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Fondazione Papa Clemente XI - Albani
                 
Cav.Dott.Zef Bushati                                                                                                               
Presidente della "Fondazione Papa Clemente XI - Albani "                                                   
Cavaliere di Prima Classe di Grande Croce dell'Ordine Piano
Dott.essa Anxhela Bushati
Direttore Generale della Fondazione
Gli svilu
ppi dei Rapporti reciproci tra
l’Albania e Santa 
Sede
durante la Missione del mandato di Ambasciatore d’Albania presso la Santa Sede, Dott. Zef Bushati 

10 Maggio 2002 – 10 Settembre  2006

Quadro legale della collaborazione  

23 Maggio 2002 il Parlamento ratifica “ L’Accordo tra la Repubblica d’Albania e la Santa Sede per stabilizzare i Rapporti Reciproci” . In data  14.6.2002 il decreto del Presidente Della Repubblica.

31 Marzo 2005 Il Parlamento della Repubblica d’Albania approva la Legge“ Per la Procedura e la Conoscenza come Oggetto Giuridico e Persona Giuridica Religioso della Chiesa Cattolica Albanese” è presentato dal Consiglio dei Ministri col Atto nr.41 in data 20.01.2005. Decretato dal Presidente della Repubblica.
Le Visite alla Santa Sede

19 Settembre 2002 il ex Primo Ministro Nano visita la Santa Sede in  Vaticano.L’udienza con il Santo Padre Giovanni Paolo II e il Segretario di stato Cardinale Angelo Sodano

2 Dicembre 2002 il Presidente della Repubblica d’Albania Moisiu visita al  Vaticano l’udienza con il Santo Padre Giovanni Paolo II e il Segretario di stato Cardinale Angelo Sodano

9 Settembre 2003 Il Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri sig. Roland Bimo visita al Vaticano. L’incontro con il Segretario per i Rapporti con gli Stati  Mons. Tauran

19 Ottobre 2003 il Presidente della Repubblica Moisiu, Berisha, Mejdani, visitano al Vaticano. La cerimonia della Beatificazione di Madre Teresa.

2 Febbraio 2003 l’ex Ministro degli Affair Esteri Sig. Kastriot Islami visita al Vaticano.L’incontro con il Segretario per i Rapporti con gli Stati  Mons. Giovanni Lajolo

2 Dicembre 2004 il Presidente Moisiu visita al Vaticano. L’incontro con il Segretario dello Stato del Vaticano, Cardinale  Angelo Sodano.

8 Aprile 05 La Cerimonia del Funerale della Sua Santità  Papa Giovanni Paolo II, Hanno partecipato il Presidente della Repubblica Moisiu, Berisha, Nano,  Mejdani.

24 Aprile 2005 La Cerimonia al  Vaticano per l’elezione del nuovo Papa Benedetto XVI. Hanno partecipato la delegazione Albanese condotto dal l’ex Primo Ministro del governo Nano.

10 Novembre 2005  il Primo Ministro Berisha visita alla Santa Sede in Vaticano.L’Udienza  con Sua Santità Papa Benedetto XVI e il Cardinale Sodano Segretario di Stato

24 Febbraio 2006 il Presidente Moisiu visita al Vaticano. l’Udienza con Sua Santità Papa Benedetto XVI e Segretario di Stato Cardinale Sodano.

Le visite in Albania

Hanno visitato l’Albania in questo periodo tante personalità, Cardinali, Monsignori, ecc.

l’ultima visita è stata

22 - 25 Aprile  2006  Visita di Mons. Lajolo in Albania

Chiesa

1 Agosto  2004   La Santa Sede mette in disposizione una chiesa per la Comunità Cattolica Albanese in Italia

Medaglie

Caritàs Albanese             Ordine  “ Madre Teresa ”

Radio Vaticani                  Ordine  “ Madre Teresa ” 

Mons.Vincenso Paglia    Ordine  “ Madre Teresa ”  ecc.
 

