Alpinismo ticinese a gonfie vele

In Vallemaggia l’assemblea della Federazione, con conti, nomine e un appello ai giovani

02.04.2007  LA Regione   Fausta Pezzoli-Vedova

Alpinismo ticinese a gonfie vele

In Vallemaggia l’assemblea della Federazione, con conti, nomine e un appello ai giovani

Una trentina di capanne, 16 Sezioni e 8 mila soci: questi, in sintesi, i “numeri” della Federa­zione Alpinistica Ticinese (Fat), i cui delegati (un centinaio) si sono riuniti sabato pomeriggio al Centro scolastico dei Ronchi­ni di Aurigeno per l’assemblea annuale. Quest’anno, infatti, il convegno è stato organizzato in casa della Società alpinistica Valmaggese (Sav) presieduta da Arturo Rothen. « La passione per la montagna ci accomuna tutti e avvicina a se stessi », ha esordito il presidente del comitato diret­tivo della Fat Giorgio Matasci, ricordando poi Franco Della Torre, tragicamente scomparso in un crepaccio nella zona del Hielo Patagonico Norte, in Cile. Passando brevemente in rasse­gna l’anno trascorso, Matasci ha ricordato l’inaugurazione del ri­fugio di Fiorasca in alta Valle Bavona, i 75 anni della Sat Luco­magno e della Sezione di Faido e il sostegno all’alpinista Gianni Golz nella sua spedizione in Hi­malaya. Guardando avanti ha segnala­to diverse ristrutturazioni di ca­panne, le varie settimane a ca­rattere alpinistico organizzate in Ticino e nel resto della Svizze­ra; ha pure citato gli ottimi rap­porti con Ticino Turismo, con­cludendo così: « La Fat, con le sue 300 gite, è più viva che mai. Il va­lore delle nostre capanne che, ten­go a ricordare, sono sorte sulle fondamenta di un generoso vo­lontariato, costituiscono un pa­trimonio di grande ricchezza: va­lorizzano la montagna e non sono solo un punto di ristoro, ma luoghi d’incontro e amicizia in armonia con la natura ». La se­gretaria della Fat Lorenza Gia­nettoni ha illustrato il program­ma svolto nel 2006. Un resoconto terminato con un invito: « L’an­no scorso, per mancanza di iscrit­ti, non abbiamo potuto svolgere la settimana dei giovani; siamo fiduciosi di poterlo fare nel 2007. Invito quindi i giovani a farsi avanti per tentare l’esperienza di una settimana da Rambo ». Il corso (150 franchi tutto compre­so) è svolto da una guida profes­sionista e permette ai ragazzi, grazie a materiale fornito anche da Gioventù e Sport, di cimen­tarsi in tutte le discipline legate all’alpinistica. Armando Beso­mi ha riferito sulla rivista uffi­ciale “Alpinista Ticinese” della quale è redattore da 36 anni, an­nunciando la nascita di una Commissione di redazione. Ad affiancarlo ci saranno: Franco Dalessi, Pierre Mellini, Alfeo Vi­sconti e Ottaviano Torriani. Dopo il ‘sì’ ai conti è stata la volta delle nomine statutarie. Nel direttivo vengono riconfer­mati il presidente Giorgio Mata­sci, Alessandro Brazzola, Ar­mando Besomi e Lorenza Gia­nettoni, e nominati nuovi An­drea Canevascini e Tiziano Mina, che sostituiscono i dimis­sionari Luciano Tenconi e Fau­sto Milani. Agli eventuali è in­tervenuto Charles Barras, sotto­lineando l’importanza del lavo­ro svolto dalle società alpinisti­che a favore del turismo. Impe­gno per il quale la Legge canto­nale sul turismo e quella sugli investimenti in montagna ga­rantiscono un notevole sostegno finanziario: 8 milioni in cinque anni per investimenti nelle ca­panne sulle montagne ticinesi che sono parte integrante del­l’offerta turistica. L’assemblea – tra gli ospiti Raffaele Dadò, pre­sidente di Vallemaggia Turismo – ha donato un omaggio a Mina Patocchi, “artefice del rifugio Fiorasca” e alla Sav per l’ottima organizzazione del convegno.