Programma 2009 - 2014

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PROGRAMMA AMMINISTRATIVO 2009-2014

LISTA CIVICA “CONCORDIA DEMOCRATICA”

CONCORDIA: Comunità, Conoscere, Costruire.

Un Paese dal Comune sentire

Costruire una comunità forte, sicura e solidale, una nuova alleanza per Concordia che punti sulle 3 C: Comunità, Conoscere, Costruire. Raccogliere le energie più vitali della nostra società. Promuovere una crescita responsabile, nei confronti dell’ambiente e della società in cui viviamo. Allargare le opportunità per tutti, in ogni settore della vita pubblica e privata. CONTINUARE A CRESCERE: è questo il compito che si assume la lista civica CONCORDIA DEMOCRATICA, questo il nostro progetto, questo il nostro impegno per Concordia.

1          Le nostre scelte per la qualità della vita

La qualità e il livello di benessere di una collettività sono determinati dal grado di orientamento al bene comune che si realizza. In altri termini, una società è tanto più progredita e sviluppata quanto più le persone individualmente e gli attori sociali (associazioni, istituzioni) collettivamente agiscono per promuovere e perseguire il bene comune, un progetto condiviso al cui interno possa poi trovare adeguata collocazione anche il benessere di ciascuno. In questo senso, i criteri di sussidiarietà e solidarietà costituiscono «guida e orientamento» per l’agire sociale.

Il nostro Comune ha sempre saputo trasformarsi, senza creare, sofferenza sociale. Siamo qui per realizzare insieme la comunità che desideriamo, per continuare ad arricchirla di opportunità, conoscenze, saperi, qualità della vita. Il benessere di questa comunità è un nostro obiettivo.

Per realizzarlo è necessario che ognuno esprima il meglio di se stesso secondo le proprie capacità. Solo così riusciremo a ridistribuire ricchezza, servizi, qualità secondo i diritti e i bisogni di ciascuno e della comunità. Nel nostro Comune è forte il senso di appartenenza di coloro che ci vivono e questo è il presupposto di una forte socialità capace di garantire i diritti, rispondere ai bisogni, creare le condizioni per lo sviluppo, affrontare i disagi e le difficoltà dei più svantaggiati.

Questi sono i caratteri su cui fondiamo la nostra scommessa: una Concordia in cui si viva bene insieme.

2          Le sfide che abbiamo di fronte

2.1        L’Europa

La qualità della vita nelle nostre realtà è comparabile a quella dei paesi europei più evoluti.

A Concordia lo sviluppo, il consolidamento e la trasformazione delle attività economiche e degli insediamenti abitativi sono avvenuti in un quadro dinamico ed equilibrato. I risultati conseguiti finora indicano che il potere pubblico locale è stato capace di interagire con molteplici interlocutori (imprese, istituzioni, cittadini), confrontandosi su idee e progetti elaborati in modo autonomo.

Valorizzazione del locale e proiezione internazionale sembrano costituire un binomio che riassume bene la Concordia odierna. Per questi mettiamo al centro della nostra azione l’idea di uno sviluppo equilibrato e ambientalmente sostenibile.

2.2        Il Governo

Governare bene significa mettere a disposizione le capacità di tutti per i diritti e i bisogni di ciascuno. La democrazia è l’unico strumento che legittima l’esercizio del governo, e per noi non è una formula retorica: è il luogo del confronto tra idee, progetti, culture, stili di vita. Per questo sottoponiamo le nostre idee al giudizio degli elettori e a loro siamo chiamati a rispondere. 

Questo processo, da parte nostra, sarà sostenuto proseguendo la trasformazione – già avviata negli anni - del Comune non solo come organizzatore e gestore di servizi per i propri cittadini, ma anche come promotore di sviluppo.

2.3        La Democrazia e la Partecipazione

I cittadini pongono sempre più una precisa richiesta di partecipazione: vogliono esprimersi direttamente sulle scelte che riguardano la propria città e non solo sentirsi rappresentati. La partecipazione vera e attiva, per essere tale, deve potersi esprimere anche in modo informale, ma allo stesso tempo deve rispettare le regole della democrazia. Far dialogare le diverse espressioni della partecipazione, quella rappresentativa eletta negli organismi istituzionali, e quella diretta dei cittadini, ricercare la giusta sintesi e il punto di equilibrio tra gli interessi e i desideri di tutti, è un esercizio della democrazia nel quale noi ci impegneremo con determinazione.   

Il nostro Comune è cresciuto anche per la sua capacità di rinnovare, rinvigorire e inventare nuova democrazia. Solo con il confronto e la comunicazione reciproca tra i soggetti si rafforza il senso di partecipazione alle scelte e alle politiche locali. Per noi ciò significa ascoltare, comunicare e informare meglio e di più.

2.4        La Crisi

La crisi è arrivata, è reale, è scritta nei bilanci delle imprese, delle istituzioni e soprattutto delle famiglie. L’Italia e il nostro territorio sono entrati in una fase di recessione. È in atto un fenomeno di rinuncia all’imprenditorialità che rischia di impoverire il nostro tessuto produttivo.

La crisi finanziaria pone in modo evidente sia il fallimento del mercato non regolato, sia i rischi di una corsa incontrollata a guadagni apparentemente facili e a consumi sopra le possibilità reali, oltre ai limiti di un mercato del lavoro che ha creato precarietà, impoverimento e riduzione dei diritti dei lavoratori, in special modo quelli più deboli: giovani, donne, stranieri.

Per uscirne dobbiamo lavorare assieme per lo stesso obiettivo: superare questo brutto momento gettando già le basi per una ripresa solida e duratura. Dobbiamo farci promotori di un modello attivo di governo che non si limiti a proteggere dai rischi, ma stimoli la crescita delle opportunità e la creatività di imprese e lavoratori, che sostenga l’innovazione, che valorizzi il capitale umano e sociale, ne accresca la qualità e la formazione, rispetti l’ambiente.

Per fare questo è necessario agire a livello nazionale, rimuovendo gli ostacoli allo sviluppo che abbiamo visto in questi anni andare a discapito dei redditi di famiglie e imprese. Pertanto si dovrà:

1.    rendere più efficiente la pubblica amministrazione, semplificando non solo le procedure, ma anche le strutture, riducendo il numero degli enti;

2.    eliminare i monopoli e le relative rendite e rendere effettiva la concorrenza;

3.    contrastare con determinazione i cartelli economici che hanno avvilito la competitività e gravato sui bilanci di famiglie ed imprese;

4.    liberalizzare i servizi pubblici (vigilando con attenzione su quelli di prima necessità come acqua, energia elettrica, riscaldamento) e professionali (farmacie, liberi professionisti, ecc.);

5.    agire sulle banche affinché offrano tassi compatibili con i processi in atto, assicurando il sostegno agli imprenditori che vorranno mettersi in gioco, nonché attuino e migliorino la trasparenza e la flessibilità previste per il credito alle famiglie e ai consumatori.

A livello locale, il nostro primo provvedimento sarà la costituzione di un’unità di crisi composta da istituzioni, rappresentanti delle famiglie e dei consumatori, imprenditori, delegati dei lavoratori, associazioni di categoria, per seguire l’evoluzione della crisi e perseguire 3 obiettivi:

1.    contrastare i licenziamenti e salvaguardare la base produttiva;

2.    affrontare la questione sociale aperta sul fronte della cassa integrazione e del lavoro precario;

3.    rafforzare le politiche di investimento su ricerca, innovazione, formazione e credito, e quelle tese al recupero del potere d’acquisto di famiglie e consumatori.


 

PRIMA C: Concordia come COMUNITÁ

3          Un futuro a colori

Concordia città accogliente, luogo della conoscenza, dell’inclusione tra culture, popoli ed etnie. Concordia città dei diritti e dei doveri per tutti quelli che ci vivono, indipendentemente dalle differenze.

Concordia alla fine del 2008, aveva più di 1.000 residenti stranieri, pari al 12% della sua popolazione. Di questi il 14% sono bambini fino a 5 anni, il 16% giovani dai 6 ai 17 anni. Nella fascia 0-18 quasi 1 concordiese su 5 ha meno di 18 anni. Gli stranieri anziani oltre i 65 anni sono praticamente inesistenti, mentre gli italiani sono il 21,5% della popolazione. Questo significa che, anche qualora il flusso dei migranti stranieri si interrompesse, il futuro di Concordia è sempre più multietnico, è già si affacciano alla soglia della vita civile e lavorativa, stranieri per etnia, ma italiani e concordiesi per nascita.

In settori strategici della nostra economia come l’edilizia e il meccanico, i lavoratori stranieri rappresentano il 25% della forza lavoro; pensiamo inoltre al settore sociale e alla rilevanza che ha assunto il fenomeno delle “badanti”. Il numero delle presenze ci impone di trovare ulteriori strumenti al fine di eliminare il fenomeno degli affitti irregolari, lo sfruttamento del lavoro e qualsiasi forma di discriminazione sociale. 

Il nostro Ufficio immigrati dell’Unione dei Comuni è ormai una struttura rodata ed efficiente, capace di dare il massimo sostegno alla soluzione dei problemi legati agli aspetti burocratici. Il passo qualificante che adesso bisogna fare si chiama “arricchimento reciproco”: i cittadini immigrati sono per noi una risorsa per lo scambio culturale, umano, sociale. Noi lo siamo per loro. Occorre che anche i cittadini arrivati dal resto del mondo possano diventare “concordiesi”.

Per fare questo, intendiamo:

1.    colpire con fermezza ogni pratica o comportamento illegale, sia da parte di stranieri che di italiani;

2.    combattere il lavoro nero e la clandestinità;

3.    superare le politiche dell’emergenza per evitare l’isolamento delle famiglie di immigrati;

4.    sviluppare politiche abitative inclusive e che evitino la ghettizzazione degli immigrati (oggi in centro storico è concentrato il 25% di tutti gli stranieri presenti nel Comune), anche tramite una rigorosa vigilanza sul rispetto delle norme relative all’abitabilità e contrastando la pratica degli affitti in nero;

5.    favorire l’inserimento scolastico anche nella scuola d’infanzia paritaria non statale, contribuendo a rimuovere gli ostacoli di natura economica;

6.    fare leva su politiche culturali e sportive integrative;

7.    promuovere, anche solo simbolicamente, il voto amministrativo agli immigrati quale strumento e segnale di inclusione sociale;

8.    favorire la socializzazione delle badanti;

9.    mantenere alta l’attenzione sugli episodi di intolleranza, xenofobia e discriminazione, ma anche su atteggiamenti di protervia e provocazione da parte degli immigrati.

