CI PUOI TROVARE TUTTI I MERCOLEDI' DALLE ORE 21,15 IN VIA CUCCOLI 1/C DAL CENTRO DEVI PRENDERE LE LINEE BUS N. 20 – FERMATA SAN DONATO; N. 21 - FERMATA BEOLCO
NO ALL'AUMENTO DI PREZZO DELLA BENZINA(30 Maggio 2012)Lo stesso governo che ha ridotto la spesa
pubblica per le calamità naturali, a favore delle assicurazioni private, scarica
sui consumatori i costi del soccorso alle popolazioni ...
Inviato in data da Partito Comunista dei Lavoratori
PRIMO MAGGIO - MANIFESTAZIONE A BOLOGNAPRIMO MAGGIO - MANIFESTAZIONE A BOLOGNA
Bologna –martedì, 24 aprile 2012PRIMO MAGGIO: NON CI FAREMO CONSUMAREIl
Primo Maggio è una scadenza di rivendicazioni e di conflitto; una
giornata di ...
Inviato in data 30/apr/2012 07:36 da Partito Comunista dei Lavoratori
UN DELITTO DEL CAPITALISMO UNA RISPOSTA DI CLASSEI VERI RESPONSABILI: NON IL TERREMOTO, MA I CAPITALISTI (30 Maggio 2012) Nota di Marco Ferrando
“Una strage di operai”, così titola la stessa
stampa borghese, a proposito del terremoto ...
Inviato in data da Partito Comunista dei Lavoratori
Cliccando sulla barra sopra evidenziata puoi ascoltare gli interventi della prima giornata del II Congresso del Partito Comunista dei Lavoratori in corso a Roma dal 6 a 9 gennaio 2010
Qui puoi ascoltare l'intervento introduttivo del compagno Marco Ferrando, portavoce nazionale del PCL
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ARCHIVIO STORICO DELLA NUOVA SINISTRA “MARCO PEZZI” Il codice da inserire è 91309100377 L'archivio storico della sinistra rivoluzionaria, dedicato allo scomparso Marco Pezzi, già dirigente nazionale di Avanguardia Operaia e Democrazia Proletaria, svolge da oltre un ventennio la propria attività ed è diventato un punto di riferimento per la storia delle lotte e dei movimenti dagli anni '60 in poi. Per chi volesse saperne di più è consultabile il sito:
IL SIGNIFICATO DEL “CASO CAFFO” LA NECESSITA' DI UNA CAMPAGNA NAZIONALE
(17 Settembre 2011)
La revoca del distacco
sindacale a Mauro Caffo da parte della CGIL di Parma è un caso sindacale
e politico grave, che riveste un significato generale.
Mauro
Caffo è un militante della sezione di Parma del Partito Comunista dei
lavoratori, molto attivo sia sul piano dell'impegno sindacale, sia sul
terreno politico, con un ruolo molto attivo ad esempio - assieme a tutta
la sezione del PCL - all'interno della mobilitazione cittadina contro
la giunta Vignali per la sua cacciata. Mauro è dunque una figura
pubblica, riconosciuta e riconoscibile, della vita sindacale e politica
di Parma.
All'interno della CGIL il nostro
compagno milita nella Rete 28 Aprile e nell'area di minoranza “La CGIL
che vogliamo”, in opposizione aperta alla prospettiva neoconcertativa
promossa dalla Segreteria nazionale della Confederazione e sostenuta
dalla Segreteria locale della Camera del Lavoro. In occasione
dell'ultimo Congresso, la categoria della Funzione Pubblica di Parma,
dove la minoranza nazionale è risultata maggioritaria, ha deciso di dare
un distacco sindacale a Mauro riconoscendogli il ruolo avuto nella
battaglia congressuale e nelle lotte dei lavoratori. La locale Camera
del Lavoro aveva osteggiato questa decisione, pur dovendola alla fine
subire. Oggi ha voluto prendersi la sua “rivincita”. Ma ha scelto
l'occasione più imbarazzante, e i metodi più inqualificabili.
Il
Giro della cosiddetta “Padania” è la buffonata propagandista di un
partito xenofobo, nemico dei lavoratori e dei loro diritti, vocato alla
loro divisione, al soldo di padroni e padroncini del Nord. La
contestazione di questa buffonata è un diritto e un dovere di ogni
sindacalista fedele alle ragioni di unità e di solidarietà della propria
classe, e a maggior ragione di ogni militante comunista.
