Chi è la Balkan Crew?
 

Lina














Il nome Lina deriva da Adrenalina che è il nome in codice da me usato su certe frequenze radio amatoriali. Si perché ad un certo punto della mia vita io e mio marito Giuseppe abbiamo studiato con tanta fatica un bel po' di elettronica e il linguaggio CW e abbiamo preso il patentino da radioamatore. Allora non sapevo ancora ciò che fosse di preciso il mondo dei radioamatori. L'occasione molto triste di saperne di più è successa nel 1999 ,quando 78 giorni di bombardamenti N.A.T.O. hanno distrutto case, ponti , strade , fabbriche, ospedali e soprattutto vite umane in Serbia.


I radioamatori italiani aiutavano quelli serbi ogni qual volta decollava dalla base di Aviano un caccia. I radioamatori serbi erano diventati talmente bravi che sapevano già dove i caccia sarebbero andati a colpire in base al punto di entrata in Serbia. All'inizio erano obiettivi militari, poi civili.


Nel '99 io sapevo a mala pena che esisteva la Serbia e avevo sentito parlare di Milosevic solo una o due volte nella mia vita. Mi chiedevo perché mio padre mi avesse portato per turismo solo in Europa occidentale. Quando senti le storie di vite umane spezzate e quando vivi per radio l'angoscia di un tuo collega che poi sta solo dall'altra parte del mare, ti viene la voglia di sapere, conoscere e aiutare. Così ho fatto tutto ciò che umanamente è possibile fare per andare in balkania.


Quando finalmente ci sono riuscita ho trovato una situazione surreale. Mi sembrava di vivere ciò che mi raccontavano i nonni all'epoca della guerra, quando ci si aiutava e non si cercava di prevaricare gli altri. Che differenza dal mio mondo in cui amici e parenti mi parlano solo di razzismo. In balkania il razzismo non l'ho trovato neanche tra croati e serbi o tra ortodossi e mussulmani. C'erano molti matrimoni misti e le moschee vicino alle chiese ortodosse. La prima volta ho fatto fatica a tornare in Italia. La fatica è stata doppia per due motivi: il primo perché la ho conosciuto cos'è la vera amicizia e il secondo perché non sapevo come fare a lasciare tutte quelle persone in tanta povertà. Ora torno in balkania ogni anno. I miei amici non hanno nulla, ma mi fanno trovare tutti una torta fatta in casa al mio arrivo. Questo blog serve per non farli sentire soli, perché loro si sentono abbandonati da tutti. Cercate di capire se qualche volta si parlerà in diverse lingue, perché abbiamo piacere di rispondere a tutti.


www.adrenola.blogspot.com


Sajkaca


Mi chiamo Francesca e sono un architetto ticinese, moglie di un serbo e mamma di uno splendido bambino di sette anni. Vivo e lavoro a Zurigo.

I mass media svizzeri, che durante le guerre nei balcani davano sempre lo stesso quadro di "serbi cattivi" e tutti gli altri "poverini", mi hanno incuriosita al punto che ho voluto scoprire come può scoppiare un conflitto così tremendo neanche a 1000 km da casa mia. Mi chiedevo come mai l'Europa occidentale e gli USA decidono di bombardare un paese balcanico. Leggendo, studiando e viaggiando ho scoperto che le verità sono molte, le ragioni complesse, i balcani un mondo così vicino, ma allo stesso tempo faticoso da capire.

E se uno in quel momento non molla, ma va avanti a leggere,a studiare e viaggiare gli succede una cosa che si potrebbe chiamare "balcanizzazione" (sintomi: ancora più lettura, studi e viaggi, strane nostalgie, bisogno di imparare la lingua, ascoltare musica, seguire film, trovare scuse per dovere sempre ritornare li). Non raramente il destino poi fa conoscere l'anima gemella proprio li....e così ci sono ancora più scuse (di studio?) e letture e viaggi, e poco a poco s'incomincia a fare parte di questi balcani.

