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Astrologia Vedica

pubblicato 14 giu 2014, 15:02 da TEMPO diSERVIRE

 ASTROLOGIA VEDICA




Che cos’è l’Astrologia Vedica?

In India, la scienza dell’astrologia è chiamata “Jyotish” che in sanscrito significa “luce interiore”. È lo studio della reazione dell’uomo alle onde di luce che emanano dai pianeti e dalle stelle. In India “Jyotish” è praticata da migliaia di anni. È un settore dell’antica conoscenza vedica che ha dato origine alle scienze dello Yoga e dell’Ayurveda. Queste tre scienze sorelle ci aiutano a diventare più consapevoli delle nostre uniche e innate caratteristiche. Ci insegnano anche ad affinare la consapevolezza e a funzionare in armonia con le realtà universali.

L’astrologia vedica è intimamente legata al concetto di karma. L’oroscopo vedico rivela il passato karmico: come dice Paramhansa Yogananda, il nostro “inalterabile passato e i suoi probabili risultati futuri”. Indica anche la via per superare i modelli karmici dirigendo i nostri sforzi verso la crescita personale, la guarigione e l’autotrasformazione. Con l’astrologia vedica quindi possiamo comprendere meglio le sottili dinamiche della nostra stessa vita, nonché dei nostri rapporti con gli altri.

La dimensione spirituale dell’astrologia

L’astrologia è spesso vista nel suo aspetto più terrestre di scienza che predice il futuro, tuttavia la vera scienza vedica cerca di spiegare la vera natura dell’universo e del ruolo di ogni individuo all’interno di esso. Yogananda narra di una conversazione avuta con il suo maestro spirituale, Swami Sri Yukteswar che era anche un astrologo provetto:

L’astrologia è lo studio della reazione dell’uomo agli stimoli planetari. Le stelle non hanno nessuna cosciente benevolenza o animosità cosciente; emanano solo radiazioni positive o negative. Di per se stesse non aiutano, nè nuocciono all’umanità, ma offrono una via legittima al concatenarsi esteriore tra causa ed effetto, cui ogni uomo ha dato inizio nel passato. 

Un bambino nasce nel giorno e nell’ora in cui i raggi celesti si trovano in matematica armonia con il suo karma individuale. Il suo tema natale è un autentico ritratto del suo inalterabile passato e del suo probabile futuro. Ma questo certificato di nascita può essere interpretato soltanto da uomini di grande saggezza e intuizione; e questi sono pochi. 

Il messaggio arditamente divulgato attraverso i cieli al momento della nascita, non deve dare troppa importanza al fato determinato dal bene e dal male compiuti nelle vite precedenti, ma deve risvegliare la volontà dell’uomo di sottrarsi alla sua schiavitù universale. Quello che egli ha fatto, egli stesso può disfare. Nessuno, tranne lui, ha promosso quelle cause determinanti gli effetti che ora dominano la sua vita. Egli può superare ogni limitazione perché egli stesso l'ha creata con le sue azioni, e anche perché possiede risorse spirituali non soggette alle influenze planetarie. 

Il superstizioso timore reverenziale ispirato dall’astrologia rende gli uomini simili ad automi e sottoposti e schiavi di una guida meccanica. L’uomo saggio sconfigge i propri pianeti, e cioè il proprio passato assoggettandosi al Creatore invece che alla creazione. Più egli è convinto della sua perfetta unione con lo Spirito, meno si lascerà dominare dalla materia. L’anima è sempre libera; non ha fine perché non ha principio. Non può essere governata ciecamente dalle stelle. 

L’uomo è un’anima ed ha un corpo. Quando egli stabilisce con precisione il suo senso di identità, si libera da qualsiasi costrizione. Fino a quando resta nel suo confuso stato di amnesia spirituale, rimarrà incatenato alla legge nella quale vive. 

Dio è armonia; il devoto che si intona ad essa non compirà mai azioni malvage. Le sue attività saranno sempre naturalmente ritmate in modo da accordarsi alla legge astrologica. Dopo aver pregato e meditato profondamente, egli acquista piena coscienza della divinità che è in lui, e nessun potere è più grande di quella protezione interiore. —Paramhansa Yogananda, Autobiografia di uno Yogi, 1946

 

L'astrologia è la scienza delle possibilità nel tempo

infatti nei Veda viene chiamata Kala Vidya, "la scienza del tempo". 

