7 - Ricorsività

        C’è un meccanismo con cui si producono strutture conservative, con cui cioè l’energia in libertà, o meglio in dissipazione, viene inserita dentro strutture che aiutano a rafforzare l’intervallo di sostenibilità degli habitat in cui gli individui si proteggono per sopravvivere alle variazioni ambientali. È ricorsivo ciò che si rinnova o si ripete a ritmi regolari e costanti.         In genere la ricorsività è una funzione matematica e una regolazione logica, non un procedimento, ma una procedura di una successione, funzioni che si ripetono e che si esprimono in formule ricorrenti. Si tratta comunque di una riduzione di complessità fondamentale per gestire l’equilibrio di un individuo o di una specie. I meccanismi ricorsivi servono a ridurre o a estendere l’entropia di un organismo o di una organizzazione. In una situazione complessa la ricorsività è un meccanismo tipico e sempre presente, perché sono i meccanismi reali con cui si elaborano le informazioni. Si ripetono i messaggi sinergici per fare in modo che siano elaborati il più rapidamente possibile. L’energia utile a comprendere gli input e a classificarli viene organizzata in una struttura conservativa in modo che un piccolo segnale possa essere rapidamente connessa ad una insieme di eventi complementari e similari in modo che la risposta (output) sia la più immediata e congruente possibile. Infine, i meccanismi ricorsivi aiutano a prevedere i passaggi evolutivi successivi con logica endofasica e tramite analogie, anche in precarietà di informazioni e difficoltà decisionale. È grazie ai meccanismi ricorsivi che Charles Darwin ha potuto constatare come una piccola variazione possa produrre un grandissimo cambiamento. Perché, con la loro ripetibilità, viene ripetuta e moltiplicata anche la variazione. Una variazione minima di un parametro fisico necessario per l’adattamento, infatti, origina una serie consecutiva di variazione che, appunto, ricorsivamente si ripetono moltissime volte. È soltanto grazie alla ricorsività che svilupparsi il famoso “effetto farfalla, secondo cui, un piccolo spiffero di vento in una parte del mondo può diventare rapidamente un tifone altrove. I modelli paradigmatici evoluzionistici, comunque, non considerano questi elementi fondamentali per qualsiasi processo evolutivo.

Comments