4          Concordia: un pezzo della Regione, una parte della Bassa

L’abbattimento delle barriere burocratiche e il superamento dei limiti e dei confini tra un comune e l’altro, prima che una visione e un progetto politico, sono una necessità per fare buon governo: per rendere la vita dei cittadini più facile, i diritti e i doveri di ciascuno sempre più chiari e inequivocabili. 

Il 6 e 7 giugno gli elettori sceglieranno le amministrazioni e i sindaci di molti comuni dell’Area Nord. Tutti questi soggetti, insieme ai cittadini che rappresenteranno, dovranno lavorare insieme ed assumersi impegni comuni per affrontare e risolvere tutti quei problemi, che da soli non è più possibile superare

L’Unione dei Comuni dell’Area Nord ha raggiunto importanti risultati (si pensi alle Politiche Sociali con la nascita dell’Azienda Servizi alla Persona - ASP, alla sanità attraverso la difesa e il potenziamento della nostra struttura Ospedaliera, alla Sicurezza attraverso la collaborazione fra i corpi delle Polizie Municipali, la Gestione dei Tributi, ecc.).

Riteniamo però che:

1.    sia giunto il momento di avviare una seria riflessione collettiva e partecipata sull’opportunità di superare l’attuale frazionamento amministrativo; 9 comuni in un territorio di 80.000 abitanti, vasto ma omogeneo dal punto di vista storico e socio-economico, sono troppi;

2.    pur garantendo tutti i servizi a sportello presso le attuali sedi comunali, siano maturi i tempi per arrivare ad una fusione di comuni e alla creazione di identità di maggiori dimensioni, garantendo più efficienza ed efficacia dei servizi, un miglioramento della capacità di governare, costi inferiori ed una rappresentatività del territorio verso i livelli istituzionali superiori, più adeguata alle potenzialità del  territorio dell’Area Nord.

Il tema della razionalizzazione dei luoghi di decisione e delle amministrazioni locali si intreccia con quello del federalismo. Non si tratta solo di trasferimento di poteri e risorse economiche dal centro alla periferia, ma anche di un diverso modo di intendere il governo locale, che deve gestire i maggiori poteri e risorse con adeguate competenze, professionalità e trasparenza.

Tutto ciò è possibile solo:

1.    semplificando i luoghi dell’amministrazione e della decisione, così da renderli più gestibili in termini di risorse umane e, allo tempo stesso, controllabili;

2.    adottando politiche di area vasta, cioè ripristinando e sviluppando i rapporti di collaborazione con i comuni del Basso Mantovano, cui ci legano omogeneità territoriali, contiguità storiche e comune gestione di importanti servizi.

5          Abitare, un diritto, un bisogno

La casa è un diritto. L’abitare una condizione della cittadinanza. Rispondere ai bisogni di chi cerca casa ed ha mezzi limitati è un dovere al quale lo Stato non può sottrarsi. Ma l’Ente locale non può stare a guardare.

Chiamiamo in causa lo Stato perché è solo a questo livello che gli interventi possono essere efficaci e decisivi, attuando leggi giuste ed individuando le leve capaci di risolvere problemi. Gli enti locali, i comuni, non devono essere lasciati soli, per di più con strumenti scarsi e poco efficaci, ad affrontare le emergenze abitative e i problemi degli sfratti.

Questo non vuol dire che ci tiriamo indietro, aspettando che altri decidano. La crisi economica in atto ci impone di intervenire sul mercato, con gli strumenti a disposizione, in difesa dei diritti e dei bisogni dei segmenti più fragili della popolazione.

Innanzitutto:

1.    con l’adozione del nuovo Piano Strutturale Comunale (PSC), destineremo significative percentuali di tutte le nuove edificazioni a “residenza sociale” con priorità per le giovani coppie e le famiglie numerose: potranno essere case in affitto concordato, oppure nuove case affidate al Comune e poi gestite attraverso ACER, infine, piccole abitazioni in vendita a prezzi concordati con l’Amministrazione comunale;

2.    valuteremo la possibilità di gestire il patrimonio immobiliare in disponibilità al Comune attraverso una società interamente pubblica che ottimizzi la gestione;

3.    continueremo a riservare quote di Aree Peep nelle zone di espansione;

4.    nell’ambito del primo Piano Operativo Comunale (POC), daremo la precedenza ai progetti di nuove edificazioni presentati da privati, che prevedono un’ampia percentuale di affitto concordato e moderato;

5.    continueremo la positiva esperienza di facilitazione dell’affitto privato, già messa in atto con l’Agenzia per la Casa.

6          Welfare locale coniugando sussidiarietà e solidarietà

La spesa sociale non è solo una questione di previdenza e pensioni, ma un complesso e dinamico sistema di servizi sociali che agiscono per garantire benessere, oltre che aiuto e assistenza.

Da sempre l’Amministrazione locale si è caratterizzata per la sensibilità ai problemi sociali e per la capacità di mantenere vivo il tessuto dell’associazionismo e del volontariato, coniugando sussidiarietà e solidarietà.

Occorre peraltro integrare questi criteri con il riconoscimento della rilevanza sociale della famiglia, intesa come ambito di mediazione tra individuo e società, come spazio privilegiato dell’agire libero delle persone, come elemento costitutivo di base della società (cellula fondamentale).

Occorre riconoscere le famiglie come soggetti competenti a valutare, farsi carico e dare delle risposte ai bisogni, capaci di mettere in gioco risorse proprie e di gestire quelle rese disponibili da altri soggetti, divenendo partner degli interventi e non solo destinatari passivi. Al contrario, in quelle situazioni in cui la famiglia non riesce ad assolvere tale ruolo, la collettività se ne farà carico, riconoscendo i bisogni e recando un aiuto concreto.

Pertanto intendiamo rafforzare le seguenti azioni:

1.    agevolazioni rivolte alle famiglie che si assumono specifiche responsabilità di cura;

2.    estensione dell’utilizzo dell’ISEE nella determinazione delle tariffe dei servizi a domanda individuale;

3.    sperimentazione nell’applicazione delle tariffe di “indici di equità famigliare” che tengano conto, oltre che del reddito, anche della composizione della famiglia, per numero e per situazioni di particolare disagio;

4.    continuare nella politica del finanziamento del “Progetto genitorialità” a sostegno di quei genitori che scelgono un periodo lungo di congedo per seguire i propri figli

5.    intensificazione dell’esperienza dei “centri per la famiglia” positivamente sperimentati dall’Unione dei Comuni modenesi dell’Area Nord;

6.    collaborazione più stretta col Servizio Minori distrettuale e le associazioni del volontariato sociale per l’ampliamento dell’esperienza degli affidi;

7.    favorire la costituzione di associazioni informali di genitori, accanto a quelle già istituzionalizzate, per realizzare relazioni di mutuo-aiuto.

6.1        Anziani

Un universo complesso, in un Paese che registra una crescita dell’età media e, contestualmente, una crescita di anziani ancora dinamici (il 21,6% della popolazione ha un’età superiore ai 65 anni). Per molti quindi aumenta il tempo libero e si pone la necessità di ricercare come impiegarlo, in modo socialmente utile e gratificante per la propria esistenza. Sono ancora troppo poche le occasioni di incontro, le proposte culturali e di impegno rivolte a chi possiede un potenziale di energie di cui la comunità ha ancora bisogno. Per questo occorre trovare spazi e nuovi progetti adatti a offrire risposte adeguate. Noi vorremo non soltanto aggiungere “anni di vita” ma “vita agli anni”. Un aspetto strategico nella politica per la terza età è rappresentato dalla famiglia, soggetto attivo con cui l’Amministrazione comunale vuole collaborare per affrontare il tema con le leve giuste.

Pertanto è indispensabile:

1.    per gli anziani costretti all’infermità, o che richiedono l’assistenza domiciliare, avere un quadro preciso e dettagliato della situazione tramite un monitoraggio, realizzato con l’aiuto dei medici di base e degli assistenti sociali. Esso consentirà di distribuire le risorse con equità e reale efficacia, tramite la neo Azienda Speciale alla Persona (ASP) dell’Area Nord;

2.    confermare il minimo vitale e garantire l’assistenza domiciliare per gli anziani non autosufficienti;.

3.    per quanto riguarda la Casa Protetta, che passerà nel frattempo all’ASP, utilizzare i locali dell’’ex Ospedale per finalità di tipo socio-assistenziale, in particolare rivolte agli anziani. Sarà garantita l’assistenza sociale a domicilio con il progetto della teleassistenza da valorizzare ulteriormente.

4.    promuovere ulteriormente strumenti come la teleassistenza, specialmente in determinate situazioni di necessità (abitazioni isolate, anziani soli, ..);

5.    sviluppare l’esperienza delle comunità alloggio e degli appartamenti protetti.

6.2        Handicap

Da sempre considerata una priorità, tanto da rappresentare circa il 30% delle risorse destinate alle scuole, l’azione di sostegno all’integrazione scolastica dovrà costituire anche per il futuro un impegno di primo livello dell’Amministrazione comunale.

Proponiamo:

1.    di continuare a partecipare alla programmazione coordinata dei servizi scolastici, sanitari, sociali e socio-assistenziali, collaborare alle attività di rilevamento dei bisogni, promuovere tutti gli interventi necessari ad assicurare il diritto allo studio e sostenere l’attività didattica con servizi e personale educativo assistenziale.

6.3        ISEE istantanea

L’ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) è lo strumento attraverso cui si valuta se una famiglia ha diritto ad agevolazioni o contributi pubblici e, riguardo ai redditi, è calcolato in base a quelli dell’anno precedente. Considerata l’attuale situazione economica in cui numerose famiglie avranno per l’anno in corso una riduzione del proprio reddito, faremo in modo che, almeno per quanta riguarda i servizi erogati dal Comune:

1.    l’ISEE venga calcolata sulla base del reddito familiare al momento della presentazione della richiesta;

2.    siano introdotti strumenti efficaci che consentano di rimuovere la presunzione di evasione per i lavoratori autonomi.

7          La sanità in rete: salute, non solo sanità

Occorre riaffermare e consolidare l’irrinunciabilità del diritto alla salute di tutti i cittadini, e sostenere con forza che tutte le politiche devono essere coerenti con tale affermazione.

Per salute deve intendersi non solo l’assenza di malattia, ma uno stato di completo benessere psichico, fisico e sociale. Pertanto il diritto alle prestazioni sanitarie deve essere garantito a tutti secondo le necessità.

