La progettazione curricolare

Bambini durante la seminaIl conseguimento di una conoscenza è sempre “situato”, dipende dai materiali usati, dalle attività proposte, dal modo come il discente capisce le cose (Bruner 2000).
Nella riflessione sulla traduzione degli obiettivi nella prassi educativa, pertanto, deve essere particolarmente curata l’organizzazione degli ambienti educativi, in modo che siano in grado di promuovere apprendimento significativo e consentano, tramite un lavoro di costruzione sistematico, consapevole e attento agli aspetti operativi, l’elaborazione delle informazioni in conoscenze.
Nella scelta dei metodi si deve considerare anche che la conoscenza non è semplicemente a disposizione, ma viene “creata” dall’uomo e viene costruita e negoziata con gli altri. Di fatto gli individui pensano “con” gli altri e con l’aiuto degli strumenti forniti dalla cultura. L’acquisizione e l’uso della conoscenza avvengono attraverso una rete di interazioni e di strumenti che danno significato alla conoscenza stessa. Ne risulta che l’apprendimento è un processo che ha luogo in una cornice di partecipazione, non è l’atto di una persona, ma è “distribuito”, appunto, tra coloro che partecipano alla situazione (Lave e Wenger 2006).
Occorre anche tener conto della molteplicità delle differenze culturali e cognitive degli alunni, utilizzando interventi, metodi, linguaggi diversificati, capaci di intercettare i diversi stili di apprendimento. L’attività educativa deve quindi essere adattata alle esigenze proprie di ogni singolo, fornendo stimoli educativi molteplici e quindi adatti alla molteplicità dei modi di essere intelligenti (Gardner, 1987).
Per ridurre l’incidenza delle diversità individuali sul raggiungimento degli obiettivi, è necessario, pertanto, proporre attività coerenti, ma diversificate, in modo che ognuno possa usufruire di tempi e modalità adatte all’elaborazione delle conoscenze.