VALLEMAGGIA : Festeggiati i vent'anni della prima capanna della SAV
07.09.2004 Giornale del popolo
VALLEMAGGIA Festeggiati i vent’ anni della prima capanna della SAV
In 400 al Pian di Crest in omaggio alla montagna
Folta partecipazione alla manifestazione di domenica scorsa che ha visto l?intervento del Coro Bavona. I discorsi ufficiali hanno evidenziato i problemi attuali della montagna ma anche la funzione dei rifugi come promozione delle valli
Una partecipazione così numerosa ( considerando anche che
tutti sono saliti a piedi) attesta il pieno successo della manifestazione ma anche
l’ utilità ampiamente consolidata di questa importante realizzazione della
Società alpinistica valmaggese. Oltre
a tanti vallerani c’ erano anche due folte comitive del Club alpino italiano
di Milano e di Varese. La cerimonia ha visto la messa celebrata da don Rinaldo
Romagnoli e una serie di toccanti esecuzioni del Coro Bavona, diretto da Alfio
Inselmini e nato proprio in occasione dell’inaugurazione della capanna. Il
presidente della SAV, Arturo Rothen, ha rilevato che « la numerosa partecipazione
è la prova del richiamo delle capanne della SAV e del rispetto per la nostra
gente e della montagna ». Ha poi ricordato i volenterosi che vent’anni fa
avevano collaborato alla realizzazione: i due ex presidenti Adriano Milani e
Fiorenzo Derungs, e Alberto Zanini, Carlo Tonini, Adolfo Martini, Roland
Dreier, Angela e Severino Dalessi, nonché il progettista Germano Mattei. Ma la
commemorazione del ventennale è stata anche l’ occasione per una riflessione
assai più ampia sul ruolo della montagna e sul suo futuro. Ne ha parlato
Germano Mattei, segretario della Fondazione Valle Bavona, che sta per lasciare
l’ incarico. Mattei, profondo conoscitore della realtà delle nostre valli, ha
evidenziato i problemi e le legittime preoccupazioni della montagna, che viene
utilizzata dalla politica turistica cittadina come icona ambientale largamente
positiva, ma che però viene lasciata lentamente morire. Infatti, a causa della
carenza di posti di lavoro, molti giovani se ne vanno. E questa perdita non è
solo demografica. Mattei ha parlato anche di alcune iniziative di
rivitalizzazione, senz’ altro meritorie e apprezzabili, ma attuate in senso
troppo privato, mentre sarebbe auspicabile una maggiore apertura. La
manifestazione è terminata con gli interventi di Bruno Bini e del vice
presidente della FAT, Marco Montemari.