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Hare Krishna e Sesso

pubblicato 10 lug 2014, 01:57 da TEMPO diSERVIRE


a cura del Nuovo Movimento Hare Krishna, Associazione Internazionale per la Coscienza Spirituale "Sole e Luna" http://goo.gl/XK4GDm - http://goo.gl/5eXIF

La Chiesa cattolica ammette i rapporti sessuali soltanto all'interno del matrimonio e soltanto per avere figli - cosa che e' in diretta osservanza del comando biblico, "andate e moltiplicatevi" e della maledizione verso la donna, "partorirai i tuoi figli con dolore".
L'atto sessuale e' considerato comunque un peccato, il "peccato originale" dal quale sono macchiati tutti gli esseri umani alla nascita, proprio per l'associazione con la naturale e creativa energia sessuale femminile. L'ordine e' "repressione" e "punizione corporale".
Il risultato e' evidente: innumerevoli violenze e abusi che si sono susseguiti senza sosta fin dai tempi in cui Ipazia, ultima direttrice e preside della Biblioteca di Alessandria, venne denudata e trascinata dalla folla dei "buoni cristiani" in un tempio trasformato in chiesa, e scarnificata con cocci di vasi per "eliminare la bestemmia" del rispetto a una donna dalla faccia della terra "cristiana". 
Paolo scrive, "non tollero che una donna insegni" - e infatti ancora oggi per la Chiesa e' eresia pensare al sacerdozio femminile. I secoli bui del cristianesimo - dalla sua imposizione con Costantino e Teodosio fino ai tempi di Napoleone, che tolse potere legale all'Inquisizione (i cui strumenti e metodi di tortura erano molto spesso a sfondo sessuale) - sono cosi' pieni di violenze e sadismo da aver atrofizzato la coscienza della gente che e' arrivata a considerarli "normali". 

Tanto per capirsi, citiamo la Taxa Camarae, il "catalogo/listino prezzi delle indulgenze", nel quale vengono elencati tutti i possibili peccati con il prezzo relativo, che e' rivelatore per quanto riguarda la percezione della gravita' dell'atto:
1. L'ecclesiastico che incorresse in peccato carnale, sia con suore, sia con cugine, nipoti o figliocce, sia, infine, con un'altra qualsiasi donna, sarà assolto, mediante il pagamento di 67 libbre,  12 soldi. 
2. Se l'ecclesiastico, oltre al peccato di fornicazione chiedesse d'essere assolto dal peccato contro natura o di bestialità, dovrà pagare 219 libbre, 15 soldi. Ma se avesse commesso peccato contro natura con bambini o bestie e non con una donna, pagherà solamente 131 libbre, 15 soldi. 
3. Il sacerdote che deflorasse una vergine, pagherà 2 libbre, 8 soldi. 
5. I sacerdoti che volessero vivere in concubinato con loro parenti, pagheranno 76 libbre, 1 soldo. 
6. Per ogni peccato di lussuria commesso da un laico, l'assoluzione costerà 27 libbre, 1 soldo; per gli incesti si aggiungerà a coscienza 4 libbre. 
8. L'assoluzione e la sicurezza di non essere perseguiti per i crimini di rapina, furto o incendio, costerà ai colpevoli 131 libbre, 7 soldi. 
9. L'assoluzione dell'assassinio semplice commesso sulla persona di un laico si stabilisce in 15 libbre, 4 soldi, 3 denari. 
10. Se l'assassino avesse dato la morte a due o più uomini in uno stesso giorno, pagherà come se ne avesse assassinato uno solo. 
11. Il marito che infliggesse maltrattamenti a sua moglie, pagherà alle casse della cancelleria 3 libbre, 4 soldi; se fosse uccisa, pagherà 17 libbre, 15 soldi, e se le avesse dato morte per sposarsi con un'altra, pagherà, inoltre, 32 libbre, 9 soldi. Coloro che avessero aiutato il marito a perpetrare il crimine saranno assolti mediante il pagamento di 2 libbre a testa. 
12. Chi affogasse suo figlio, pagherà 17 libbre, 15 soldi (o sia 2 libbre in più che per uccidere uno sconosciuto), e se a uccidere fossero il padre e la madre di comune accordo, pagheranno 27 libbre, 1 soldo per l'assoluzione. 
14. Per l'assassinio di un fratello, una sorella, una madre o un padre, si pagherà 17 libbre, 5 soldi. 
15. Colui che uccidesse un vescovo o un prelato di gerarchia superiore, pagherà 131 libbre, 14 soldi, 6 denari. 
18. Colui che in anticipo volesse comperare l'assoluzione di ogni omicidio incidentale che potesse perpetrare in futuro, pagherà 168 libbre, 15 soldi. 
19. L'eretico che si convertisse, pagherà per l'assoluzione 269 libbre. Il figlio dell'eretico arso, impiccato o giustiziato in qualsiasi altra forma potrà essere riabilitato solo mediante il pagamento di 218 libbre, 16 soldi, 9 denari. 
20. L'ecclesiastico che non potendo pagare i propri debiti volesse liberarsi dall'essere processato dai creditori, consegnerà al Pontefice 17 libbre, 8 soldi, 6 denari, e gli sarà perdonato il debito. 
25. Il frate che per migliore convenienza o gusto volesse passare la vita in un eremo con una donna, consegnerà al tesoro pontificio 45 libbre, 19 soldi. 

Il disastro psichico creato da questa alienazione (l'allontanamento dalla sana naturalita') ha prodotto comportamenti tipicamente schizofrenici, in cui i malati di mente con allucinazioni sulla propria santita' non riescono a concepire l'idea che tra madre e figlio adottivo ci possa essere una buona e solida relazione di accordo e collaborazione senza che ci sia dentro per forza "del sesso" (tanto per fare un esempio).
Oppure i "sannyasi" che tuonano e predicano contro la normale vita sessuale (vedi piu' sotto, citazione dalla Gita) e poi abusano sessualmente di decine e decine di bambini affidati a loro - regolarmente, arrogantemente e neanche tanto in segreto. 
Gli stessi "sannyasi" che nel 1974 votarono a maggioranza una risoluzione del GBC per cui tutte le donne e i devoti sposati dovevano essere deportati in Australia per non "disturbare la mente dei veri vaisnava" - gli "arancioni" (la risoluzione venne bloccata in extremis da Prabhupada che si mise a piangere). 
Ovviamente pero', secondo questi GBC, le Gurukule pero' dovevano restare a Vrindavana, a Mayapur, a Dallas, e in tutti gli altri luoghi "santificati", e "per legge" tutti i bambini all'eta' di 5 anni dovevano essere strappati alle famiglie per essere mandati a "diventare veri vaisnava" nelle Gurukule "autorizzate".

L'affioramento recente degli abusi sessuali sui minori perpetrati sistematicamente dalla Chiesa cattolica dovrebbe colpirci non tanto per i fatti in se', ma per la noncuranza con cui la Chiesa sta ancora cercando di farli passare come "normali". 
Perche' NORMALI sono, all'interno del Sistema, che e' basato sull'equivoco di base - il sesso e' peccato e tutti siamo peccatori, ma il peccato piu' grave e' quello di rispettare l'energia sessuale naturale e gioiosa, il rapporto CONSENZIENTE.

Cosi' nell'Islam gli omosessuali adulti e consenzienti sono impiccati per legge come punizione per il loro "abominio", mentre si raccomanda ai "fedeli" di usare i bambini maschi come oggetto della propria lussuria ("perle da infilare"). Si ricorre alla mutilazione genitale femminile per eliminare qualsiasi possibilita' di piacere sessuale nelle donne, ma il "fedele" ha il diritto di godere della moglie "dai piedi alla testa", in modo totalmente univoco. Il matrimonio e' inteso solo per favorire il piacere e il controllo assoluto dell'uomo sulla donna: le bambine che hanno compiuto un anno di eta' sono gia' "pronte per il consumo" (Maometto stesso ebbe spose bambine), l'uomo puo' divorziare legalmente con estrema facilita' (pronunciando 3 volte la parola talaq), e puo' avere tutte le mogli e concubine/schiave che vuole, incluse le bambine generate dalle sue mogli. 
L'Islam, come la Chiesa, approva entusiasticamente lo schiavismo.

Ecco alcuni proverbi popolari italiani:
Chi più sporca la fa, divien priore.     
Non bazzichi prete o soldato chi è maritato.
“E che ‘l Signor el me a mande bona”, disea el prete spetando a serva nova.
Odio de preti, persecuziò de frate e cazzotti de contadì, libera nos Domine.
Cui unn’ari ana di travagghiari, surdatu, monacu o parrinu s’avi à fari.       
Frate non troverai, né sacerdote, che al cul non scioglierà supplici note.
I diavoli chi nun se troveno a l’inferno, son a Roma.
Vicine ‘a chiesa, luntane da Dio.
Nu menà prete a chi te mena pane.

Persino gli storici cristiani lo confermano. Ecco qualche esempio: 
«Le abitudini più inveterate [del clero] su cui inutilmente si era legiferato da due secoli, erano il concubinaggio, l’istrionismo, il traffico commerciale, la violenza armata, la consuetudine alle bettole, al gioco, alle veglie festaiole » (De Maio. Società e vita religiosa a Napoli nell’età moderna. Edizioni scientifiche italiane, Napoli 1971)
«[Vorrei vedere Martin Lutero] ridurre questa caterva di scelerati [preti] a’ termini debiti, cioè a restare o sanza vizii, o sanza autorità.» (Guicciardini, storico e gonfaloniere della Chiesa. Ricordi.)
«Le buffonate apostoliche [avranno sempre successo finché] abbiamo ancora della brava gente, di certo cristiani, sufficientemente ignoranti da mantenere la fede dei loro avi.» (Talleyrand, vescovo di Autun. Lettera alla sua amante, madame de Flahaut)

