riflessioni fine mandato

RIFLESSIONI DI FINE MANDATO

Intervista al Sindaco Carlo Marchini
 

Sindaco Marchini, siamo giunti alla fine del suo primo mandato: quale bilancio possiamo tracciare di questa legislatura?

Cinque anni sono ormai trascorsi, la legislatura volge al termine, è dunque tempo di bilanci e riflessioni sul recente passato e sguardi interessati sul futuro del nostro comune. Presentiamo proprio inquesto numero uno “speciale attività amministrativa 2004-2009” dal quale, in controluce, credo risultino chiare le linee che hanno ispirato l’azione di questa amministrazione: la solidarietà e l’attenzione per le situazioni di maggior bisogno a cominciare dalla popolazione più anziana per finire al sostegno all’handicap, la formazione e l’attenzione al mondo della scuola, la buona crescita delle nostre imprese fondata sulla innovazione e la ricerca, la realizzazione delle grandi infrastrutture a cominciare dall’Autostrada Cispadana per collegare Concordia alle grandi direttrici nazionali ed europee, il rispetto e la cura per l’ambiente e la salute dei nostri cittadini.

Chi sono stati i suoi più importanti interlocutori e quali sono stati i rapporti con le minoranze consiliari?

Ciò che mi preme sottolineare è che molti dei risultati non sarebbero stati ottenuti senza il contributo e la grande collaborazione delle tante associazioni di volontariato sociale, culturale, sportivo e ricreativo, delle varie istituzioni, a cominciare da quelle scolastiche, delle associazioni di categoria e dei sindacati dei lavoratori, delle parrocchie, delle forze dell’ordine, dell’impegno dei dipendenti comunali, dei tanti volenterosi singoli cittadini che sono la vera ricchezza del nostro territorio. Un ringraziamento vada anche naturalmente ai gruppi consiliari per il loro impegno di riflessione e capacità progettuale che ha consentito tra l’altro sui temi più importanti per lo sviluppo di Concordia come la Cispadana ed il nuovo Piano Regolatore (PSC) di arrivare ad un voto condiviso ed unanime.

C’è stato uno stile che ha caratterizzato il suo mandato?

Lo stile che ci ha sempre caratterizzato si è uniformato a principi di grande rispetto verso le opinioni di chiunque abbia desiderato offrire il proprio contributo di idee, tanto che non sono mancate le occasioni nelle quali l’Amministrazione comunale ha raccolto suggerimenti ed in talune circostanze cambiato idea e modificato proposte. Credo di poter affermare non senza motivo di orgoglio che il Municipio è stato sempre il luogo ove ogni cittadino è stato accolto, ascoltato ed ha ottenuto, laddove ciò sia stato possibile, soddisfazione alle proprie ragioni ed ai propri bisogni.

Concordia è molto cresciuta in questi anni. Quali problemi ha dovuto affrontare, in particolare per l’aumento della popolazione residente straniera?

Concordia in questi anni è sicuramente cresciuta; abbiamo superato i 9.000 abitanti; erano circa 8.800 all’inizio del 2004. Grande parte di questa crescita è sicuramente dovuta alla immigrazione di cittadini stranieri. L’Emilia Romagna è una terra ricca che offre lavoro ed è per questo che sul nostro territorio, più che su altri, si è concentrato l’arrivo di tanti cittadini stranieri. Ciò ha reso necessario un grande lavoro per integrarli nella nostra comunità, per far loro conoscere le nostre regole, le nostre abitudini, le nostre tradizioni e far sì che tutto questo patrimonio venisse rispettato. Oggi le nostre scuole sono un esempio positivo di integrazione, la sicurezza è garantita da un sistema integrato di continuo controllo del territorio, né si rilevano particolari situazioni di tensione sociale da collegarsi direttamente o indirettamente al fenomeno della immigrazione.

Tutto il Paese sta vivendo una crisi economica gravissima. Come vanno le cose a Concordia? Soprattutto, come uscire da questa crisi?

Oggi anche le strade di Concordia sono attraversate dal vento freddo di una crisi economica davvero senza precedenti nella storia repubblicana, le cui cause vengono da lontano, ma i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti: padri e madri di famiglia che perdono il posto di lavoro, artigiani e commercianti alle prese con ordinativi che arrivano col contagocce e magari crediti bancari sempre più difficoltosi, pensionati che ormai fanno fatica a far fronte anche all’essenziale. Ognuno deve continuare a fare la sua parte, se possibile con maggiore impegno e senso di responsabilità, pensando che da questa crisi o si esce tutti insieme o tutti insieme si rischia di naufragare. Per quel che riguarda il nostro Comune, abbiamo già messo a disposizione risorse aggiuntive per le famiglie in difficoltà e a giorni delibereremo somme importanti a favore delle imprese che tramite i Consorzi fidi sono alla ricerca del necessario credito bancario. Al sistema bancario in particolare chiediamo di non far mancare l’ossigeno alle nostre imprese, pensando che ci vuol poco tempo a scardinare un sistema economico, anni a rimetterlo in sesto. Anche il Governo nazionale deve fare la sua parte: è assurdo infatti che i vincoli del patto di stabilità non consentano ai Comuni di investire i propri denari nelle necessarie opere pubbliche, utili alla cittadinanza e necessari, come la storia ci insegna, a rimettere in moto l’economia e a far lavorare le nostre imprese.

Come lascia Concordia?

Spero di lasciare una Concordia un po’ migliore di quella che ho trovato, come del resto hanno fatto i sindaci che mi hanno preceduto. Lascio sicuramente una Concordia che ha voglia di continuare a crescere, che ha idee e risorse per farlo, lascio una Concordia che ha voglia di intraprendere; il polo della meccatronica e dell’alta tecnologia tra qualche mese partirà e ciò in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo è un segno di speranza ed un gesto di fiducia nei giovani e per i giovani di Concordia.