3 - Obiezioni alla Teoria Evoluzionistica

        Solo una obiezione alla teoria evoluzionistica discuterò in questa sede. E non perché abbia maggior valore, ma perché è perfettamente funzionale al senso del discorso che intendo tenere. Secondo il professore Zichichi, la teoria dell’evoluzione non è scientifica per 3 motivi: 
  1. perché “non spiega come sia avvenuto questo passaggio, dalla materia inerte alla materia vivente e poi alla sola forma di materia vivente dotata di ragione, che è l’uomo”; 
  2. non è scientificamente rigorosa” perché “una teoria scientifica rigorosa risponde ai requisiti di rigore scientifico di Galileo, che fu il padre della scienza: descrizione matematica e riproducibilità sperimentale”, cioè perché non c’è una equazione definitiva; 
  3. perché “non sa rispondere alla domanda del perché tra milioni di specie, soltanto una, l’essere umano, è dotata di ragione”
  4. perché “La scienza della vita non ha capito come nasce la vita” e, dunque “non è una scienza esatta”. 
        Cominciamo dall’ultima contestazione, che è la più facile perché è falsa, sia nel presupposto che nella conclusione. È falsa perché non è vero che la scienza della vita non ha capito come nasce la vita. L’ha capito benissimo anche quando le evidenze scientifiche di ordine biologico non c’erano proprio. Non voglio entrare nel dettaglio ma, il passaggio dello scioglimento dei ghiacci, la formazione di grosse molecole spezzate dai raggi ultravioletti emessi dal sole e dai fulmini, le sostanze chimiche rilasciate dalle rocce, e la struttura del DNA avvenuta dalla combinazione di molecole, atomi e elementi chimici, è il processo con cui la scienza della vita descrive la nascita della vita.

        In questo modo si risponde anche alla prima obiezione, l’elemento di congiunzione dalla materia inerte alla materia vivente, c’è, nella spiegazione con cui la vita è nata. Manca il passaggio dell’avvento della ragione ma è proprio ciò di cui stiamo discutendo oggi: il teorema dell’elemento mancante.

        La seconda obiezione è davvero banale. Che la teoria della evoluzione non sia una scienza rigorosa o, peggio ancora, esatta perché non c’è una equazione matematica che ne esprima i requisiti rigorosi e la ripetibilità sperimentale è una vecchia e insignificante affermazione su cui non concordano da anni sia matematici, come Klein che ha stabilito la totale perdita della certezza della matematica, sia fisici come Ilya Prigogine, che ha preso il premio Nobel per il suo studio sulle dinamica della complessità, le regole del caos e sui processi irreversibili che non possono essere tradotti in una equazione per il fatto stesso che sono avvenuti una volta sola. Senza voler considerare le antiche contestazioni di Husserl alla epistemologia galileiana e la proposta di una riformulazione della conoscenza scientifica sulla base della lebenswelt.

        Resta invece ancora in piedi metà della prima contestazione di Zichichi, sul passaggio “alla sola forma di materia vivente dotata di ragione, che è l’uomo”, e tutta intera la terza contestazione (che è sostanzialmente la stessa), la teoria di Darwin “non sa rispondere alla domanda del perché tra milioni di specie, soltanto una, l’essere umano, è dotata di ragione”.
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