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Uomini in guerra sulla Linea Gotica - Men at war on Gothic Line

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MEMORIE FAMILIARI - Family memories
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MEMORIE PUBBLICHE - Pubblic memories
      - Bibliografia

Progetti di ricerca e comunicazione

O.S.S. Office of Strategic Services
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S.O.E. Special Operations Executive, Special Force
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F.E.B. Força Expedicionária Brasileira
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10th Mountain Division
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92nd Infantry Division "Bufalo"
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442nd Regimental Combat Team
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Partigiani
Irma-Anty 
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Stragi
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Musei, Parchi e Centri di documentazione

Bibliografia

 
 
Giacomo De Marzi
I canti del fascismo
Fratelli Frilli (Genova), 2004
 

La raccolta più completa di canti del fascismo e di tutte le loro varianti, compresi gli sfottò della controparte politica. Nel proporre questa raccolta non si è inteso operare una scelta nostalgica, bensì evidenziare come in questi canti sia evidente l'intento “propedeutico” da parte del regime nei confronti del popolo italiano, visto come un’entità da plasmare secondo un’etica rigidamente fascista. Inni, marce e canti, infatti, rivestirono un’importanza vitale poiché illustrando le prodezze dei “marciatori” della prima ora, la gloria del riconquistato “impero” e la necessità e la bellezza della battaglia, contribuirono a garantire al regime quel consenso tanto cercato. In ogni caso, per il regime fascista, il vero canto “etico” non fu quello imperniato sul torbido dopoguerra, bensì quello teso a mostrare al mondo sia il nuovo cittadino italico ormai trasformatosi, al tempo del duce, in fiero guerriero, sia l’intima unione della grandezza dell’antica Roma con il fascismo rinnovato e rinnovatore.
Nel canzoniere fascista ci furono tutti e un po’ di tutto: camicie nere e balilla, manganellatori e manganellati, eroi e martiri, quarte sponde e colli fatali, posti al sole e mari nostri, soldati e studenti, madri e sorelle, operai e legionari, sommergibili e carri armati e quant’altro; il regime volle canti eroici, perché in essi vide – come nel cinema – secondo la nota locuzione mussoliniana, «l’arma più forte» e gli autori, da Blanc a Ruccione, da Spetrino a Pellegrino, da Arconi a Filippini, offrirono agli italiani una grande messe di canti.
 

 
 
Giacomo De Marzi 
I canti di Salò
"Le donne non ci vogliono più bene..."

Fratelli Frilli (Genova), 2005
  
Un canzoniere aggressivo che inneggia ad un “onore” ormai perduto sullo sfondo di un’Italia affondata nella tragedia. Il libro: Tutti i canti della “repubblica” di Salò sono fortemente intrisi della presenza della morte violenta e di un tragico isolamento che seleziona ed esalta. A differenza (di buona parte) dell’innodia del precedente “ventennio”, quella “lacustre” non è fresca né vivida: si percepisce l’incredulità dei “legionari” di ritrovarsi estranei e sempre più soli in un’Italia che fu loro e che ora li respinge, li isola, li combatte, li rinnega. Il contrasto violento tra due opposte fazioni rappresenta il filo conduttore dei canti “repubblicani”, che si alimentano dell’amaro gusto di una sconfitta considerata d’èlite: sullo sfondo di un’Italia affondata nella tragedia, si innesta un aggressivo canzoniere che inneggia ad un “onore” irrimediabilmente perduto, da ricercare e da ritrovare quasi per invocazione canora.
 

Stefano Pivato
Bella ciao
Canto e politica nella storia d'Italia

Laterza (Roma-Bari), 2007

http://www.laterza.it/schedalibro.asp?isbn=9788842082323

Testimonianza dell’adesione a un ideale, espressione di fede politica: il canto è una delle manifestazioni più significative di condivisione di un credo sociale. Dal Risorgimento a oggi, un ritratto inedito e curioso della società italiana, a partire dalla sua colonna sonora.
Stefano Pivato ripercorre la storia d’Italia sulla falsariga dei suoi canti politici, militari e sociali. Una biografia dell’Italia su uno dei sentieri di più immediato riconoscimento della sua identità. Giuseppe Galasso, “Corriere della Sera”
Pivato fa un tuffo nel repertorio generale dei canti politici e riordina il pentagramma di una tradizione scomparsa. Edmondo Berselli, “la Repubblica”
Un viaggio nel tempo, di grande suggestione. Giovanni De Luna, “Tuttolibri”

 

 
 
Canti Fascisti
Agenzia "La Diffusione"
Roma, s.d.
(riproduzione anastatica)
 
 
 
Canti Popolari in Toscana
Libreria Editrice Fiorentina
1998
 
 
 
 
 
 
Stornelli e Rispetti Toscani
Libreria Editrice Fiorentina
 
 
 
 
Giuseppe Tigri (a cura)
Canti Popolari Toscana
Arnaldo Forni (Sala Bolognese, Bologna), 1975
ristampa anastatica dell'edizione del 1869 
 
 
 
Sergio Gargini
Non son poeta e non ho mai studiato cantate voi che siete alletterato
Canti popolari e altri documenti sulla cultura e sulle tradizioni della Montagna Pistoiese

San Marcello P.se, 1986 
 
 
Maria Angela Marzola
Ballate e Canzoni narrative in Emilia
Catalogo dei testi editi in fonti a stampa e disco

Univeristà degli Studi di Bologna
Facoltà di Lettere e Filosofia
Cattedra di Etnomusicologia
Ferrara, 2000
 
 
 
 
Giuseppe Di Genova-Gian Carlo Montanari
Canti popolari
La tradizione fra parole e musica in area geminiana

Il FIorino (Modena), 1999
 
 

 CD MUSCALI

 
 
 
Pivari Trio
Passa e ripassa
Canti e balli dal Frignano
CD, Ed. Musicali FolkClub EthnoSuoni (Moferrato, Alessandra), 2003

 

 
 
 
 
Paulem
Pazienza Santa
CD, MCRecord, 2002

 

 
 
 
 
Antono Bartelletti - Emanuele Guazzi
Siam venuti a canta' storie
Quasi un contrasto tra leggende apuane e canti di Toscana

CD, Mauro Baroni-Parco Alpi Apuane, 1999 

 

 
 
 
 
Tuscane Gentes
Quando il merlo canta
Canti e suoni delle migrazioni stagionali in Toscana tra Appennino, Corsica e Maremma

CD, 2002