7.1        Ospedale di Mirandola

Questo comporta un funzionamento a rete dei diversi ospedali della provincia per far sì che la risposta alla domanda sanitaria sia efficace, rapida ed economicamente sostenibile per le persone e la comunità. Nella rete degli ospedali Modenesi, quello di Mirandola deve mantenere tutte le funzioni che la programmazione assegna alle strutture di base e tutta la capacità operativa di intervento. Lo richiedono la complessa articolazione e vastità del territorio nel quale opera, sapendo che le strutture di secondo livello, come Baggiovara e il Policlinico, sono comunque una risorsa a disposizione di tutti i cittadini della Provincia.

Innanzitutto:

1.    i lavori previsti per il suo completamento devono terminare il prima possibile;

2.    ci vogliono più investimenti sul Pronto Soccorso, vanno sperimentate anche forme alternative, fuori dall’ospedale pubblico, per la diagnostica e le prestazioni specialistiche per le patologie più diffuse sul territorio, da effettuarsi in strutture private accreditate;

3.    un ruolo fondamentale lo rivestono i medici di base, che attraverso la costruzione di percorsi facilitati possono favorire percorsi di diagnostica ed assistenza evitando accessi diretti alle strutture di Pronto Soccorso.

7.2        Servizi sul territorio

Occorre:

1.    proseguire nell’opera di rafforzamento dei servizi territoriali, come risposta più efficace e sostenibile a molte delle domande di salute che in passato portavano all’ospedalizzazione;

2.    sostenere i servizi per l’attuazione delle politiche di promozione della salute e di prevenzione delle malattie, nella convinzione che è meglio mantenere la salute prevenendo le malattie che curarle, al meglio, una volta che si sono instaurate.

7.3        Le nostre farmacie

La farmacia è un nodo importante del sistema salute: deve essere favorita e incentivata la nascita di parafarmacie, quale strumento di contenimento dei prezzi e di diffusione e ampliamento del servizio.

7.4        Il volontariato

Proponiamo di:

1.    di collaborare con le associazioni di volontariato che si occupano delle povertà e del disagio sociale, attive sul territorio comunale e con strutture di ascolto e accoglienza;

2.    coinvolgere, valorizzare e sostenere i gruppi e le associazioni di volontariato, favorendo  il loro coordinamento.

7.5        Protezione civile

L’ottimo rapporto con le associazioni che operano in questo settore e le nostre capacità organizzative, hanno consentito in questi anni di affrontare al meglio le diverse emergenze. 

Tali strutture dovranno essere coinvolte nella progettazione di un piano di intervento relativo alla possibilità che sulla Cispadana si verifichino incidenti che coinvolgano sostanze pericolose per gli esseri viventi e l’ambiente.

8          Legalità e sicurezza

Costruire una comunità forte, sicura e solidale, fondata sulla certezza degli stessi diritti e doveri uguali per tutti, retti da regole condivise. Le persone si sentono insicure quando non si riconoscono più nella comunità in cui vivono, quando le regole si appannano e si crea una frattura tra diritti e doveri. Le insicurezze aumentano quando il futuro appare più incerto e le attese positive lasciano spazio alle paure. Il centro destra per ricercare il consenso alimenta queste paure, per poi rispondere in modo demagogico e irresponsabile, riducendo i diritti e le libertà individuali, discriminando il diverso, negando la comunità stessa.

8.1        Sicurezza

È essenziale garantire la più ampia libertà di vivere e godere gli spazi e i luoghi della città, sia di giorno sia di notte, ma in alcune zone insidie nascoste possono minare questo diritto elementare. La volontà di impedire il radicamento di forme di microcriminalità ci spinge a intervenire anche di fronte a fenomeni di modesta entità. In questi anni molto si è fatto per garantire la sicurezza in città, con una maggiore e più qualificata presenza degli uomini in divisa. Il potenziamento del Corpo di Polizia Municipale e la presenza della Compagnia dei Carabinieri hanno assicurato un efficiente controllo del territorio portando un forte calo dei fenomeni di microcriminalità. Il Corpo di polizia municipale in collaborazione con l’Area Nord, è già in grado di soddisfare tutte le esigenze, dai servizi a piedi, fino ai controlli delle strade, nei negozi, nel mercato e anche nelle frazioni, da un anno svolge anche il servizio notturno nel periodo estivo. Sono scelte che, coniugando prevenzione e interventi diretti, danno sistematicità al presidio del territorio.

Le ronde sono una risposta sbagliata al bisogno dei cittadini di avere più sicurezza ed essere coinvolti nella costruzione della legalità diffusa. Servono risposte civiche improntate alla legalità.

Pertanto proponiamo di:

1.    valutare la possibilità di estendere al nostro territorio i benefici di una legge regionale che consente a volontari di collaborare con la polizia locale in attività quali la sicurezza davanti alle scuole, il presidio di parchi e giardini, l’informazione e il supporto alla cittadinanza;

2.    investire risorse umane ed energie per garantire la sicurezza stradale nelle zone più critiche come le frazioni. Particolare attenzione sarà posta sui controlli delle infrazioni stradali, per guadagnare qualità nel rapporto con i cittadini;

3.    intensificare i controlli e la collaborazione delle forze dell’ordine, delle istituzioni e delle forze sociali per contrastare a livello provinciale la criminalità organizzata di matrice camorristica, che si annida prevalentemente nell’edilizia.

8.2        Legalità

La sicurezza non può essere disgiunta dal rispetto della legalità, sotto tutte le forme e gli aspetti: legalità nei luoghi di studio e di lavoro, nei rapporti tra consumatori e venditori, tra utenti e uffici pubblici; tolleranza zero nei confronti di chi ruba, truffa, inganna, inquina, evade il fisco, nei confronti di chi sfrutta la propria posizione di superiorità a danno dei più deboli e indifesi (come nel caso del mancato rispetto delle norme di sicurezza del lavoro), di chi non compie il proprio dovere.

Ci adoperemo affinché:

1.    i cittadini, i consumatori e i lavoratori trovino nel Comune un punto di riferimento e ascolto per segnalare ogni tipo di illegalità, nonché attenzione, consigli e, quando possibile, interventi diretti a ripristinare e denunciare le legalità violate;

2.    sia data alla legalità la stessa attenzione e priorità che è stata data in questi mesi alla questione della sicurezza (importante è stata l’azione contro l’abusivismo edilizio e il lavoro irregolare nei cantieri).


 

SECONDA C: Concordia come CONOSCERE

9          Nei giovani il futuro

Essere giovani è un passaggio della vita, ed ogni generazione ha bisogni, espressioni, interessi, stili di vita diversi dalla precedente e da quella che verrà dopo. Le politiche giovanili tradizionalmente intese mostrano tutti i limiti di questa tipica condizione dei giovani: essere sempre in transito e sempre diversi. Ai giovani dobbiamo dare le opportunità di vivere da protagonisti la loro età e la loro dimensione per quella che è, non per come vorremmo che fosse.

Voglia di protagonismo, percorsi sovrapposti tra scuola e lavoro, precarietà ripetute, prolungamento degli studi con integrazioni di corsi post-diploma, università, l’auto imprenditorialità; e poi la crescente attenzione al volontariato e all’associazionismo. Il mondo dei giovani è articolato, vario, complesso.

Per questo è necessario:

1.    sperimentare nuove strade per stimolare la partecipazione alla vita sociale, culturale e politica, quindi offrire nuove opportunità di protagonismo. Vorremmo che le molteplici formazioni giovanili, organizzate in associazioni o gruppi informali, fossero un interlocutore naturale, in modo da accrescere il senso di fiducia e di appartenenza alla Comunità;

2.    compiere uno sforzo per sostenere le attività delle associazioni giovanili e nuovi eventi, pensati, coordinati e progettati dai giovani;

3.    trovare spazi permanenti e diffusi per lo svago e la creatività dove possano essere messe in gioco energie positive. In questa quest’ottica si inseriscono il Centro giovani e la Sala prove;

4.    stimolare e ricercare l’attenzione di imprenditori del tempo libero per estendere a livello locale le opportunità di intrattenimento, di divertimento, di spettacolo, anche mediante forme coordinate fra Comuni;

5.    attivare progetti per l’educazione ambientale e interculturale, per il rispetto della differenza di genere, per l’educazione all’affettività e alla sessualità, coinvolgendo anche le scuole, i centri giovanili, le associazioni del territorio.

10      La scuola da sempre

Conoscenza e sapere sono la chiave d’accesso al futuro. Attraverso quella porta si aprono spazi inediti di sviluppo e prosperità per le persone più preparate e i sistemi più avanzati.

Assicurare ai nostri figli e alla nostra comunità un futuro di prosperità non inferiore a quello goduto dalle generazioni passate e presenti è un nostro compito, prima ancora che politico, morale. Solo il sapere può garantire competitività al nostro sistema produttivo, innovando costantemente prodotti e processi; solo la scienza e la ricerca possono rendere lo sviluppo sostenibile sul piano ambientale e migliorare la qualità della vita; solo la conoscenza può rendere i nostri figli capaci di misurarsi con quelli degli altri paesi più avanzati.

Solo conoscenza e sapere possono rendere i cittadini più forti e più consapevoli. Bisogna ridare centralità al nostro sistema educativo e formativo.

L’istruzione pubblica risulta strumento decisivo affinché ogni persona possa godere pienamente dei diritti di cittadinanza: imparare a convivere con gli altri, ridurre gli eventuali condizionamenti dipendenti dalle proprie origini, concorrere alla definizione delle scelte che lo riguardano e al miglioramento della comunità cui appartiene.

