Il Crowdfunding


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Il Web 2.0 può
consentire al pubblico di finanziare direttamente i progetti di ricerca

 

Questo innovativo modello di finanziamento, definito “crowd-fundingsi basa su un meccanismo molto semplice: raccogliendo i micro-contributi di gruppi molto numerosi che condividono un medesimo interesse, è possibile accumulare una quantità di risorse sufficienti a realizzare le proprie idee.


Il crowd-funding è già utilizzato con successo per supportare imprese creative di diversa natura: dallo sviluppo di software, alla produzione di album musicali, alla produzione di film.



Come abbiamo recentemente suggerito sulla rivista Science (Working the Crowd, 12 Settembre 2008, Science 321 (5895), 1443a. [DOI: 10.1126/science.321.5895.1443a]), i ricercatori potrebbero pubblicare una sintesi del proprio progetto su un sito web pubblicamente accessibile, includendo una descrizione dei principali obiettivi, la durata prevista, ed il contributo finanziario richiesto.

I donatori (singoli cittadini, agenzie di finanziamento, associazioni filantropiche) avrebbero la possibilità di decidere quali progetti supportare, e di verificare nel tempo i risultati del proprio investimento.

 

I progetti finanziabili sarebbero pre-selezionati mediante un processo di revisione tra pari (peer review) in forma anonima, che consentirebbe ai ricercatori di assegnare un punteggio alla qualità scientifica dei progetti proposti dai colleghi. In questo modo, i giovani talenti avrebbero maggiori opportunità di ottenere visibilità e finanziamenti per le proprie iniziative.

 

Un servizio di crowd-funding avrebbe diversi vantaggi, tra cui quello di incrementare i fondi disponibili per la ricerca, assegnare le risorse in modo più trasparente e meritocratico, ed aumentare il coinvolgimento dei cittadini nel processo scientifico.

 

 

Tuttavia, la realizzazione di questa strategia richiede di affrontare diverse sfide:

 

  1. come consentire alle persone sprovviste di competenze specialistiche di valutare la qualità scientifica di un progetto, ed evitare il rischio di truffe?
  2. come proteggere la proprietà intellettuale?
  3. come ricompensare i potenziali donatori?

 

1) La soluzione al primo problema potrebbe essere quella di utilizzare un sistema di peer-review (revisione tra pari) anonimo, analogo a quello utilizzato dalle agenzie di finanziamento per decidere l’assegnazione dei fondi. Questo sistema potrebbe essere affiancato da indici standard di reputazione (ad esempio, l’impact factor complessivo delle pubblicazioni del ricercatore).
2) Il problema della protezione della proprietà intellettuale potrebbe essere affrontato lasciando ai ricercatori la possibilità di decidere il livello di protezione, ad esempio applicando le licenze Creative Commons.
3) Infine, i potenziali investitori potrebbero essere motivati dalla prospettiva di partecipare ai proventi generati dallo sfruttamento economico di una nuova scoperta (nel caso della ricerca commerciale), o dal riconoscimento pubblico del proprio contributo (nel caso della ricerca no profit).
 


Alcuni esempi di Crowd-funding




Gli strumenti Web 2.0 per il Crowd-funding



Altre risorse Web sul Crowd-funding



  • Un articolo sul crowd-funding pubblicato su TIME (04/09/08)
  • Un articolo sulle applicazioni del crowd-funding nel giornalismo pubblicato su New York Times (24/08/2008)
  •  Un video che spiega cosa è il Crowd-funding: