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Bhakti Yoga in breve

pubblicato 21 lug 2015, 09:32 da Nirvanananda Atma   [ aggiornato il 04 nov 2016, 01:56 da TEMPO diSERVIRE ]



Un metodo efficace e completo di realizzazione spirituale, con supporto scientifico e riscontro pratico personale immediato.
ATTIVITA' PRIMARIA: 1) CANTO/RECITA E/O ASCOLTO DEL MAHA MANTRA HARE KRISHNA
Il Bhakti Yoga inizia con il canto/recita e/o ascolto (tot volte al giorno) del mantra:
Om Sri Ram Jay Ram Jay Jay Ram
oppure
Hare Krishna Hare Krishna
Krishna Krishna Hare Hare
Hare Rama Hare Rama
Rama Rama Hare Hare
che proviene dal piano spirituale, ed e' chiamato "il grande mantra della liberazione".
ATTIVITA' PRIMARIA: 2) LETTURA DEI TESTI
Occorre poi leggere regolarmente i testi vedici (in italiano se ne trovano online in versione digitale tantissimi gratuitamente), per una piena comprensione della scienza trascendentale. Si tratta di una conoscenza superiore, spirituale, che viene rivelata sempre più, man mano la nostra purificazione procede, grazie alla recita del mantra e alla lettura stessa (divya jnana).
ATTIVITA' OPZIONALI: 3) PROGRAMMA SPIRITUALE
Altre pratiche, poi, facilitano e rendono più rapido il nostro avanzamento spirituale, in particolare il "programma del mattino", quello seguito in ogni tempio per la coscienza di Krishna (si trovano online delle versioni audio e/o video da seguire facilmente senza muoversi dal salotto di casa propria).
ATTIVITA' OPZIONALI: 4) SEGUIRE I PRINCIPI REGOLATORI*
Simultaneamente alle attività descritte sopra,, per raggiungere celermente la più alta realizzazione, e per mantenerci sempre su un piano trascendentale ("brahma bhuta"), dove le sofferenze materiali non ci disturberanno e la felicità spirituale sarà sempre in aumento, dovremmo seguire quattro principi di sanità e purezza, ed inserirli nella nostra vita, anche gradualmente:
1) Astenersi dal consumo di carne
2) Astenersi dall'uso di qualsiasi intossicante 
3) Astenersi dalle attività sessuali se non per procreare ecc. ecc. (insomma come tutti i monaci di tutte le tradizioni)...sempre come attività opzionale! non spaventatevi!
4) Astenersi da ogni gioco d'azzardo e da ogni speculazione mentale o intellettuale non necessaria.

vedi anche: (clicca qui)

---

*Principi regolatori

Carissimo Ramananda das, Hare Krishna! 
Grazie per la buona domanda, che mi da' l'occasione di parlare di 
Krishna e 
dei Suoi insegnamenti. 

Srila Rupa Govami (benedetto lui) dice che nella coscienza di 
Krishna 
esistono solo due principi regolatori: 
1. Ricordarsi sempre di Krishna 
2. Non dimenticarsi mai di Krishna 

Per aiutarsi ad arrivare a questo punto, esiste una milionata di 
regole "di 
assistenza", che pian piano ci portano al livello del puro amore per 
Dio. 
Sempre Rupa Gosvami (benedetto, benedetto) dice che ci sono due cose 
che ci 
fanno cadere dal ricordo di Krishna (cioe' dalla COSCIENZA di 
Krishna): 
1. Non seguire le regole 
2. Seguire le regole per le regole 

Infatti, non dobbiamo seguire le regole in modo stupido: Srila 
Prabhupada 
(benedetto) diceva spessisimo, in un sacco di conversazioni con 
devoti 
che 
gli chiedevano come "regolarsi", che NON C'E' NIENTE CHE POSSA 
SOSTITUIRE 
IL BUON SENSO. E ne diede la dimostrazione pratica in un sacco di 
esempi, 
piu' o meno passati sotto silenzio dai biografi ufficiali. Ho letto 
da 
qualche parte l'episodio della zuppa di cipolle: Srila Prabhupada 
era 
stato 
invitato a pranzo da un Life Member ed era naturalmente andato con i 
suoi 
discepoli. Il poverino, a cui piaceva molto la zuppa di cipolle, 
penso' 
bene di prepararla per i suoi onorati ospiti e i devoti, 
scandalizzati 
orripilati, fecero un mucchio di facce a tavola. Srila Prabhupada, 
imperturbabile, prese il cucchiaio e spazzolo' la zuppa (che era 
piena 
di 
amore e devozione) obbligando cosi' i discepoli a seguire il suo 
esempio, e 
in seguito spiego' agli allibiti sannyasi che la crescita della 
coscienza 
di Krishna di quell'anima sincera non doveva essere tarpata da 
considerazioni marginali come il non mangiare cipolle. Avranno 
capito? 
Mah. 