L'Astrologia Vedica Jyotish

studia la struttura di base dell'universo e dei suoi movimenti. Il suo linguaggio è universale, poichè si tratta del linguaggio dell'energia cosmica, che può essere usato in tutte le circostanze della vita.
Secondo i grandi saggi indiani (rishi),

 lo studio dei pianeti e delle loro relazioni 

è un metodo fondamentale per ottenere la saggezza e la conoscenza del sè, e per realizzare l'essere cosmico supremo dentro di noi. L'astrologia aiuta a capire il corso della vita e il carattere di una persona, e fornisce un metodo efficace per gestire e trasformare la personalità.

La Cultura Vedica

 è estremamente antica, risale ad almeno 5000 anni fase; essa possiede caratteristche peculiari neli vari rami di teologia, filosofia, arte, scienza e letteratura, rintracciabili ancora oggi. L'Astrologia Vedica è parte integrante di questa cultura ed è stata praticata da tempo immemorabile. 

I Veda sono costituiti da sei parti principali dette Vedanga, "membra dei Veda". Una di queste membra è il Jyotisha Vedanga, che comprende l'astronomia e l'astrologia. Per migliaia di anni irishi (saggi) hanno tramandato la tradizione dell'Astrologia Vedica di generazione in generazione insieme ai Veda, porzioni dei quali sono state estratte in momenti successivi e inserite nel Jyotisha Vedanga.

Molti rishi come Vashistha, Bhrgu e Garga furono maestri di astrologia e istruirono i loro discepoli secondo la tradizione della Guru parampara o sucessione disciplica. Prima dell'inizio dell'epoca odierna, il Kali-yuga (che è iniziato nel 3102 a. C.), Parasara Rishi ha estratto l'essenza delle varie scuole di Jyotish del suo periodo e l'ha trasferita in un unico testo, conosciuto con il nome di Brhad Parasara Hora Sastra. Parasara Rishi ha dettato questo testo al suo discepolo Maitreya Rishi, che ha fatto altrettanto con i suoi discepoli e così via fino ai nostri tempi. Per questo motivo la scuola principale di Astrologia Vedica in India si chiama la scuola di Parasara, l'ultimo dei grandi rishi dell'epoca vedica. Dopo di lui importanti guru della tradizione furono Satyacarya e il grande Varaha Mihira, che scrisse molti testi importanti di astrologia. Sono stati poi composti numerosi altri testi considerati "classici" come il Jataka Parijata, il Sarvartha Cintamani e l'Horasara. Tutti questi testi appartengono alla scuola di Parasara, e per questo motivo è naturale che anche l'Accademia Vedica segua Parasara Rishi.

Ci sono sei branche principali dell'Astrologia Vedica: 

Gola - astronomia posizionale, 

Ganita - matematica per analizzare i risultati di Gola,

 Jataka - astrologia natale, 

Prasna - rispondere a domande specifiche in base al momento in cui vengono formulate, 

Muhurta - selezione del momento migliore per un'attività,

Nimitta - segni e presagi. 

Ci sono anche ramificazioni ulteriori che sono state introdotte dai seguaci di Parasara Rishi e che costituiscono le linee guida dei nostri corsi. L'Accademia Vedica presenta il Jyotish nella sua forma pura e autentica, senza mescolarla con l'astrologia occidentale o altri tipi di astrologia.

L'Astrologia Vedica 

si è diffusa dall'India verso la Persia e dalla Persia verso la Babilonia e quindi in Grecia, a Roma e in Egitto. Con l'ascesa dell'impero islamico gli Arabi impararono ad ovest l'astrologia dai Greci e ad est dall'India.

In occidente l'astrologia ha avuto molte difficoltà ad affermarsi. Durante il Medio Evo è praticamente sparita dall'Europa ed è riapparsa solo durante il Rinascimento. Questa storia spezzata non ha aiutato la continuità della ricerca, dell'osservazione e della sperimentazione nel tempo, con la conseguenza che l'astrologia occidentale è portatrice di molte lacune, parti mancanti e discontinuità. L'Astrologia Vedica invece non ha subito tale effetto, avendo conservato una tradizione ininterrotta di almeno 5000 anni.

Nell'Antica India e anche ai tempi moderni in India l'astrologia viene insegnata nelle scuole e nelle università. 