Mauro
Caffo ha pertanto partecipato alla contestazione del “giro”, al fianco
di un settore di lavoratori e di popolo e in un clima di grande fermento
antileghista: ciò che peraltro aveva indotto la stessa CGIL provinciale
ad aderire formalmente alla protesta.
Durante
l'iniziativa di protesta, si produce uno scontro tra lavoratori e
militanti leghisti, in un confuso parapiglia cui partecipano polizia e
carabinieri. Mauro e un carabiniere cadono incidentalmente insieme, come
tutte le testimonianze riferiscono. Ma una parte della stampa cittadina
e i partiti borghesi di Parma (di ogni colore) lanciano contro Mauro
una campagna isterica di criminalizzazione. La Segreteria camerale della
CGIL, invece di sostenere un dirigente del proprio sindacato dalla
volgare campagna anticomunista e antisindacale, lo scarica
pubblicamente: accusando Mauro di aver “danneggiato la pubblica
reputazione della CGIL” (!!?) e chiedendo la revoca del suo distacco. La
categoria della Funzione Pubblica- diretta dalla parte più moderata
della minoranza interna- non regge purtroppo la pressione della Camera
del Lavoro e capitola, ritirando a Mauro il distacco.
Il
significato simbolico di tutto questo è inequivocabile. La stessa CGIL
che sigla coi padroni il patto del 28 Giugno a favore delle deroghe al
contratto nazionale di lavoro , punisce un suo sindacalista scomodo nel
momento stesso in cui è sotto attacco del fronte reazionario e
antioperaio. Una vergogna. Ma anche la misura della stretta interna
contro il dissenso. E l'anticipazione delle logiche che si potrebbero
scatenare all'interno della CGIl e del movimento operaio in un quadro
futuro di concertazione consolidata, a seguito di un “nuovo” governo di
centrosinistra o di unità nazionale.
Per questo la battaglia sul “caso Caffo” deve interessare tutti i militanti d'avanguardia e assumere una valenza generale.
A
Parma, la riconoscibilità pubblica del nostro compagno, unita alla
volgarità della campagna ai suoi danni, sta richiamando attorno a Mauro
una vasta solidarietà. Innanzitutto tra i lavoratori, che l'hanno
conosciuto e apprezzato in tanti anni di battaglie comuni. Ma anche
all'interno della CGIL, a partire dalla FIOM , e nella stessa sinistra
cittadina ( FDS). La stampa e i media locali peraltro stanno dando al
caso molto risalto.
Parallelamente la
vicenda ha fatto il suo primo ingresso nel commentario nazionale, con
l'intervista odierna de Il Manifesto a Mauro, e una nota su Liberazione.
Ora è il momento di una campagna nazionale
sul caso: con l'estensione nazionale della raccolta di firme già
intrapresa a sostegno di Mauro. Una campagna rivolta a tutti, a partire
dai militanti della CGIL che vogliono opporsi ad un abuso
antidemocratico. I compagni e le compagne del PCL possono svolgere
ovunque un ruolo utilissimo di diffusione dell'appello ( pubblicato su
questo sito, assieme ad altri materiali relativi al caso).
Il 3
Ottobre si terrà a Parma un importante iniziativa pubblica sulla vicenda
con la presenza dei compagni Franco Grisolia e Giorgio Cremaschi.
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
APPELLO: SOLIDARIETA’ AL COMPAGNO MAURO
DA SOTTOSCRIVERE
(17 Settembre 2011)
DIFFONDETE !
