Tentativi di "normalizzare" l'Evangelo
8 "In quel tempo, è vero, non avendo conoscenza di Dio, avete servito quelli che per natura non sono dèi; 9 ma ora che avete conosciuto Dio, o piuttosto che siete stati conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo ai deboli e poveri elementi, di cui volete rendervi schiavi di nuovo? 10 Voi osservate giorni, mesi, stagioni e anni! 11 Io temo di essermi affaticato invano per voi" (Galati 4:8-10).
Il rapporto che il
cristiano ha ristabilito con Dio per grazia attraverso la fede nella
Persona e nell'opera di Cristo ha potenzialità enormi e, per così dire,
"tutte da scoprire". Il neo-convertito non è che all'inizio del suo
cammino e deve fare ancora molta strada. Giustamente vorrebbe (ed è
incoraggiato a farlo) approfondire questa conoscenza con Dio, questo
rapporto con Lui. Come potrà approfondire questa conoscenza? Ai
cristiani della Galazia era stato proposto un modo: adeguandosi alle
leggi, regolamenti ed usanze dell'antica legge mosaica! "Che cosa?"
reagisce Paolo. "Fatemi capire... Vorreste conoscere meglio Dio
attraverso i metodi che usavate nel passato quando, prima di incontrare
Cristo, non avevate ancora il rapporto vivente con Dio che avete ora ed
eravate a tutti gli effetti ignoranti di Dio? Sarebbe lo stesso
che voler approfondire la conoscenza di Dio studiando il pensiero dei
filosofi pagani, o tornando alle pratiche del paganesimo! Sarebbe
insensato! Volete rendervi schiavi di nuovo?". Sarebbe come se
un laureato volesse seguire corsi supplementari di aggiornamento ed
approfondimento tornando a studiare ...alle elementari! Paolo definisce
"deboli e poveri elementi" tutto ciò che appartiene alla inadeguata religiosità pre-cristiana (ebraica o pagana che sia), intendendo Cristo "quella via nuova e vivente che egli ha inaugurata per noi attraverso la cortina, vale a dire la sua carne" (Ebrei 10:20) e che sola porta con certezza a Dio.
Le
religioni di questo mondo aspirano a conoscere il divino, ma brancolano
nel buio giungendo solo a rappresentazioni immaginarie della divinità
(sia fisiche che astratte), a ciò "che per natura non solo dèi".
Così è per la religione fatta di candele da accendere, processioni,
paramenti sacri, digiuni, cerimonie, rituali e liturgie da seguire,
formule da pronunciare e preghiere "da dire", festività da celebrare,
leggi da osservare, dogmi da credere...: chi segue tutto questo non ha
idea alcuna di che cosa voglia dire un rapporto vivo e personale con
Dio, quello che ci è possibile in Cristo e con Cristo, attraverso il
dono che Egli ci fa dello Spirito Santo. Che cosa potrebbero mai
aggiungere a questo i deboli e poveri elementi della religione priva del Cristo?
Quando l'Apostolo dice ai Galati "non avevate conoscenza di Dio"
non intende conoscenza teorica, ma un rapporto esperienziale con Dio.
Gli sforzi filosofici e religiosi umani per conoscere Dio non sono in
grado di condurci ad una conoscenza esperienziale di Dio. "Poiché
il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto
a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della
predicazione" (1 Corinzi 1:21). La conoscenza di Dio che questo
comporta è una profonda comunione e dialogo con Colui che, per primo,
ci conosce a fondo. Essere conosciuti da Dio significa essere stati
scelti (eletti) ed amati da Lui per la Sua grazia: "Se qualcuno ama Dio, è conosciuto da lui"
(1 Corinzi 8:3). La grazia di un rapporto personale con Dio attraverso
Cristo nell'esperienza dello Spirito Santo, è espressione di un'eterna
ed immeritata elezione da parte di Dio. I cristiani, secondo
l'espressione di Pietro, infatti, sono gli: "eletti secondo la
prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, a
ubbidire e a essere cosparsi del sangue di Gesù Cristo" (1 Pietro 1:2).
"Io temo di essermi affaticato invano per voi": Paolo esprime
così il suo scoraggiamento e delusione per i cristiani della Galazia
che sembrano non comprendere la gravità della china che hanno
imboccato. La sua predicazione ed insegnamento fra di loro è stata
inutile? Indubbiamente leggi, tradizioni, cerimoniali, grandi messe in
scena religiose sono cose che affascinano... Non dovrebbe, però,
maggiormente affascinare l'Evangelo di Cristo, che rappresenta sempre
una novità nel mondo (quando è proclamato e vissuto fedelmente)?
Evidentemente chi ancora sente "il fascino della religione" (priva di
Cristo), ancora non ha veramente compreso il carattere rivoluzionario
dell'Evangelo di Cristo, oppure, in qualche modo, ne ha timore,
preferendovi "le certezze tangibili" della religiosità umana o cercando
di piegare ad essa la fede cristiana. La fede cristiana, quando torna
alla religiosità mondana, degrada, si altera e si corrompe, diventa
"altro". Non esiste, però, "un altro vangelo" se non un vangelo falso.
Preghiera
Signore Iddio, tu mi conosci appieno: voglio progredire nella Tua
conoscenza e scoprire i sempre nuovi e vari aspetti del rapporto con
Te. Fa sì che sempre meglio io cresca ad immagine di Cristo, scoprendo
tutte le dimensioni del Suo amore. Dammi però di resistere e rifiutare
la seduzione della religiosità mondana priva di Cristo: non potrà darmi
nulla di più di quanto solo Tu sai e puoi dare nella potenza dello
Spirito Santo. Amen. |