel frattempo, fattosi circospetto e osservandolo bene da vicino, col dubbio che non si tratti effettivamente di chi vuol apparire) "in che senso, ‘roba che non mi appartiene??"
SARACINO
: (cascando nel tranello.. religioso) "Ma ssi, dai, roba da crociati.."
MARCANTONIO
: "roba da crociati?..."
SARACINO
: (accortosi dell’errore) "non ho detto roba da crociati..!"
MARCANTONIO
: "L’avete detto!”
SARACINO
: "Non l’ho detto! "
MARCANTONIO
: "L’avete detto!”
SARACINO
: "Non l’ho detto! "
MARCANTONIO
: "L’avete detto!”
SARACINO
: "Non l’ho detto! "
MARCANTONIO
: "L’avete detto!”
SARACINO
: "Non l’ho detto! "
MARCANTONIO
: "L’avete detto!”
SARACINO
: "Mi hai rotto i coglioni..!!"
MARCANTONIO
: (per il momento fingendosi convinto..) "Vi chiedo scusa….”
SARACINO
: "Meno male "
MARCANTONIO
: "chiedo scusa devo andare”
SARACINO
: "Meno male, meno male "
MARCANTONIO
: "chiedo scusa devo andare”
   

-------------------------------------------------------------------------

Atto II


 
  IL BOIARDO

Segnor, nell’altra scena vi lasciai
Con Marcantonio sospettoso alquanto
ma eccolo che ormai egli è sicuro
E quindi del prosieguo io vi canto
Di come il Piffarerio all’Elvira
Narrandole l’atroce suo sospetto
Proponga il Saracin di smascherare
Al fin di poi portarsela nel letto
   

Atto II, scena I


Marcantonio raggiunge Elvira al pozzo e la rende edotta del rischio che in realtà il Signore di Tolosa sia il Saracino travestito.. solo lei potrà appurare se è vero..
 














 

MARCANTONIO: "O mia diletta signora.."
ELVIRA
: "Ah, Marcantonio, siete voi.. avete appreso la lieta novella, il nostro Signore tornò vincitore dalla guerra.. "
MARCANTONIO
: "proprio di questo vi volevo parlare.. non lo avete trovato un po’.. diverso..?"
ELVIRA
: "in effetti ho notato le sue sopraciglia, erano più curate prima che partisse.."
MARCANTONIO
: "niente altro??"
ELVIRA
: "Ora che ci penso..le basette più corte.."
MARCANTONIO
: (con forza) "E’ un impostore!!"
ELVIRA
: "ma cosa dite!"
MARCANTONIO
: "Ve lo dico io.. vidi morire il nostro amato, trafitto dal Saracino..quest’uomo, vi assicuro è un impostore”
ELVIRA
: (non volendo rassegnarsi all’idea di aver preso il proprio uomo dopo aver creduto di averlo ritrovato)"No, è il mio amore!" (crescendo..)
MARCANTONIO
: "E’ un impostore!!"
ELVIRA
: "No, è il mio amore! "
MARCANTONIO
: "E’ un impostore!!"
ELVIRA
: "No, è il mio amore! "
MARCANTONIO
: "E’ un impostore!!"
ELVIRA
: "No, è il mio amore! "
MARCANTONIO
: "Basta!! Aprite gli occhi, egli è un impostore..”
ELVIRA
: (cedendo, e scoppiando in lacrime) "Ah, me misera..! "
MARCANTONIO
: "Solo voi potrete smascherarlo..”
ELVIRA
: "Ma come?"
MARCANTONIO
: "Con un tranello d’amore!”
ELVIRA
: "un tranello d’amore?"
MARCANTONIO
: "inviatelo nella vostra stanza.. solo così capirete se vi .. ehm..abbraccerà come il vostro promesso sposo era solito fare...”
ELVIRA
: "Ma io e il mio signore non abbiamo mai consumato.. "
MARCANTONIO
: (piacevolmente sorpreso dalla notizia..)"meglio.. dategli corda e così, senza bisogno nemmeno di condurlo nel talamo, se fingerà di ricordare i vostri, ehm.. abbracci, saprete che mente..”
ELVIRA
: "ma chi mi proteggerà"
MARCANTONIO
: "io sarò pronto, nascosto nell’armadio..”
ELVIRA
: "Mi avete convinta"
MARCANTONIO
: (corteggiandola con garbo) "Siete una donna forte.!”
ELVIRA
: "e voi un uomo geniale.."