Ci proponiamo pertanto di:

1.    sostenere l’espansione dell’offerta di posti nido per i bambini da 0 a 3 anni, attraverso  il ricorso a strutture private convenzionate (spazio bimbi), garantendo la massima attenzione alla qualità, nella consapevolezza che un inserimento precoce in percorsi educativi di qualità è protettivo rispetto a situazioni di insuccesso scolastico e facilita i processi di inclusione dei bambini stessi e delle loro famiglie, anche migranti, attraverso il supporto ad una genitorialità competente;

2.    perseguire la generalizzazione della scuola dell’infanzia, attraverso l’ampliamento della scuola  “Girasole” di Fossa e confermando la convenzione con la scuola d’infanzia paritaria "E. Muratori", promuovendone, pur nel rispetto delle differenti autonomie gestionali, la piena integrazione nel "sistema scolastico pubblico integrato" di Concordia anche attraverso un coordinamento delle iscrizioni, affidato alla dirigenza dell’Istituto Comprensivo;

3.    garantire il supporto alla scuola dell’obbligo, operando per la salvaguardia delle quote di classi attualmente funzionanti a tempo pieno e a tempo prolungato e mantenendo i livelli di risposta alle famiglie  sulle necessità di prolungamento degli orari, nella consapevolezza che il tempo pieno e il tempo prolungato, si offrono come modelli organizzativi e didattici, funzionali al raggiungimento degli obiettivi formativi, al contenimento dell’insuccesso scolastico, al sostegno della socialità, alle pratiche di convivenza fra diversi;

4.    dotare la scuola primaria di nuovi spazi;

5.    continuare la positiva esperienza dei centri estivi, gestiti in collaborazione dal Comune e dalle Associazioni di volontariato; 

6.    sostenere i genitori nello svolgimento del loro ruolo educativo,  nella partecipazione alla vita e ai progetti delle scuole (attività  di  informazione, consultazione) incentivando la conoscenza reciproca, la socialità, le forme di associazione, la solidarietà educativa;

7.    fornire occasioni di ampliamento dell’offerta formativa, attraverso l’adesione alle iniziative di educazione ambientale di diverse agenzie educative

8.    continuare ed incentivare le buone pratiche  (es. screening dislessia, apprendimento cooperativo, attività di prevenzione del disagio, sperimentazioni didattiche…) con spazi dedicati in particolari occasioni significative;

9.    collaborare con l’Istituto Comprensivo su iniziative di formazione, aggiornamento (Settembre Pedagogico).

11      La cultura per la nuova città

Cultura e arte sono l’anima e la forma delle città. Aiuta a sviluppare prossimità, coesione sociale, vitalità e solidarietà, il principio del rispetto e dell’ascolto degli altri, il senso del bene comune. La cultura è anche il nostro collante: ci tiene insieme.  Il punto non è solo aumentare il numero dei fruitori / consumatori di cultura, ma stimolare la partecipazione e gli interessi, facilitare la comprensione, allargare l’orizzonte delle conoscenze.

Concordia ha saputo coltivare talenti e promuovere una diffusa rete di associazioni di carattere culturale, grazie al contributo spontaneo di tanti cittadini, che hanno realizzato con passione un’attività di costante diffusione e promozione delle varie forme dell’arte ed anche al sostegno delle Amministrazioni che hanno governato la città.

Questa idea della cultura guida, ispira e caratterizza l’intero nostro programma, la nostra azione politica e organizzativa; un patrimonio di questa portata deve essere valorizzato ed esaltato. Le tante energie private presenti nella nostra realtà, rappresentano uno strumento molto efficace per legare profondamente al territorio le attività che esso produce e per ampliare l’offerta di servizi culturali per tutti i cittadini.

11.1    Il Teatro del Popolo

È giusto che il Comune investa risorse importanti per mantenere questo punto di riferimento culturale non solo locale, ma bisogna ripensare l’attuale forma di gestione.

Pertanto:

1.    sulla base dell’esperienza della Fondazione Scuola di Musica, auspichiamo il coordinamento delle attività teatrali nell’Area Nord, eventualmente affidandolo alla gestione unitaria della stessa;

2.    lo metteremo sempre più a disposizione per iniziative culturali e aggregative promosse dalle istituzioni ed  associazioni.

11.2    Il Centro Giovani e la nuova biblioteca comunale

È un luogo per lo studio e la lettura, aperto a tutti, vicino al Centro e al Municipio.

Nel corso della legislatura si deve realizzare:

1.    il completamento della struttura recuperando i nuovi spazi acquisiti;

2.    l’ampliamento dell’utenza agli adolescenti ed ai giovani, tramite l’acquisto di materiale librario e audiovisivo specifico, il prolungamento degli orari di apertura, anche serali, in modo da rilanciare l’idea del Centro Giovani come luogo di incontro e di iniziativa autonoma;

3.    il completamento delle opere di contorno quali la realizzazione di parcheggi (via Lenin) e di spazi  protetti per i bambini.

11.3    La scuola di musica

Con l’aggregazione della nostra Scuola di Musica con quella dell’Area Nord,  Concordia  si è assicurata anche per il futuro un livello didattico di buona qualità. Dare una visione d’insieme a chi vuole imparare o vuol continuare a fare musica a Concordia è il nostro obiettivo principale. Dare un “senso” e una direzione alle attività di tutti, soprattutto per valorizzare al meglio i giovani talenti che ci sono: dai gruppi rock composti da ragazzi delle scuole superiori, alle associazioni prestigiose che operano nell’ambito della musica, alla pluridecennale esperienza della filarmonica “G.Diazzi”. Ognuna di queste realtà ricerca spazi e risorse per arricchire la propria attività artistica, per crescere e diventare ancora più importante. C’è bisogno di realizzare spazi ed occasioni di promozione delle diverse attività. 

12      Sport: partecipare non solo vincere

Fare sport, qualsiasi sport, ad ogni livello e ad ogni età, crea coesione e partecipazione sociale.

Siamo consapevoli di quanto sia importante lo sport di base, soprattutto fra i giovani, e nello stesso tempo avere buoni risultati nelle competizioni. Ma lo sport ha anche una forte dimensione di divertimento. Per questo vogliamo proseguire l’opera di ammodernamento degli impianti sportivi di concerto alla Polisportiva e alle altre società che li gestiscono. Ma anche creare spazi liberi per tutti coloro che vogliono “semplicemente giocare e divertirsi”. Tutto questo è un indicatore fondamentale della qualità della vita.  

Laddove si sono date concessioni di gestione delle strutture alle associazioni e alle società sportive si sono ottenuti buoni risultati. Intendiamo proseguire dunque nella politica di responsabilizzazione imprenditoriale del privato sociale perseguita finora incrementando anche i processi aggregativi. Dato che è essenziale un arricchimento delle aree sportive nelle quali trascorrere il tempo libero e trovare occasioni di incontro, saranno creati nuovi spazi liberi, da localizzare prioritariamente nella zona del centro sportivo. Nel reperimento di tali spazi, porremo attenzione agli sport praticati anche dai ragazzi stranieri.

Le prossime realizzazioni, che rispondono a esigenze ormai espresse da tempo, sono sicuramente la Piscina e il Beach Volley.


 

TERZA C: Concordia come COSTRUIRE

13      Le traiettorie dello sviluppo

Lo sviluppo equilibrato non può che essere diffuso ed omogeneo. Tutte le porzioni del territorio devono essere curate. Tutte le  funzioni distribuite e collegate. Concordia deve essere pensata tutta insieme, proprio come un organismo vivente, un corpo unico. È quello che abbiamo fatto e continueremo a fare.  

Abbiamo sotto gli occhi una Concordia  vista dall’alto nel PSC che appare in tutta la sua ampiezza e ricchezza. Da un lato collegata a Mirandola, nostro importante centro per i servizi sovra comunali (Scuole Medie Superiori, Ospedali, Polizia), di cui siamo parte e partner. Dall’altro lato distesa, lungo il corso del Secchia, con le sue alternanze di frazioni. 

 

13.1    Collegamenti

Un cardine di tale sviluppo dovrà essere la velocizzazione dei collegamenti con Mirandola, che deve diventare un punto di snodo rapido verso Modena con gli autobus e verso Verona e Bologna attraverso la ferrovia, il cui raddoppio è ormai realtà.

La nostra realtà è particolarmente sfavorita rispetto al trasporto pubblico, e per chi non possiede un mezzo proprio, spostarsi dalle frazioni al capoluogo, per non parlare di Mirandola, Carpi, Modena, Bologna, rappresenta un grosso problema, che la realizzazione dell’autostrada Cispadana non risolverà. Dovremo:

1.    impegnarci nei confronti delle aziende di trasporto pubblico provinciali affinché venga realizzato un servizio di trasporto che colleghi direttamente le frazioni con il capoluogo e con Mirandola, tramite mezzi più piccoli e idonei rispetto agli attuali bus. Da valutare l’introduzione di un servizio di “Pronto bus” a chiamata;

2.    creare un servizio di trasporto con la stazione ferroviaria di Rolo, per garantire il collegamento con Mantova e Modena.

3.    Affrontare il problema del collegamento stradale con Modena, anch’esso risolto solo in parte dalla Cispadana o, in alternativa, proporre di introdurre un servizio di trasporto su ferrovia (metropolitana di superficie Mirandola-Modena), sull’esempio di altri che si stanno realizzando in Regione e in Provincia (Innesto della Modena-Sassuolo-Reggio E. con Maranello, e la Vignola-Bologna).

13.2    Assetto urbanistico

Nel centro di Concordia si sono concentrate una serie di problematiche che devono trovare una soluzione: un residente su tre è straniero, mentre gli anziani si stanno progressivamente allontanando da quella che dovrebbe essere, per la vicinanza ai servizi, una sede preferenziale della loro vita.

È quindi necessario:

1.    ripensare l’assetto urbanistico del centro, non solo sotto l’aspetto estetico o commerciale, ma anche sotto l’aspetto abitativo, stimolando il recupero delle abitazioni di minor pregio;

2.    un progetto che identifichi il cuore nel nuovo centro, che faccia della vitalità e della vivibilità le sue caratteristiche principali, armonia di linee, funzioni e volumi distribuiti lungo gli assi viari allargati del nucleo storico del centro (da via Pace a: Piazza della Repubblica, via Mazzini, Via Carducci, Via Valnemorosa, Piazza Marconi, Via Dante, Via Garibaldi per chiudersi in Piazza Roma). Il nuovo progettò farà da connessione al sistema delle tre piazze che dovranno essere caratterizzate da elementi architettonici di pregio, al fine di rendere il centro spazio vitale ogni giorno. Inoltre la Cispadana alleggerirà il traffico di attraversamento da via Carducci, consentendo realizzazione di parcheggi;

3.    in questo contesto urbanistico, la creazione di uno spazio disponibile per le esigenze degli anziani.

4.    valutare la possibilità di operare la chiusura al traffico del tratto di Via Garibaldi fra la Scuola Primaria e l’ex Ospedale al fine di renderlo disponibile alle esigenze della scuola.

5.    procedere con il recupero della vecchia Casa Protetta di fianco all’ospedale, da dedicare allo spazio mensa e laboratori a supporto delle attività della Scuola. Inoltre il recupero dei giardini dell’ex ospedale a spazio verde attrezzato consentirà di mantenere una relazione sociale fra anziani e bambini.

