Non vogliamo un parco coatto
A Cevio si fa sentire la maggioranza della commissione speciale
24.12.2008 - Oliver Broggini - Corriere del Ticino
Dura presa di posizione sul progetto di importanza nazionale: «I promotori vogliono fare la Champions’ League senza né squadra né campo; ammettano la sconfitta e pensiamo invece ad un’ iniziativa con meno restrizioni»
«Sarà colpa dei promotori del Parco Nazionale, se per il loro voler giocare in Champions’ League senza il campo, con mezza squadra, con giocatori non motivati e tecnici non all’altezza la nostra regione sarà buttata fuori dal campionato». Fuori di (calcistica) metafora, «Queste persone devono finalmente assumersi le loro responsabilità e rendersi conto che stanno gettando alle ortiche la grossa possibilità per la Vallemaggia di usufruire delle opportunità date dalla Legge sui parchi».
È durissima la presa di posizione sottoscritta a maggioranza e diffusa ieri dalla Commissione Parco nazionale del Municipio di Cevio, che ribadisce quanto già scritto: «Meglio una League inferiore ma di alta classifica, e con meno restrizioni e condizioni». Meglio – traducendo – «che si guardi finalmente all’opzione del Parco naturale regionale, come da noi chiesto al Municipio di Cevio e suggerito da molte associazioni e da personalità».
Defezioni pesanti
L’occasione per
la nuova offensiva giunge «dopo che la popolazione di Cerentino ha detto un
chiaro “no”», ricorda la
Commissione, «e dopo che l’ Esecutivo di Cevio, in attesa che
la popolazione si esprima, ha rinunciato a dare l’adesione definitiva
all’entrata nella terza fase dello studio». Una situazione, che pone serie
difficoltà ai promotori: «Con i numeri rimasti nelle loro mani ci sembra che ci
sia poco da portare al Cantone e alla Confederazione». Infatti, «togliendo dal
Parco l’area di questi due Comuni non rimangono che il 50% della superficie
totale e il 45% dei nuclei (2 su 5). Senza menzionare il problema di Campo
Vallemaggia, e tenuto conto che ipotizzare l’adesione di altri Comuni è pura
fantasia».
Basta pressioni e inganni
Ciò premesso, la presa di posizione esprime parole molto forti al l’indirizzo del Consiglio del Parco, in particolare riguardo alla campagna di informazione sin qui intrapresa e alle «inammissibili pressioni che subiscono, dietro le quinte, coloro che non sono favorevoli ». «La gente deve sapere a cosa andrà incontro e non va bombardata con proclami ingannevoli e fuorvianti, cifre, promesse varie e nessuna vera informazione», scrive anzitutto la maggioranza della Commissione. «I promotori devono smettere di turlupinare l’opinione pubblica con numeri volutamente inveritieri, proclami circa la chiamata alle urne, contratti o la presunta democraticità del processo decisionale e via dicendo »; in realtà, prosegue il testo, «negli unici due Comuni in cui finora la popolazione si è espressa l’ha fatto con un chiaro e quasi bulgaro no». Una disposizione poco favorevole, che è viva anche in «molti politici, da Fabio Ragaz zi a Fiorenzo Dadò da Giacomo Garzoli a Filippo Lombardi, che hanno già espresso il loro scetticismo o realismo».
Le coazioni pericolose
A Cevio, poi, la questione Parco assume una ulteriore valenza simbolica. «Per noi», prosegue il comunicato, «reduci da una tristissima esperienza di fusione coatta, vi è il grosso pericolo vedere nuovamente divisa la comunità, su un tema impostoci da fuori, proprio ora che faticosamente stiamo costruendo un nuovo Comune sui cocci delle vecchie realtà».
«Non vogliamo subire
dopo la fusione coatta anche un Parco coatto », conclude la maggioranza del la Commissione
municipale; «non vogliamo dover dare per legge il nostro apporto e la nostra
casa in cambio di promesse vuote, come si prospetta per Campo, Cerentino ma
anche per noi se non reagiamo».
Oliver Broggini