La relazione responsiva nella società della comunicazione

...la politica nasce nell’infra 
e si afferma come relazione
                   Hannah Arendt

a mio padre,
per il suo ottantesimo compleanno



        Considero questo mio quinto libro uno dei più preziosi. Qui c’è una scoperta scientifica.               Discutibile, spero, affinché venga migliorata. Vi sono giunto attraverso un percorso impervio, con l’ausilio di alcuni amici:
Maurizio Calvi, che ha creduto e scommesso nelle mie possibilità quando oggettivamente era difficile; Francesco Bruno che mi ha spinto e indirizzato verso la scelta della scienza e della coscienza; Mario Caligiuri con cui condivido una affinità generazionale e culturale.

        In questo percorso ci sono indubbiamente i miei tre figli Elvio, Ludovica e Lavinia, che hanno tollerato i ritardi e le distrazioni.

        Li ringrazio per avermi permesso un libro difficile. So bene che spesso hanno considerato queste parole soltanto mie personali elucubrazioni. Non lo sono. Almeno spero. Se così non fosse sarebbe un dramma per la democrazia. Quanto a me, sono stanco di persone che dicono ciò che pensano. Ormai preferiscono coloro che pensano a ciò che dicono. 



L’intelligence è sempre stato il luogo dell’occulto e delle spie.La democrazia reclama invece trasparenza e libero accesso alle fonti. Come si legano assieme? In tanti anni la politica ha individuato questo legame nel concetto di Ragion di Stato. Per garantire la sicurezza sociale e la stabilità delle Istituzioni nazionali si poteva derogare al criterio della conoscenza con il segreto; appunto il segreto di Stato. Con l’avvento della società della comunicazione, molti di questi concetti sono cambiati. La democrazia, che era il “potere in pubblico”, si è trasformata in “potere pubblico”; il potere dell’opinione pubblica. Il nuovo Intelligence tende sempre di più a gestire la relazione tra i protagonisti della comunicazione.Non è necessario sapere se possiamo capire.

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