Le regole, in altre parole, devono servire ad aiutarci nel nostro 
sviluppo 
della coscienza di Krishna e nel mantenerci in forma per servire 
praticamente la missione di Krishna. Se vediamo che ci stanno 
portando 
da 
un'altra parte o ci friggono il cervello e' piu' furbo mollarle 
(magari 
anche solo temporaneamente) prima di violentare tutti i bambini 
della 
Gurukula o comunque di dare fuori di matto in altri modi pericolosi 
(tipo 
farsi prendere da attacchi di mania di grandezza o avidita' politica 
complesso di Torquemada). L'idea e' quella di guidare la barca 
secondo 
le 
istruzioni personali del guru che ti conosce, sa com'e' il percorso 
ti 
ripesca in caso di necessita'. Questo e' il significato di guru e di 
iniziazione: iniziare una relazione molto personale in cui, tra 
tentativi, 
fallimenti e successi, si serve sinceramente Krishna. Un altro motto 
favorito di Srila Prabhupada e': "Il fallimento e' la base del 
successo." 
Niente inferni eterni per chi sdrucciola, per carita', senno' chi fa 
fatica 
preferisce fare la maria goretti (la morte piuttosto che il peccato) 
sprecando cosi' il resto della preziosa vita umana e dovendo 
ricominciare 
daccapo con anni di sofferenze nell'infanzia prima di poter essere 
in 
grado 
di combinare qualcosa di buono. 

Nel capitolo 6 della Bhagavad gita, Krishna rassicura Arjuna, che fa 
delle 
domande simili: 

2. Cio' che viene chiamato sannyasa (rinuncia) non e' differente 
dallo 
yoga 
(la disciplina della consapevolezza), perche' nessuno puo' mai 
diventare 
uno yogi se non rinuncia al desiderio per il piacere dei sensi. 
5. Bisogna usare la propria mente per liberarsi e non per 
degradarsi, 
perche' la mente dell'anima condizionata puo' essere la sua migliore 
amica 
o la sua peggiore nemica. Non c'e' migliore amico o peggiore nemico 
del 
proprio se' inferiore. 
6. Per chi ha conquistato il se' inferiore, questo diventa il suo 
migliore 
amico, ma per chi non e' riuscito a vincerlo la mente e' un nemico 
che 
lo 
tormenta continuamente. 
14. Tranquillo e libero dalla paura, osservando le regole del 
brahmacharya, 
deve controllare le attivita' della mente e concentrare la 
consapevolezza 
in Me, perche' Io sono lo scopo della meditazione. 
Arjuna disse: 
33. O Madhusudana (uccisore del demone Madhu), il metodo dello yoga 
che mi 
hai descritto mi sembra difficile da praticare per lungo tempo, 
perche' la 
mente e' instabile e irrequieta. 
34. O Krishna (che sei infinitamente affascinante e puoi affascinare 
la mia 
mente), la mente e' sempre attratta a correre qua e la' in modo 
insensato. 
Per di piu' e' estremamente forte e ostinata. Secondo me sarebbe 
piu' 
facile controllare il vento. 

(inserisco qui un'importante citazione dal capitolo 2: 
58. Chi e' capace di distaccarsi completamente dalle sensazioni 
esteriori, 
ritraendo i sensi dagli oggetti dei sensi come una tartaruga ritrae 
le 
sue 
membra nel guscio, ha raggiunto una consapevolezza costante. 
59. L'anima incarnata puo' praticare l'astensione dagli oggetti di 
piacere, 
ma spesso non riesce a liberarsi dal desiderio per essi. Se pero' 
sperimenta qualcosa di superiore lascia facilmente i piaceri 
inferiori. 
!!!!! 
60. O figlio di Kunti, i sensi possono agitare la mente con grande 
forza, 
anche in un uomo che si sforza di controllarli con l'intelligenza e 
la 
discriminazione. 
61. Bisogna dunque tenere sotto controllo tutti i sensi, 
impegnandoli 
in 
una disciplina spirituale in relazione a Me e meditando su di Me; in 
questo 
modo i sensi possono essere stabillmente impegnati nella 
consapevolezza. 
!!!! 
67. La mente che segue gli impulsi dei sensi viene trascinata da 
essi 
l'intelligenza ne viene travolta, cosi' come una barca sull'acqua 
viene 
trascinata via da un forte vento. 
70. L'oceano non trabocca mai nonostante vi affluiscano cosi' tanti 
fiumi; 
una persona che accoglie nello stesso modo equilibrato e 
indifferente 
tutti 
i desideri diventa veramente tranquilla. Chi invece continua a 
fantasticare 
sui desideri di piacere non potra' mai ottenere la pace. 
71. Un uomo che ha abbandonato ogni desiderio di piacere dei sensi e 
si 
muove libero, vivendo in modo distaccato, senza considerarsi padrone 
proprietario di nulla, senza identificarsi con definizioni 
materiali, 
raggiunge la pace perfetta, il brahma-nirvana. 
72. O figlio di Pritha, questo e' il livello spirituale. Chi l'ha 
raggiunto 
non rimane mai confuso e al momento della morte si eleva alla 
liberazione 
spirituale. 

si torna al capitolo 6) 

Il Signore disse: 
35. Senza dubbio, o guerriero dalle forti braccia, figlio di Kunti 
(che e' 
un personaggio eccezionale, essendo anche Mia zia), la mente e' 
difficile 
da vincere e irrequieta, ma puo' venire controllata con la pratica 
costante 
e il distacco. 
36. Secondo la Mia opinione e' estremamente difficile raggiungere la 
realizzazione spirituale senza controllare e disciplinare la mente, 
ma 
e' 
possibile applicare dei metodi pratici per raggiungere questo fine. 
!!!!!! 
Arjuna disse: 
37. Caro Krishna, cosa accade a colui che pratica con fede il metodo 
dello 
yoga ma per qualche motivo fallisce prima di raggiungere il 
successo, 
causa della turbolenza della mente? 
38. Una persona che si smarrisce sulla via della trascendenza non 
resta 
forse senza appiglio, sradicata sia dalla vita materiale che da 
quella 
spirituale -- avendo abbandonato entrambe -- e ne viene lacerata 
come 
una 
nuvola che si disperde nel cielo? 
39. Questo e' il mio dubbio, Krishna. Ti prego di risolverlo 
completamente, 
perche' nessun altro all'infuori di Te e' in grado di rispondere a 
questa 
domanda. 
Il Signore disse: 
40. O figlio di Pritha (e' un nome di Kunti, ma indica anche "la 
Terra"), 
per chi si impegna in attivita' positive non c'e' mai distruzione 
ne' 
in 
questa vita ne' nella prossima. Amico mio, una persona che desidera 
fare il 
bene non e' mai sopraffatta dal male. 
41. Chi fallisce sulla via dello yoga raggiungera' dopo la morte il 
paradiso delle persone virtuose, dove potra' risiedere per 
moltissimi 
anni. 
In seguito rinascera' nella casa di persone ricche o di animo 
nobile. 
42. Potra' anche rinascere in una famiglia di yogi e spiritualisti, 
come 
figlio di saggi che possiedono la conoscenza. Certamente e' molto 
raro 
ottenere una simile nascita in questo mondo. 
43. Durante quella nuova vita sente risvegliarsi in se' quella 
consapevolezza che aveva acquisito durante la vita precedente, e 
torna 
quindi a sforzarsi di raggiungere la perfezione, o gioia dei Kuru 
(tra 
tutti i Kuru, tu sei quello che tiene alto il livello). 
44. Cio' che aveva gia' realizzato con la pratica nella vita 
precedente gli 
risulta estremamente facile e attraente e prova un intenso desiderio 
di 
comprendere meglio la via spirituale dello yoga. La sua posizione e' 
molto 
superiore ai principi rituali delle scritture, che ha gia' lasciato 
dietro 
di se'. 
45. E quando si impegna nella pratica della consapevolezza, ogni 
impurita' 
e ogni errore viene spazzato via, finche' dopo numerose vite (cioe' 
numerose dall'inizio della pratica, quindi magari anche una vita 
sola) 
raggiunge finalmente la destinazione suprema. 
46. Lo yogi che pratica la disciplina della consapevolezza (cioe' la 
coscienza di Krishna) e' superiore al tapasvi (l'asceta che si 
dedica 
all'austerita'), al jnani (il ricercatore che studia la conoscenza 
scientifica), al karmi (la persona virtuosa che compie buone 
azioni). 
Non 
c'e' nessuno che sia piu' glorioso di chi pratica questa disciplina 
dello 
yoga della consapevolezza: in ogni circostanza sii uno yogi, caro 
Arjuna. 

Nel 12 capitolo della Bhagavad gita, Krishna da' ad Arjuna delle 
istruzioni 
molto precise sulla coscienza di Krishna. Riporto le citazioni (e ti 
spediro' via email la mia traduzione letterale e veloce della 
Bhagavad 
gita, tipo "pronto soccorso"): 

