Progenie
Che cosa ne pensi dell'affermazione di Dio in Genesi: "la mia progenie e
la tua progenie". Ci sono 2 progenie di Cristo e del serpente. C'è
qualcosa di profondo da capire in queste affermazioni? Un saluto fraterno e
grazie anticipatamente per l'impegno che hai sempre avuto. Dio ti benedica. Angela.
Cara Angela,
suppongo che tu ti riferisca a Genesi 3:15: "Io
porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei;
questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno".
Le seguenti riflessioni
le traggo dal commentario di Matthew Henry. Ognuno di questi spunti potrebbe
essere debitamente ampliato.
Iddio emana la Sua sentenza sul peccato ed Egli inizia a farlo proprio là dove
esso è iniziato, con il serpente.
Gli strumenti del diavolo devono condividere la condanna inflitta al diavolo.
Sotto la guisa del serpente, il diavolo "cade", dovrà essere
degradato e maledetto da Dio ["Come
mai sei caduto dal cielo, astro mattutino, figlio dell'aurora? Come mai sei atterrato,
tu che calpestavi le nazioni?" (Isaia 14:12). Detestato ed aborrito da
tutti, sarà distrutto finalmente e rovinato dal grande Redentore: questo è
espresso dallo schiacciamento della sua testa.
Viene proclamata una guerra fra la progenie della donna e la progenie del
serpente. "Ci fu una battaglia nel
cielo: Michele e i suoi angeli combatterono contro il dragone. Il dragone e i
suoi angeli combatterono" (Apocalisse 12:7).
E' per questa inimicizia che, nel cuore del popolo di Dio, vi è un continuo conflitto
fra la grazia e la corruzione. Satana, con i suoi atti corruttori, lo colpisce
con forza, lo mette alla prova, cerca chi possa divorare ["Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va
attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare" (1 Pietro
5:8)]. I figlioli di Dio, attraverso le risorse spirituali in loro dotazione,
gli resistono ["Sottomettetevi
dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi"
(Giacomo 4:7)]; lottano con lui ["Voi
non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato"
(Ebrei 12:4)]; spengono i suoi dardi ["...prendete
oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i
dardi infocati del maligno" (Efesini 6:16)]; lo costringono a fuggire
da loro.
Paradiso ed inferno non possono essere riconciliati, così come non lo possono
la luce e le tenebre ["Non vi
mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi; infatti che rapporto
c'è tra la giustizia e l'iniquità? O quale comunione tra la luce e le
tenebre?" (1 Corinzi 6:14)]. Non vi può essere comunione fra l'anima e
l'anima santificata.
Vi è inoltre una lotta continua fra gli empi ed i figlioli di Dio in questo
mondo, un odio giurato: "SIGNORE,
non odio forse quelli che ti odiano? E non detesto quelli che insorgono contro
di te? Io li odio di un odio perfetto; li considero miei nemici" (Salmo
139:21,22). Tutta la furia e la malizia dei persecutori contro il popolo di Dio
sono il frutto di quest’inimicizia che continuerà fintanto che vi sarà un uomo
o una donna di Dio in questo mondo. "Non
vi meravigliate, fratelli, se il mondo vi odia" (1 Giovanni 3:13).
Qui è fatta una promessa di grazia in Cristo, Colui che libera la creatura
umana decaduta dal potere di Satana. E' rivolta al serpente, ma è stata detta
affinché i nostri progenitori (e noi con loro) la udissero.
Qui viene già prospettato il giorno dell'Evangelo. Non appena è inferta la
ferita, già il rimedio è provveduto e rivelato. Questa rivelazione di grazia
del futuro Salvatore giunge inattesa e nemmeno richiesta. Senza una rivelazione
di misericordia, infatti, che dia speranza di perdono, il peccatore, convinto
della sua colpa, cadrebbe nella disperazione e s’indurirebbe.
Per fede in questa promessa, i nostri progenitori ed i patriarchi prima del
Diluvio, sarebbero stati giustificati e salvati.
Nota che cosa qui si dice di Cristo:
(1) La Sua incarnazione. E' di grande incoraggiamento ai peccatori che il loro
salvatore sia progenie della donna,
ossa delle nostre ossa, carne della nostra carne. "...sia colui che santifica sia quelli che sono santificati,
provengono tutti da uno; per questo egli non si vergogna di chiamarli fratelli
... Poiché dunque i figli hanno in comune sangue e carne, egli pure vi ha
similmente partecipato, per distruggere, con la sua morte, colui che aveva il
potere sulla morte, cioè il diavolo" (Ebrei 2:11,14). È per questo che
la genealogia di Cristo (Luca 3) giunge fino ad Adamo.
Dio fa alla donna
l’onore di chiamarlo “progenie della donna”, con una grazia stupefacente, proprio
a lei che disobbedisce a Dio, e magnifica così la Sua grazia.
Il Cristo è pure
progenie di una donna soltanto, di una vergine, affinché non fosse macchiato
della corruzione della nostra natura. Egli è stato inviato “nato da donna”
(Galati 4:4) affinché questa promessa fosse adempiuta. La creatura umana è
peccatrice ed impura, perché è “nato di donna” [“L'uomo, nato di donna, vive pochi giorni, ed è sazio d'affanni“
(Giobbe 14:1)]. La progenie della donna, però, è stato fatto peccato e maledizione
per noi proprio per salvarcene [“Colui
che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi,
affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui” (2 Corinzi 5:21)].
(2) Le Sue sofferenze e
morte, suggerite da "tu le ferirai
il calcagno", cioè la Sua natura umana. Le sofferenze del Cristo
continuano nelle sofferenze del Suo popolo per il Suo nome. Il diavolo li
tenta, li perseguita e li ferisce, e così ferisce "il calcagno di
Cristo". Il Cristo è afflitto nelle loro afflizioni. [“Poiché dunque i figli hanno in comune sangue e carne, egli pure vi ha
similmente partecipato, per distruggere, con la sua morte, colui che aveva il
potere sulla morte, cioè il diavolo” (Ebrei 2:14)]. Però, per quanto il suo
"calcagno" sia ferito sulla terra, il Suo capo è al sicuro in cielo.
(3) La Sua vittoria su Satana. Cristo sconfigge le tentazioni di Satana,
strappa anime dalle sue mani. Con la sua morte, Cristo infligge un colpo
mortale al regno del diavolo, una ferita sul capo del serpente che non potrà
essere risanata. Quando l'Evangelo guadagna terreno, Satana cade. ["Ed egli disse loro: «Io vedevo Satana
cadere dal cielo come folgore" (Luca 10:18); “…ha spogliato i principati e le potenze, ne ha fatto un pubblico
spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce” (Colossesi 2:15); “Egli afferrò il dragone, il serpente
antico, cioè il diavolo, Satana, lo legò per mille anni” (Apocalisse
20_2)].
Con la Sua grazia, il Cristo stritola Satana sotto i piedi del Suo popolo [“Il Dio della pace stritolerà presto Satana
sotto i vostri piedi” (Romani 16:20)] e la sua opera sarà del tutto
sconfitta per dare gioia eterna al Suo resto fedele.
Paolo Castellina, 3 novembre 2008