Il 20-21 di febbraio 2009 a Kristiansand, Norvegia, si è svolto un meeting tecnico del progetto "S.E.ME - Sharing European Memories", per definire il programma di lavoro da svolgere all'interno delle scuole che hanno aderito. I ragazzi avranno il compito di raccogliere materiale inerente la tematica del progetto e dar vita su queste basi ad un prodotto artistico, che sarà esposto durante l'evento finale previsto per il 2010.Nell'ambito dello stesso meeting sono state presentate le bozze e il layout dei materiali promozionali (strumenti di comunicazione relativi al progetto). I partecipanti hanno potuto visitare i resti delle difese tedesche sul Mar Baltico. L'incontro si è svolto presso il centro del partner norvegese, Stiftelsen Arkivet. Tale edificio durante la seconda guerra mondiale fungeva da quartier generale della Gestapo dove le persone venivano portate per essere interrogati e torturati. Ancora oggi l'edificio viene chiamato !la casa degli orrori". Oggi Arkivet è un centro di educazione, ricerca, documentazione ed espressione artistica che unisce il presente e il passato.
Il progetto S.E.ME intende favorire la condivisione delle memorie e la riflessione sulle divisioni e i conflitti che hanno connotato il continente europeo nel secolo scorso, ai fini della costruzione di un’autentica cittadinanza europea.
In pratica, saranno realizzate nelle scuole, con il coinvolgimento di insegnanti e studenti, ricerche documentali, interviste a testimoni e raccolte digitali di materiali sui conflitti europei, che costituiranno la base per la realizzazione di laboratori e performance artistiche (con il successivo coinvolgimento di professionisti del settore) che verranno poi rappresentate pubblicamente, fino ad arrivare ad un festival finale in Valsamoggia nella primavera del 2010, al quale parteciperanno tutti i partner europei con le loro singole performance.
Per quanto riguarda la Valsamoggia e l’Appennino bolognese, il lavoro sarà dedicato alle memorie relative alla Seconda guerra mondiale e al passaggio del fronte sulla Linea Gotica.
Progetto S.E.ME. - Sharing European Memories
WP2-WP3 Azioni didattiche nelle scuole 1. INQUADRAMENTO STORICO GENERALE
La Linea Gotica
Occupata Roma il 4 giugno 1944, le armate alleate al comando del generale Harold Alexander risalgono rapidamente la penisola italiana, mentre le armate tedesche al comando del feldmaresciallo Albert Kesselring si ritirano verso nord. Raggiunta Firenze, insorta l'11 agosto, e le altre città a ridosso dell'Appennino, le armate anglo-americane si trovano di fronte l'ultimo ostacolo della Campagna d'Italia: una temibile linea difensiva di oltre 300 chilometri, che taglia in due l'Italia dal Tirreno all'Adriatico e che bloccherà per otto mesi l'avanzata delle truppe alleate. Battezzata inizialmente dai tedeschi "Götenstellung", e poi "Grüne Linie" (Linea Verde), passerà alla storia con il nome di "Linea Gotica".
