Caro Daniele,
grazie per il tuo messaggio, apprezzamenti e riflessioni.
Cerco ora di risponderti per quanto riguarda le tue perplessità sulla mia posizione teologica. La questione della predestinazione non è che uno degli aspetti della teologia riformata storica che io sostengo e che condivido con un movimento teologico che si sta affermando anche in Italia e che alcuni chiamano neo-calvinismo1. Le etichette non mi piacciono, ma questa è la tradizione in cui mi trovo meglio, quella che credo meglio rispondere a ciò che sento essere giusto e vero. Credo che sia la migliore comprensione sistematica e coerente della rivelazione biblica, quella che maggiormente mi soddisfa. Non si tratta solo di Calvino, ma di una scuola di pensiero che percorre uniformemente la storia della Chiesa e che vede nell'apostolo Paolo, in Agostino, in Calvino, in Turrettini, Abraham Kuyper, H. Bavinck (1854-1921) in Olanda; i teologi della Facoltà teologica di Westminster (J. Gresham Machen, C. Van Til) negli USA; A. Lecerf (1872-1943) e P. Marcel (1910-1992) in Francia, gli esponenti più noti.
Non ha però a che fare con l'iper-calvinismo, che è tutt'altra cosa (conosco persone rispetto alle quali, nella migliore delle ipotesi mi considererebbero un calvinista moderato!). La dottrina della predestinazione è uno dei capisaldi di questa teologia, sintetizzati nei cosiddetti cinque punti della soteriologia calvinista. Esistono anche nel mio sito spiegazioni dettagliate che esaminano sia i dati biblici che li sostengono, sia una discussione dei testi che sembrano contraddirli2.
1.
Nel tuo messaggio dici: “Io non ho una forte corrente di pensiero in quanto credo che ci sono cose più grandi di noi e che non possiamo spiegare chiaramente come non possiamo spiegare Dio”.
A questo riguardo potrei dire: non conosco quale sia esattamente la tua posizione teologica, ma ciascuno, in modo più o meno consapevole e più o meno coerente, ne ha una. È compito di ciascuno esaminare criticamente sé stesso per scoprire (se non ne è consapevole) i presupposti che formano il proprio pensiero e verificarne la sostenibilità e coerenza. Per un cristiano questo vuol dire pure mettersi in serio confronto con il complesso della rivelazione biblica e lasciare che essa ci cambi.
Oggi, per esempio, molto del pensiero teologico moderno (sia in campo evangelicale che neo-liberale, per non parlare del Cattolicesimo), è largamente influenzato da presupposti radicati nella filosofia umanista prevalente, di cui uno dei dogmi “intoccabili” è il libero arbitrio (guai a metterlo oggi in discussione, perché sarebbe considerato un affronto alla dignità umana!). In realtà (come a suo tempo ha dimostrato Lutero quando scriveva a Erasmo da Rotterdam), questa cosiddetta libertà è una patetica illusione e massima espressione dell'arroganza (hybris) umana che pretende autonomia da Dio. È infatti solo Dio che può dare vera libertà quando in Cristo libera dal peccato e risveglia spiritualmente una persona portandola alla conversione.
Inoltre, benché sia vero che “ci sono cose più grandi di noi e che non possiamo spiegare chiaramente come non possiamo spiegare Dio”, Egli ci ha dato, nella Sua Parola, ampie conoscenze su di Lui, sulla natura umana e sulla via della salvezza, che possiamo e dobbiamo ricevere, studiare, approfondire ed applicare nella nostra vita. “Le cose occulte appartengono al SIGNORE nostro Dio, ma le cose rivelate sono per noi e per i nostri figli per sempre, perché mettiamo in pratica tutte le parole di questa legge” (Deuteronomio 29:29). Se già come esseri umani oggi siamo inescusabili3, ancora di più lo sono i cristiani, i quali, oltre alla rivelazione naturale, hanno ricevuto la rivelazione speciale in Gesù Cristo nell'ambito delle Sacre Scritture4. Lo stesso apostolo Paolo scrive (vale la pena di citare tutto questo testo):
“Tuttavia, a quelli tra di voi che sono maturi esponiamo una sapienza, però non una sapienza di questo mondo né dei dominatori di questo mondo, i quali stanno per essere annientati; ma esponiamo la sapienza di Dio misteriosa e nascosta, che Dio aveva prima dei secoli predestinata a nostra gloria e che nessuno dei dominatori di questo mondo ha conosciuta; perché, se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Ma com'è scritto: "Le cose che occhio non vide, e che orecchio non udì, e che mai salirono nel cuore dell'uomo, sono quelle che Dio ha preparate per coloro che lo amano". A noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito, perché lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. Infatti, chi, tra gli uomini, conosce le cose dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui? Così nessuno conosce le cose di Dio se non lo Spirito di Dio. Ora noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio, per conoscere le cose che Dio ci ha donate; e noi ne parliamo non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito, adattando parole spirituali a cose spirituali. Ma l'uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere, perché devono essere giudicate spiritualmente. L'uomo spirituale, invece, giudica ogni cosa ed egli stesso non è giudicato da nessuno. Infatti "chi ha conosciuto la mente del Signore da poterlo istruire?" Ora noi abbiamo la mente di Cristo” (1 Corinzi 2:6-16).