    Marcantonio, inchinandosi salutando, lascia Elvira
 









 

CORO:

Alla Corte del Re di Tolosa
Con l’inganno la promessa sposa
Sta attirando in un fosco tranello
Chi si finge il suo sposo novello
Ma ella ignora che ormai Saracino
Della droga non può fare a meno
E così quando lui arriverà
Impizzato trombarla vorrà

Impizzato ma forte e potente
Sarà dura poterlo fermare
Sarà dura resistergli oltre
Sarà dura cacciarlo da corte
Nonostante il buon Marcantonio
a difendere Elvira e il suo onore
si vedrà che il crudel Saracino
ha saputo truccare il destino

per potersi infatti gustare
tutta quanta la povera Elvira
ha portato dall’estremo Oriente
una magica polvere chiara
che diffusa nell’aria risale
per le nari di tutti i presenti
e li rende ormai schiavi d’amore
all’orgetta giammai resistenti




   
Atto II, scena II

Saracino entra nella stanza di Elvira diffondendo nell'aria la polevere chiara della quale ora apprezza gli effetti gaudenti

 




  SARACINO: "Elvira! Eccomi a te.. mi hai fatto chiamare!"
ELVIRA
: "si mio signore, vi volevo vedere da sola..”
SARACINO
: "non vedevo l’ora!"
ELVIRA
: "avvicinatevi, non vi piaccio forse più?"
SARACINO
: (spingendole il bacino contro il suo) "certo che si, senti un po’ qui.."
ELVIRA
: (la polvere inizia a fare il suo effetto..) "OOhhh.." (cercando di resistere al potente afrodisiaco e rispettando l’accordo con Marcantonio) “dite.. ricordate i nostri convegni d’amore?”
SARACINO
: "Come potrei scordarli?"
ELVIRA
: "e ricordate cosa mi piaceva di voi?"
SARACINO
: "Certo che si"
ELVIRA
: "e allora, non vi va di giocare ancora come allora? "
SARACINO
: "ebbene.. si"
ELVIRA
: "orsù dunque, iniziate come sempre"
SARACINO
: (perplesso) "come sempre?"
ELVIRA
: " come sempre"
SARACINO
: (meno perplesso) "come sempre?"
ELVIRA
: " come sempre"
SARACINO
: (canzonatorio) "come sempre?"
ELVIRA
: " come sempre"
SARACINO
: (deciso e avvicinandola sempre più) "come sempre?"

    ELVIRA: "come sempre mio signore
Forse voi non ricordate
Come a me piaccia giocare
Con i giochi dell’amore"

SARACINO
: (insospetito) "Certo si me lo ricordo
Ma mi eccita di più
Se a propormi certi giochi
Guarda un po’, sia proprio tu!"
 






 

ELVIRA: (a questo punto ormai abbandonata all’effetto della polvere)
"cià, va beh, tagliamo corto
Che c’ho voglia di chiavare
Leva presto queste braghe
Vieni a fartelo succhiare..
Non ricordi proprio un cazzo
Dei giochetti tra noi due?
Non sai più quanto mi piace
Che mi caghi sul torace?..
Non ricordi?, mi legavi
Con le cinghie e con la corda
E bevevo poi il tuo piscio
Per il quale andavo ingorda
Non ricordi?poi mi alzavo
Indossavo lo strap-on-e
Per menarti in fondo al culo
Quella protesi di ottone
Che succede mio signore?
Io ti vedo un po’ restio
E pensare che una volta
Mi trombavi come un dio
Leva presto queste braghe
Vieni a fartelo succhiare..
Presto, su! tagliamo corto
Che c’ho voglia di chiavare!!”