Già all'indomani dello sbarco alleato in Sicilia (10 luglio 1943), i tedeschi hanno iniziato a costruire, da Massa a Pesaro, un complesso sistema di difese fisse, costituito da campi minati, reticolati, fossati anticarro, trincee, ricoveri e bunker, con l'utilizzo di manodopera italiana, spesso coatta. Lo scopo è quello di difendere la Pianura padana, strategicamente importante per le sue industrie, le sue fertili campagne e, soprattutto, per proteggere l'accesso all'Europa settentrionale attraverso il Brennero e a quella centrale attraverso Trieste e il varco di Lubiana. La Linea Gotica è concepita anche per ottimizzare al meglio le risorse limitate dei tedeschi in fatto di armamenti e materiali da costruzione, sfruttando al massimo i vantaggi offerti dall'ambiente naturale. Essa infatti si modella sulla morfologia della penisola italiana: dove la catena appenninica lascia il posto alle terre pianeggianti verso il litorale adriatico, sono i fiumi e i terreni paludosi a fare da ostacolo all'avanzata alleata. L'organizzazione Todt ha mobilitato 50.000 operai italiani che, insieme ad una brigata slovacca di 2.000 uomini e sotto il coordinamento di 18.000 genieri tedeschi, hanno provveduto a concentrare le opere fortificate nei punti chiave: nella striscia di pianura costiera adriatica viene realizzata una linea continua di fortificazioni in cemento armato, con bunker, ostacoli anticarro e campi minati, mentre nella zona appenninica tra i passi della Futa e del Giogo, dove transita la statale 65 che conduce a Bologna e alla pianura, i tedeschi hanno approntato un sistema di bunker in cemento con torrette e cannoni, capisaldi per mitragliatrice ed estesi campi minati sui pendii. Sulle alture circostanti, punti d'osservazione ben mimetizzati per dirigere il tiro delle artiglierie. Sui versanti a nord delle montagne sono stati scavati ricoveri protetti per le truppe di riserva. L'organizzazione difensiva della Linea Gotica è basata sul metodo tedesco di un sistema di fasce fortificate successive, profonde qualche chilometro a seconda della conformazione morfologica del terreno: una "difesa in profondità" che si rivelerà molto utile ed efficace a contenere per mesi la spinta degli attacchi alleati. Project S.E.ME. - Sharing European Memories
WP2-WP3 Learning activities in Schools 1. GENERAL HISTORICAL BACKGROUND
The Gothic Line
Having occupied Rome on 4 June 1944, the Allied armies under the command of General Harold Alexander quickly move up the Italian peninsula, while the German armies under the command of Field Marshal Albert Kesselring retreat northwards. Having reached Florence after an uprising on 11th August, as well as other cities at the foot of the Apennines, the Anglo-American armies are facing the final obstacle of the Italian Campaign, a fearsome defensive line of over 300 kilometres, cutting Italy in two, from the Tyrrhenian to the Adriatic, which will halt the Allied advance for eight months. Initially named by the Germans "Götenstellung" and then "Grüne Linie" (Green Line) it will go down in history as the "Gothic Line".
Right after the Allied landing in Sicily (July 10 1943), the Germans begin to build, from Massa to Pesaro, a complex system of fixed defences, consisting of minefields, barbed wire, anti-tank ditches, trenches, bunkers and shelters, with the use of Italian labour, often forced. The aim is to defend the Po Plain, strategically important because of its industries and its fertile countryside, but mainly to protect access to northern Europe through the Brenner Pass and to central Europe via Trieste and Ljubljana. The Gothic Line is designed to maximize the use of the Germans' limited resources in terms of weapons and materials, making the most of the advantages offered by the natural terrain... It is in fact shaped around the morphology of the Italian peninsula, and where the Apennine chain gives way to flat lands towards the Adriatic coast, rivers and wetlands act as a barrier to the Allied advance. The Todt Organization has mobilized 50,000 workers in Italy who, together with a Slovak brigade of 2,000 men and coordinated by 18,000 German engineers, have concentrated fortified installations at key points. Along the Adriatic coastal plain strip they have created a continuous line of fortifications of reinforced concrete, with bunkers, anti-tank barriers and minefields. In the Apennine area between the Futa and Giogo Passes, where state road 65 leads to Bologna and the plains, the Germans have a system of cement bunkers with turrets and cannon, machine gun emplacements and extensive minefields on the slopes. On the surrounding high ground there are well-camouflaged observation points for directing artillery fire. On the northern slopes of the mountains protected shelters have been dug for the troops in reserve. The defensive organization of the Gothic Line is based on the usual German method, with a system of successive fortified layers, a few kilometres deep, depending on the morphology of the terrain. This "defence in depth" will prove very useful and effective in containing the impetus of Allied attacks for months. |