 

Calendario perpetuo dell'era Kaliyuga

Il Surya Siddhanta fa iniziare il Kaliyuga alle 19:30 (ora italiana) del 17 febbraio 3102 avanti Cristo. Quando la Longitudine media del Sole raggiungeva il punto zero del segno dell’Ariete.

Il Surya Siddhanta suggerisce una correzione chiamata Bija per poter trovare l’esatto momento dell’entrata del Sole in Ariete per tutti gli anni successivi.

Per facilitare il computo di questo “Calendario perpetuo”, gli anni che vanno dal 1951 al 1954 (già corretti con la somma o la sottrazione di Bija) saranno la base per i nostri calcoli:

 

DATA

16 aprile 1951

15 aprile 1952

15 aprile 1953

 15 aprile 1954

ORA

20:36

02:38

08:39

15:31

 

Prima di proseguire vorrei fare una precisazione: da sempre il calendario è stato calcolato usando gli astri, i nomi dei giorni della settimana portano ancora i nomi dei pianeti.
 

·        Domenica (Soledì) = giorno del Sole

·        Lunedì = giorno della Luna

·        Martedì = giorno di Marte

·        Mercoledì = giorno di Mercurio

·        Giovedì = giorno di Giove

·        Venerdì = giorno di Venere

·        Sabato (Saturndì) = giorno di Saturno


I giorni della settimana sono sette perché sette sono i pianeti. Un tempo, qualche bigotto buontempone, in nome della religione cambiò i nomi al primo e all’ultimo giorno della settimana, mutò Soledì in Domenica (il giorno del Signore, chiaro riferimento alla festività cristiana) e Saturndì in Sabato (chiaro riferimento alla festività ebraica).

 

I mesi sono dodici, perché dodici sono le costellazioni dello Zodiaco. Prima che i loro nomi fossero cambiati, ogni mese portava il nome di una costellazione e il primo mese dell’anno era marzo, in quanto a quell’epoca coincideva con l’entrata del Sole nel segno dell’Ariete. Ma la fantasia di quel signore che decise di cambiare i nomi ai mesi non era poi così fervida, tanto è vero che da settembre a dicembre, a questi quattro mesi non seppe mai che nome dare e li chiamò con dei numeri.

 

·        Settembre = il settimo mese

·        Ottobre = l'ottavo mese

·        Novembre = il nono mese

·        Dicembre = il decimo mese


Ma qualcosa non quadra, perché i mesi sono dodici, quindi come può Dicembre il decimo mese essere l'ultimo mese dell'anno?

 

Pensiamo ai segni zodiacali:

 
1)   Ariete = Marzo

2)   Toro = Aprile

3)   Gemelli = Maggio

4)   Cancro = Giugno

5)   Leone = Luglio

6)   Vergine = Agosto

7)   Bilancia = Settembre

8)   Scorpione = Ottobre

9)   Sagittario = Novembre

10  Capricorno = Dicembre

11) Acquario = Gennaio

12) Pesci = Febbraio


Ora i conti tornano, il primo mese dell'anno era Marzo, quando il Sole entrava in Ariete. Il buontempone cambio i nomi dei mesi, ma non sapendo come chiamare i quattro rimasti, li chiamò semplicemente mese settimo, mese ottavo, ecc., e per far combaciare l'inizio del nuovo anno con il Natale (festa sostituita a quella del Dio Mitra), fece divenire Gennaio il primo mese dell'anno. Senza rendersi conto che il mese settimo in realtà era divenuto il nono, che il mese ottavo era divenuto il decimo e così via.

 

In accordo al Surya Siddhanta, usando come base gli anni che vanno dal 1951 al 1954, sommando o sottraendo Bija, otterremo Samkratis, la data e l’ora d’entrata del Sole nel segno dell’Ariete per ogni anno (dal 1903 al 2050).

