Parco
nazionale, Pro Costa scettica
O si allentano i rigidi vincoli, o il progetto morirà nella culla Fanno paura le
restrizioni della zona del nucleo. Se i piani non cambiano sarà bocciatura
09.06.2007 CORRIERE DEL TICINO
Parco nazionale, Pro Costa scettica
O si allentano i rigidi vincoli, o il progetto morirà nella culla Fanno paura le restrizioni della zona del nucleo. Se i piani non cambiano sarà bocciatura
O si allentano i rigidi vincoli, o il progetto morirà nella culla. L’ennesima allerta, per i promotori del futuro Parco nazionale del Locarnese, arriva dalle alte Centovalli. Il “monito” lo manda la Pro Costa di Borgnone, che lo scorso 27 maggio si è riunita per l’annuale assemblea. Nel suo intervento, il presidente dell’ente, Dante Fiscalini, ha ricordato le forti restrizioni che la nuova legge d’applicazione comporta. « Coloro che, in precedenza, avevano aderito con entusiasmo al progetto – ha detto ricordando come la Pro Costa non si sia ancora pronunciata sull’argomento – ora sono molto più scettici, in quanto la legge che disciplina la gestione dei parchi è molto restrittiva, soprattutto al riguardo delle zone nucleo ». Prova ne è che la lista di chi, ora, si oppone al progetto sembra ingrossarsi sempre più. La linea di Fiscalini è chiara: « Solo se potremo continuare a muoverci liberamente nei luoghi lasciatici in eredità dalle nostre genti, il progetto potrà essere sostenuto. Vorrei che anche in futuro, queste aree in parte ancora intatte dove l’uomo ha saputo adattarsi con esemplare rispetto e armonia con la natura selvaggia, possano essere accessibili come lo sono ora ». Senza giri di parole, ha dichiarato che « se questo progetto d’ordinanza non sarà sostanzialmente modificato e se non godrà del consenso della popolazione delle valli interessate, il Parco nazionale del Locarnese dovrà essere respinto » . Al momento, dunque, la Pro Costa, per timore di quello che potrebbe essere un danno difficilmente reversibile, ritiene opportuno pronunciarsi su un “ no cautelare”. È invece per arrestare i danni alle culture e alle piante che lo stesso ente ha deciso, la scorsa primavera, di scrivere una lettera all’Ufficio caccia e pesca di Bellinzona, chiedendo l’apertura, nella zona, della caccia ai cervi. Dopo i cinghiali, un altro indesiderato ungulato sta infatti mettendo sotto sopra i terreni. La richiesta sarà esaminata entro la fine dell’anno. Gli impegni dell’associazione, i cui soci sono in aumento, toccano anche altri ambiti. Il Comitato segue con occhio attento quelle che sono le problematiche principali con le quali è confrontato il Comune di Borgnone. Come ad esempio quella del rifornimento idrico. Il Municipio ha fatto allestire, a tal riguardo, un progetto per l’allacciamento di ulteriori sorgenti alla rete idrica e dell’ammodernamento delle strutture. Altre questioni sul tappeto sono quella del rifacimento delle stradine comunali e quella della fusione intercomunale. « Vista la precarietà in cui versano Borgnone e Palagnedra – ha concluso il presidente – è giunto il momento di formare un unico Comune con Intragna o, meglio ancora, con le Terre di Pedemonte o Losone ». Anche qui saranno i cittadini a decidere