SOLIDARIETA’ AL COMPAGNO MAURO
In merito a quanto successo in occasione del passagio del cosidetto “Giro della Padania” nella nostra provincia, i firmatari di questo appello vogliono esprimere completa solidarietà al compagno Mauro Caffo che con altri compagni stava protestando contro una gara ciclistica che di sportivo non ha nulla e che la Lega Nord usa per diffondere il suo populismo mentre a Roma è corresponsabile di una manovra finanziaria da macelleria sociale che la stessa CGIL sta contrastando. Come firmatari siamo assolutamente contrari al provvedimento di sospensione del distacco preso nei confronti del compagno Mauro principalmente perché preannunciato a mezzo stampa precorrendo le stesse decisioni della categoria ( F P ) e senza aver considerato a fondo quello che è realmente successo. Consideriamo questa una operazione squisitamente politica che ha l’obbiettivo di spegnere ogni voce dissonante interna alla CGIL. Non ci stiamo, chiediamo il ritiro del provvedimento e invitiamo le delegate, i delegati, le iscritte, gli iscritti ad aderire a questo appello Parma, 13/09/11
I firmatari: Ugo Bertinelli Dir. Prov. CGIL Marco Cleri Dir. Prov. CGIL Walter Aiello Dir. Prov. CGIL Massimiliano Bocchi Dir. Prov. CGIL Andrea Mozzoni Dir. Prov. FIOM-CGIL Paolo Bettuzzi Dir. Prov. FIOM-CGIL Marco Trapassi Dir. Prov. FISAC-CGIL Roberta Roberti Dir. Prov. FLC Enrico Sitta Dir Prov. FIOM-CGIL Latina Michele Ziveri Iscritto FIOM-CGIL Valeria Ghiso Dir- prov. e Reg. FLC-CGIL Savona Rossella Porticati RSU FIOM PIAGGIO Fabrizio Zinelli Iscritto FIOM-CGIL Silvia Marisco Università degli studi di Torino Massimo Cappelli RSU FLC/CGIL Torino Mario Iavazzi Dir. Naz.le FP CGIL Daniele Chiavelli Dir.Prov. FLC-CGIL Alberto Giannini PRC di Parma Anna Pierpaola Gallo Iscritta CGIL Angela Recce Rsu fiom piaggio Antonio Seu Dir. reg. Fisac/CGIL Puglia) Antonio Grassedonio Direttivo Prov FLC CGIL Torino Federico Oliveri Iscritto FLC Pratesi Enzo Iscritto alla CGIL Mirko Sighel Lavoratore Fausto Grispo Dir prov FILCAMS CGIL Francesco Caffarra Dir. Provinciale CGIL Dario Rovelli Dir. prov. CGIL Luca De Crescenzo Studente Alda Colombera Dir FP CGIL Bergamo Ilario Poloni Dir. Prov. CGILBergamo Elisabetta Maria Falgares Dir. Prov. Fisac CGIL - Bologna Achille Zasso Dir. Camera del Lavoro di Milano Per adesioni scrivere a
BUONA MANIFESTAZIONE CONTRO IL GOVERNO MONTI
, BUONA PRESENZA DEL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
1 aprile 2012
La manifestazione di
Milano contro il governo Monti Napolitano ha registrato una
partecipazione di molte migliaia di lavoratori e di giovani, e un fronte
unico vasto di tutte le organizzazioni politiche, sindacali, di
movimento che oggi si collocano con chiarezza all'opposizione.
Dominante, in tutto il corteo, è stata la rivendicazione della
cacciata del governo ( “licenziamolo con giusta causa”) e la
contestazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (
“presidente dei banchieri”). Significativo l'ingrossamento progressivo
del corteo lungo il percorso, con l'ingresso nelle sue fila di semplici
passanti desiderosi di manifestare la propria rabbia contro le politiche
dominanti e di denunciare la propria situazione di sofferenza (
lavoratori licenziati senza causale, lavoratori esodati, giovani
precari).
Oltre alla presenza consistente delle forze sindacali promotrici (
Area 28 Aprile della CGIL,USB,CUB) e alla folta rappresentanza di
movimenti e lotte sociali ( No Tav, comitati dei precari, ferrovieri in
lotta, organizzazioni studentesche..), il corteo ha registrato una
presenza diffusa della sinistra politica di opposizione: a partire da
PRC, PCL, SC.
L'operazione rozza e scorretta della piccola organizzazione di Rizzo
(Sinistra Popolare) che ha violato tutti gli accordi presi circa la
disposizione nel corteo ( alla ricerca di propri spazi pubblicitari di
immagine che potessero compensare l'estrema esiguità dei numeri), è
stata giustamente tollerata- in questo caso- dagli altri partiti e
organizzazioni, per evitare effetti di disturbo su una manifestazione
unitaria di particolare importanza in un momento cruciale.
