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Nove caratteristiche di una comunità cristiana sana

Una comunità cristiana sana: nove sue caratteristiche

Una comunità cristiana sana è quella la cui vita è ispirata e plasmata dall'insegnamento biblico. Le nove caratteristiche che qui presentiamo, non pretendono di essere esaurienti. Vi sono altri segni significativo, oltre a quelli qui menzionati, come la preghiera e la comunione fraterna. Riteniamo però che quelli qui indicati siano i segni oggi più trascurati e che per questo molte comunità cristiane locali ne siano danneggiate. Dobbiamo coltivare chiese che riflettano il carattere di Cristo.

1. Pratica la predicazione espositiva

Una comunità cristiana sana si impegna a prestare ascolto alla Parola di Dio. La predicazione della Parola di Dio occupa il posto centrale nel suo culto. La predicazione espositiva è quella che espone ciò che la Bibbia dice in un brano particolare. Ne spiega attentamente il significato e lo applica alla vita della comunità e di ogni singolo credente.

2. Si attiene alla teologia biblica

L'apostolo Paolo esorta Tito, conduttore della sua comunità, dicendogli: "Tu esponi le cose che sono conformi alla sana dottrina" (Tito 2:1). Ci deve stare a cuore non solo come ci viene insegnato, ma anche che cosa ci viene insegnato. Attenersi alla teologia biblica significa impegnarsi a conoscere Iddio, come Egli ha rivelato Sé stesso attraverso la Bibbia.

3. Comprende l'Evangelo in modo biblico

L'Evangelo sta al cuore stesso del Cristianesimo. L'Evangelo, la buona novella, non significa, come tante volte si intende oggi, che Dio voglia rispondere ai bisogni sentiti dalla gente od aiutarla ad avere un'immagine migliore di sé stessa. La condizione umana è caratterizzata dalla peccaminosa ribellione contro Dio, nostro Creatore, Signore e Giudice. Egli manifesta la Sua grazia inviando Suo Figlio a morire la morte che noi meriteremmo per i nostri peccati e ci accredita la Sua giustizia affinché siano assolti e riconciliati con Lui coloro che si ravvedono dai loro peccati e si affidano agli efficaci effetti salvifici della morte e risurrezione di Gesù. Questa è la buona novella.

4. Comprende la conversione in modo biblico

La trasformazione spirituale di cui ciascuno ha bisogno è così radicale e profonda che solo Dio può operarla. E' molto di più che rivedere e correggere, con buona volontà, qualche opinione, comportamento o abitudine. Non "mi sono convertito", ma "Dio mi ha convertito". Per essere considerata una conversione autentica essa non è necessariamente una forte esperienza emotiva, ma deve dare evidenza della sua realtà portando i buoni frutti di un comportamento conforme a Cristo.

5. Comprende l'evangelizzazione in modo biblico

Il modo in cui si diffonde l'Evangelo è strettamente legato al modo in cui lo si comprende. Presentarlo come "un qualcosa di più" che dà al non cristiano qualcosa che desidera naturalmente (ad esempio, gioia e pace), significa presentare una mezza verità che può dar luogo a false conversioni. L'intera verità è che il nostro bisogno più profondo è quello di una vita spirituale che scaturisce solo dal ravvedimento dai nostri peccati e dall'affidarci a Cristo. Noi presentiamo l'Evangelo apertamente e fedelmente e poi lasciamo che Dio converta.

6. Comprende l'essere membri di chiesa in modo biblico

Essere membri della comunità cristiana locale significa impegnarvisi partecipando alle sue attività, contribuendo al suo sostentamento economico, pregando e servendo. Diversamente essa non ha sénso, valore ed è persino pericolosa. non dovremmo permettere che alcuni continuino ad essere (formalmente) membri della nostra chiesa semplicemente per ragioni sentimentali o per trascuratezza. Essere membro di una comunità cristiana significa consapevolmente considerarci "stranieri e pellegrini" (1 Pietro 2:11) in questo mondo, in cammino con gli altri verso la nostra dimora celeste.

7. Comprende la disciplina di chiesa in modo biblico

La disciplina di chiesa fornisce ai membri della comunità dei parametri ai quali ci si deve attenere. Il concetto stesso di "disciplina di chiesa" oggi spesso è sgradito perché molti ritengano che non si debba "giudicare òa fede" di alcuno. se però non siamo in grado di dire come un cristiano debba vivere, come potrebbe farlo? Ogni comunità cristiana locvale ha, di fatto, la responsabilità di giudicare la vita ed insegnamento dei suoi leader e persino dei suoi membri, prestando attenzione che nulla sia di detrimento alla testimonianza chiara che deve dare all'Evangelo.

8. Promuove il discepolato cristiano e la crescita

Oggi ci si preoccupa tanto di come aumentare il numero dei membri di chiesa e si trascura che la crescita deve pure essere qualitativa. L'unico segno certo ed osservabile della crescita (sebbene molti misurino altre cose) è una vita di sempe più grande santità, radicata nell'abnegazione (ciò che la scrittura chiama "rinuncia a sé stessi"). Questi concetti sembrano praticamente estinti nelle chiese moderne. Ristabilire il vero discepolato significa oggi edificare la chiesa e promuoverne una testimonianza più chiara verso il mondo.

9. Comprende la leadership in modo biblico


Nel passato, i presbiteriani ed i battisti concoprdavano sul fatto che la comunità cristiana locale dovesse avere una pluralità di conduttori (leader). La pluralità dei conduttori (che la Bibbia chiama "anziani" o "pastori") non è solo biblica, ma pure pratica. Essa comporta l'immenso beneficio di estendere i doni e le funzioni pastorali a diversi credenti rendendoli più efficaci.

10. Privilegi e responsabilità dell'essere membri di chiesa

1. Vivere una vita coerente con l'Evangelo e degna della vocazione ricevuta.
2. Trascorrere del tempo ogni giorno nel leggere la Bibbia e pregare.
3. Partecipare ogni domenica (a meno che uno non ne sia inevitabilmente impedito) al culto comunitario.
4. Accettare responsabilità perrsonali nel governo della chiesa partecipando all'assemblea dei suoi membri.
5. Partecipare all'attività della chiesa secondo i propri doni e opportunità.
6. Vivere in comunione con gli altri membri della chiesa, servendosi reciprocamente nell'amore.
7. Contribuire finanziariamente all'opera di Dio attraverso la chiesa locale, con una proporzione realistica delle proprie entrate.
8. Presentare altre persone alla comunione della chiesa ed impegnarsi nell'evangelizzazione personale e comunitaria.


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