Che cos'è “ciò”?
“Infatti è per grazia che siete stati salvati,
mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in
virtù di opere affinché nessuno se ne vanti” (Efesini 2:8,9).
Con
queste sue parole, l'Apostolo Paolo distrugge la nozione che la
salvezza possa essere il risultato di qualsivoglia opera che noi si
possa fare. Siamo infatti salvati dalla grazia di Dio, ricevuta tramite
la fede, ed in questo le nostre opere non giocano ruolo alcuno. Come il
versetto seguente rende chiaro (v. 10), Dio ha indubbiamente stabilito
che i credenti compiano opere buone ma, come testimonia questo, insieme
a molti altri testi delle Sacre Scritture, le buone opere sono il
frutto e non la causa della nostra salvezza. I veri credenti compiono
opere buone, ma le opere non giocano ruolo alcuno in come noi si riceva
la salvezza, perché essa “non è in virtù d'opere”. Le “opere”, semmai,
in questo caso, sono quelle di Cristo, non le nostre.
Questo è
chiaro, ma è sorta la questione di cosa esattamente si intenda con quel
“ciò” in Efesini 2:8. Sappiamo che, quale che sia, è dono di Dio, ma
siamo in grado di determinare esattamente di quale dono si tratti?
Alcuni
dicono che il dono sia “la fede”, mentre altri dicono che è “la
grazia”. Altri ancora dicono che sia “la salvezza”. Quel che però
potrebbe essere discutibile in italiano, diventa chiaro quando si legge
il testo originale greco.
Mettendola in modo che sperabilmente tutti
possano capire, il termine greco tradotto “ciò” è traslitterato in
italiano come touto e si tratta di una forma neutra. Per determinare a
che cosa si riferisce, basta guardare il corrispettivo termine neutro
nel contesto immediato, Questo è il modo in cui normalmente la
questione sarebbe risolta, se non che, nel caso particolare, non ce n'è
neanche uno! Il termine “grazia”, in greco è femminile; “siete stati
salvati” è maschile, e “fede” è pure una forma femminile. In questo
caso, quindi, ciò a cui si riferisce il “ciò” è tutta l'espressione
precedente. La grazia, la salvezza e la fede – tutte queste cose sono
dono di Dio.
Paolo qui rende chiaro come nella nostra salvezza
non c'è nulla che prenda origine da noi. La salvezza, la grazia e la
fede: tutte queste cose sono doni di Dio. E' questa la ragione per la
quale, in questo campo, ogni vanto da parte nostra è del tutto escluso.
Non è solo ridotto al minimo, ma completamente eliminato. La grazia
tramite la quale siamo salvati e la fede come “il meccanismo”
attraverso il quale la riceviamo – sì, persino questa fede – è dono di
Dio (vedi anche Filippesi 1:29).
Con la Scrittura soltanto come
solido fondamento, noi affermiamo che la giustificazione sia il
risultato della sola grazia, ricevuta attraverso la sola fede, a causa
del solo Cristo e tutto ciò alla gloria di Dio.