il rito

·         Una seconda struttura conservativa, individuata da Jung, è il Rito che conferisce un’alta tonalità affettiva di sacralità al gesto, al luogo e alle persone; a condizione di una grande fede in una causa divina, magica o spirituale. “Non posso tornare alla chiesa cattolica, non posso sperimentare il miracolo della messa; so troppo al riguardo. So che è la verità, ma la verità in una forma che non posso più accettare” (C. G. Jung). Il rito rappresenta una sorta di dramma esistenziale in forma ridotta. Al suo interno non c’è alcun concetto di tempo. È una condizione senza tempo in cui l’inizio, la fase mediana e la conclusione sono la stessa cosa, sono tutte comprese in una singola unità. L’uomo nasce con uno specifico modello operativo, una specifica modalità operativa, uno specifico modello di comportamento che si esprime mediante immagini o forme archetipiche.



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