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Risvegliamo La "Dea" Addormentata Dentro Di Noi

pubblicato 08 giu 2014, 06:28 da TEMPO diSERVIRE

 


di Sharon Shane 
 
Nel complesso, la civiltà umana si esprime troppo attraverso 
l'energia maschile, la quale si manifesta sotto forma di desiderio 
di dominio, di possesso. E sto parlando di energia, non di sesso, 
poiché sia il sesso maschile sia quello femminile contengono in sé 
lo stesso principio creativo formato da una combinazione di energie 
maschile e femminile. 
                                      
COME "DOMARE" L'ENERGIA MASCHILE
A causa di quest'eccesso di energia 
maschile, la nostra vita diviene priva di un significato profondo. 
Diamo troppo retta alla nostra mente razionale, permettendole di 
sminuire la nostra parte intuitiva, femminile. La voce della mente 
logica, razionale ci dice che l'immaginazione non conta nulla, e che 
le nostre emozioni vanno controllate, se non addirittura represse. 
Quando perdiamo contatto con la nostra natura femminile, intuitiva, 
perdiamo contatto con la Terra stessa e con la Natura. Pertanto, 
usando quasi esclusivamente la mente razionale, l'umanità pensa che 
la natura e le forze naturali possano e debbano essere controllate. 
Mantenendo un atteggiamento così arrogante, neghiamo la vera essenza 
della nostra natura, ricacciandola nell'inconscio. In questo modo, 
la nostra parte emozionale, repressa, si esprime spesso attraverso 
scoppi di violenza, contribuendo anch'essa, così degradata, alla 
rovina dell'umanità e dell'intero ecosistema planetario. Il 
tentativo di reprimere le nostre emozioni, ovvero la nostra parte 
femminile, selvaggia, si manifesta dunque, all'esterno, nel 
tentativo di dominare gli elementi naturali, l'ambiente, nonché 
quelle popolazioni indigene che onorano e rispettano la Terra. 
Consideriamo la natura e la vita selvatica nostre nemiche, invece di 
considerarle parti integranti di noi stessi nella totalità della 
vita. Dando quindi importanza quasi esclusivamente all'energia 
maschile, la nostra naturale tendenza a proteggere il nostro 
ambiente diviene troppo territoriale, trasformandosi in un desiderio 
di conquista che non lascia spazio alla cooperazione. In realtà, per 
ritrovare l'equilibrio abbiamo bisogno di tornare nel "Giardino 
della Dea", o meglio nel Giardino dell'Eden, attraverso la nostra 
Anima. Da lì possiamo incanalare gli elementi del nostro ambiente 
naturale affinché possano operare con noi in un clima di 
collaborazione.  
                                               
OPERARE CON LA NATURA, NON CONTRO LA NATURA
Operando contro la 
natura e contro altre razze umane, quel che facciamo, in realtà, è 
operare contro noi stessi, cercando di nuotare controcorrente, in 
salita, quando in realtà il fiume della coscienza scorre in discesa, 
e non dobbiamo far altro che lasciarci trasportare da esso. Non c'è 
da stupirsi che ci stanchiamo così tanto, e che corriamo il rischio 
di esaurire le nostre risorse naturali. Senza l'equilibrio dato 
dalla qualità femminile della cooperazione, gran parte dell'umanità 
cerca di dominare altre culture considerate "inferiori", che in 
realtà sono solo più in armonia con la natura. Questa parte 
dell'umanità non cerca più di creare attraverso l'immaginazione, ma 
vuole soltanto imporre le proprie credenze su chi ne ha altre. Senza 
la qualità femminile della collaborazione, che consente di vivere in 
armonia, le diverse tradizioni e culture vengono risucchiate nella 
tediosa omogeneizzazione della cultura dominate. Il nostro ambiente 
naturale ci offre una grande ricchezza di informazioni da cui 
possiamo imparare moltissimo. Anche molte culture e tradizioni 
originarie di varie parti del mondo possono offrici una ricca 
conoscenza, se solo riuscissimo ad imparare a condividere ed a 
cooperare, invece di dominare ed sterminare. LA GUERRA CONTRO NOI 
STESSI Non ci vuol molto per rendersi conto che noi, come razza 
umana, abbiamo sempre più perduto contatto col flusso equilibrato 
della vita. Invece di riscoprire la nostra natura divina, ci siamo 
incamminati sul sentiero dell'autodistruzione, che comporta anche la 
distruzione di ogni altra forma di vita. Siamo arrivati al punto di 
usare il nostro potere creativo contro noi stessi, ingaggiando 
un'assurda battaglia contro la nostra natura essenziale. Siamo in 
guerra contro noi stessi, e la devastazione del nostro pianeta non è 
che la conseguenza di questa guerra. L'impulso creativo che alberga 
dentro di noi ci spinge a creare. Ma cosa stiamo creando? Nella
nostra ricerca di un modo di esprimere ed esplorare le potenti 
energie della nostra parte divina, abbiamo cercato di raggiungere il 
cielo costuendo altissime e minacciose torri di Babele. Pensate a 
cosa voglia dire vivere ogni giorno al sedicesimo piano di un 
grattacielo. Riuscite ad immaginare qualcosa di più lontano dal 
contatto con la natura di cui abbiamo così tanto bisogno, anche se 
non ce ne rendiamo conto? L'ego umano guarda spesso alla propria 
natura animale originaria con disprezzo, disgusto e paura. Nel far 
questo, ci distacchiamo da un'immenso tesoro di esperienze 
sensoriali. La scelta di abbandonare il nostro originario Giardino 
dell'Eden è basata sul nostro impulso ad evolverci attraverso una 
civiltà sempre più artificiale e artificiosa, ma rappresenta in 
realtà il nostro vano sforzo di elevarci al di sopra dei nostri 
istinti animali nel nostro viaggio di ritorno alle stelle. L'unica 
cosa di cui abbiamo veramente bisogno, invece, è renderci conto che 
noi siamo le stelle. In effetti, siamo gli animali, gli alberi, le 
rocce e la Terra, il Sole e la Luna. Siamo tutte queste cose e 
ancora di più, perché ognuno di noi rappresenta una parte del 
Dio/Dea. In ogni scintilla di coscienza si riflette il Tutto.   
    