Non vorrei che affermare che esistano “cose più grandi di noi” diventi solo una scusa per non considerare verità rivelate scomode...
2.
Il seguito del tuo ragionamento implicherebbe da parte mia una risposta molto articolata. Vediamo se riesco a riassumere, rinviandoti eventualmente ad articoli o saggi.
Come cristiani dobbiamo verificare i nostri punti di vista con una lettura approfondita e sistematica della rivelazione biblica. Tu dici di credere nella sovranità di Dio, e va bene, ma la sovranità di Dio e la sua estensione sono definite dalla stessa Parola di Dio (che ne parla abbondantemente) e certamente non può essere delimitata dalla nostra concezione (umanista e non biblica) dell'essere umano. Ho l'impressione che tu “conceda” a Dio la sovranità, basta che non tocchi la nostra “sacrosanta libertà”, e quindi che tu creda, in realtà, in una “sovranità limitata” di Dio, che non è un concetto biblico. Un autore riformato (il cui nome ora non rammento), rispondendo ad un suo interlocutore che proponeva argomentazioni simili alle tue, diceva: “Il tuo Dio è troppo piccolo, e un dio così non è il dio della Bibbia, ma solo una falsa divinità posta convenientemente al nostro servizio”. Se ci pensi bene, la moderna concezione dell'essere umano, in realtà, mette l'essere umano e i suoi “diritti” su un gradino più alto di Dio, cadendo nella tentazione di Satana nella Genesi che prometteva ai nostri progenitori “Sarete come Dio”!
Mi sembra inoltre che tu non tenga sufficientemente conto del fatto che la libertà umana era un dono che Dio ci aveva fatto (sempre entro certi limiti) prima che la Caduta, il peccato, ci avesse fatto perdere irreparabilmente questa libertà, asservendoci ad esso. Qui non parlo della libertà umana terra terra, ma della libertà di sceglierci il nostro destino, di “scegliere Dio”, cosa che l'essere umano si è pregiudicata completamente. Il peccato ha guastato radicalmente l'essere umano tanto che ogni sua facoltà ne è affetta, l'ha sottoposto al giusto giudizio di condanna da parte di Dio, l'ha sottoposto all'ira di Dio. Dio non “ama” questo essere umano, così come non amava la generazione antidiluviana che ha distrutto come espressione della Sua giustizia. Dio ha deciso di dare la sua grazia a Noè ed alla sua famiglia, il che è una prefigurazione dell'elezione a salvezza oggi. L'umanità è e rimane giustamente condannata. Anche io te siamo peccatori e non meritiamo alcunché da Dio. Dio, però, ha deciso, nella Sua sovrana volontà, di chiamarci (immeritatamente) a far parte del Suo popolo di salvati e di manifestarci così il Suo amore in Cristo. È in Cristo che Dio ama i Suoi e non indipendentemente da Lui. Egli ci ama non in quanto tali (come peccatori), ma “in Cristo”, quando, tramite Lui siamo rigenerati, giustificati e santificati.
I discorsi che si sentono oggi sull'amore di Dio sono concetti “romantici” fuorvianti, che non corrispondono minimamente a ciò che la Scrittura ci rivela, letta rigorosamente senza “gli occhiali colorati” della presunzione umana.
Inoltre, non siamo “figli di Dio” per natura, ma diventiamo figli adottivi di Dio quando siamo “nati di nuovo” in Cristo. I figli che Dio non abbandona non è l'umanità giustamente condannata dal peccato, ma quelli che Egli salva in Cristo. Noi tutti abbiamo scelto già di vivere lontani da Lui. Se qualcuno di noi desidera altrimenti, è perché Dio lo ha rigenerato spiritualmente dandogli quel “volere ed operare” che non avrebbe mai avuto naturalmente, perché ogni essere umano è radicalmente e naturalmente ostile a Dio. È solo per grazia che delle persone giungono a volere diversamente, a desiderare Dio (difatti essere credenti veramente è una stupefacente eccezione, nel quadro allucinante di un'umanità empia ed ostile a Dio).