 






  SARACINO: (tutto eccitato) "ma che dici cara Elvira
Certo si ricordo tutto
Ti prendevo con la forza
Per poi sbatterti di brutto
Non ricordo, a esser sincero
Che tu usassi lo strap-on-e
E magari, per quest’oggi
Rimandiamo l’occasione...
Quanto invece a tutto il resto
C’ho una voglia.. presto, presto!!
Te la faccio tutta addosso
Cago e piscio a più non posso
Ti preparo un bel bukake
Te la servo con il the
Ti preparo una cedrata
E poi subito un’orzata
Per placare la tua sete
Per placare la tua fame
Ho già pronta la mia pioggia
Ho già pronto il mio letame
Levo tosto queste braghe
Voglio fartelo succhiare..
Presto, su! tagliamo corto
Che c’ho voglia di chiavare!!”

    Marcantonio sbuca da dietro le tende e brandendo la spada affronta Elvira e il Saracino

    MARCANTONIO: “Vergogna!! Tradimento!!” (poi, rivolto ad Elvira): “Vergogna! Così profanate il ricordo del mio Signore? Ancora non avete capito che costui è un impostore? Ancora non lo avete riconosciuto?”
ELVIRA
(rivolta a Marcantonio): “Fatti i cazzi tuoi..!!”
MARCANTONIO
(avanzando ancora di più verso Elvira e il Saracino): “Ah, traditori, vi passerò a fil di spada..!”
 













 

SARACINO: “fermo lì, testa di cazzo
Dai, rilassati un momento
Per un attimo, lo giuro
Mi ero preso uno spavento..
Non lo vedi che è finita
Che oramai non c’è partita
Il tuo re è morto ‘acciso
È tranquillo in paradiso
Qui così, invece resta
Una donna sconsolata
Una terra senza guida
Un idiota imbarazzato.. (indicando Marcantonio)

Dai rilassati un momento,

vieni qui, annusa un poco
e vedrai che molto presto
entrerai anche tu nel gioco
perché infine il mio obiettivo
era fottermi l’Elvira
non cercavo altra gloria
altra terra, altra lira..


(sospiro profondo)

ci facciamo una gang bang
poi io torno a casa mia
e tu caro il mio pisquano
diverrai il nuovo sovrano
prenderai tutta Tolosa
prenderai anche la sposa
prenderai, con l’occasione
tutto quanto lo strap-on-e…

Ora annusa sino in fondo

Bene, aspira all’impazzata
Leva presto i mutandoni
E non romperci i coglioni.
Qui così ce n’è per tutti
Questa Elvira è un gran portento
Da domani è tutta tua
Devi esserne contento..”

    Marcantonio, avvolto nel suo mantello ricavato dal vessillo di guerra, ora inebriato dalla polvere chiara e dalle belle parole del Saracino, si avvicina a questi e all'Elvira, la quale, attirandolo con lo strap-on lo condurrà all'estasi dei sensi e poi al coronamento del sogno d'amore: Marcantonio infatti la condurrà all'altare nella Cattedrale di Tolosa. Saracino tornerà in Oriente, lasciando agli sposi il sussidio di amore nonchè, augurando buona fortuna, al posto della croce... la mezzaluna..
 











 

CORO:

Alla Corte del Re di Tolosa
sul sagrato avanza una sposa
con a fianco, la mano sul cuore,
Marcantonio, il suo bel cavaliere
la conduce all'altare felice
ed Elvira sospira di pace
se la sorte beffarda infierì
alla fine l’amore trionfò
trionfò… trionfò… trionfò..

e trionfò proprio grazie a quell’uomo
Saracino, nemico giurato
condottiero ardito e ingegnoso
però infine assai generoso
dopo aver il re eliminato
e da lui per ben camuffato
egli giunse infatti a Tolosa
e trombò la promessa sposa
ma poi.. ma poi.. ma poi..

soddisfatto da quella conquista
in oriente tornò il Saracino
non pretese né soldi né terre
già contento del dolce bottino
regalò, anzi, uomo di cuore!
agli sposi la sua polverina
e così ancor oggi l’amore
Marcantonio ed Elvira avvicina



     


Comments