 

Membri d'Onori
  • Em.Rev.Card. Castrillon Hoyos
  • S.E. Mons.Lorenzo Loppa
  • Cav.Dott. Sante de Angelis
  • Dott.Bernd Hoehle
 L’Albania è sempre stata interessata per avere dei rapporti stretti con lo Stato Città del Vaticano
Abbiamo legato rapporti diplomatici 18 anni fa e penso che ormai abbiamo quasi terminato il nostro quadro legislativo. Cosi l’accordo per i Rapporti Reciproci tra l’Albania e Santa Sede e la Legge per il Riconoscimento come Oggetto Giuridico della Chiesa Cattolica, sono dei passi importanti per il rafforzamento dei rapporti tra l’Albania e il Vaticano nel futuro.La Santa Sede ha i suoi rappresentanti in tutte le commissioni internazionali,membri o osservatori, una loro parola, sarebbe un grande appoggio per L’Albania. La Santa Sede sarebbe cosi il migliore avocato nell’arena internazionale. L’Albania, il popolo Albanese durante il tempo passato ha dimostrato sempre una collaborazione con la Santa Sede ed ha anche i suoi punti culminanti con essi,come ad esempio è la collaborazione del nostro eroe Nazionale Scanderbeg con la Santa Sede, in una guerra comune di 25 anni per la difesa del Cristianesimo Europeo.  
La Santa Sede durante gli ultimi 17 anni ha dimostrato affetto per il popolo Albanese e per il suo sviluppo a ritmo crescente, cosi durante questi anni si sono costruite in Albania chiese cattoliche, istituzioni di educazione, ambulatori, scuole elementari e media. Ultimamente si è aperto un’Università Cattolica e siamo in attesa di un grande ospedale a Tirana.L’Albania è molto interessata gli investimenti della Santa Sede in Albania, soprattutto nell’ambito sanitario, scolastico e culturali. Noi siamo interessati anche per una collaborazione nell’ambito storico e scientifico. Per tutto questo si arriva tramite il dialogo diplomatico il quale soprattutto ultimamente si è sempre cresciuto. 
Il popolo Albanese aveva una considerazione superlativa per il Papa Giovanni Paolo II il quale nei momenti più critici nella storia del regime comunista in Albania ha trovato il momento per pregare per il popolo Albanese e ha fatto anche un appello per liberare il nostro popolo dalle grinfie del comunismo.Il popolo albanese non dimenticherà quello che il Papa Giovanni Paolo II ha fatto per Madre Teresa, figlia del nostro popolo,ma da un lato non è cambiato nulla nei sentimenti del nostro popolo dopo l’elezione del Papa Benedetto sedicesimo.Il popolo Albanese ha per la  Vostra Santità un grande affetto, anche per il fatto che Vostra Santità viene dal popolo Tedesco il quale ha una vecchia amicizia con il popolo Albanese.
Noi siamo molto contenti,e pure io personalmente come ex l’Ambasciatore presso la Santa Sede dopo 4 anni del mio mandato ho realizzato i miei obbiettivi diplomatici.Cosi durante questi anni si è completato il quadro legislativo tra i nostri due paesi, nei rapporti dell’ambito dell’aiuto sanitario, si sono costruite molti ambulatori, nei rapporti dell’ambito scolastico si considera un successo l’apertura dell’università cattolica,eccetera…Un successo considero anche l’affidamento di una Chiesa per la Comunità Cattolica Albanese a Roma.I Cattolici Albanesi sono in Albania, in Kosovo, in Macedonia, nel Montenegro, anche in vari paesi che si trovano come emigranti economici. I cattolici albanesi hanno una storia nella chiesa cattolica generale, e non sono pochi, tutti questi hanno bisogno per un  Cardinale il quale potrebbe essere il simbolo della via per la protezione del Cattolicesimo che il popolo Albanese ha fatto nei anni e in particolare sotto la dittatura comunista, la dittatura più malvagia in Europa. In fine potrei dire che la Santa Sede potrebbe essere un interlocutore, il quale ci aiuterebbe nella nostra strada difficile verso l’integrazione. Soprattutto il regime comunista ha colpito lo spirito dell’uomo, la sua ragione, il quale non si può riparare con l’interveto economico. La ragione,lo spirito del mio popolo, si potrebbe curare anche con l’aiuto religioso e nel nostro caso concreto la Santa Sede, la quale sta più vicino ai sentimenti, può capire meglio lo stato, in cui ci troviamo e credo che ci può aiutare di più , meglio e più presto.