13.2.1          L’alienazione del vecchio Consorzio Agrario, consentirà la realizzazione di un importante spazio Commerciale che amplierà l’offerta rivolta ai consumatori concordiesi. Esso dovrà inserirsi ed integrarsi a pieno titolo nell’ambito della rete distributiva tradizionale del nostro Centro storico, aumentandone la qualità e la consistenza, creando utili sinergie nell’interesse dell’intera offerta commerciale del nostro comune, in modo tale che possa ritornare ad essere un polo d’attrazione per i consumatori di Concordia e non solo. 

13.2.2          Per quanto riguarda Fossa è ormai in dirittura d’arrivo il bando che consentirà la realizzazione della piazza a supporto del Centro Urbano della Frazione e della Parrocchia, e del Centro Civico a supporto delle attività dei Cittadini e come centro visitatori dell’Oasi Val Di Sole, dei giovani e degli anziani.

13.2.3          Per quanto riguarda Vallalta è in dirittura d’arrivo il bando per il recupero delle vecchie scuole, che consentirà la realizzazione di appartamenti, ma soprattutto una sala civica e lo spazio per il medico e le poste. In tal senso faremo tutto quanto ci è concesso per mantenere i servizi essenziali nelle nostre comunità periferiche.

13.2.4          Le aree di sviluppo residenziale previste dal PSC sono sufficienti per le esigenze del nostro Comune per molti anni a venire: sono stati previsti complessivamente circa 800.000 mq di area a disposizione dello sviluppo residenziale di Concordia per una capacità prevista di circa 860 nuovi alloggi capaci di ospitare circa 1.900 residenti. Sono collocate in modo da costruire una ricucitura del Centro Urbano di Concordia, il Sabbioncello e la Frazione di Santa Caterina, anche attraverso il prolungamento di via Agnini. Sono previste zone di completamento e di espansione anche nelle frazioni di Fossa, San Giovanni e Vallalta.

13.2.5          Recupero edilizio. Dovrà essere favorito il recupero attrezzato delle case sparse, in modo razionale ed equilibrato, consentendo la possibilità di adeguare le soluzioni abitative alle esigenze famigliari, pur nel rispetto della storia urbanistica delle nostre campagne. L’accordo di programma con la Regione Emilia Romagna e con la Provincia di Modena per la Cispadana, consentirà già nei prossimi mesi con il PSC il recupero urbanistico e di servizi (fogne, strade di collegamento) nell’area Mulin di Mezzo via Capo di Sopra, che rimarrà l’unica, residuale, area di completamento del comparto. Tutta la restante parte della prevista area di sviluppo residenziale sarà spostata per fare spazio a zone verdi ed a supporto delle attività sportive.

13.2.6          Parco Fluviale. Quando parliamo del nostro Centro Urbano e lo coniughiamo con “qualità”,  il pensiero va al Secchia, al rapporto storico fra il fiume ed il territorio circostante. Un fiume che ogni anno diventa sempre più pulito  e che si ripopola di una fauna tipica delle zone umide. Una risorsa unica per l’intera area del nostro Comune  che va resa praticabile e fruibile.  In questa direzione dovranno essere allargati a Concordia  gli accordi sottoscritti con gli altri comuni e la Provincia per completare i percorsi ciclabili lungo le sponde, nel tratto Sant’Antonio in Mercadello e Bondanello, che devono rappresentare il primo tassello del Parco Fluviale. Concordia dovrà avere la priorità dei finanziamenti e delle opere dal momento che avremo nel nostro territorio una importante arteria autostradale. Altre porzioni di Parco potranno essere fatte in sinergia con coloro che vorranno investire in strutture per il tempo libero e lo sport.

13.2.7          Verde/giardini. Intendiamo incrementare l’adozione di giardini da parte di associazioni, soggetti privati e del terzo settore che in cambio del loro uso per le proprie attività e per attività di intrattenimento e ludiche, ne possano curare la manutenzione ordinaria per  tutto l’anno. Particolarmente importante sarà definire la gestione del parco a vocazione boschiva Mulin di Mezzo, che nascerà a mitigazione dell’impatto ambientale della Cispadana.

13.2.8          Per le aree industriali vogliamo favorire sia chi decide di ampliare l’impresa sia chi punta sulla qualità e rinnova l’immagine e gli ambienti della propria azienda. Vediamo il futuro produttivo di Concordia che cresce per qualità e non (o non solo) per quantità. Dovremo offrire ai nostri figli opportunità di lavoro gratificanti, ambiziose, sfidanti e di alta qualità. Su questo abbiamo puntato pensando il nostro PSC di recente approvato, consegnando alla prossima amministrazione il non facile compito di far decollare ed in breve tempo i progetti legati all’area industriale della meccatronica ed della innovazione tecnologica.

13.2.9          Cooperazione. Abbiamo importanti esperienze nel nostro Comune di Cooperazione di Produzione e lavoro e servizi. Come Comune ci vogliamo impegnare a diffondere la cultura dell’impresa collettiva che appartiene alla comunità per il lavoro ma anche come valore sociale. Una cultura che, venuto meno la spinta politica dei primi del ‘900, deve trovare una strada per la formazione di una dirigenza che sappia interpretare i modelli ed i valori dell’essere soggetto collettivo.  

13.2.10      Agricoltura e Territorio.  La difesa dell’ambiente non può prescindere dalla tutela del nostro territorio naturale (il fiume, i canali, la campagna, le valli) principale indicatore della salute del nostre territorio, e del verde urbano che dovrà essere esteso e ampliato per aumentare la capacità di assorbimento di CO2.

13.2.11      Oasi protetta “Val di sole”: si tratta di una delle Oasi Artificiali più grandi d’Italia ed è destinata ad accrescersi per il proseguire del piano di escavazioni già autorizzato.

Durante i prossimi 5 anni intendiamo:

1.    valorizzarla attraverso il suo inserimento sistematico nelle iniziative di promozione territoriale e nelle attività del Centro di Educazione Ambientale dell’Unione dei Comuni dell’Area Nord “La Raganella”;

2.    favorirne la fruibilità attraverso un miglioramento dell’accessibilità (segnaletica, piste ciclabili) e delle strutture in loco (ristrutturazione della “barchessa” con la realizzazione di alcuni servizi minimi);

3.    creare un “Centro Visitatori” con aula didattica e ufficio presso il costruendo Centro Civico di Fossa, in cui prevedere anche la possibilità di parcheggio per pullman e camper;

4.    adottare forme di gestione che prevedano il coinvolgimento di volontari, ambientalisti e associazioni. 

13.2.12      Ci impegniamo ad aumentare la collaborazione con i comuni dell’Area Nord e con “Terre Piane – strada dei vini e dei sapori”, al fine di rafforzare la promozione del territorio e offrire più opportunità agli operatori economici che operano nel settore agricolo e della qualità e sicurezza alimentare dei prodotti tipici locali

13.2.13      Dovranno essere favorite e valorizzate le iniziative degli imprenditori agricoli locali in favore della promozione e vendita dei loro prodotti, anche al fine di favorire il consumo di prodotti di stagione, a “km zero”, e che garantiscano la qualità e il risparmio economico per il consumatore. Bisogna favorire la riscoperta della stagionalità dei prodotti, limitando la “industrializzazione” dell’agricoltura e favorendo pratiche di coltivazione biologica e integrata. Occorre:

1.    Promuovere una vetrina per tutte le aziende agricole poste sul territorio comunale e zone limitrofe che vendano direttamente i loro prodotti ai consumatori (mercato, manifestazioni, sito internet comunale, ecc.);

2.    favorire l’insediamento di un distributore del latte fresco sul territorio comunale.

14      Dal lavoro una Comunità

Chi definisce, la nostra come “periferia” non ne ha mai capito la vera anima. Qui la cultura che tiene insieme, limita i conflitti, produce inclusione (non esclusione) è cultura urbana: operaia, nel senso di operosa, ed accomuna ed unisce perché anche cultura dei doveri, dei diritti, dei bisogni e dei meriti. 

I lavori, il lavorare ed i lavoratori sono oggi la questione centrale. In questi anni abbiamo assistito alla riduzione dei diritti e del potere d’acquisto dei lavoratori, alla nascita di un nuovo precariato senza diritti e senza tutele, al dilagare del lavoro nero in vasti settori dell’economia, al continuare degli incidenti e morti sul lavoro, segno di uno sfruttamento del lavoro come merce e non come risorsa, alla delocalizzazione di imprese a caccia di manodopera sfruttabile a minor costo. Oltre a questo le statistiche provinciali ci dicono che negli ultimi anni, a Modena più che nel resto del nord produttivo e industrializzato, i redditi dei lavoratori giovani e con un titolo di studio più alto hanno subito un decremento rispetto a quello dei lavoratori più anziani e con titoli di studio più bassi.  Su tutto questo è calata la crisi che stiamo vivendo, colpendo in modo particolare i lavoratori più deboli: stranieri, giovani, precari, coloro non tutelati da ammortizzatori sociali, oltre che a piccoli artigiani la cui unica risorsa è da sempre il lavoro e non le rendite finanziarie.

Nei primi 2 mesi del 2009 nell’Area Nord si sono avuti 561 nuovi disoccupati, con un aumento del 13,44% rispetto ai dati del 2008.

Questi disoccupati sono in prevalenza stranieri, giovani, donne, precari, dipendenti di piccole aziende, ovvero tutte quelle figure che il mondo del lavoro in questi anni ha indebolito e marginalizzato. In enorme incremento anche le ore di cassa integrazione.

14.1    Il lavoro

Concordia, con più di 800 imprese nei settori dell’artigianato, dell’industria, del terziario, del commercio e dell’agricoltura intende reggere e resistere di fronte alla crisi ed è pronta a raccogliere la sfida facendo leva su alcuni principi guida.  

1.    Una politica del lavoro basata sui diritti e sulla dignità delle persone, sulle risorse umane da liberare e valorizzare, creando le condizioni migliori perché possano esprimersi e possano avere occasioni di aggiornamento continuo in modo che la flessibilità del lavoro non significhi solo precarietà. Per questo l’amministrazione comunale punta a rendere ancora più stretto il legame e il rapporto con i singoli lavoratori, i sindacati e le associazioni di categoria. Oggi è una scelta indispensabile perché la persona, la qualità e i valori etici tornino al centro dell’economia e dei processi produttivi. 

2.    Il rispetto e lo sviluppo della sua vocazione di città produttiva e manifatturiera che permette a Concordia di avere settori importanti dell’industria, soprattutto in comparti dinamici e innovativi come nell’elettronica, nella meccanica e nel tessile. Qui sono necessarie una continua innovazione, l’uso della fantasia e della creatività che si basano su una forte professionalità. Il modello di riferimento è quello della promozione di un modo di essere e produrre “ITALIANO”.