2. Coloro che fissano la propria consapevolezza su di me e si 
impegnano 
costantemente con fede trascendentale nella Mia adorazione sono 
considerati 
da Me i piu' perfetti nello yoga. 
8. Fissa la tua mente su di Me, applica la tua intelligenza al Mio 
servizio 
e certamente vivrai sempre in Me in eterno.!!!!!! 
9. Se pero' non risci a mantenere la consapevolezza sempre 
concentrata 
su 
di Me con una perfetta pratica dello yoga, cerca almeno di 
desiderare 
di 
raggiungerMi. 
10. Se in pratica non sei capace di fare nemmeno questo, dovresti 
dedicarti 
al Mio servizio, perche' potrai raggiungere la perfezione attraverso 
l'azione agendo per Me. 
11. Nel caso che tu non riuscissi a compiere le attivita' del 
servizio 
devozionale offerto a Me, cerca di situarti nella consapevolezza del 
se' 
rinunciando ai frutti delle tue azioni. 
12. Questa pratica e' superiore alla ricerca della conoscenza, e la 
pratica 
della conoscenza e' superiore alla semplice meditazione (dhyana). 
Tale 
rinuncia ai frutti dell'azione puo' darti la pace della mente. 
13. Chi non e' ostile verso nessun essere vivente, anzi ha un 
atteggiamento 
gentile e amichevole, privo di senso di possesso e false 
identificazioni 
materiali, equilibrato nella sofferenza e nella gioia, pronto a 
perdonare, 
14. sempre soddisfatto, disciplinato nello yoga e determinato nelle 
sue 
attivita', che impegna la mente e l'intelligenza al Mio servizio, e' 
un Mio 
devoto e Mi e' molto caro. 

Chiarimenti: 

A. Osservando le regole del brahmacarya. Stando in India ho avuto la 
fortuna di conoscere dei veri brahmacari, sono come i quattro 
Kumara, 
che 
pur essendo i primogeniti di Brahma (e cioe' abbastanza vecchi) 
scelgono di 
mantenere sempre un corpo da bambini per non avere problemi. Chi non 
ha 
molti poteri mistici magari non e' in grado di arrestare la crescita 
del 
corpo, ma si trovano qui molti deliziosi bambini con la mente pura. 
Ti 
ricordi da bambino? Ecco, Gesu' diceva la stessa cosa. Bisogna 
essere 
sinceri, puliti ed entusiasti come bambini per poter fare i 
brahmacari, e 
per poter vedere gli altri come persone e non come corpi da godere. 

B. Controllo dei sensi. Significa che uno diventa in grado di 
decidere 
cosa 
fare senza essere trascinato di qua e di la' dai venti. Si tratta 
della 
stella polare del nostro viaggio, che ci consente di avere un punto 
di 
riferimento costante anche in mezzo alle peggiori mareggiate. Le 
burrasche 
in mare sono una cosa inevitabile, e se vogliamo attraversare 
l'oceano 
dobbiamo aspettarcele, tenendo la barca nelle migliori condizioni 
possibili 
per non affondare. Con la pratica costante e il distacco (cioe' non 
continuare a tormentarsi) si arriva a raggiungere lo scopo. 

C. IL GUSTO SUPERIORE 
Ecco la risposta a tutte le domande. Quando Srila Prabhupada 
comincio' 
predicare, non faceva del terrorismo spirituale dicendo alla gente 
che 
non 
doveva fare questo e quello, che doveva alzarsi alle 3 di mattina e 
via 
dicendo (come fanno invece i neofiti per impressionare il prossimo 
con 
la 
loro grande austerita'). Chiedeva loro di: 
1. cantare Hare Krishna (in tutti i modi possibili) e ascoltare cio' 
che 
riguarda Krishna 
2. prendere prasada (un prasada piu' buono possibile) 
3. stare in compagnia dei devoti (scegliendo quelli che hanno lo 
stesso 
tipo di mentalita') 
4. fare qualcosa di bello per Krishna (offriva i servizi piu' 
entusiasmanti 
e accettava quasi qualsiasi idea dei devoti) 

La strategia di Prabhupada era che quando uno aveva assaggiato il 
gusto 
superiore, gli diventava piu' facile mollare il resto. La cosa 
funziona su 
vari livelli: piu' si assaggia il gusto superiore, piu' si riesce a 
lasciar 
perdere gli altri gusti. Fino al gusto supremo. 

Per quanto riguarda le domande specifiche, noto anche problemi sulle 
uova e 
sugli "intossicanti". Secondo la mia esperienza, le uova sono 
sostituibilissime. Ampliando la gamma delle ricette che si conoscono 
si 
preparano e scegliendo quelle piu' adatte al proprio gusto, si 
trovano 
cibi 
molto piu' soddisfacenti e le uova diventano semplicemente quello 
che 
sono: 
ovulazioni di gallina piu' o meno fecondate. (bleah!) 
Per gli intossicanti, credo che il problema sia simile. Con un gusto 
superiore (anche solo materiale) si puo' facilmente smettere. Un 
sacco 
di 
gente smette di bere alcolici e caffe' e fumare sigarette senza 
sperimentare l'estasi spirituale. 
Come regola generale, quando si vuole smettere di fare qualcosa, 
bisogna 
sempre chiedersi, "cosa mi da' questa assuefazione per soddisfare i 
miei 
bisogni?" Poi ci si regola di conseguenza, sostituendo con qualcosa 
di 
piu' 
sano e innocuo. 

