RE-INTERPRETARE LA DEMOCRAZIA

L'avvento della società della comunicazione ci impone di reinterpretare il mondo è dunque di reinterpretare la politica, qui ora soltanto di reinterpretare la democrazia.
  • All'epoca delle comunità e dell'ontopower ( il potere ontologico della sopravvivenza della nostra specie) avevamo modelli di democrazia identificata con la vita comunitaria.
  • All'epoca delle società verticale e dell'egopower (il potere della propria rappresentazione) abbiamo avuto modelli di democrazia costituzionale e giuridica in sintonia con l'avvento dello Stato.
  • All'epoca dei sistemi sociali e del biopower ( il potere di controllo della vita e di rappresentanza) abbiamo vissuto con modelli di democrazia partecipata in una dinamica relazionale ampia. 
  • Oggi, nell'epoca dei network e dell'egopower (il super potere epistemologico della produzione scissa di verità e realtà) abbiamo bisogno di una democrazia simbiotica in cui ciascuno realizza costantemente il mondo in cui vive. Non esiste più qualcuno che inquina e qualcun altro che subisce l'inquinamento. Io sono l'inquinamento che subiscono. Non esiste più un potere che comanda ed un cittadino che lo subisce. Io ho il potere di comandare chi mi comanda. La vecchia democrazia formale voluta da Hans Kelsen, non esiste più. Nell'epoca della logica quantistica della società della comunicazione ciascuno di noi è la democrazia che realizza e in cui vive. Nel bene e nel male. In entrambi i sensi perché non ci sarà democrazia se io non sarò quotidianamente democratico, sia nel comportamento diretto, sia in quello indiretto di accettazione delle deroghe di democrazia degli altri. Nel bene e nel male, vivendo in simbiosi con l'universo che noi stessi generiamo.
Non possiamo che vivere in simbiosi con la democrazia (o senza di essa).
La democrazia c'è soltanto se noi stessi la realizziamo.
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