 

ANNI

BIJA

ANNI

BIJA

ANNI

BIJA

Dal 1903 al 1906

-10h 01m

Dal 1955 al 1958

+00h 08m

Dal 2003 al 2006

+10h 09m

Dal 1907 al 1910

-09h 02m

Dal 1959 al 1962

+01h 07m

Dal 2007 al 2010

+11h 08m

Dal 1911 al 1914

-08h 04m

Dal 1963 al 1966

+02h 05m

Dal 2011 al 2014

+12h 06m

Dal 1915 al 1918

-07h 06m

Dal 1967 al 1970

+03h 04m

Dal 2015 al 2018

+13h 04m

Dal 1919 al 1922

-06h 07m

Dal 1971 al 1974

+04h 02m

Dal 2019 al 2022

+14h 03m

Dal 1923 al 1926

-05h 09m

Dal 1975 al 1978

+05h 00m

Dal 2023 al 2026

+15h 01m

Dal 1927 al 1930

-05h 00m

Dal 1979 al 1982

+05h 09m

Dal 2027 al 2030

+16h 00m

Dal 1931 al 1934

-04h 02m

Dal 1983 al 1986

+06h 07m

Dal 2031 al 2034

+17h 08m

Dal 1935 al 1938

-03h 04m

Dal 1987 al 1990

+07h 06m

Dal 2035 al 2038

+18h 07m

Dal 1939 al 1942

-02h 05m

Dal 1991 al 1994

+08h 04m

Dal 2039 al 2042

+19h 05m

Dal 1943 a l1946

-01h 07m 

Dal 1995 al 1998

+09h 02m

Dal 2043 al 2046

+20h 02m

Dal 1947 al 1950

-00h 08m

Dal 1999 al 2002

+10h 01m

Dal 2047 al 2050

+21h 00m

 

Facciamo un primo esempio: l’anno 1951 corrisponde al 2003 e così via…

 

·        1951 = 2003

·        1952 = 2004

·        1953 = 2005

·        1954 = 2006

·        1951 = 2007

·        1952 = 2008

·        1953 = 2009

·        1954 = 2010
 

Nel 1951 il Sole entrava a zero gradi nell’Ariete alle ore 20:36 del 16 aprile. Sommiamo ora la correzione Bija per l’anno 2003 e otterremo l’esatto Samkratis, cioè l’entrata del Sole in Ariete per il corrente anno.

 

20h 36m + 10h 09m = 30h 45m

 

Un giorno è composto di 24 ore, quindi sottraiamo queste al risultato:

 

30h 45m -24h 00m = 06h 45m

 

In accordo al Surya Siddhanta il Sole entrerà a 00° in Ariete alle ore 06:45 (ora italiana) il 17 aprile del 2003.

 

Facciamo un secondo esempio: in accordo al Surya Siddhanta alle 19:30 (ora italiana) del 17 febbraio 3102 a.C. aveva inizio il Kaliyuga.

 

3102 + 2003 = 5105

 

Possiamo affermare che stiamo vivendo nell’anno 5105 dell’era Kaliyuga. In realtà l’anno 5105 inizierà il giorno 17 aprile alle ore 06:45.

 

Facciamo un terzo esempio: a quale data dell’era Kaliyuga corrisponde una nascita avvenuta il 26 giugno del 1956.

 

3102 + 1956 = 5058

 

·        1951 = 1955

·        1952 = 1956

 

In accordo al Surya Siddhanta nel 1952 il Sole entrava a 00° in Ariete alle 02:38 del 15 di aprile. Sommiamo ora la correzione Bija per l’anno 1956 e otterremo l’esattoSamkratis, cioè l’entrata del Sole in Ariete.

 

02h 38m + 00h 08m = 02h 46m

 

Il 15 aprile del 1956 il Sole entrava a 00° in Ariete alle ore 02:46. (il 15 aprile corrispondeva al primo giorno dell’anno dell’era Kaliyuga).

 

Dal 15 aprile al 26 giugno corrono 72 giorni, ciò significa che il nostro soggetto è nato nel mese di Mithuna (Gemelli). Esattamente il 12 Mithuna del 5058 dell’era Kaliyuga (il 12 giorno del terzo mese dell’anno 5058).


 

Il Calendario Lunare Vedico

Per il computo del tempo, l'astrologia vedica usa un Calendario Lunare. Questo calendario ha come base il Mese Lunare, che è formato da 30 giorni lunari. Ognuno di questi 30 giorni lunari è chiamato Tithi. I 30 Tithi sono divisi in due parti. I 15 giorni lunari che vanno dalla Luna Nuova alla Luna Piena sono chiamati Shuklapaksha. I 15 giorni lunari che vanno dalla Luna Piena alla Luna Nuova sono chiamati Krishnapaksha. Il giorno di Luna Nuova sarà quindi il primo Tithi di Luna Crescente (Suklapaksha), il quindicesimo Tithi il giorno di Luna Piena. Il sedicesimo giorno del mese lunare non sarà il sedicesimo Tithi, ma il primo Tithi di Luna Calante (Krishnapaksha), e il quindicesimo Tithi il giorno di Luna Nuova.