 Siamo diversi, ma uniti nel Mediterraneo

Il Mediterraneo rischia in certi casi di essere sede di scontri, quando si esasperano certi nazionalismi, certi etnocentrismi, che sono sempre forme di un impoverimento culturale.Ma il Mediterraneo autentico è, ed è sempre stato, un esempio di pluralità di popoli, lingue, culture, religioni. Il quadro linguistico del Mediterraneo. Si può tracciare un quadro linguistico del Mediterraneo tenendo presente la sua lunghissima storia ed il continuo modificarsi di questo quadro. Attualmente questo quadro si presenta con una varietà di gruppi linguistici, non solo di singole lingue.

Nel cuore del Mediterraneo c’è la componente neolatina, con l’Italia e la penisola iberica. Neolatina è anche la Francia meridionale, la Corsica, la Sardegna, con una sua condizione linguistica molto specifica. E qui non si esaurisce il quadro, perché la Spagna stessa, il Portogallo aggiungono nel quadro neolatino, le varietà linguistiche della penisola iberica; oltre a quella castigliana, quella portoghese, galliega, e per esempio, quella importantissima catalana. Siamo sempre nel quadro neolatino e dentro un quadro che è la conseguenza dell’espansione di Roma nel mondo antico. Oltre quella neolatina, ci sono altre grosse componenti linguistiche, quella slava, quella nostra albanese, quella neogreca, e poi quella araba, ebraica e turca. E ancora non abbiamo finito perché nell’Africa settentrionale c’è un’altra realtà linguistica che non è araba, ma è berbera. Una lingua di straordinaria natura, che ha visto mescolare due tradizioni dentro di sé fino a una quasi irriconoscibile genesi della lingua stessa, è il maltese, che è una lingua di tipo arabo, di tipo semitico, arabo – arcaico, ma che poi ha avuto una componente molto forte neolatina, e il suo vocabolario rappresenta oggi una lingua mista. La lingua più antica, come radicamento, di tutta l’Europa è il basco.

 Questo è il quadro solo per l’attualità. Per il mondo antico il quadro è analogo e complesso. La documentazione ci mette davanti non solo l’elemento classico canonico, il latino, il greco, ma una miriade di lingue, non solo nell’Italia antica. Se si esce dal quadro italiano e greco, nel mondo antico, si deve citare la componente anatolica, delle lingue anatoliche e dell’Ittito, che, peresempio, nel II millennio a.C. ha costituito un grande impero con presenza nel Mediterraneo. L’altra grande realtà antica nel mondo mediterraneo è quella egiziana. Tutta la grecità antica ne dipende in certa misura. Erodoto, quando parla dell’Egitto, parla delle radici di tanta parte della grecità. La grecità ha anche radici anatoliche, nell’Asia Minore e con l’Asia Minore si è confrontata, perché la storia dell’Iliade, della guerra di Troia, è la storia di un confronto tra radici greche o pregreche e realtà greca alla fine del I millennio.

Quindi questo quadro sommario da’ l’idea della complessità linguistica in tutte le epoche. Il Mediterraneo oggi è un modello di sperimentazione dal vivo di coesistenza è un modello vivente di coesistenza, lo è sempre stato. Lo è stato con tutti i rischi della coesistenza, con momenti di integrazione e con momenti di contrasti anche acuti. Si pensi alla frontiera che corre dentro il Mediterraneo tra una realtà che è cristiana, cattolica e una realtà che è islamica. È una frontiera di contrasto, ma è anche una frontiera di incontro. La storia della Spagna, la storia della Sicilia, è una storia di commistione tra la dimensione arabo – islamica e la dimensione cristiana. Poi c’è l’incontro con i popoli che vengono addirittura dall’Asia Centrale. I turchi sono di origine altaica, vengono dall’Asia Centrale e con i Turchi c’è di nuovo incontro – scontro. Scontro, perché la battaglia di Lepanto è, in questo senso, un momento di scontro.
Ma poi ci sono i momenti di incontro, come sono quelli attuali, in cui la Turchia si affaccia al nostro mondo europeo mediterraneo per esserne parte integrante. Quindi è giusto dire che il Mediterraneo è un modello di coesistenza, è anche giusto dire che la coesistenza non è qualcosa di scontato, è qualcosa che si deve inventare ogni giorno, che si deve costruire e ricostruire ogni giorno. Quanti popoli vivono sulle coste del Mediterraneo. Si può parlare di decine di popoli. Se si tende a guardare la dimensione etnica in termini di stati nazionali il numero fatalmente scende, ma se si guarda alla dimensione etnica come patrimonio culturale e soprattutto come specificità antropologica allora il numero risale. Direi che oggi, per quello che osservano gli studiosi del mondo mediterraneo, c’è un ritorno della pluralità nell’area mediterranea. È importante pensare che il Mediterraneo, essendo un bacino di gravitazione, perché è la porta dell’Europa rispetto a quei continenti che sono l’Asia e l’Africa, è anche un luogo dove arrivano popolazioni sia dall’Asia, sia dall’Africa. Si affacciano così sul Mediterraneo popoli che vengono dall’Asia mediana, come i Curdi, ma anche dal sud – est dell’Asia, come dalle Filippine. Poi c’è tutto il continente africano, che affaccia sul Mediterraneo, non solo la componente arabofona, ma anche quella delle lingue dell’Africa negra. Il Mediterraneo è più che mai al centro di una realtà complessa che è di tipo planetario. il rapporto tra interno e costa del Mediterraneo. Il rapporto tra interno e costa è sempre esistito. Il mare unisce, si proietta verso l’interno, unendo lingue, culture e realtà socio - economiche diverse. L’interno era un tempo più separato dal mare, aveva una sua realtà agricola, di economia anche pastorizia. Oggi queste realtà sono tutte quante in via di evoluzione e di dissoluzione.

