Le nostre piante mal sopportano i concimi. I risultati delle concimazioni sono un avvelenamento che fa morire le piante improvvisamente. Oggi stanno bene e domani le trovi morte. E' come se riempiste d'acqua un sacchetto di plastica: fino ad una deeterminata capienza il sacco resiste, poi cede... e voi rimanete bagnati. Però viene voglia di sostentare le piante: c'è chi le fa mangiare, chi cerca sostanze strane, chi ricerca soluzioni. Far mangiare le piante carnivore è "sbagliato", specie se si sbagliano le dosi. Io evito di dare da mangiare, ma esse se ne procurano da sole. Specie quelle all'esterno. Evitate di strafare. Un pezzetto di carne banca in un ascidio di Nepenthes può durare mesi... Non esagerate e sappiate che anche il cibo avvelena la pianta. Terreni o sostanze strane, insolite, sono molto interessanti. Anche molto rischiosi. Certe volte i risultati sono controversi. Se fate esperimenti fate sempre confronto con una pianta di prova tenuta in condizioni normali accanto all'altra... Le differenze sono davvero millimetriche in alcuni casi, se non assenti e sempre con la possibilità di perdere la pianta. La soluzione che sto pensando da tempo è quella a concimazione carbonica, come quella che viene fatta negli acquari per le piante acquatiche. Con le piante carnivore acquatiche la situazione è semplice: abbiamo l'anidride carbonica che si scioglie in acqua e che le piante assorbono dalle foglie. Non c'è azoto e le piante assorbono a contatto. Per le piante carnivore terrestri serve un contenitore in cui diffondere l'anidride carbonica. Guardando in ret mi sono venute in mente soluzioni economiche, con scatole per indumenti in plastica trasparente, con dentro dei diffusori di CO2, l'acqua ed i vasi. Spesa prevista massimo 20 euro, piante comprese. Per produrre CO2 si può pensare a acqua lievito e zucchero, o a comperare una bomboletta di CO2 per scopi alimentari. Umidità e temperatura debbono essere elevati, compreso anche una buona luce ambientale. Vediamo cosa succede. |