Tempo di Riforma

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Lettera ai Galati - Studio XIV

Un dono incondizionato

15 "Fratelli, io parlo secondo le usanze degli uomini: quando un testamento è stato validamente concluso, pur essendo soltanto un atto umano, nessuno lo annulla o vi aggiunge qualcosa. 16 Le promesse furono fatte ad Abraamo e alla sua progenie. Non dice: «E alle progenie», come se si trattasse di molte; ma, come parlando di una sola, dice: «E alla tua progenie», che è Cristo. 17 Ecco quello che voglio dire: un testamento che Dio ha stabilito anteriormente, non può essere annullato, in modo da render vana la promessa, dalla legge sopraggiunta quattrocentotrent'anni più tardi. 18 Perché se l'eredità viene dalla legge, essa non viene più dalla promessa; Dio, invece, concesse questa grazia ad Abraamo, mediante la promessa" (3:15-18)..

Le benedizioni del perdono, della rigenerazione e della salvezza in eterna comunione con Lui sono un dono che Dio fa ai peccatori che si affidano al Signore e Salvatore Gesù Cristo. Esse sono grazia, espressione dell'incondizionata generosità di Dio, non qualcosa che sia "da meritare" attraverso l'osservanza della Sua legge. La legge è sicuramente buona, ma ha finalità diverse. Le benedizioni di Dio possono essere paragonate ad un testamento attraverso il quale un padre esprime la sua volontà di lasciare i suoi beni alla sua morte ai suoi figli. Non comporta condizioni e non l'ha mai alterato cambiando idea sulle sue condizioni. Il patto è stato firmato e confermato. Niente e nessuno può metterlo in questione o alterarne sostanza e le modalità. E' irrevocabile. Così è il patto fatto da Dio ad Abraamo ed alla sua progenie. In questo testo l'Apostolo ne specifica il beneficiario e la data in cui è stato stipulato.

Chi è il beneficiario di questo patto? Abraamo e la sua progenie. Paolo rileva come, nell'originale, il termine "progenie" sia singolare, non plurale. Andrebbe meglio tradotto: "Abraamo e il suo discendente". Beneficiario della promessa di Dio è una sola persona, che l'Apostolo precisa essere il Cristo. La questione è rilevante perché, a differenza di quanto gli Israeliti credono, il termine progenie non si riferisce al popolo di Israele nel suo insieme. Non ha un significato nazionalista come se, per ricevere le benedizioni promesse ad Abraamo fosse necessario appartenere al popolo ebraico e quindi fosse necessario sottostarne ai requisiti (ad esempio, la circoncisione). Cristo, di fatto, è il solo erede e canale delle promesse benedizioni di Dio. Non è necessario far parte formalmente della nazione ebraica per poter partecipare a queste benedizioni: bisogna essere in Cristo, essere in comunione con Lui, appartenere a Lui. Infatti: "Se siete di Cristo, siete dunque discendenza d'Abraamo, eredi secondo la promessa" (Galati 3:29). Cristo, il discendente di Abraamo, include in sé la comunità dei credenti, nella quale non c'è alcuna distinzione di nazionalità, razza, condizione sociale o genere. Proprio come la progenie è una sola (v. 16), così "voi tutti siete uno in Cristo Gesù" (v. 28).

Quando è stato stabilito questo patto? Esso porta una data precisa ed essa stabilisce la sua precedenza su ogni altro documento in seguito sopravvenuto che non può cambiarne i termini. La legge mosaica è sopravvenuta 430 anni dopo il patto stabilito con Abraamo. L'Apostolo afferma come i due documenti debbano essere radicalmente distinti e non possano essere confusi. I termini dell'uno e dell'altro sono diversi. Quanto la legge prescrive al tempo di Abraamo non era né contemplato né c'è evidenza alcuna che fosse implicato.  Presupporlo non ha alcun fondamento né legittimazione. I termini irrevocabili del patto sono stati stabiliti molto tempo prima che fossero stabilite le leggi mosaiche. La distinzione fra promessa e legge è la stessa che esiste fra Evangelo e legge. Essa è radicale e nessun compromesso o distinguo è possibile: le benedizioni del Patto ci sono impartire per pura grazia, senza alcun presupposto o condizione. L'eredità promessa è dono, grazia, non una ricompensa per aver osservato la legge:  "Perché se l'eredità viene dalla legge, essa non viene più dalla promessa; Dio, invece, concesse questa grazia ad Abraamo, mediante la promessa" (18). L'eredità promessa è un dono. Considerare ricompensa ciò che è già stato ricevuto come dono è illogico ed insensato. Affermare il contrario significherebbe pure offendere il donatore.

Preghiera

Signore, Ti ringrazio per avermi unito per fede a Cristo e per avermi fatto così partecipe delle benedizioni promesse a Lui ed in Lui. Fa sì che mai io vi interponga i miei "sì, ma, già e però"... ma che fiduciosamente io viva di questa Tua stupefacente generosità. Amen.




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