Molto significativa nel corteo la presenza organizzata del PCL: che
si conferma una volta di più e di gran lunga come la presenza politica
di piazza più consistente a sinistra del PRC, e sicuramente come
l'organizzazione più combattiva e caratterizzata. Un successo quello di
ieri non scontato, e per questo tanto più significativo, tenendo conto
che il PCL- a differenza di altri- è impegnato proprio in questi giorni
nella presentazione delle proprie liste elettorali in numerose città (
Genova, Palermo, Parma, Carrara, Pistoia, Catanzaro, e in numerosi
centri minori). Dietro il grande striscione “Via il governo di
Confindustria e banche, per un governo dei lavoratori” centinaia di
compagni del PCL hanno sfilato inquadrati e organizzati dal servizio
d'ordine del partito, ritmando per tutto il tempo slogan rivoluzionari,
sino all'ingresso conclusivo e molto caratterizzato in piazza Affari.
Dove il compagno Marco Ferrando è intervenuto, a nome del partito,
nell'affollato comizio finale della manifestazione, dopo Cremaschi e
Ferrero: ponendo la necessità della continuità della mobilitazione, di
una svolta unitaria e radicale nelle forme di lotta ( sciopero generale
prolungato), di una prospettiva di rivoluzione quale unica alternativa
al capitalismo e alla sua crisi, in Italia come in tutta Europa.
Leale e corretta nei rapporti di fronte unico con gli altri soggetti
e partiti, fortemente caratterizzata e distinta nel proprio messaggio e
proposta politica: la manifestazione di ieri, nel suo piccolo, è stata
un manifesto dell'identità e della cultura del Partito Comunista dei
Lavoratori. E forse anche un salto di riconoscibilità esterna di questo
patrimonio.
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
PER UNA GRANDE MANIFESTAZIONE DAL BASSO CONTRO LE POLITICHE DA MACELLERIA SOCIALE DEL GOVERNO MONTI
(19 Marzo 2012)
Sin dalla nascita del Comitato NO DEBITO il Partito Comunista dei lavoratori e’ stato tra i suoi promotori sia a livello nazionale che locale, per questo fa un appello a tutti i lavoratori, alle donne, ai precari, ai pensionati agli immigrati, ai suoi iscritti e militanti a partecipare alla manifestazione nazionale indetta per il 31 Marzo a Milano. Deve essere una manifestazione di massa, dal basso contro le politiche di macelleria sociale che il Governo Monti sta portando avanti con l’appoggio parlamentare dei partiti del centro destra e del centro sinistra, espressione dei poteri forti del nostro paese, banche, finanza, CONFINDUSTRIA e chiesa. Le misure adottate da questo governo mirano alla cancellazione dei diritti, come l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, diritti conquistati attraverso decenni di lotta della classe operaia. Si cancellano diritti ed allo stesso tempo si vuole fare pagare questa crisi alle classi meno abbienti. Una crisi mondiale, creata dalle banche e dalla finanza che anziche’ venir colpite dalla manovre economiche vengono premiate. Manovre che invece colpiscono i lavoratori ed i pensionati. Tagli su tagli, salari bloccati da oltre 15 anni, meno soldi agli enti locali che tagliano scuole, trasporti e sanita’. Continuiamo ad assistere alla chiusura di molti stabilimenti, ai licenziamenti, all’aumento della Cigo ma soprattutto della Cigs e della cassa integrazione in deroga. Questo avviene non soltanto perche’ le aziende falliscono ma perche’ queste spostano la loro produzione in Paesi in cui il costo del lavoro e’ basso a causa dello sfruttamento dei lavoratori. Mentre a pagare sono sempre gli stessi, continuano invece i finanziamenti per armi, il nostro paese e’ il primo produttore al mondo in questo mercato. Armi che sicuramente non servono a migliorare le condizioni economiche e sociali, ma che invece hanno lo scopo di salvaguardare gli interessi imperialisti. E’ ora di dire basta. E’ ora di dare una risposta concreta. E’ ora di mobilitarci. Per questo noi promuoviamo ed invitiamo a partecipare alla manifestazione del 31 marzo, non come atto finale, ma come tappa di un percorso transitorio, che rovesci lo status quo.