Mi riservo di proseguire la dissertazione in un prossimo messaggio, 
perche' 
il file e' diventato enorme e il sole sta sorgendo (e' scaduto il 
mio 
tempo 
da e-mail). Nel frattempo ti auguro ogni successo nella vita 
spirituale 
(che e' basata sulla sincerita', quindi mi sembra che sei messo 
bene). 
Se 
un devoto per un'intera vita rimane devoto nonostante non riesca a 
passare 
alla fase successiva (dopo quella iniziale), torna a Krishna. A 
Krishna 
tornano quelli che si ricordano di Lui al momento della morte, non 
quelli 
che hanno il bollino blu delle banane. 
A presto, 
PK 

Carissimo Renzo, Hare Krishna. 
Siccome l'argomento e' estremamente importante, credo che sia 
necessario 
procedere alla seconda parte della discussione per chiarire ancora 
meglio i 
concetti. 
Nel messaggio precedente abbiamo visto che: 

1. La cosa piu' importante nella coscienza di Krishna e' ricordarsi 
di 
Krishna, e le regole devono servire ad aiutarci in questo senso. 
2. Per arrivare a pensare sempre a Krishna bisogna diventare capaci 
di 
controllare la mente e i sensi, altrimenti continueremo a pensare ad 
altre 
cose; questa pratica della meditazione attiva su Krishna e' un 
processo 
graduale nel quale e' normale attraversare dei momenti di debolezza 
persino dei fallimenti (o lunghe fasi preparatorie prima di riuscire 
situarsi su un livello di controllo dei sensi sufficiente), perche' 
la 
potenza della mente e dei sensi (che sono emanazioni di Maya, che e' 
un'energia divina) non e' da sottovalutare. Per ampliare il concetto 
di 
come mente e sensi sono emanazioni di Maya, cliccare (??) cioe' fare 
la 
domanda. 
3. E' necessario mantenersi ben saldi nel buon senso e 
nell'intelligenza, 
usando il fallimento come pilastro del successo. 
4. Per controllare i sensi e la mente l'unico sistema e' quello di 
concentrarli su un gusto superiore e impegnarli nel servizio attivo 
(kirtana, prasada, servizio ecc.). Cioe' quando Maya viene impegnata 
nel 
servizio a Krishna diventa YOGA-MAYA (yoga significa unire, 
impegnare). 
Fantastico, eh? Bello il sanscrito, gia' imparando il sanscrito si 
puo' 
capire molto piu' facilmente la filosofia. 

Possiamo ora procedere con la dimostrazione dei punti seguenti: 

5. E' meglio procedere gradualmente al controllo dei sensi invece 
che 
stringere troppo la cinghia tutto insieme e reprimersi. 
6. Bisogna utilizzare i guna per elevarsi, usando la passione per 
uscire 
dall'ignoranza, e la virtu' per uscire dalla passione. 
7. Quando si offre a Krishna tutto cio' che si fa, le nostre azioni 
vengono 
purificate (diventa tutto prasada). 
8. Il primo passo nel controllo dei sensi e' il controllo della 
lingua, 
attraverso la vibrazione sonora spirituale e il prasada. 


E' meglio procedere gradualmente al controllo dei sensi invece che 
stringere troppo la cinghia tutto insieme e reprimersi 

La Bhagavad gita raccomanda nel capitolo 3: 
4. Non e' semplicemente astenendosi dall'agire che l'uomo puo' 
liberarsi 
dall'azione, ne' la pura rinuncia puo' portare al successo. 
6. Chi si astiene dalle azioni sensoriali (di occhi, lingua, naso, 
tatto e 
genitali) ma continua ancora a pensare agli oggetti dei sensi e' 
certamente 
uno sciocco che cerca di imbrogliare se stesso. 
7. O Arjuna, molto piu' apprezzabile di questo impostore e' colui 
che 
comincia a controllare la mente e i sensi impegnando questi stessi 
organi 
(vedi sopra) in attivita' regolate cercando di superare 
l'attacamento. 
11. I deva, signori dell'universo, saranno compiaciuti dal 
compimento 
del 
sacrificio (azione sacra, cioe' diffusione della coscienza di 
Krishna) 
e vi 
ricambieranno dispensandovi ogni benedizione e felicita'. 
12. Soddisfatti dal vostro lavoro spirituale, certamente i deva vi 
concederanno i piaceri che desiderate e di cui avete bisogno per 
vivere. 
29. Coloro che sono confusi dalle influenze della natura materiale 
si 
impegnano in azioni materiali; poiche' si tratta di persone 
ignoranti 
tendenzialmente pigre, non vanno distolte dall'azione. Il saggio fa 
attenzione a non turbare tali persone. 
33. Persino il saggio che conosce la verita' tende ad agire seguendo 
le 
proprie caratteristiche naturali. A che serve reprimere la propria 
natura? 