Ognuno di questi 15 giorni lunari ha un nome in sanscrito, elencato nella seguente tabella:

 

Amavasya

Luna Nuova

Pratipat o Prathama

Primo giorno lunare

Dwitiya

Secondo giorno lunare

Tritiya

Terzo giorno lunare

Chaturthi

Quarto giorno lunare

Panchami

Quinto giorno lunare

Shashti

Sesto giorno lunare

Saptami

Settimo giorno lunare

Ashtami

Ottavo giorno lunare

Navami

Nono giorno lunare

Dashami

Decimo giorno lunare

Ekadashi

Undicesimo giorno lunare

Dwadashi

Dodicesimo giorno lunare

Trayodashi

Tredicesimo giorno lunare

Chaturdashi

Quattordicesimo giorno lunare

Purnima (Panchadashi)

Luna Piena


Un anno lunare è formato da dodici mesi lunari. Ognuno di questi mesi ha un nome in sanscrito, che deriva dalla Nakshatra (costellazione lunare) che cade nel giorno di Luna Piena di quel particolare mese.

In India, paese tropicale, ci sono sei stagioni, chiamate Ritu, una per ogni due mesi lunari. Queste informazioni sono riassunte nella seguente tabella:

 

Chaitra

Marzo-Aprile

Vashanta (primavera)

Vaishakha

Aprile-Maggio

Jyeshtha

Maggio-Giugno

Grishma (estate)

Ashada

Giugno-Luglio

Shravana

Luglio-Agosto

Varsha (stagione delle piogge)

Bhadrapada

Agosto-Settembre

Ashwina

Settembre-Ottobre

Sarada (autunno)

Karttika

Ottobre-Novembre

Margashirsha

Novembre-Dicembre

Hemantha (primo inverno)

 

Pausa

Dicembre-Gennaio

Magha

Gennaio-Febbraio

Sisir (secondo inverno)

Phalguna

Febbraio-Marzo


Anche i sette giorni della settimana hanno un nome in sanscrito, elencato nella seguente tabella:

 

Raviara

Domenica  (giorno del Sole)

Somavara

Lunedì  (giorno della Luna)

Mangalva

Martedì  (giorno di Marte)

Budhavara

Mercoledì  (giorno di Mercurio)

Guruva

Giovedì  (giorno di Giove)

Shukravara

Venerdì  (giorno di Venere)

Shanivara

Sabato  (giorno di Saturno)


 

 


ASTROLOGIA VEDICA E COUNSELING TRANSPERSONALE





di Dennis M. Harness, Ph.D.

traduzione di G.M. Sferrazza





Il ruolo dell’Astrologo Vedico come consigliere di vita, guida spirituale e terapista richiede un allenamento di base nel counseling nonché effettive caratteristiche comunicative; ciò è particolarmente vero negli Stati Uniti dove è data maggiore enfasi all’astrologia terapeutica. È chiaro che capacità tecniche ed accuratezza predittiva sono essenziali nell’allenamento astrologico anche se, a volte, non sono sufficienti a produrre un competente consigliere astrologico: l’empatia, la compassione, l’intuizione ed una buona dose di esperienza debbono essere coltivate per valorizzare le proprie caratteristiche terapeutiche. Un astrologo competente conosce non soltanto come, ma anche quando parlare col cliente degli aspetti difficili della sua carta natale.

Lo scopo di questo scritto è quello di esplorare i luoghi comuni della consultazione astrologica e di provvedere alla soluzione di potenziali intoppi nella pratica. Ma, prima di evidenziare alcuni dei principali punti d’interesse del consulto astrologico, credo sia utile fare qualche commento sulla storia della moderna psicologia e delle sue relazioni con l’astrologia.



