"La crudele morte di Annie [figlia di Darwin] è tale da distruggere la fede di Charles in un universo morale e giusto. Più tardi egli dirà che questo periodo della sua vita aveva suonato la campana a morto della sua fede cristiana ... Da questo momento Charles avrebbe dichiarato apertamente di non credere alle affermazioni della Bibbia" (1). Quando Charles Darwin scrive il suo famoso libro Sull'origine delle specie egli, di fatto stava scrivendo una storia della morte. A conclusione del capitolo intitolato: "Sulle imperfezioni delle evidenze geologiche", Darwin Scrive: "Ne consegue così così che gli oggetti più elevati che noi siamo capaci di concepire, cioè, la produzione di animali di più alto grado, sono conseguenza della guerra in natura, della carestia e della morte" (2). Dalla sua prospettiva evoluzionista sull'origine della vita, Darwin riconosce come la morte debba essere considerata una componente normale e permanente del mondo. Senza dubbio egli lottava con questa questione cercando di riconciliare una qualche sorta di credenza in Dio con la morte e la sofferenza che egli osservava tutt'intorno a lui, e che credeva avesse perdurato per milioni d'anni.Questa lotta raggiunge il suo culmine con la morte di sua figlia Annie, che afferma essere "la campana a morto della sua fede cristiana" (1). La credenza nell'evoluzione e/o di una terra vecchia di milioni d'anni, rende necessario affermare che la morte abbia fatto parte della storia fin da quando la vita è apparsa su questo pianeta. Gli strati fossili (che contengono miliardi di cose morte) dovrebbero rappresentare la storia della vita per milioni d'anni. Come si dice abbia affermato Carl Sagan: "Il segreto dell'evoluzione è tempo e morte" (3). ll tempo e la morte Questa frase riassume la storia della morte, secondo coloro che credono nell'evoluzione e/o nei milioni d'anni. In questo sistema ideologico:
Il peccato e la morte Questa è la frase che riassume la storia della morte secondo la Bibbia. Dalla prospettiva di una lettura oggettiva e fiduciosa del libro della Genesi, il mondo è iniziato perfetto. Dio lo descrive come "molto buono" ["Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono" (Genesi 1:31)]. Esso, però, è stato guastato a causa della ribellione di Adamo. Il peccato e le sue conseguenze di morte entrano in un mondo che prima era un paradiso (Romani 5:12ss; 8:20-22; 1 Corinzi 15:21-22). In 1 Corinzi 5:26 ["L'ultimo nemico che sarà distrutto, sarà la morte"] Paolo descrive la morte come "l'ultimo nemico". Questo è il punto: la morte è un nemico, è un'intrusione. La morte dell'essere umano e degli animali non faceva parte della creazione originale. Anche se la morte regna nel mondo attuale, un giorno, nel futuro, non vi sarà più la morte: "Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate" (Apocalisse1:4). In realtà, la lotta fra creazionismo ed evoluzionismo, fra le concezioni "terra giovane", "terra antica", e, di fatto la lotta fra due storie completamente diverse di morte. Implicazioni Sostenere o l'una concezione o l'altra comporta implicazioni non indifferenti. 1. Se un cristiano accettasse la storia di morte su milioni d'anni, allora ciò che afferma Dio in Genesi 1:31, cioè che tutto ciò che Egli ha fatto è "molto buono", questo significherebbe che la morte, la sofferenza, la violenza e le malattie come il cancro (come sono rappresentate dalle evidenze fossili), sono pure cose "molto buone" ed utili. Questa situazione è rappresentata nel seguente diagramma: Questa concezione della storia, se fosse applicata coerentemente, condurrebbe alla situazione riassunta dal Vescovo anglicano John Shelby Spong, che sostiene posizioni molto eterodosse: "Se però Charles Darwin dice che non vi è stata alcuna creazione perfetta perché essa non è terminata, si sta sviluppando... Se non c'era alcunché di simile ad una vita umana perfetta che si è poi corrotta cadendo in peccato ... allora la storia di Gesù che viene a salvarci dalla caduta diventa una storia priva di senso. Come potremmo narrare la storia di Gesù con potenza ed integrità sullo sfondo di un'umanità che invero non è decaduta, ma che solo è incompleta?" (4). Il vescovo Spong accetta l'idea di una morte su milioni d'anni. Ne risulta che egli non può accettare una creazione perfetta che poi è stata pregiudicata dal peccato. Le sofferenze della creazione, quelle a cui assistiamo oggi, sarebbero continuate per milioni d'anni. Questa pure è l'implicazione dei creazionisti che sostengono che i giorni della creazione non sarebbero stati che lunghe ere. Questi sono coloro che accettano l'idea secolarizzata in un mondo antico, mentre si oppongono all'evoluzione in favore di una "creazione progressiva" ed un "disegno intelligente". 2. Però, se un cristiano accetta l'idea della storia di morte com'è rappresentata da una lettura della Genesi così come sta, allora questa storia sarebbe rappresentata dal seguente diagramma: La creazione perfetta priva di morte, malattia o sofferenza, è descritta come "molto buona". La Bibbia dice chiaramente che Dio non si rallegra della morte. Leggiamo in Ezechiele 33:11 " Di' loro: 'Com'è vero che io vivo", dice DIO, il Signore, 'io non mi compiaccio della morte dell'empio, ma che l'empio si converta dalla sua via e viva; convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvagie! Perché morireste, o casa d'Israele?'". Dio non prova alcun piacere in afflizioni e calamità (morte ecc.). La Bibbia rende ovvio il fatto che la morte è il salario del peccato. In altre parole, è veramente colpa nostra se il mondo si trova nello stato in cui si trova - Dio è amorevole e misericordioso. Noi abbiamo peccato in Adamo, noi abbiamo effettivamente detto di volere una vita senza Dio. Ciascuno di noi individualmente pure pecca (Romani 3:23). Dio deve condannare il peccato, come Egli aveva ammonito Adamo che avrebbe fatto (Genesi 2:17; cfr. 3:19). Così facendo, Dio ci ha fatto assaggiare che cosa voglia dire la vita senza di Lui - un mondo che inesorabilente si corrompe, decade e muore. Come dice Romani 8:22: "Sappiamo infatti che fino a ora tutta la creazione geme ed è in travaglio". L'essere umano, essenzialmente si è pregiudicato il diritto di vivere. Però, anche se siamo peccatori, coloro che si ravvedono dal loro peccato e si affidano completamente a Cristo per ricevere il perdono di Dio, passeranno l'eternità con il loro Creatore in un luogo dove dimora la giustizia - dove non vi sarà più grida, sofferenza o morte. La vera storia della morte, com'è compresa accogliendo il racconto della Geesi così come sta, ci pone in grado di riconoscere un Creatore amorevole che odia la morte, il nemico che un giorno sarà gettato nel "lago di fuoco" (Apocalisse 20:14). Quale storia della morte accettate voi? Quella che rende Dio un orco responsabile di milioni d'anni di morte, malattia e sofferenza? Oppure una che correttamente dà la colpa al nostro peccato, e correttamente rappresenta il nostro Creatore Iddio come un Salvatore amorevole e misericordioso che piange alla tomba di Lazzaro (Giovanni 11:35)? Riferimenti e note
Una questione di presupposti (epistemologica) La terra "sembra" molto antica? Dipende da come interpretiamo ciò che vediamo. |