Bisogna dunque procedere gradualmente (gradualmente non significa 
sempre 
lentamente, bensi' "in modo sicuro") cercando di migliorare sempre, 
senza 
pero' scoppiare. Cercare di strafare, quando costituisce 
un'imposizione 
artificiale e non un impeto spontaneo (come nelle maratone o quando 
si 
e' 
in estasi), porta sofferenza e distrugge il servizio devozionale. 
Chi 
si 
ingozza si regole poi finisce per vomitare, il progresso spirituale 
deve 
essere digerito bene. 
* Se vuoi smettere di fumare e non riesci a smettere in un giorno 
solo, 
diminuisci gradualmente e sostituisci. 
Tanto che, mi dicono, molti seguaci di Mahaprabhu (Narottama das 
Thakur, 
Syamananda Prabhu ecc.) sono andati a predicare in Bengala e stati 
del 
Nord 
est India chiedendo alla gente semplicemente di cantare Hare 
Krishna, 
senza 
nemmeno aspettarsi che seguissero delle regole (prova a convincere 
un 
Bengali o un Oriya a smettere di mangiare pesce, se ci riesci). Chi 
segue 
tutte le regole qui di solito vive in una Math e ti assicuro che ce 
ne 
sono 
pochissimi, le Math sono quasi deserte. Come "ricompensa" del 
seguire 
tutte 
le regole, i residenti si sentono autorizzati a farsi mantenere 
dalla 
Math 
senza fare un tubo (tranne poche anime veramente sincere) e quindi 
la 
Math 
diventa semplicemente un albergo (di quindicesima categoria, ma 
tanto 
loro 
prima vivevano uguale se non peggio) aggratis per mangiare e dormire 
spaziare tutto il giorno. Prabhupada aveva altre idee in mente, come 
ben 
sai. 


Bisogna utilizzare i guna per elevarsi, usando la passione per 
uscire 
dall'ignoranza, e la virtu' per uscire dalla passione 

C'e' una tecnica specifica per arrivare a controllare i sensi e la 
mente, 
che consiste nell'utilizzare i guna come una scala per poi passare 
anche al 
di la' della scala. Quando siamo immersi nell'ignoranza e nella 
passione, 
e' assurdo cercare di fare i trascendentali austeri o i brahmacari 
di 
ferro 
(che quando piove si arrugginiscono). 
Dall'ignoranza (irresponsabilita', illusione, pazzia, ignoranza, 
sonno, 
perdita di tempo, ubriachezza ecc.) dobbiamo passare alla passione 
(azione, 
lavoro, costruzione, impegno, responsabilita', matrimonio, sviluppo 
delle 
relazioni, ecc.) 
Dalla passione (attaccamento, possesso, lussuria) dobbiamo passare 
alla 
virtu' (pulizia, onesta', scopo superiore, desiderio di fare il bene 
degli 
altri, altruismo, dedizione, purezza, nobilta' d'animo, distacco, 
ecc.) 
Dalla virtu' possiamo facilmente passare alla pura virtu', che e' la 
posizione trascendentale. 

Quando si offre a Krishna tutto cio' che si fa, le nostre azioni 
vengono 
purificate (diventa tutto prasada) 

Come passare alla posizione trascendentale? Offrendo a Krishna tutto 
cio' 
che facciamo (cioe' agendo in ogni circostanza considerandoci 
servitori di 
Krishna e persone impegnate nella vita spirituale). Se leggi il 
libro 
di 
Krishna nel finalino del capitolo sul brahmana Sudama (da povero 
diventato 
ricchissimo) c'e' scritto ben chiaro. Sudama visse per il resto dei 
suoi 
giorni gratificandosi con i regali di Krishna e accettandoli come 
prasada. 
In altre parole: 