Il peccato ha certamente lasciato tracce nell'essere umano della sua somiglianza con Dio, ma questa si ritrova nelle manifestazioni culturali dell'umanità, non nella capacità di scegliersi il suo destino, cosa che è stata irreparabilmente compromessa senza l'intervento della grazia di Dio che elegge. Tutto questo non c'entra con “l'ipercalvinismo” ma con una visione coerente della condizione di peccato in cui si trova l'essere umano. Semmai, o è “calvinismo” coerente o non è affatto calvinismo, ma qualcos'altro.
Mi sembra poi che, nel tuo discorso, “confondi le etichette”. Non mi interessa la questione di “destra” o “sinistra”, che sono solo discutibili categorie umane che non significano oggi più niente. Ti ricordi la canzone di Giorgio Gaber? Teologicamente è questione di coerenza. O si è coerenti con una certa linea o non lo si è affatto. L'incoerenza intellettuale, sintomo di superficialità è epidemica nelle chiese oggi, ciascuno prende un po' qui o un po' là quello che gli sembra meglio, senza preoccuparsi che la cosa abbia senso, sia logica. È del tutto irrazionale pretendere di essere sia una cosa che un'altra, anzi, questa confusione è tipica del pensiero post-moderno5 dove tutto diventa relativo e soggettivo, senza alcun punto di riferimento fisso. La confusione è spesso totale, e Dio non è un Dio di confusione, ma di ordine. Ordine e logica sono caratteristiche di Dio e quando siamo disordinati ed illogici, incoerenti e superficiali, dimostriamo solo quanto il peccato abbia condizionato negativamente anche la nostra mente.
3.
Potrei moltiplicarti i testi della Bibbia sul fatto che sovranamente Dio operi le Sue scelte e che siano sempre scelte giuste anche quando non le possiamo comprendere o che non ci sembrino tali. Il testo di Romani 9:20-24, che tu citi, dice espressamente proprio quello che tu neghi.
Dio
vuole che tutti siano salvati? Se fai un'accurata esegesi del testo
che ne parla, vedrai che non è proprio quello che sembra! Il testo
dice: "Il Signore non ritarda l'adempimento della
sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi,
non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al
ravvedimento" (2 Pietro 3:9).
Potrei certamente continuare ad esaminare altri testi della Bibbia, ma alla fin fine tutto dipende dalla personale maturazione della propria fede fatta con uno studio rigoroso delle Sacre Scritture ed un atteggiamento critico verso noi stessi. I siti web che ti ho indicato nelle note contengono elaborate discussioni, articoli e forum in cui dibattere tutto ciò che è connesso a questo tema. Tanti oggi (come testimonia il forum citato) riscoprono la fondatezza di ciò che va sotto il nome di “Calvinismo”, ma che, come diceva Spurgeon, non è in fondo altro che l'Evangelo biblico. C. H. Spurgeon diceva: C. H. Spurgeon disse:
"...ed io oso
arrivare a dire come Martin Lutero, in una delle sue forti
affermazioni: 'Attribuire la salvezza, anche solo in minima parte,
alla libera volontà umana, significa non sapere nulla della grazia e
non avere imparato nulla rettamente su Gesù Cristo'. Può sembrare
un'affermazione molto dura ed ingiusta, ma chi crede nel suo cuore
che l'uomo possa, nella sua propria libera volontà, volgersi verso
Dio, non può essere stato istruito da Dio, perché questo è uno dei
principi di base che noi apprendiamo fin dal principio in cui Dio ha
a che fare con noi personalmente, cioè che noi non abbiamo né
volontà, né capacità, ma che è Lui a darcele entrambe. Egli è
l'alfa e l'omega della salvezza umana" (dal sermone "Il
libero arbitrio, uno schiavo" 1855, vedasi pure il classico di
Martin Lutero sul "Servo Arbitrio").
Fra parentesi,
recentemente ho scritto un articolo che potrebbe essere utile alla
nostra discussione: Le
prerogative dell'uomo o quelle di Dio? NOTE 1In Italia, per esempio, questa linea teologica è sostenuta dall'IFED di Padova, le Chiese Evangeliche Riformate Battiste in Italia. Esiste un forum molto attivo dove questi temi vengono discussi nel sito: http://www.federiformata.it/index.html. Vedi anche il sito del CESNUR che parlando dei battisti riformati, fa anche il mio nome. 2Vedi http://www.riforma.net/teologia come pure le mie risposte ad un mio corrispondente. 3“... infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili” (Romani 1:20). 4“Abbiamo inoltre la parola profetica più salda: farete bene a prestarle attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro, fino a quando spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori. Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un'interpretazione personale; infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell'uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo” (2 Pietro 1:19-21). 5Non sorprende, quindi, l'attrazione che la la post-modernità ha per le religioni orientali, molte delle quali persino si vantano dell'illogicità e dell'irrazionalità, elevandola persino a regola! |