COME RICOLLEGARSI ALLA PROPRIA ANIMA 
Ci siamo allontanati così tanto 
dal giardino della Dea perché abbiamo perso il collegamento con la 
nostra Anima. La paura della natura profonda, oscura e misteriosa 
della nostra Anima ci ha ipnotizzato a tal punto che abbiamo perduto 
contatto con le potenti forze creative della nostra natura e con la 
madre di ogni natura, la simbolica Dea. A causa di questa paura 
della nostra parte più profonda e misteriosa, abbiamo soffocato la 
nostra anima a tal punto che il suo armonioso canto si è trasformato 
in grida di dolore e d'angoscia. Nei più profondi recessi del nostro 
essere riecheggiano i richiami disperati della nostra anima che 
desidera ardentemente riunirsi a noi in un consapevole abbraccio 
d'amore. Se ci guardiano intorno nel mondo fisico, assistiamo 
all'estinzione di specie animali e vegetali, nonché all'inquinamento 
di tutti gli elementi naturali. Allora cerchiamo di imbottigliare 
chimicamente la natura per portarla nei nostri alti ed alienati 
castelli, in modo da poter rimanere nel nostro ambiente sterile ed 
evitare la seccatura di sentire un insetto che ci ronza intorno alle 
orecchie. Tuttavia, se siamo abbastanza avventurosi, possiamo ancora 
cogliere, nell'ambiente naturale, delle tracce della nostra 
equilibrata totalità, nonché ricordare e sperimentare qualcosa del 
Giardino dell'Eden qui sulla Terra. I pochi luoghi di natura 
incontaminata ancora rimasti ci permettono di vedere, come in uno 
specchio, la bellezza della nostra Anima.   
                  
RISCOPRIAMO LA NOSTRA RESPONSABILITA' SPIRITUALE
Questo squilibrio 
tra le energie maschili e femminili ha permesso alla parte più 
dinamica, espressiva del nostro spirito di dominare la nostra natura 
originaria, e quella della Terra. Spendiamo tutte le nostre energie 
creative per costruire città e monumenti, e per poi vederceli 
spazzati via da alluvioni e terremoti, che rappresentano i tentativi 
della Madre Terra di svegliarci dai nostri sogni di onnipotenza. 
Madre Natura sta cercado di dirci qualcosa sulla nostra natura. 
L'evoluzione spirituale consiste nel riscoprire la nostra 
responsabilità spirituale. Il nostro potere sta nella nostra 
capacità di rispondere al richiamo della natura. Riusciremo a 
rispondere al livelllo dell'anima, dal profondo della nostra 
capacità di amare? Quando siamo separati dalla nostra anima, ci 
perdiamo la profonda esperienza della vita, conducendo la nostra 
esistenza in uno stato di sonnanbulismo. Trascorriamo la maggior 
parte del nostro tempo camminando come sonnanbuli in mezzo alle 
nostre creazioni, inconsapevoli della nostra divinità interiore e 
del nostro divino potere creativo. Questi monumenti che costruiamo 
per servire il nostro ego sono come vuote stanze della coscienza che 
attendono di essere riempite con l'espressione della bellezza 
dell'anima. Finché continueremo a creare con la parte razionale, 
logica della nostra coscienza, la nostra eterna ricerca di 
soddisfazione al di fuori di noi stessi ci condurrà soltanto alla 
costruzione di altre vuote stanze. 
                                
UN NUOVO SIGNIFICATO PER LA NOSTRA VITA
Se continueremo a dare 
importanza quasi esclusivamente all'energia maschile, continueremo a 
concentrarci soltanto sulla forma esteriore della creazione, senza 
curarci del suo significato, più legato all'aspetto femminile. Anche 
se continueremo a riempire le nostre stanze di nuovi oggetti, il 
significato della vita continuerà a sfuggirci. Continueremo 
incessantemente, come in una giostra, a sfornare prodotti "nuovi e 
migliorati", oppure "più grandi e più belli". Il nostro desiderio di 
conoscere il significato della vita potrà essere soddisfatto 
soltanto tornando alle nostre origini nel Giardino della Dea. 
L'anima dà vita al nostro significato e significato alla nostra 
vita. La Natura ha così tanto da insegnarci se vogliamo ritrovare e 
mantenere il nostro equilibrio, ma noi ci rifiutiamo di ascoltarla. 
E se ci rifiutiamo di ascoltare la voce della Natura, non possiamo 
sentire quella della nostra Anima. Le risposte che cerchiamo sono 
dentro di noi, e sono rispecchiate ovunque nel mondo esterno. Per 
riascoltare la voce intuitiva dell'Anima e per comprenderne il 
linguaggio, dobbiamo acquietare la voce "logica" e "razionale" del 
nostro ego. Solo così la nostra anima potrà riflettere ovunque su di 
noi il significato più profondo dell'esistenza. Ma finché le nostre 
energie interiori si troveranno in uno stato di squilibrio, la 
nostra vita e il mondo esterno continueranno a riflettere questo
squilibrio.      
                                                
Sharon Shane / Traduzione: Giampiero Cara
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