C.G. Jung, il rispettabile psichiatra svizzero, aveva un particolare interesse per l’astrologia, sosteneva che “l’astrologia rappresenta la summa di tutte le conoscenze psicologiche dell’antichità”. Coniò il termine “transpersonale” proprio per enfatizzare l’importanza di esplorare le caratteristiche “profonde della persona” o personalità. La psicologia transpersonale ci invita ad affrontare la dimensione profonda dello spirito e dell’anima: la psicologia, che letteralmente significa “lo studio della psiche o dell’anima”, ha perso il contatto col suo vero scopo spirituale di esplorazione dell’anima, durante il suo sviluppo accademico. Molte delle scuole di psicologia psicanalitica e comportamentale hanno scelto di seguire un modello medico più meccanicistico del comportamento umano. Nonostante queste discipline siano considerate pietre angolari in campo psicologico, l’insorgenza della psicologia umanistica e transpersonale ha consentito la rinascita della psiche o dell’anima all’interno della psicologia stessa. In contrasto a ciò, la psicologia transpersonale ha sempre sostenuto le conoscenze vediche e orientali a favore di una maggiore comprensione delle dimensioni spirituali più profonde del comportamento umano. Comunque, l’accettazione dell’astrologia, come tecnica di diagnostica affidabile per la comprensione del comportamento umano, non è mai più accaduta nelle realtà transpersonali della psicologia.

È interessante notare che il padre fondatore della psicologia transpersonale, C.G. Jung, usava spesso l’astrologia nella propria pratica clinica come mezzo diagnostico; infatti, in una lettera scritta all’eminente astrologo indiano Dr. B.V. Raman (datata 9/47), egli scrive: “Dato che sono uno psicologo, sono chiaramente interessato alla particolare luce che l’oroscopo può gettare su certe complicazioni nel carattere del cliente. Nei casi di difficile diagnosi psicologica, normalmente traccio l’oroscopo in modo da avere un punto di vista più ampio e da un angolazione diversa. Debbo dire che, molto spesso, i dati astrologici chiariscono certi punti che altrimenti sarei stato incapace di comprendere”.

Alcuni anni fa (1954), su una rivista astrologica francese, Jung scrisse: “Ci si può aspettare, con considerevole sicurezza, che una ben definita situazione psicologica sarà accompagnata da un’analoga configurazione astrologica. L’astrologia consiste di configurazioni che simboleggiano l’inconscio collettivo. I pianeti sono gli Dei, i simboli dei poteri dell’inconscio”.

Analizzando le parole di Jung, emerge lo scopo che accomuna la psicoterapia con l’astrologia: entrambe le discipline sono orientate a facilitare la presa di coscienza degli aspetti inconsci del sé. L’astrologia vedica o jyotisha, che significa “scienza della luce”, può essere un mezzo profondo per portare luce e chiarezza nelle buie caverne dell’inconscio; forse i futuri psicologi transpersonali che non useranno l’astrologia saranno simili a degli astronomi che studiano le stelle senza l’uso del telescopio: l’integrazione della psicologia transpersonale con l’astrologia ha il potenziale di introdurci nel nuovo millennio.

Attraverso le tecniche predittive, come i differenti sistemi di dasha, l’astrologia vedica ci dona un’ampia visione dei cicli vitali di sviluppo riflettendo gli schemi karmici dell’anima o samskaras e come utilizzarli. L’astrologia ha dimostrato un grande potenziale come mezzo accurato di diagnosi nella mani di consulenti allenati per la comprensione psicologia profonda, per gli interessi vocazionali, le relazioni dinamiche, i periodi di salute e di evoluzione spirituale. Un astrologo serio fornisce al proprio cliente delle strategie potenziali al fine di aiutarlo ad una maggiore discriminazione: ad ogni modo, la scelta di agire deve essere lasciata nelle mani del cliente stesso, non dobbiamo giocare ad “essere Dio” nella sua vita in quanto la scelta che possiamo fare per lui potrebbe essere errata. Un astrologo dell’integrità è un rivelatore di scelte e non colui che le mette in atto.

Il guru di Paramahansa Yogananda, Sri Yukteswar, era un grande astrologo. Nell’ormai classico libro di Paramahansa Yogananda, Autobiografia di uno Yogi, Yukteswar afferma che “il tema natale può essere interpretato correttamente solo da coloro che hanno una mente intuitiva: ma sono pochi”.

Yukteswar, inoltre, mette in guardia gli astrologi sull’abitudine di fare previsioni definitive sulla vita dei clienti, in quanto un astrologo può essere più etico parlando in termini di spunti potenziali piuttosto che di specifici eventi futuri. L’astrologo deve capire che le “leggi del Karma”, per quanto possano fornire accurate previsioni, debbono essere accompagnate dalla corretta comprensione del significato degli eventi della vita, ovvero della lezione di vita che, in quel momento, la persona sta affrontando.


 

  


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