a. si puo' mangiare per Krishnasi mangia pensando: il mio corpo e 
la 
mia 
mente hanno bisogno di questo nutrimento, di questi sapori e di 
questa 
soddisfazione (cioe' gratificazione) per funzionare bene e svolgere 
il 
servizio a Krishna che e' la mia missione in questa vita; devo fare 
in 
modo 
da scegliere i cibi piu' adatti e mangiare la giusta quantita' nel 
modo 
giusto e nell'ambiente giusto per stare meglio in salute e mantenere 
la mia 
mente soddisfatta. Questo e' il passo successivo (e separato) del 
fatto di 
offrire il cibo a Krishna prima di mangiare, che e' tutto un altro 
discorso 
su cui si puo' dire moltissimo. 
b. si puo' dormire per Krishnasi va a dormire pensando: il mio 
corpo 
e la 
mia mente hanno bisogno di dormire per recuperare le energie, 
altrimenti 
non saro' in grado di fare un buon servizio a Krishna; se e' 
necessario per 
la tranquillita' e l'efficacia del riposo devo usare un buon letto 
con 
buone lenzuola ecc. E desiderare di sognare Krishna (magari se 
leggiamo 
qualche cosa di adatto prima di andare a dormire la cosa aiuta). 
c. si puo' persino andare al gabinetto per Krishnasi pensa: ora 
devo 
prendermi cura delle esigenze del mio corpo in modo da mantenerlo in 
buona 
salute ed evitare che la pressione e le tossine mi offuschino il 
cervello e 
quindi ostacolino la mia meditazione e il mio servizio. Il mio corpo 
svolge 
queste funzioni automaticamente e in modo meraviglioso, secondo il 
piano di 
Krishna che e' il piu' grande scienziato e ha progettato questa 
macchina 
meravigliosa. Che meraviglia, osservare in che modo le sostanze di 
scarto 
vengono eliminate per tenere pulito l'organismo. Krishna e' davvero 
insuperabile. 
Eccetera. (ah, si puo' anche pulire il gabinetto per Krishna, 
pensando 
che 
si sta mantenendo la pulizia per aumentare il livello di vibrazioni 
sattviche nel luogo dove si vive) 

d. si puo' guardare la televisione per Krishnasi pensa: questo 
programma 
e' utile e interessante, e mi puo' dare buone informazioni che poi 
usero' 
per il mio lavoro di predica, devo guardarlo e mettere a buon uso le 
risorse dell'energia materiale, che appartiene a Krishna. Quando 
c'e' 
qualche programma che invece mi puo' appesantire la mente (orrore, 
stupidita', ecc.) metto la televisione al servizio di Krishna 
spegnendola 
(un atto di predica come protesta politica, se vogliamo, dato che ci 
sono i 
Grandi Fratelli che guardano quanta gente sceglie quali programmi, 
si 
chiama indice di ascolto). 
e. si possono prendere delle medicine per Krishnaanche se non e' 
necessario offrirle in modo rituale, diventano prasada se si pensa: 
queste 
medicine (anche se possono contenere sostanze intossicanti o che 
comunque 
non si possono offrire a Krishna direttamente) sono necessarie per 
la 
mia 
salute, in modo che io possa continuare a fare un buon servizio a 
Krishna, 
desidero che Krishna benedica questa mia intenzione e questo mio 
sforzo di 
prendermi cura di questo corpo, che e' Sua proprieta'. Idem dicasi 
se 
invece di prendere la medicina sotto forma di pillola la si prende 
sotto 
altra forma; esempio la caffeina e' la cura migliore per i dolori 
mestruali. Invece di inghiottire pillole di Antalgil (98% caffeina, 
2% 
eccipienti) e bucarsi lo stomaco, e' meglio bere una cocacola o un 
caffe' 
poco prima del e durante il periodo mestruale. Garantito, funziona. 
A volte l'alcol viene usato per aiutare la digestione, ci sono molti 
devoti 
che prendono un preparato ayurvedico per la digestione che contiene 
una 
piccola percentuale di alcol. Questo non significa che va bene 
sbronzarsi o 
diventare assuefatti al bicchiere di vino; si puo' mantenere la dose 
al 
minimo "medicinale". 
La stessa cosa vale per il te' (Prabhupada lo dimostro' direttamente 
nei 
primi anni a Mukunda Mj, credo, il quale racconta come un giorno lo 
sorprese mentre stava bevendo del te' e Prabhupada commento' che si 
puo' 
bere se uno ne ha bisogno come medicina). 
Per le sigarette e' un po' piu' difficile, perche' sappiamo bene che 
il 
tabacco porta una grave assuefazione in men che non si dica, e la 
sua 
utilita' medicinale non e' un granche' (oltre a far venire il cancro 
ai 
polmoni e un cifra di altri problemi se uno volesse morire alla 
svelta). Ti 
parla una che fumava due pacchetti al giorno (cercando inutilmente 
di 
smettere per diverso tempo) e ha smesso di colpo trasferendosi 
all'ashram 
di Gaurakrishna a Milano nel 78, sostituendo la sigaretta con il 
japa. 
Funziona, tiene impegnata la bocca e le dita allo stesso tempo. 
f. si possono lavare e stirare i propri panni per Krishnasi pensa: 
se io 
mi presento alla gente con vestiti puliti e in ordine, mi sara' piu' 
facile 
convincerla ad apprezzare la bonta' della coscienza di Krishna e ad 
ascoltare il Suo messaggio, inoltre la sensazione di benessere 
sattvico dei 
vestiti puliti e in ordine mi aiutera' a mantenere pulita e in 
ordine 
la 
mia mente cosi' che io possa ricordarmi piu' facilmente di Krishna e 
del 
Suo servizio, mentre faccio servizio diretto (pujari o cucina) o 
indiretto 
(qualsiasi altro servizio). 
g. si puo' fare la spesa per Krishnasi pensa: per facilitare il 
mio 
servizio a Krishna ho bisogno di andare a radunare degli oggetti e 
degli 
ingredienti, nello stesso tempo devo assicurarmi di usare nel modo 
migliore 
l'energia di Krishna (il denaro) non spendendo piu' del necessario e 
non 
facendomi imbrogliare (cioe' devo evitare che i Ravana materialisti 
approfittino di Laksmidevi). 
Eccetera. 


