* PER LA POLITICA

Maenza,  ottobre 2012

 

In questa epoca di diffusa denigrazione della politica, io ne voglio esaltare l’importanza, la funzione fondamentale nella vita degli umani, delle loro famiglie, delle loro comunità, delle loro società.

La politica è inevitabile, una funzione insostituibile in ogni sistema vivente e nel nostro principalmente; come si diceva una volta: “se la gente non si occupa di politica è la politica che comunque si occupa di loro”.

La politica è il luogo dell’azione e della parola, del fare e del dire, i progetti e il confronto, le idee, le ipotesi, le soluzioni, il posto in cui si sceglie il futuro, dove si correggono i torti, dove si cerca un concetto di giustizia, lo spazio che tutela la libertà e la sicurezza, il disegno, il profilo della civiltà di un sistema sociale.

Nella politica è stata inventata la democrazia, la ricchezza dei popoli, la loro cultura, la loro identità, il segno lasciato nella storia, il significato di stare l’uno con l’altro, l’amore e il dolore del sacrificio, la costanza nel combattere il tentativo brutale dell’umano di sopraffare l’umano, la sconfitta della tirannide e del totalitarismo, la faticosa, occulta, costante spinta alla produzione delle costituzioni, alla formulazione delle leggi, al rispetto dei regolamenti, oltre e inoltre l’anarchia individualistica del sopruso.

La politica è la spinta verso la città, l’unica forza in grado di costruire la convivialità, la plusvalenza del potere, l’energia che ci ha fatto passare dal calesse all’aereo, che ci ha allungato la vita, che ha esteso la nostra intelligenza in un periodo di tempo breve, dentro un margine di storia limitato rispetto ai millenni della nostra preistoria, ai tantissimi anni di incubazione, il lunghissimo oscuro periodo in cui abbiamo ignorato la demoniaca e divina potenza di essere umani.

L’accelerazione dei tempi, la modernità, la capacità di scegliere la strada verso cui andare e la forza di produrre società dove non c’è, la irresistibile energia che ci permette di strappare dalla morte migliaia di esseri viventi, di ridurre la fame e la sete, di debellare le malattie, l’esigenza indispensabile di prendere una decisione, per quanto sbagliata, la capacità di stabilire la ragione e il torto, di utilizzare la forza collettiva per arginare la violenza individuale, che fa addirittura della violenza stessa l’ultima ratio per la tutela di sé; tutto questo è la politica.

La politica siamo noi che pensiamo al futuro dei nostri figli, che mettiamo da parte i soldi per garantire il loro studio, che ci impegniamo ad offrire opportunità superiori a quelle che noi abbiamo potuto avere, che apriamo chance per permettere loro di essere più felici. Siamo noi quando rispettiamo una fila, quando capiamo che il passato è per noi incontrollabile, comunque irreversibile. Il passato lo possiamo solo ricordare, mentre il futuro è interamente nelle nostre mani. Siamo noi che abbiamo delle speranze, che evitiamo le illusioni, il nostro essere cittadini, il nostro esserci nella storia, senza accantonarsi, senza acquattarsi in una nicchia di protezione personale.

La politica è emozione, la relazione con l’altro, il rispetto delle diversità sessuali, etniche, culturali, il senso del limite, il diritto mite, la ragionevolezza, ma anche capacità di sacrifico, resistenza, specializzazione tecnica, dimensione comunitaria, responsabilità, etica.

La politica è la soluzione dei problemi, la competenza e la professionalità, ma anche l’umanità, l’umanizzazione delle relazioni, delle soluzioni, delle logiche e della tecnologia, i limiti della crescita, la gestione dello sviluppo, la coscienza che il bene è nemico del meglio e che una società giusta è quella che ha la consapevolezza di essere ingiusta.

Più di tutto però, oltre e sopra a tutto, la politica, il miracolo incontenibile della politica è interamente nella possibilità che ho ora, qui, per me, per te, di scrivere una lettera, di mandarla a qualcuno nella speranza che la legga, che la condivida o, meglio ancora, che la contesti e che ci permetta di fare l’unica cosa che l’umano sa fare: capire. Questa azione è interamente politica, infinita e preziosa.

Tutto il resto che vediamo, tutta la degenerazione a cui assistiamo, tutti gli inganni, le astuzie, le micro sopraffazioni del quotidiano, le mistificazioni e gli insulti che ci vengono sbattuti in faccia dal privilegio dei pochi di godere del nostro consenso e di ingannare la nostra fiducia c’è, proprio quando la politica non c’è.  Perché in questa Italia che non riesce ad uscire da se stessa e dal buio logoro della sua degenerazione, è proprio la politica che manca.

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