E così mi è sorto il desiderio di fare controinformazione, combattere contro i pregiudizi che mi circondavano da quando mi ero sposata con un serbo e non credevo più all'indottrinamento dei mass media occidentali. La mia passione di viaggiare e raccogliere tutte le impressioni di architettura, cultura e società nei miei innumerevoli taccuini, mi hanno dato lo spunto per aprire un blog di architettura e cultura serba (che mantengo con grande passione!) e mi hanno dato l'occasione di conoscere tanti amici "balcanizzati" in giro per l'Occidente!


www.sajkaca.blogspot.com




Skender


Io sono un pendolare, un messo viaggiatore della cultura musicale nei Balcani occidentali.
Mi sento ovunque a casa mia per indole, ma anche perché ho imparato a non prendere posizioni radicali (il fatto di "pendolare" aiuta): cerco (anche per difetto professionale) di ascoltare e non prendo posizioni forti perché so che la verità non è mai una sola. In ultimo perché comprendo le grosse ferite che i Balcani occidentali si portano dietro, quanto sia facile riaprirle e fare davvero male!
Ascoltare è l'unico modo per aiutare a cicatrizzare le profonde lacerazioni dovute alle guerre, alle dittature, all'isolamento.
Guarire invece non credo sia possibile, ci vogliono forse generazioni, è necessario dimenticare: se i miei figli fossero stati uccisi dall'uçk o dalle truppe serbe, se mio padre fosse stato incarcerato ingiustamente all'Aja per crimini di guerra, se mia madre, mia sorella o mia moglie fossero state violentate non avrei la capacità oggi, seppure siano passati molti anni dalle guerre dei Balcani, di ragionare con mente lucida!
Per questo nel mio peregrinare ascolto tutti e vorrei imparare ogni lingua, ogni dialetto, vorrei farmi carico di ogni dolore, beccarmi una pallottola per ogni morto, versare anche una sola lacrima per ogni ferito, vorrei toccare con mano ogni tradizione, godere di ogni gioia, ballare ogni Kolo, allargare un sorriso ad ogni vedova e ad ogni bambino, vestire ogni costume, assaggiare ogni rakja (assaggiare!!!)...
Quando gli animi si scaldano sorvolo e passo ad altro: "A keni nje cop byrek?" "A po pjimë një raki?", "Siveli, Për te mirë, Salute, Prosit!".
Ci sono mezze verità che oggi forse è meglio non toccare… ascoltare è già un dono, spesso anche tacere...
alla fine con un po' di benessere,
un po' di internet e -perché no?- anche un po'… di cabernet
molti problemi si appianeranno nonostante sia davvero difficile dimenticare.
Ciò che invece non va dimenticato è che le guerre servono solo ai potenti ed alle mafie, distruggono i popoli, i rapporti fra i popoli, le famiglie, le persone.
Spero che in questa agorà si possa davvero parlare tutte le lingue, ma in particolare mi auguro diventi un luogo di reciproco ascolto, un luogo di discussione sincera, ma pacata, un luogo dove star bene e crescere.
Noi siamo "Diaspora" e questo ci rende tutti uguali.
Sentirmi Diaspora ovunque per me è un vanto.
Essere diaspora spesso fa male, ma guai all'uomo, per forte che sia, che si vergogna di piangere, non capirà mai altresì come sorridere.

Davor

 

 







Mi chiamo Davor (anche se non è il mio vero nome) e sono di Napoli. Ho ricevuto l'onere e l'onore di scrivere le lezioni di serbo-croato, anche se vi devo mettere in guardia dal fatto che avendo origini croate (oltre che polacche, americane e toscane) sarà un pelo più croato che serbo. 

Ho studiato all'università Orientale di Napoli (laurea in Scienze Politiche), a Roma Tre (ovviamente a Roma, Master in Peacekeeping and Security Studies) ed all'università di Ljubljana in Slovenia (il solito Erasmus e, se c'è richiesta si potrebbe pensare anche ad un corso di lingua slovena). Suono in un gruppo rock (www.myspace.com/purplestreets), mi sono occupato in passato di traduzioni per tribunali e consolati, ed ultimamente ho partecipato alla creazione di un reportage sulla questione dell'indipendenza del Kosovo (potete trovare il video diviso in 6 parti su www.myspace.com/laptopreporter). 

Che dire più: se volete fare domande, se avete dubbi o se proprio non avete nulla da fare sono a vostra disposizione!
Doviđenja!