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Doc. del 28-5-1913

CAMERA DEI DEPUTATI


PROPOSTA DI LEGGE N. 1429
d’iniziativa dei deputati

Bianchi Leonardo e Venditti
svolta e presa in considerazione il 28 maggio 1913

Distacco della frazione Ponte dal comune di Paupisi, e costituzione di essa in comune

Onorevoli colleghi! — La borgata di Ponte (abitanti n. 1833), attualmente frazione del comune di Paupisi (il cui capoluogo ha n. 1988 abitanti), chiede di essere distaccata e costituita in comune autonomo. Non ha i 4.000 abitanti richiesti dall’articolo 115 legge comunale e provinciale perché il provvedimento possa essere domandato per regio decreto: occorre quindi una legge; e ci onoriamo di proporla, per iniziativa parlamentare, noi due deputati rappresentanti di quelle due terre, uno, cioè, del capoluogo (Bianchi Leonardo, collegio di Montesarchio), l’altro della frazione (Venditti, collegio di Cerreto Sannita).
Questo fatto della nostra comune proposta di legge varrà a far notare subito due cose: che, cioè, la separazione è voluta ora di accordo dai due popoli, e che essa risponde anche alla preesistente e naturale circoscrizione politica delle due terre.
In proposito, anzi, sentiamo l’obbligo di rilevare, che se una volta erano ragioni di opportunità e di sperati vantaggi, che inducevano solo Ponte a invocare la separazione suddetta, ora questa è invocata anche da Paupisi e anche per vera necessità di vita amministrativa e di propria autonomia
Infatti Ponte, per ragioni di opportunità e di vantaggi, oltre la citata diversità della circoscrizione politica, notava queste altre: lontananza dal capoluogo 8 chilometri; frequenti inevitabili conflitti con Paupisi, per dispute amministrative e di società; legittima aspirazione propria di diventare comune autonomo, per le sue tradizioni (essendo stato comune autonomo fino al 1829), pel suo continuo e progressivo sviluppo, data la sua posizione sopra una notevole stazione ferroviaria, e per le sue stesse condizioni di bilancio attuale.
Sono, però, sopravvenute più gravi ragioni di necessità della separazione, nell’interesse della stessa autonomia di Paupisi; e sono queste: Prima il consiglio comunale avea 15 consiglieri, dei quali 5 soli erano di Ponte. Ora, appunto per l’aumento di popolazione di Ponte, in virtù della decisione della Giunta amministrativa di Benevento del dì 16 luglio 1907 (articoli 57, 118 e 269 legge comunale e provinciale), contestata da Paupisi, e confermata in sede contenziosa dalla 4ª sezione del consiglio di Stato con decisione 6 marzo 1908, il numero dei consiglieri è aumentato a 20, cioè 10 per Ponte e 10 per Paupisi. E a causa dei conflitti tradizionali e inconciliabili, la vita amministrativa del comune è gravemente turbata, e spesso può dirsi del tutto paralizzata; — ed è questa una causa permanente che non sono riusciti a distruggere né potranno mai riuscirvi i commissarii regi. E vi è di più: i 10 consiglieri di Ponte manifestano la pericolosa tendenza di far deliberare che la sede del capoluogo sia trasferita a Ponte; il che menerebbe nientemeno alla conseguenza di far diventare Paupisi la frazione. E questo grave e pericoloso conflitto non può essere evitato, se non con la separazione.
D’altra parte poi le aspirazioni di Ponte di diventare comune autonomo sono giustificate non solo dalle tradizioni e dal progressivo sviluppo sopra notati, ma come accennammo, anche dalle condizioni di bilancio.
La frazione di Ponte oggi, nel bilancio proprio, è caricata di queste spese:
ufficio comunale (casa, segretario, stato civile, anagrafe); ufficio di conciliazione; pubblica sicurezza; istruzione elementare (due maestri); servizio sanitario (medico condotto proprio). Ed ha poi nel bilancio sociale col capoluogo circa la metà della spesa. Invece, con lo schema che abbiamo presentato per un bilancio del comune autonomo, la borgata di Ponte dimostra che essa può provvedere da sola a tutti i suoi servizi con le sole rendite patrimoniali e di centesimi addizionali sul tributo fondiario. Onde la sua autonomia sarebbe così sostenuta anche senza bisogno di ricorrere agli altri tributi autorizzati dalla legge.
E i consigli locali (comunale e provinciale) hanno perciò manifestato pareri favorevoli pel distacco e per l’autonomia.
Confidiamo quindi che, in vista di tali condizioni, la Camera vorrà approvare il disegno di legge che proponiamo con questi due articoli:

PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1

La frazione Ponte è distaccata dal comune di Paupisi e costituita in comune autonomo a decorrere dal 1° luglio 1913.

Art. 2.

Il Governo del Re è autorizzato ad emanare tutte le disposizioni necessarie per l’attuazione della presente legge.

dal libro di Giuseppe Corbo "Ponte tra cronaca e storie"