1.3 – I Neuroni dei Golden Retriever

La terza storia, il terzo esperimento, non è stato ancora interamente rivelato. È apparso come abstract sul sito web della rivista specialistica «Frontiers in Neuroanatomy» con una giustificazione e contemporaneamente promosso con l’affermazione “Original reserarch article provisionally accepted; the full-text will be published soon”. L’esperimento riguarda la presenza di un certo numero di neuroni nella corteccia cerebrale di alcuni mammiferi. L’esperimento è stato svolto distinguendo i mammiferi carnivori da quelli che carnivori non sono, allo scopo di confermare il paradigma tradizionale secondo il quale “il cervello dei carnivori avrebbe più neuroni corticali rispetto a quelli dello loro prede, essendo la caccia più impegnativa sul piano mentale”. Invece non è andata così. Intanto le dimensioni del cervello non determinano automaticamente la maggiore presenza di neuroni celebrali, come il caso dell’orso, il cui cervello è tre volte più grande di quello di un cane, ma ha meno della metà dei suoi neuroni. Poi, i neuroni non si producono in relazione all’alimentazione o alle abilità. Come scrive Giorgio Manzi, “hanno scoperto che il cervello di un golden retriever ha più neuroni di una iena o di un leone”. Questa ricerca, di cui capiremo meglio i contenuti, già dal suo abstract mostra che l’intelligenza nasce dagli input e dai livelli di socializzazione che gli animali ricevono. Evidentemente, proprio perché erano predatori più deboli, gli umani hanno sviluppato un più forte una migliore competenza cooperativa che si è trasformata in una più forte relazione sociale, in un sistema sociale mutante e adattabile alle diverse tipologie di diversi ambienti. È stata la condizione di socialità che ha determinato l’avvento della intelligenza umana. E il rapporto tra gli animali e il loro habitat sociale è l’elemento mancante nella teoria evoluzionistica di Darwin, che prende esclusivamente in considerazione il rapporto tra individui di una determinata specie e il loro ambiente di riferimento. Non l’habitat sociale, non come si organizza la loro intelligenza organizzando il mondo in cui devono sopravvivere.
Comments