Nella Bhagavad gita (7.11) Krishna afferma: dharmaviruddho bhutesu kamo 'smi bharatarsabha, "In tutti gli esseri/livelli di esistenza Io sono Kama (la gratificazione dei sensi, precipuamente sessuale) che non e' contraria al dharma".
Quasi tutti hanno sentito nominare il "Kamasutra", ma quasi nessuno ha fatto il collegamento culturale/etimologico per cui la versione originaria di questo antico testo e' considerata una scrittura sacra, parte integrante delle scritture vediche.
I Veda dichiarano apertamente che esistono quattro purusartha, degni e naturali scopi della vita umana che e' legittimo perseguire: dharma (etica applicata), artha (sviluppo economico), kama (piacere dei sensi), moksha (liberazione dai condizionamenti).

I principi fondamentali del Dharma sono: veridicita', compassione, pulizia e autocontrollo. Ce ne sono parecchi altri elencati nelle scritture vediche, ma tutti derivano da questi 4 di base. In nessun testo vedico o vaisnava AUTENTICO tra i principi del dharma troviamo anche un minimo riferimento alla necessita' di avere rapporti sessuali soltanto per avere un figlio, e all'interno del matrimonio convenzionale.
Il movimento "vaisnava" a cui ti riferivi nella tua domanda e' sicuramente quello che si autodefinisce "Brahma Madhva Gaudiya Sarasvata sampradaya", in cui i famosi "quattro principi regolatori" che l'iniziato fa voto di seguire a vita comprendono l'astensione dal "sesso illecito". E qui casca il prete.
Perche' il "sesso illecito" secondo la Chiesa cattolica e' qualsiasi cosa non sia finalizzata al concepimento all'interno di un matrimonio sanzionato dalla Chiesa stessa, mentre per Vishnu/Krishna (di cui i seguaci della cosiddetta Brahma Madhva Gaudiya Sarasvata sampradaya affermano di essere "devoti"), il sesso illecito e' quello che va contro i principi della veridicita', della compassione, della pulizia e dell'autocontrollo.

Le relazioni omosessuali possono benissimo essere lecite secondo i principi vedici (vedere il Kamasutra, che ne parla esplicitamente) purche' siano monogame, oneste, pulite, rispettose e consenzienti - purche', in altre parole, non siano contrarie al Dharma, ai principi universali della religione.

In altre parole, sesso illecito e' qualsiasi atto violento, "sporco", perverso, irrispettoso, basato sull'ipocrisia, sul tradimento, sull'inganno, commesso su persone non pienamente consenzienti, egoistico, ossessivo. Non importa quale sia l'OGGETTO di tale atto sessuale - se dell'altro sesso, dello stesso sesso, o di nessun sesso.
Infatti sesso illecito e' vedere e trattare il prossimo come un oggetto sessuale - o come un maniaco sessuale, come hanno fatto i preti per secoli perseguitando le donne libere e forti, le donne naturali che ispiravano rispetto. 
I Veda insegnano, atmavan manyate jagat: "ciascuno proietta se stesso sugli altri". Un maniaco sessuale vedra' tutti assetati di sesso - il violentatore si giustifichera' dicendo che la donna che ha assalito "gli ha sorriso" (e quindi "ci stava") oppure "era vestita in modo indecente" (e quindi "se la stava cercando").
E per certa gente, qualsiasi cosa sia piu' "indecente" di un burka e' una legittima giustificazione allo stupro. E si sa, "le donne sono 7 volte piu' lussuriose degli uomini", dicono alcuni....

Cosa significa "Vaishnava"? Molti sovrappongono il concetto di vaishnava al concetto di prete cattolico - brahmachari come monaco, sannyasi o GBC come vescovo, guru come cardinale o papa. 
Nello stesso modo, applicano il concetto di "mortificazione della carne" all'idea di "controllare la mente e astenersi dalla gratificazione dei sensi", ma e' un errore drammatico.
Krishna nella Gita (3. 6-7) dice chiaramente: karmendriyani samyamya ya aste manasa smaran, indriyarthan vimudhatma mithyacarah sa ucyate, yas tv indriyani manasa niyamyarabhate 'rjuna, karmendriyaih karma-yogam asaktah sa visisyate
"Una persona che pratica l'astinenza ma continua a pensare agli oggetti dei sensi (in positivo o negativo) e' uno stupido e un ipocrita. Chi invece impegna i sensi in modo regolato e cosciente gradualmente sviluppa il distacco e si situa nello yoga dell'azione".
Secondo la naturale progressione raccomandata dai Veda, seguire Kama in modo regolato, consapevole e dharmico prepara al lavoro da fare per conseguire Moksha - la liberazione.
Qualche stupido ipocrita potra' rimanere "disgustato" da tale "aperto incoraggiamento a fare piu' sesso", ma tant'e'. Di idioti ce ne sono tanti al mondo...
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