Il primo passo nel controllo dei sensi e' il controllo della lingua, 
attraverso la vibrazione sonora spirituale e il prasada 

Seguendo il principio filosofico di cui sopra, e' possibile essere 
devoti e 
coscienti di Krishna senza venire ossessionati e strangolati dalle 
regole. 
In fondo, molta gente sceglie di appartenere a una chiesa o a un 
gruppo 
solo come segno di distinzione sociale (tipo quelli che vogliono 
prendere 
l'iniziazione solo per avere il nome spirituale ed essere 
"rispettabili"), 
e ne segue le regole come seguisse le regole di un club, stabilite a 
capriccio dai fondatori, senza apprezzarne il significato. Tipo gli 
ebrei 
che non mangiano carne con il latte (kosher), invece di evitare di 
mangiare 
la carne del tutto si arrampicano sui vetri per seguire la regola 
alla 
lettera tenendosi ben lontani dallo spirito perche' e' troppo 
difficile. 
Idem dicasi per la storia di "non mangiare carne col sangue". Com'e' 
possibile non mangiare sangue quando si mangia carne, che e' fatta 
di 
sangue? 

Lo scopo del predicatore della coscienza di Krishna e del guru (come 
dimostro' ampiamente Srila Prabhupada) consiste nel rendere la 
coscienza di 
Krishna piu' facile e attraente per tutti, in modo che la gente 
possa 
tornare a Krishna felicemente e senza alcuna fatica (susukham kartum 
avyayam), senza paranoie e senza falso orgoglio. Benvenuto nel club. 
guru 
che non fanno questo lavoro non sono all'altezza delle descrizioni 
degli 
shastra, oppure si occupano di un certo gruppo di persone soltanto 
(bigotti, chiesaioli, ecc.) e saranno responsabili delle loro azioni 
del 
(mancato) progresso spirituale reale dei loro discepoli. 

Per quanto riguarda il controllo dei sensi in generale, l'istruzione 
fondamentale e' quella di controllare per prima cosa la lingua 
attraverso 
la vibrazione sonora spirituale (la recitazione del japa, il canto, 
la 
recitazione di preghiere e mantra vari, la predica, lo scambio di 
opinioni 
tra devoti, la discussione su come sviluppare la coscienza di 
Krishna 
diffonderla il piu' possibile) e il prasada (piu' buono possibile); 
anche 
la distribuzione di questi due fondamentali strumenti e' di grande 
aiuto 
per la nostra personale sadhana. In altre parole, se distribuisci 
prasada e 
fai in modo che gli altri lo apprezzino, anche la tua lingua verra' 
controllata, insieme agli altri sensi, dal Maestro dei sensi 
(Hrishikesha). 
Bello, no? 

Per quanto riguarda la domanda "quando si deve ritenere conclusa la 
fase 
iniziale", non e' mai conclusa, siamo tutti principianti. Srila 
Pabhupada 
stesso diceva ai suoi discepoli: prego sempre Krishna che non mi 
faccia 
cadere perche' in questo mondo dimenticarsi di Krishna e' molto 
facile. 
Come abbiamo visto, anche i grandi guroni possono trovarsi in serie 
difficolta', tanto piu' serie quanto per "mantenere la facciata" 
vogliono 
far finta di non avere mai problemi. Se tengono ben chiuso il 
coperchio 
della pentola a pressione e otturano la valvola perche' nessuno la 
senta 
fischiare, prima o poi ci sara' un bel botto. Tutti sbagliano, tutti 
falliscono, tutti hanno dei limiti che si stanno sforzando di 
superare. 
Anche i guru, perfino se non lo dicono, devono andare al gabinetto, 
si 
ammalano, si dimenticano delle cose, si confondono le citazioni 
degli 
shastra. Non per questo un devoto sincero deve essere considerato un 
fallito (api cet suduracaro bhajate mam ananya bhak, sadhur eva sa 
mantavyah samyag vyavasthito hi sah). Se tu sei situato 
nella "bhajate 
mam 
ananya bhak", cioe' servi Krishna in modo sincero, non devi 
preoccuparti di 
niente, sei un santo, anche se e' sempre bene mantentere umilmente 
la 
visione della propria vera posizione per evitare di perdere la 
testa. 


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