3.    Una città capace di fare sistema, ossia in grado di offrire spazi, condizioni, servizi, ricerca e formazione per le imprese. E’ una scommessa sul lavoro e sullo sviluppo che vogliamo realizzare con politiche condivise e partecipate. Il Comune dovrà esserne promotore e catalizzatore, coinvolgendo tutti i protagonisti del sistema economico: lavoratori, imprenditori, artigiani, commercianti, liberi professionisti, scuole, studenti, università. Nell’economia contemporanea la conoscenza, come parte dei processi produttivi, è la risorsa chiave per acquisire vantaggi competitivi.

4.    Puntare sul settore manifatturiero di qualità. Significa mantenere le imprese sul territorio, favorire la loro crescita e attrarre nuovi investitori. Le aziende tendono a localizzarsi e a radicarsi dove ci sono conoscenze e competenze non reperibili altrove. La tecnologia può essere riprodotta facilmente, ma non è per niente così per la qualità professionale posseduta dalle persone e, più in generale da un sistema territoriale, dalla sua storia e dalla sua organizzazione. In senso più generale vogliamo rafforzare il legame impresa – territorio, in modo che esse siano soggetti protagonisti dello sviluppo nel senso più ampio del termine e condividano e compartecipino la vita sociale e culturale del nostro Paese. Abbiamo investito ed investiremo per rendere più efficiente il sistema della mobilità,  creeremo le condizioni migliori affinché servizi terziari innovativi per le imprese possano insediarsi sul nostro territorio.

5.    Per noi sono in prima linea i servizi alla persona come quelli per l’infanzia: un aiuto concreto alle mamme e ai padri che lavorano.

6.    Consolidare scelte urbanistiche che sanciscono l’obiettivo del radicamento e dello sviluppo.  Abbiamo invece deciso di destinare l’area industriale di via Per Vallalta per raccogliere la sfida proveniente da aziende del nostro territorio: la realizzazione di un piccolo polo di innovazione e servizi a supporto della produzione nel campo delle tecnologie. La sfida è di costruire uno di quei mini distretti che hanno fatto la fortuna dei nostri territori.  

14.2    La formazione

Quando parliamo di Sistema - Comunità intendiamo legare insieme i fattori produttivi, le risorse umane, le imprese, la formazione e i servizi ai lavoratori. La formazione, in questo sistema,  è strategica.

La sfida della competitività sta proprio nel trasferimento dei saperi e della ricerca direttamente alle aziende,. Ora si tratta di creare ciò che ancora manca: una rete tra le imprese e le realtà dove si fa formazione e ricerca e una più stretta collaborazione fra i diversi soggetti istituzionali  in modo che si possa offrire un’ampia gamma di opzioni formative, dal lavoro manuale al management internazionale.

In questo contesto, pensiamo che l’area industriale della meccatronica e della innovazione tecnologica  possa rappresentare un volano per questa iniziativa.  Gli obiettivi sono due. Da una parte coordinare la formazione con le realtà produttive per favorire l’inserimento nel lavoro e, dall’altra, offrire ricerca soprattutto alle  imprese che non hanno strutture adeguate.

Il Campo Prove a supporto delle tecnologie per la modernizzazione delle tecnologie e delle produzioni agricole costituisce un altro tassello per una strategia che vede Concordia divenire sempre al centro di relazione fra imprese di livello nazionale ed internazionale che rappresentano un arricchimento del nostro territorio.

Il Centro di Formazione dell’Area Nord ad oggi operante appare già inadeguato alle sfide dei tempi. Riteniamo che Mirandola e il suo polo scolastico sia sede naturale per lo sviluppo futuro della formazione tecnologica e professionale: auspichiamo una sua specializzazione nel settore Biomedicale in partnership con l’Istituto Tecnico Industriale, le Organizzazioni di Rappresentanza del settore e Consobiomed. Diventa in questo contesto indispensabile costruire una strategia provinciale di coordinamento e specializzazione dei centri di formazione  in integrazione con le attività di servizio.

Per quanto riguarda Concordia, assieme a Mirandola rafforzeremo il rapporto fra scuole e imprese in collaborazione con le Associazioni di Categoria e i loro centri, anche per orientare i ragazzi a scelte che guardino al loro futuro professionale ed occupazionale.

Di fondamentale importanza sarà la realizzazione di uno specifico progetto sulle conoscenze del sapere artigiano.  È un peccato vedere chiudere tante attività che generano lavoro e reddito per mancanza di nuove leve. L’esperienza del nostro territorio dimostra che il lavoro autonomo e l’artigianato rappresentano la base sulla quale sono nate esperienze di successo, che hanno generato lavoro e benessere nella Comunità. 

15       Cantieri e trasformazioni

Autostrada, viabilità collegata, trasformazione urbana cambieranno il volto e adegueranno la funzionalità non solo della nostra città, ma dell’intero territorio. Saranno inoltre fonte di lavoro, di ricchezza, di dinamismo. Dovremo essere in grado di creare le condizioni migliori per i lavoratori che vi saranno impiegati. Nostri impegni prioritari saranno la sicurezza e predisposizione di quanto necessario per ridurre al minimo l’impatto dei lavori sulla vita dei cittadini. Il patto fra amministrazione, associazioni di imprese, sindacati e cittadini, servirà ad attuare controlli e monitoraggi continui per garantire standard ottimali.   

I lavori ed i cantieri procureranno disagi, inutile negarlo e nasconderlo. Sono interventi che nella cittadinanza possono creare preoccupazione relativamente al traffico, viabilità, rumore, inquinamento e qualità della vita e qualche incomprensione circa i benefici futuri.

Sarà perciò indispensabile un grande sforzo di informazione, comunicazione e di ascolto, con i cittadini e con tutte le espressioni di rappresentanza organizzata, oltre che un rafforzamento delle nostre capacità contrattuali con chi esegue i lavori. Bisognerà muoversi e organizzarsi per tempo, ma siamo certi che i sacrifici richiesti saranno ripagati da un sistema viario e di comunicazione più efficiente e meno invasivo.  

15.1    Autostrada Cispadana.

Il progetto entra nella fase conclusiva per l’inizio dei lavori. Grazie alla determinazione della Regione Emilia Romagna, entro il 2010 dovrebbero iniziare i lavori, che dureranno per i successivi cinque anni. Concordia è particolarmente coinvolta, poiché l’autostrada passa molto vicino al Paese, per cui dovremo porre molta attenzione alle modalità di gestione dei cantieri ed ai tempi di realizzazione dei lavori.  Nel nostro territorio dovremo richiedere tempi certi e rapidi nella esecuzione dei lavori e le seguenti condizioni:

1.    Realizzazione di tutte le misure di mitigazione previste nei documenti approvati dagli enti pubblici locali e dalla Regione;

2.    Controllo dell’attività dei cantieri adibiti alla costruzione dell’autostrada e delle opere a essa collegate, anche sul piano della sicurezza e regolarità per i lavoratori che vi saranno occupati, dei materiali utilizzati, del rispetto delle emergenze ambientali, della possibile infiltrazione della malavita organizzata;

3.    Regolamentazione delle strade di passaggio dei mezzi pesanti adibiti al trasporto dei materiali necessari alla costruzione dell’infrastruttura;

4.    Assoluto rispetto dei livelli di rumore previsti dalle norme nazionali e dal piano di zonizzazione acustica comunale, sia durante i lavori di costruzione che durante il normale esercizio dell’infrastruttura;

5.    Misurazioni periodiche della qualità dell’aria, sia prima che dopo la realizzazione dell’autostrada;

6.    Monitoraggio del traffico in transito nella viabilità comunale ordinaria.

Per quanto riguarda le opere complementari Concordia sarà interessata, dalla realizzazione:

1.    Casello, che noi proponiamo di fronte alla zona industriale ex Ceramica Kermar

2.    Ponte sul Fiume Secchia, in affiancamento all’autostrada, per collegare le Strade Provinciali per Novi e per Cavezzo e completare la circonvallazione, spostando il traffico di attraversamento dal centro di Concordia;

3.    Adeguamento della Strada Provinciale per Mirandola;

4.    La Tangenziale di Vallata, per spostare dal centro il traffico proveniente dal mantovano in Direzione del Casello. Permarrà il divieto di transito dei mezzi pesanti nel centro di Vallalta, e verranno potenziati e incrementati i controlli fino a quando la tangenziale non verrà realizzata.

Vi sono inoltre le seguenti altre questioni, altrettanto importanti, sulle quali attiveremo un ampio confronto con i cittadini e le organizzazioni economiche e sociali, quali:

1.    La verifica della possibilità che il tratto Concordiese sia realizzato su viadotto, con caratteristiche architettoniche di pregio. Riteniamo infatti che l’utilizzo di un terrapieno costituirebbe una barriera innaturale, specie per il fatto che si affiancherebbe all’argine del fiume Secchia, che già è molto alto. Questo inoltre consentirebbe alle strade Comunali e Provinciali di passare sotto ai viadotti e non sopra medianti impattanti scavalcamenti;

2.    La verifica della possibilità di realizzare una galleria artificiale che segreghi completamente o quasi l’autostrada in prossimità del centro abitato; ciò porterebbe grandi benefici dal punto di vista dell’inquinamento acustico ed aereo;

3.    L’ installazione di barriere fonoassorbenti lungo tutto il tratto che affianca i centri abitati di Concordia e San Possidonio;

4.    La realizzazione di una zona Boschiva a ridosso della zona del Mulin di Mezzo, garantendo nel contempo un ampliamento del Centro Sportivo, prevedendo un accesso ed un nuovo parcheggio anche dalla vecchia via per San Possidonio;

5.    L’approntamento di un piano di sicurezza a salvaguardia delle zone residenziali prossime all’autostrada, in caso di incidenti che coinvolgano il trasporto di sostanze pericolose;

6.    La possibilità che per i cittadini e le attività residenti nei comuni sul cui territorio transita l’autostrada, non vi sia pagamento del pedaggio autostradale tra 2 caselli contigui (ad es., possibilità di transitare dal casello “della Mirandola” a quello di Rolo o quello di Finale Emilia, gratuitamente).

15.2    Manutenzione delle strade e marciapiedi

L’amministrazione dovrà aumentare le risorse destinate a queste azioni, anche in collaborazione con i privati e trovare forme di intervento più veloci e più efficaci da applicare sul nostro patrimonio stradale e pedonale, comprese le strade bianche.