Basti pensare che la rete viaria consente di raggiungere l’interno in tempi brevissimi. E allora il Mediterraneo è diventato più grande, nel senso che le coste sono arretrate, o meglio, il mare è entrato, culturalmente parlando, dentro le coste, ed esiste quindi una realtà nuova anche in questo senso. E l’alimentazione dei popoli del Mediterraneo. L’alimentazione è una delle tematiche forti della realtà mediterranea. Non dobbiamo confonderla con quella formula – etichetta della dieta mediterranea. Esiste una dimensione alimentare mediterranea dalla più remota antichità, perché, per gli studi che si sono fatti recentemente, soprattutto nel settore della archeologia preistorica, noi possiamo affermare con assoluta sicurezza che uno dei pilastri dell’alimentazione mediterranea, cioè i cereali, ha visto l’inizio della sua coltivazione, in particolare dell’orzo e del grano, intorno a 10000 anni fa. Accanto al grano, le altre componenti altrettanto antiche, e tutte e due eminentemente mediterranee, sono la vite e l’olivo. Allora la triade alimentare mediterranea è il grano, la vite e l’olivo. A questo punto risorgono le complessità. Esistono infiniti modi per elaborare il grano, infiniti modi per elaborare l’uva, in forma di vinificazione, e moltissimi modi per ricavare l’olio dall’olivo. Esistono però anche parole antiche, che sono le stesse per il grano, le stesse per la vite, le stesse per l’olio. C’è stata, insomma, prima unità e convergenza e poi pluralità e divergenza. Ci sono anche storie di alimenti, se non decaduti, diventati marginali, come il fico. Il fico è una pianta importantissima del mondo mediterraneo. La dieta antica prevedeva proprio come razione alimentare una certa quantità per i lavoratori. Poi nel mondo mediterraneo è arrivata una realtà che viene dal mondo medio europeo, che è il maiale. In più ci sono cose come quelle che ci riguardano più da vicino. La pizza ha una lunga storia mediterranea, che almeno all’inizio segna un confine tra la pasta lievitata per il pane e la pasta non lievitata per forme più immediate di alimentazione. Il nome pizza è antichissimo, un nome che è condiviso anche da altre realtà mediterranee, in particolare quella turca, quella neogreca. Il termine che è simile a pizza è pita, che è un termine adesso noto anche nel nostro mondo Albanese. Tutte queste cose insieme sono i fondamenti dell’alimentazione mediterranea. Il Mediterraneo è al centro di un mondo che continuiamo a ritenere gravitante, in larga misura, sul Mediterraneo, allora anche l’Albania è al centro del Mediterraneo ed è un luogo dove si sono incontrate e si sono anche fuse in una peculiarissima armonia le più diverse realtà culturali, lungo il corso della storia,. Quindi è un luogo dove si può coesistere, dove ci si può confrontare, dove ci si può arricchire partendo dalle diversità.