Le Origini

Nota storica sulla Pieve Arcipretale di S. Maria di Pieve di Rosa

Sito in costruzione

La pieve originaria sorse lungo la via Augusta e prima del 1182 era unita all'Abbazia di S. Maria in Silvis di Sesto al Reghena: tale unione durò fino alla soppressione dell'Abbazia avvenuta nel 1790.

Nella bolla di papa Lucio III del 1182 la Pieve di Rosa è chiamata "Ecclesia Nova", si tratta quindi di una chiesa recente, probabilmente non anteriore al sec. XI, il cui territorio fu forse staccato da Codroipo. 

Papa Gregorio IX il 29 aprile 1236, confermando le giurisdizioni e i possessi dell'Abbazia di Sesto, ricorda ancora una "Ecclesiam Novam cum curte": questa chiesa non sorgeva in una delle "sette ville" che formavano la Pieve, ma era stata edificata in un sito centrale in mezzo ai campi.

Il titolo di Pieve di Rosa compare per la prima volta unito al primo commendatario della Chiesa Nuova, Andrea Sbroiavacca, canonico di Udine e "Plebanus de Rosa sitra Tummentum". Non ci è noto il motivo e l'anno di questo cambiamento di titolo, ma forse si sarà voluto mutare quello di "chiesa nuova", ormai anacronistico, con il titolo della "villa" più importante della pieve.

Questa piccola pieve, che sorse probabilmente per il fatto stesso di essere annessa all'Abbazia di Sesto, rimase unita fino al sec. XX.