15.3    Ferrovia

All’assetto generale della mobilità manca un tassello importante: un laccio ferroviario per il trasporto merci che si ricongiunga con la Ferrovia Regionale (FER) da Mirandola a Poggio Rusco, a supporto delle  zone industriali, dove potrebbe essere attrezzato un nodo logistico per le nostre aziende. È un impegno forte, possibile solo con la realizzazione della Cispadana, ma irrinunciabile per un territorio a vocazione manifatturiera come il nostro. 

16      Per una rete efficace del trasporto pubblico e della mobilità

La scelta del trasporto pubblico e collettivo è per noi strategica ed irrinunciabile. Su questo terreno abbiamo sempre investito e continueremo a farlo. 

La parziale privatizzazione di ATCM, nella cui compagine sociale entrerà a far parte un’importante società pubblica francese, da un lato ci può preoccupare perché sappiamo di essere un terminale distante e probabilmente quindi più costoso per il trasporto pubblico ma dall’altro riteniamo che una integrazione del trasporto persone e del trasporto scolastico possa rendere più efficace ed efficiente, ma anche  più economico il servizio. L’utilizzo di mezzi correttamente dimensionati e di imprenditori privati che possono integrare le loro attività (taxi, mini bus) possono dare una risposta qualitativamente importante, che consentirà al nostro Comune di rimanere un importante terminale.

I problemi di mobilità e viabilità legati al lavoro delle imprese troveranno soluzione in nuove arterie di collegamento tra la zona industriale e il sistema delle autostrade (Autobrennero e Bologna Padova) a cui ci collegherà la Cispadana.

Per completare questo capitolo legato alla sicurezza della mobilità diventano fondamentali le piste ciclabili, che chiederemo siano inserite, anche con un contributo del Comune, nell’accordo di programma con la Regione Emilia Romagna:

1.    Vallalta – Concordia-Vallalta-Ghetto

2.    Fossa – intersezione ciclabile in zona industriale;

3.    Concordia Mirandola,  nell’ambito della riqualificazione prevista della Provinciale di collegamento con la Tangenziale di Mirandola (variante alla statale 12);

4.    Centro storico -San Giovanni

5.    Centro storico -Santa Caterina

Di concerto con altri comuni dell’Area Nord, e in collaborazioni con gruppi e associazioni, promuoveremo la realizzazione di itinerari ciclabili opportunamente segnalati (collegando piste già esistenti e sfruttando le strade secondarie) e iniziative di sostegno a questa forma di trasporto per il tempo libero e non solo (ad es. il Giro dell’Area Nord).

17      Ambiente e piano energetico

Ambiente e sviluppo devono crescere insieme: rappresentano una grande opportunità economica e di realizzazione di politiche veramente riformatrici. Bisogna che le nostre scelte guardino al futuro, tenendo conto della necessità di sviluppare il territorio senza minarne la coesione sociale.

La via d’uscita dalla crisi energetica non sta nella speranza del ritorno a un’energia a buon mercato, o all’aumento di combustibili fossili quali il carbone, o a fonti la cui ricerca non è completa quali il nucleare. Le prime azioni fondamentali riguardano l’efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili.

Ridurre l’uso di combustibili fossili e il consumo energetico, aumentare la produzione di energia da fonti naturali e rinnovabili, significa contenere la dipendenza dalle importazioni e limitare l’inquinamento. Questo significa anche migliorare la qualità dell’aria compromessa soprattutto dal traffico dei veicoli, e dell’acqua.

Elevare la qualità ambientale della nostra economia può inoltre essere una delle strade per uscire dalla crisi.

Il nostro impegno sarà rivolto ad attuare in ogni settore, a partire da quello edilizio, le norme utili a ridurre le emissioni e a raggiungere una massima efficienza energetica e ambientale, per contenere i consumi delle famiglie e i relativi costi.

L’iniziativa pubblico-privato per la costituzione di un importante e innovativo impianto fotovoltaico in via Mazzalupi, rappresenta un importante tassello di questa strategia, che genererà energia per un megawatt.

17.1    Risparmio energetico e delle risorse

Occorre:

1.    redigere il Piano Energetico Comunale, coordinato con quello già effettuato a Mirandola;

2.    introdurre nel Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) di norme per il contenimento dei consumi energetici e idrici, per la produzione di energie da fonti rinnovabili e per l’utilizzo di materiali biocompatibili per l’edilizia;

3.    introdurre nel RUE di requisiti di prestazione energetica minimi per gli edifici produttivi e commerciali, e promozione della riqualificazione energetica degli edifici esistenti;

4.    puntare alla progressiva installazione di impianti che comportano un maggiore risparmio energetico in tutti gli edifici comunali (pannelli fotovoltaici, pannelli solari, caldaie ad alto rendimento);

5.    ridurre i consumi dell’illuminazione pubblica; definire i requisiti minimi per gli impianti progettati nelle nuove urbanizzazioni; installare gli impianti a fonti rinnovabili per l’illuminazione dei corpi luminosi;

6.    promuovere l’installazione di impianti solari termici e fotovoltaici, generatori di calore ad alto rendimento, impianti a biomasse, impianti di co/tri-generazione, anche in assenza di specifici finanziamenti, attraverso una politica di informazione, consulenza e supporto tecnico generale;

7.    promuovere e introdurre nei regolamenti comunali la Certificazione energetica degli edifici pubblici e privati;

8.    rafforzare, d’intesa con AIMAG, gli interventi di miglioramento dell’efficienza delle reti di gas e acqua, innovando i sistemi di controllo, monitoraggio e rilevamento dei consumi.

9.    aumentare l’impegno di AIMAG a contenere i propri costi operativi, quindi il peso delle bollette, promuovendo il consumo responsabile dell’energia.

10.                   promuovere presso le scuole progetti di educazione e sostenibilità ambientale 

17.2    Inquinamento

Ci proponiamo di:

1.    Incentivare la trasformazione con impianti a gpl o metano, delle autovetture alimentate a benzina;

2.    Rendere obbligatorio, per i nuovi impianti di distribuzione di carburante che si insedieranno sul territorio comunale, prevedere punti di distribuzione a metano e/o gpl;

3.    Sostituire, laddove fisicamente possibile, impianti semaforici con rotonde, e introdurre sistemi di regolazione degli impianti semaforici non sostituibili, finalizzati ad una fluidificazione del traffico;

4.    Spostare più informazioni e servizi possibili dalle reti materiali a quella digitale, per risparmiare tempo, risorse economiche e tutelare l’ambiente. Parte cospicua del nostro territorio non ha accesso alle reti informatiche veloci, e per superare questo svantaggio (digital divide), ci si deve avvalere di tutte le opportunità che oggi offre la tecnologia (cablaggio della rete, fibra ottica, wi-fi, ecc.).

17.3    Rifiuti

Occorre:

1.    Realizzare ”aree produttive ecologicamente attrezzate” (APEA) sia nei nuovi insediamenti, sia nella riqualificazione dell’esistente, coinvolgendo imprese ed operatori del settore;

2.    Introdurre e favorire politiche che riducano la produzione dei rifiuti (favorire il consumo di acqua potabile dai rubinetti di casa, la vendita di acqua minerale e latte crudo da distributori automatici, la vendita di prodotti alimentari sciolti e non imballati);

3.    Incrementare la raccolta differenziata, non solo tramite campagne informative e azioni formative presso le scuole, ma anche ampliando il principio “chi più differenzia meno paga”, sull’esempio della pesatura dei rifiuti e del compostaggio domestico dei rifiuti degradabili;

4.    Introdurre la raccolta di rifiuti “porta a porta” quale strumento utile per raggiungere il più elevato livello possibile di raccolta differenziata ed evitare la creazione di nuovi inceneritori.

18      Commercio, un sistema integrato

Lo sviluppo del commercio si basa sull’equilibrio dei ruoli tra amministrazione, operatori e consumatori teso al miglioramento della rete commerciali.

Favoriremo tutte le iniziative promozionali, come l’operazione “Spesa bene” promossa dalla regione che consente l’acquisto una settimana al mese di prodotti di largo consumo a prezzi calmierati, l’introduzione di prodotti locali a km. zero o sfusi, le aperture domenicali dei negozi in presenza di manifestazioni e animazioni, quelle serali in estate e altri eventi che facciano vivere il Centro. 

Per il mercato del Venerdì, crediamo che il suo futuro sia legato alla qualità dell’offerta, del settore extralimentare, e alla possibilità di poter incrementare il settore alimentare.

Consapevoli di quanta importanza abbia oggi la ricerca di qualità nel settore eno-gastronomico, con le associazioni di settore organizzeremo iniziative per promuovere la conoscenza delle nostre peculiarità tradizionali e la riscoperta di gusti e sapori, sia per sostenere la tutela di queste tipicità dei prodotti che per dare impulso al settore economico.

Per quanto riguarda la media distribuzione, è previsto l’intervento sull’area del ex Consorzio Agrario dove sarà realizzata la nuova Media Struttura Commerciale. Il nuovo centro commerciale rientra in un programma complessivo di riassetto che permetta a Concordia di avere varie modalità di offerta equamente distribuite, attraverso il mantenimento delle strutture esistenti, con priorità alla costruzione del nuovo punto vendita nella ex Camiceria Zeffir. Negozi di vicinato, grande distribuzione, mercato: le  tre  risposte per un’offerta completa che faccia del commercio a Concordia un sistema equilibrato.    

19      Le risorse per farlo

Ogni programma di governo per essere realizzato deve reperire le risorse. Anche su questo piano occorrono innovazioni profonde. Mostrano limiti sempre più evidenti le impostazioni tradizionali, basate su prelievi crescenti dalla cittadinanza.

In una fase storico-economica che rende molto problematica una politica di aggravio fiscale sui cittadini è fondamentale l’impiego di strumenti innovativi, che possano creare meccanismi originali di attuazione delle linee di intervento. Intendiamo riferirci a ipotesi basate sulla partecipazione diretta dei cittadini (strati sociali e fasce di popolazione, giovani e meno giovani) allo svolgimento, con ruolo di protagonisti diretti, di determinate attività di rilevanza sociale.

Per questa via sarà possibile affrontare questa sfida: consolidare il modello europeo di Comunità coniugando in modo creativo e duraturo uno sviluppo equilibrato e la partecipazione diretta dei cittadini alla realizzazione di un assetto sociale maggiormente integrato.  