Per questo rivendichiamo:
- il debito non va pagato: lo paghi chi l’ha creato (banche, finanza, CONFINDUSTRIA e chiesa) - la nazionalizzazione delle banche e delle assicurazioni sotto controllo operaio salvaguardando i piccoli risparmiatori. - Il controllo operaio sulla produzione, attraverso l’abolizione del segreto commerciale e l’apertura di libri contabili - la nazionalizzazione dei grandi gruppi capitalistici dell’industria, come la Fiat - un grande piano di opere sociali di pubblica utilita’ e non invece opere inutili e dannose come la Tav o il ponte sullo stretto.
Partecipiamo numerosi alla manifestazione del 31 Marzo a Milano, partenza del corteo ore 14 dalla Università Bocconi
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
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SOTTOSCRIVI L'APPELLO
PER L'ANNULLAMENTO DEL DEBITO PUBBLICO VERSO LE BANCHE PER LA NAZIONALIZZAZIONE DELLE BANCHE, SENZA INDENNIZZO PER I GRANDI AZIONISTI E SOTTO CONTROLLO DEI LAVORATORI PER UN PROGRAMMA ANTICAPITALISTA E RIVOLUZIONARIO
(il PCL aderisce alla Comitato e ne sostiene le mobilitazioni)
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ELEZIONI IN ARGENTINA OTTOBRE 2011: IMPORTANTE RISULTATO ELETTORALE DEI NOSTRI COMPAGNI ARGENTINI
Riportiamo qui di seguito il messaggio inviato dal nostro partito ai compagni argentini, a seguito delle elezioni presidenziali e politiche di domenica 23 ottobre.
Come già riportato sul Giornale Comunista dei Lavoratori, in Argentina i nostri compagni del Partito Operaio (Partido Obrero, PO) hanno costituito un fronte politico-elettorale con le due altre principali forze rivoluzionarie trotskiste del paese: il Partito So dei Lavoratori Socialisti(Partido de los Trabajadores Socialistas, PTS) e Sinistra Socialista (Izquierda Socialista, IS) con il nome di Fronte di Sinistra e dei Lavoratori (Frente de Izquierda e de los Trabajadores, FIT).
Il candidato alla presidenza del Fronte era il compagno Jorge Altamira, principale dirigente del PO, forza più significativa del Fronte.
Il compagno Altamira ha ottenuto quasi 500mila voti pari al 2,3% del totale, con un risultato senza precedenti per il pur storicamente significativo trotskismo argentino.
Il voto per le elezioni parlamentari è stato superiore, con 660.000 voti, cioè circa il 3%. con risultati molto difformi nelle diverse "province" (in realtà regioni di uno stato federale) in cui si divide l’Argentina, ma positivi soprattuto nei grandi centri operai.
Il FIT non è riuscito ad ottenere deputati eletti, pur andandoci molto vicino in due situazioni (Buenos Aires centro, Capitale Federale, e Buenos Aires provincia). La prima ragione è il bizzaro modo di elezione del parlamento in vigore in Argentina. Oltre ad un numero molto limitato di deputati (circa 250) esso non è mai rinnovato per intero, bensì per metà ogni 2 anni. Quindi nella grande maggioranza delle province, che costituiscono le circoscrizioni elettorali e sono una trentina, i deputati da eleggere sono pochissimi e bisogna avere percentuali a cifra doppia per ottenere un risultato positivo. Né esiste alcun recupero su scala nazionale. Inoltre lo sbarramento minimo, previsto al 3% è calcolato non sui votanti effettivi, ma sugli aventi diritto. Così nella provincia di Buenos Aires, che con oltre un quarto della intera popolazione argentina eleggeva 35 deputati, ottenere il 3,6% (280.000 voti), non è bastato al FIT, perché il dato era lievemente inferiore al 3% degli aventi diritto.
Ciò nonostante, il risultato del FIT resta molto positivo. Esprime il consolidamento intorno al trotskismo di un ampio settore di avanguardia. Offre la prospettiva di uno sviluppo di un grande partito operaio marxista rivoluzionario, con la possibilità per esso di porsi alla testa delle prossime lotte, che le contraddizioni del "centrosinistra" Kirchnerista, approfondendosi nel quadro della crisi mondiale del capitalismo, certamente favoriranno. Infine costituisce un potente stimolo per la rifondazione della IV Internazionale, con lo sviluppo del trotskismo conseguente, di fronte nche all’ulteriore fallimento delle forze della "sinistra radicale" riformista o semiriformista, incluso quelle di origine "trotskista", che escono distrutte anche dalle elezioni argentine.