Nell'autunno 1944, l'arrivo del fronte sulla Linea Gotica in Appennino rappresentò un momento molto difficile per la gente della montagna e per circa sei mesi divise due mondi. Da parte angloamericana le persone conobbero il chewing gum (anche chiamato "cingomma"), la cioccolata, la coca-cola, i collant (calze di nylon) e i bambini con gavette improvvisate - recuperate da barattoli alimentari di latta dell'esercito - poterono rifornirsi di cibo alle cucine da campo, quando i soldati avevano finito il loro pasto. Dall'altra parte invece i tedeschi, che con sempre meno rifornimenti di vettovaglie, procedettero a requisizioni. Nascondere il cibo perché non fosse trovato era diventato un imperativo per i civili: grano messo nelle damigiane e sotterrate nell'orto o murate nel sottoscala, prosciutti nascosti nel cavo di castagni o maiali semi-sotterrati in buche nei boschi e tanto altro ancora. Ma l'arrivo del fronte per la gente comune coincise soprattutto con la repressione del movimento armato partigiano a ridosso della nuova linea difensiva. Lungo questa linea di demarcazione tra l'Italia già liberata e quella ancora sotto l'occupazione nazi-fascista s'incontrarono per la prima volta mondi e culture fino ad allora lontane. Dopo il passaggio del fronte, più niente sarebbe stato come prima: il seme della globalizzazione avrebbe germogliato in fretta, relegando nei ricordi secoli di miseria e di pane nero. La tematica sarà trattata nella scuola di Castel d'Aiano (provincia di Bologna), in collaborazione con il Circolo culturale Castel d'Aiano, l'Amministrazione comunale, alcuni testimoni locali e alcuni veterani della 10th Mountain Division americana.
L'indagine degli alunni si rivolgerà maggiormente alla vita quotidiana delle proprie famiglie durante la presenza del fronte. 20 aprile 2009, Castel d'Aiano. Lezione su: Vita quotidiana e alimentazione in tempo di guerra
Gli alunni leggono le testimonianze raccolte in famiglia
Si nota la "cassetta" contenente gli oggetti di uso quotidiano dell'epoca.
Foto di Enrico Belgrado
The autumn of 1944, when the front reached the Gothic Line in the mountains, was a very difficult time for the mountain population, and for about six months the area was divided into two separate worlds. From the Anglo-Americans the populace got to know chewing gum (a.k.a. "cingomma"), chocolate, coca-cola, and nylon stockings, while children with improvised mess-tins - made from army food cans - could get food from the camp kitchens when the soldiers had finished their meals. On the other side, however, the Germans, with ever-diminishing supplies of food, resorted to requisitioning. Hiding food so that it couldn't be found had become imperative for the civilian population: grain was put into demijohns and buried in vegetable gardens or walled up in cellars, ham was hidden in hollows in chestnut trees, pigs were half-buried in pits in the woods, and such like. But for the common people the arrival of the front mostly coincided with the suppression of the armed partisan movement behind the defensive line. Along this line of demarcation between already-liberated Italy and the part still under nazi-fascist occupation there met, for the first time, worlds and cultures which until then had been far apart. After the front, nothing would ever be the same again: the seed of globalization would germinate quickly, relegating to history centuries of poverty and black bread.
This topic will be dealt with by the Castel d'Aiano (Province of Bologna) school, in collaboration with the Castel d'Aiano Cultural Club, the municipal administration, some local witnesses and some veterans of the U.S. 10th Mountain Division. The students' investigation will mostly regard the everyday lives of their families during the period of the front. |