19.1    Federalismo

Ogni anno sono ridotti i fondi trasferiti dallo Stato agli enti locali: il federalismo fiscale non è più rinviabile. Se ne è parlato molto ma non è ancora stato attuato. Noi siamo per un federalismo fiscale che garantisca agli enti locali la titolarità delle risorse necessarie a governare, che valorizzi l’autogoverno e rafforzi i principi dell’autonomia e della responsabilità verso i cittadini, anche tramite la razionalizzazione delle amministrazioni e la nascita di comuni più grandi ed efficienti. Il Comune di Concordia si batterà per questo con  gli altri Comuni italiani. Il principio guida è la nostra volontà di mantenere servizi di qualità e di conseguenza un sistema fiscale che ce lo consenta.

Fra la fiscalità generale che copre i servizi essenziali e la spesa per i servizi a domanda individuale c’è un margine di scelta. In sostanza, mentre per la prima infanzia e per gli anziani è giusto che la collettività si accolli gran parte del costo del servizio, non lo è altrettanto per la mensa o l’utilizzo degli impianti sportivi. Bisogna essere chiari: se vogliamo mantenere ed ampliare i servizi, con gli attuali margini assai ristretti del nostro bilancio, dobbiamo trovare nuove risorse

19.2    Bilancio e risparmi

Dobbiamo ridurre la spesa corrente con un severo e puntuale controllo di gestione, con un impegno quotidiano a ricercare nuovi risparmi. I dirigenti dell’amministrazione avranno fra i loro obiettivi il controllo della spesa.  

19.3    Investimenti

Abbiamo cominciato a ridurre l’indebitamento con due manovre. La prima è l’estinzione dei vecchi mutui a tassi alti, utilizzando risorse una tantum. La seconda, per gli anni 2005 - 2008 è stata una drastica riduzione della quantità di mutui. Per evitare che questo si traduca in minori investimenti pubblici è indispensabile spingere al massimo sulle alienazioni che restano da fare e su operazioni di finanza di progetto, con il coinvolgimento di capitali privati, almeno per i progetti più consistenti, e su strumenti quali le emissioni obbligazionarie (Boc). Per fare questo è indispensabile che il governo allenti il patto di stabilità per i Comuni virtuosi come il nostro, affinché ci sia consentito di utilizzare risorse nostre.  

19.4    Tassa di scopo

Accanto a una politica tariffaria equilibrata che tenga conto anche dei costi reali dei servizi, contiamo di poter far leva sulla crescita della percentuale di compartecipazione all’Irpef prevista con l’introduzione del federalismo fiscale. La Tassa di Scopo potrà essere utilizzata esclusivamente, a fronte della realizzazione di opere, previa espressione del consenso preventivo da parte dei Cittadini.

Inoltre agiremo sulla ripartizione degli utili pagati dalle nostre partecipate, e su un maggiore e più razionale utilizzo degli spazi pubblicitari. Investiremo per costruire nuove professionalità all’interno del Comune che siano in grado di ricercare altre fonti di finanziamento esterne quali quelle statali, regionali e comunitarie.  

19.5    Patrimonio

Perseguiremo nella gestione dinamica del nostro patrimonio attraverso la valorizzazione e la vendita dei immobili e  nostre aree disponibili.  Il patrimonio è tale se viene mantenuto vivo e quindi prevediamo  anche investimenti per nuove acquisizioni in linea con il programma dell’amministrazione.  

19.6    Servizi pubblici ed aziende

Il nostro Comune partecipa, con differenti quote a secondo dei settori, a diverse aziende di servizi pubblici . Nella costruzione di un comune moderno ed efficiente che operi dentro un contesto di area vasta, questo è un settore strategico dove sviluppo ed  innovazione possono restituire ai cittadini servizi migliori. La ricerca di un partner industriale, di minoranza,  è di fondamentale importanza per la nostra Azienda Municipalizzata AIMAG e sue controllate. Questo obiettivo non ci deve portare però, come è successo da altre parti, a cadere ostaggi di grandi carrozzoni pubblici o di soggetti privati senza scrupoli che speculano su beni pubblici. La nostra Azienda deve ricercare un partner industriale per ottimizzare costi e servizi, ma se la dimensione che vogliamo mantenere è territoriale i vantaggi su prezzi e servizi devono tornare ai Comuni soci, che possono in tal caso utilizzare tali risorse per investimenti in compartecipazione quali ad esempio per quanto ci riguarda:

1.    Un intervento sulla rete fognaria di via della Pace e via Mazzini, in Centro storico;

2.    Un altro importante intervento è quello sulla rete idrica comunale più vecchia;

3.    Infine il potenziamento delle reti fognaria e idrica a supporto dell’espansione industriale e residenziale.

19.7    Urbanistica contrattata

Se fino a qualche anno fa, singoli cittadini si potevano trovare nella fortunata  condizione di ottenere anche enormi benefici dalla applicazione di strumenti urbanistici (ad esempio trasformazione della propria area da agricola e residenziale e produttiva), senza alcun beneficio per la comunità, oggi l’applicazione delle nuove opportunità legislative consente, nella logica del prevalente interesse pubblico, di ottenere una ricaduta positiva per la comunità in termini di realizzazioni di opere a totale o parziale carico dei proprietari beneficiati dall’applicazione urbanistica. Ciò intendiamo perseguire, con spirito di equità ma con determinazione, valutando tutte le possibilità che, nel pieno rispetto degli strumenti urbanistici, consentano di ottenere nuove e importanti realizzazioni nell’interesse della comunità.

20       Come farlo

L’efficienza e la competenza della pubblica amministrazione sono indispensabili per lo sviluppo del territorio, per la crescita sociale, civile, economica della comunità. Per lo stesso prestigio del nostro Comune

Il cittadino deve trovare porte aperte, non barriere, essere al centro dell’attenzione, informato con cortesia, competenza  e correttezza, messo in grado di ottenere i servizi che richiede o le operazioni che deve fornire (pagamenti, richieste, ecc.) senza fatica e perdite di tempo.  Ad esempio:

1.    per i pagamenti basta con le cartelle o le file alla tesoreria, sperimentiamo strumenti più moderni come le carte di credito e tutte le altre possibilità offerte da Internet e dalle nuove tecnologie fino ad ipotizzare una piccola carta magnetica, una sola, per tutti i pagamenti: una più generale efficienza e competenza tecnica permetterà una lotta sistematica all’evasione fiscale che è un indispensabile atto di giustizia per i cittadini e non un provvedimento occasionale per recuperare risorse all’amministrazione;

2.    Nel settore dell’edilizia ci avvieremo verso l’utilizzo sempre più spinto della strumentazione informatica, in modo da facilitare il lavoro dei nostri uffici e dei tecnici a vantaggio dei cittadini. Da casa o dallo studio dovrà essere possibile presentare un progetto e sapere a che punto è una pratica riduciamo le attese delle autorizzazioni  edilizie abolendo, come già hanno fatto in altre realtà, la Commissione edilizia. Gli uffici comunali, tramite l’applicazione delle norme e dei regolamenti, sono gli unici soggetti che devono e possono esprimere il parere in merito alla regolarità delle autorizzazioni richieste;

3.    basta con i certificati: dal 2000 lo Stato ha previsto che, nei rapporti con la Pubblica amministrazione, i cittadini non debbano più essere loro a richiedere documenti o certificati, spendendo tempo e denaro, ma siano gli uffici pubblici stessi a procurarseli direttamente. Diamo inoltre la possibilità ai privati quali banche, assicurazioni, liberi professionisti, patronati, ecc. la possibilità di rivolgersi direttamente agli uffici del Comune per ottenere documenti senza fare girare i cittadini. Gli uffici comunali dovranno organizzarsi e operare in tale direzione, e giudicheremo il lavoro degli uffici comunali anche dalla riduzione dei certificati che saranno rilasciati direttamente a i cittadini;

4.    Albo pretorio informatizzato: pubblicazione su internet di tutti gli atti che oggi vengono pubblicati sull’albo pretorio, comprese le proposte di delibere comunali;

5.    Il sito internet comunale deve diventare un portale completo ed efficiente dell’Amministrazione, per consentire ai cittadini l’accesso ai servizi informatizzati, avere informazioni su orari, iniziative culturali e ricreative.

6.    Orario unico di apertura per tutti gli uffici amministrativi: gli uffici amministrativi, anche quelli che normalmente non hanno affluenza di pubblico, dovranno essere aperti negli stessi giorni ed orari. Le piccole dimensioni della nostra amministrazione non rendono conveniente la creazione di un efficiente Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP), ma al contempo consentono di avere tutti gli uffici in un unico edificio e facilità di accesso da parte del pubblico, però gli orari di apertura devono coincidere.

I tempi di attesa dovranno ridursi al minimo.

Ogni procedura dovrà essere resa più semplice e comprensibile

Punteremo sulle nostre risorse umane, valorizzandole, premiando con incentivi chi produrrà il maggiore sforzo per andare incontro alle esigenze e ai diritti dei cittadini. Investiremo sulla formazione e sull’aggiornamento del personale, puntando alla qualità dei rapporti con il pubblico e alla razionalizzazione delle spese. Vogliamo che i contenziosi si riducano drasticamente.

Tutti, nella differenziazione dei ruoli e delle funzioni, si muoveranno sulla base di un progetto condiviso, di obiettivi chiari espressi in termini misurabili che possano essere sottoposti a verifica da parte del Consiglio e del Sindaco. Senza traumi, ma con serietà, la struttura sarà chiamata a rispondere a severi criteri di qualità sia collettiva che individuale.

Per obiettivi strategici potremo valerci di collaborazioni esterne di grande professionalità specie nel campo del controllo di gestione e dei cantieri. 

Porteremo a termine la definizione del Sistema Informatico Territoriale con la Regione Emilia Romagna e l’Unione dei Comuni, che dovrà essere continuamente aggiornato e per il quale, attraverso sinergie con soggetti privati, dovremmo studiare la possibilità di vendere servizi e spazi per avere almeno le risorse per gestire e aggiornare il sistema.

Sperimenteremo forme di monitoraggio sul livello di soddisfacimento dei nostri servizi, sui tempi, gli spazi, le aspettative del nostro Comune, in collaborazione con le Organizzazioni Economiche, del Volontariato e dei Sindacati. Istituiremo un gruppo di lavoro, insieme alle associazioni di categoria, consumatori, singoli cittadini, che faccia da referente relativamente alla qualità dei servizi erogati dal Comune o da altri soggetti (AIMAG, Casa protetta, Ospedale), e avanzi proposte per il miglioramento delle procedure e della qualità.

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Matteo Marchini,
18/mag/2009 15:00
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Matteo Marchini,
14/mag/2009 14:13