La sicurezza del lavoro in Italia: alcuni dati
L’informazione in questi ultimi mesi ha dato spesso una grande rilevanza ad alcuni fatti eclatanti relativi alla sicurezza sul lavoro. La percezione che è stata diffusa è che il nostro Paese sia molto carente in questo settore. Dai dati INAIL relativi al 2007 risulta però che l’Italia è al di sotto della media europea in relazione agli infortuni in generale (2.900 infortuni per 100.000 occupati contro i 3.545 dell’Euro-area). Per quanto riguarda gli infortuni mortali invece l’Italia è al di sopra della media dell’Euro-area (2,6 decessi per 100.000 occupati contro i 2,5 della media europea). Nonostante la diminuzione progressiva del fenomeno evidenziata dalla ricerca, i costi sociali e umani degli infortuni sul lavoro e la crisi economica non permettono di abbassare la guardia. Le previsioni normative inoltre prevedono per le aziende e per gli amministratori rilevanti responsabilità e questo rappresenta un ulteriore elemento per cui è necessario operare per raggiungere l’eccellenza. Gli ambiti dove rivolgere particolare attenzione, sulla base dei dati INAIL sono: l’aumento degli infortuni nel centro-sud, l’alta incidenza della mortalità in alcuni settori come quello edile, l’aumento degli infortuni fra i lavoratori immigrati, gli infortuni relativi agli spostamenti. Le statistice La cultura della sicurezza
In molte aziende il rispetto delle norme di sicurezza è un dato acquisito ma il livello degli infortuni non cala come desiderato. E’ perciò evidente che, per creare una situazione in cui gli incidenti diminuiscano, occorre far crescere una diffusa cultura della sicurezza, che vada oltre la previsione normativa. Gli strumenti per ottenere questo obiettivo sono la formazione, la prevenzione, l’informazione, la comunicazione interna ed esterna. E’ anche auspicabile sviluppare degli strumenti collaborativi che nella intranet aziendale o in internet, favoriscano la diffusione della cultura della sicurezza e la conoscenza delle casistiche. Sostenibilità e finanza aziendaleLa Corporate Sustainability è un approccio di business che punta a creare valore nel lungo termine sviluppando le opportunità e gestendo i rischi derivanti dallo sviluppo economico, ambientale e sociale. Le aziende leader in questo ambito sviluppano il potenziale di mercato per prodotti e servizi sostenibili e/o si impegnano a eliminare o ridurre i costi e i rischi relativi alla sostenibilità. Un crescente numero di investitori percepisce infatti la sostenibilità come l’ indicatore di un management illuminato e come rilevante fattore di successo. Come risultato di questa valutazione gli investitori istituzionali aumentano i loro investimenti, diversificando i portafogli, in società attente alla sostenibilità. Ricercare e applicare policies aziendali che favoriscano la sostenibilità aiuta anche la possibilità di trovare finanziamenti per sostenere il valore delle azioni e gli investimenti aziendali.In questo ambito la sicurezza, il rapporto fra famiglia e lavoro, la gestione delle risorse umane, il rispetto dell’ambiente sono alcuni degli elementi presi in considerazione dagli strumenti finanziari di analisi delle aziende come il Dow Jones Sustainability Indexes.
L’attenzione alla persona come fattore per il successo aziendaleLa motivazione delle persone è un elemento determinante per il successo delle iniziative aziendali.In un articolo del 2007 relativo alla qualità della vita Ed Diener e Martin Seligman, docenti universitari e psicologi, hanno evidenziato che essa non è direttamente relazionata allo sviluppo economico. Alcune inchieste americane dimostrano per esempio che la soddisfazione personale non è collegata all’aumento del PIL, ma rimane costante anche quando esso cresce rapidamente. Poichè la motivazione è un elemento fondamentale per garantire la collaborazione dei dipendenti nell’azienda in una economia della conoscenza, è necessario che le direzioni HR si pongano il problema di come facilitare questo elemento anche per aumentare la produttività. I due docenti segnalano secondo loro alcuni elementi che facilitano questa motivante ricerca di senso:
Almeno alcuni dei punti in questione sono elementi su cui si può intervenire con le politiche di gestione del personale.
Possibili output del progetto
- SGSL (Sistema di gestione della sicurezza sul lavoro): elaborazione di un modello rivolto alle imprese di servizi a rete creando un protocollo, un documento in partnership fra le eaziende del consorzio. La documentazione dei controlli e la standardizzazione delle procedure di gestione potrebbe inoltre consentire di porre l’attenzione sulle modalità di tracciabilità dei dati tramite sistemi informativi sia a livello centralizzato che decentralizzato, superando le difficoltà e differenze relative ai diversi contesti territoriali in cui le unità operative siano localizzate.
- Progettazione di un Master/Corso per le imprese di “servizi a rete”: creare un percorso formativo che affronti i temi di gestione delle imprese di servizi a rete (operations, maintenance, supply chain, ecc.) nella prospettiva della sostenibilità e della sicurezza.
- Prendendo come punto di riferimento il Dow Jones Sustainability Indexes realizzare percorsi di consulenza e/o elaborazione di case study o business forum tra i manager delle aziende consortili per valutare gli impatti finanziari e competitivi dell’applicazione di criteri di sostenibilità. In particolare, l’analisi sulla sostenibilità si potrebbe incentrare concretamente sulla safety e sul work-family balance. Dal 1999 il Dow Jones Sustainability Indexes è il primo benchmark di sostenibilità per le aziende che operano nei mercati globali. |