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speciale ALLUVIONE

Le forti precipitazioni (500 mm in 48 ore) che hanno interessato parte del Veneto a partire dal 30 ottobre 2010, il vento caldo di scirocco che, oltre a sciogliere la neve caduta sulle montagne le settimane prima, ha impedito il normale deflusso dei fiumi in mare, hanno causato un’ alluvione che ha coinvolto più di cento comuni, soprattutto delle province di Vicenza, Padova e Verona.

Nella Bassa Padovana, il giorno di Ognissanti, a seguito della rottura dell’argine, è esondato il fiume Frassine a Megliadino San Fidenzio, in località Prà di Botte.


In pochi minuti venivano allagate le campagne e le case del piccolo borgo che si trova proprio sotto l’argine franato. Gli abitanti erano costretti ad abbandonare le abitazioni, chi non vi riusciva veniva tratto in salvo dai soccorritori: vigili del fuoco, protezione civile, carabinieri e polizia locale. Stessa sorte al contermine comune di Saletto, trasformato in un lago in gran parte del suo territorio a nord della strada regionale n. 10, con danni ingentissimi che non hanno risparmiato vasti territori di Montagnana ed Ospedaletto Euganeo.

L’enorme quantità d’acqua provocava nelle ore successive, la piena di due importanti canali collettori, il Vampadore e il Brancaglia. Il Vampadore esondava in più punti, allagando intere vie di Megliadino San Fidenzio e Megliadino San Vitale, lambendo in entrambi i casi le piazze dei due paesi. Il Brancaglia, che sovrasta il centro di Vighizzolo, cresciuto paurosamente, minacciava di tracimare, costringendo gli organi competenti ad evacuare la popolazione.

La Polizia Locale Megliadina è stata dunque impegnata su tre fronti distinti: la rottura dell’argine del Frassine, l’esondazione del Vampadore, la piena del Brancaglia, su ben tre dei sei comuni che costituiscono l’Unione dei Comuni Megliadina.

L’attività, continuata ininterrottamente nei giorni dell’emergenza, è consistita in operazioni di soccorso immediato alla popolazione, in operazioni di collegamento con gli organi di intervento, viabilità, assistenza ai sindaci nell’esecuzione delle ordinanze urgenti, di controllo degli argini, di pattuglie di sorveglianza preventiva contro azioni di sciacallaggio delle vie sfollate, in coordinamento con la Polizia Provinciale e le polizie locali di altri comandi.