![]() inventato da Elinor Goldschmied, una psicopedagogista . Il cesto dei tesori consiste in un cesto di vimini o altro materiale naturale riempito con vari che hanno la caratteristica di essere cioè oggetti molto semplici fatti esclusivamente con materiali naturali: legno, metallo, gomma, carta, tessuto, pelle, pelo, cartone, corno ecc. Sono banditi gli oggetti di plastica e qualunque oggetto di altro materiale sintetico. Ai bambini, seduti di fronte al cesto viene lasciata massima libertà di esplorare gli oggetti che preferiscono, gli oggetti vengono afferrati, toccati, passati da una mano all'altra e portati alla bocca, esaurita l'esplorazione di un oggetto il bambino ne sceglierà un altro. Il ruolo dell'adulto in questo gioco è quello del mero osservatore, la sua presenza ha lo scopo di garantire serenità ma non deve intervenire nel gioco. Durante il gioco col cesto dei tesori i bambini dimostrano una grande capacità di concentrazione, il gioco riesce a coinvolgerli per intervalli di tempo che, considerata l'età, sono sorprendenti. Lo scopo degli oggetti contenuti nel cesto è quello di offrire la massima varietà di stimoli ai cinque sensi:
A questo scopo nel cesto sono inseriti:
Giocare senza giochi: il gioco euristicoIl gioco euristico consiste nell’offrire ad un
gruppo di bambini oggetti di diversa natura con i quali possono giocare
liberamente senza l’intervento dell’adulto. Questa attività è stata ideata per bambini d’età compresa tra i 12 – 24 mesiIl gioco euristico consiste nell’offrire ad un gruppo di bambini oggetti di diversa natura con i quali possono giocare liberamente senza l’intervento dell’adulto.In questo periodo è più vivo l’interesse per la scoperta e la sperimentazione degli oggetti, di come si comportano nello spazio a seconda di come sono maneggiati, di come possono essere messi in relazione tra di loro. Sicuramente con questa attività possono essere coinvolti e stimolati adeguatamente anche i bambini d’età maggiore, tra 24 e 36 mesi. Il gioco euristico è inteso come attività di esplorazione spontanea che il bambino compie su materiale di tipo “non strutturato” “ povero”. Materiale “povero” significa che non fa parte dei giocattoli tradizionali, ma si tratta di semplici oggetti d’uso domestico, comune. contenitori piccoli da inserire in quelli grandi, palline da impilare, oggetti che rotolano, rocchetti, teli, tappi di sughero, mollette, nastri di velluto, pizzo, scatole, ecc. Durante quest’attività l’adulto osserva: al bambino basta solo un sorriso di conferma per non abbandonare l’oggetto e continuare ad esplorarlo; si viene così a creare una comunicazione tranquillizzante e non invadente tra l’adulto ed il bambino. Proponendo questo gioco in modo costante sicuramente si migliorerà la concentrazione del bambino, ci sarà sempre più coinvolgimento oculo-motorio, si svilupperanno le capacità sensoriali-percettive (caldo-freddo), uditivo (vari rumori), la nascita dei primi concetti logici (dentro-fuori, aperto-chiuso). Inizialmente il bambino esprime un interesse immediato per il materiale proposto: sembra quasi che si “immerga” negli oggetti manifestando una reazione euforica, ma di breve durata; tende poco dopo a staccarsi da queste attività, ricercando la presenza dell’adulto. il gioco che i bambini preferiscono è quello di infilare, svuotare, lanciare, battere gli oggetti tra loro, portarli alla bocca. Solo successivamente sperimentano la capacità di allineare, impilare, fare, disfare secondo schemi ripetitivi che conferiscono loro sicurezza. Perché il bambino possa esprimere al meglio la sua creatività, fantasia e, soprattutto le proprie emozioni dal gioco euristico, è consigliabile proporlo in uno spazio delimitato e sgombro da altri giochi o distrazione, per permettere ai bambini a cui è proposto l’attività di muoversi liberamente in un clima di serenità e tranquillità. Il materiale è abbondante e rinnovato sistematicamente in modo da permettere al bambino il massimo delle combinazioni. Il materiale è contenuto in sacchetti appesi al muro, a casa si possono usare i sacchetti e, una volta finita l’attività, si possono riporre. A scuola l’educatrice avrà cura di sostituire il materiale deteriorato onde evitare situazioni di pericolo per i bambini così come a casa ogni mamma potrà via via sostituire il materiale con quello che ritiene più idoneo per la curiosità del figlio. Per evitare che i bambini si ritrovino tutti concentrati nel medesimo spazio, l’educatrice si preoccupa di preparare precedentemente l’attività, distribuendo gli oggetti in mucchietti separati o misti, saranno poi i bambini a scegliere l’oggetto da esplorare. Quando l’attività volge verso la conclusione, i bambini raccoglieranno gli oggetti dietro l’incoraggiamento dell’educatrice riponendoli nei vari sacchetti e appendendoli ognuno al proprio gancio. Rimettere in ordine fa parte del gioco ed è una delle abitudini più importanti da fare acquisire ai bambini. Riporre ogni oggetto nel proprio contenitore favorisce lo sviluppo di concetti logico-matematici. L’attività del gioco euristico si propone una o due volte la settimana per la durata di 10-30 minuti al massimo poiché, trascorso quel tempo, l’attenzione del bambino viene a scemare. I travasi rispecchiano una delle attività della vita pratica così care a Maria Montessori. L’attenzione di un bambino nella fascia d’età da 12 a 24 mesi, può variare tra i 15 e i 30 minuti, le attività che proponete devono essere racchiuse in quel lasso di tempo. Proponete le attività in maniera gioiosa, come se fosse un evento “magico” speciale e irripetibile. Spiegate al bambino cosa state per fare. Divertitevi con il bambino. Travasi con l’acqua: A scuola vengono predisposte delle bacinelle con contenitori di recupero per le attività di travaso: bottiglie, bicchieri, imbuti, tazze, vaschette. Ai bambini vengono messi abiti comodi e idonei, che possono essere tolti con facilità…tutto deve essere facilmente maneggiabile e sicuro per garantire sicurezza ed esperienze gratificanti. I bambini si dedicano ai travasi con grande entusiasmo e sperimentano una legge fondamentale dei corpi liquidi, cioè pur avendo un volume proprio, prendono la forma del recipiente che li contengono. Travasi con la sabbia: Travasare la sabbia e la farina con gli imbuti e con una vaschetta relativamente ampia che possa contenere tutto l’occorrente per il travaso: bicchierini, tazzine, pentoline, imbuti, palette, cucchiai…. Nella preparazione dell’attività di travaso un ruolo significativo assumono gli oggetti che fungono da contenitore e quelli che possono essere contenuti. Possiamo scegliere tra vari materiali: SABBIA, FARINA, FARINA DI MAIS, MAIS, Come contenitori: SCATOLE, BORSE, BARATTOLI, SECCHIELLI, IMBUTI, VASI, TAZZE, BICCHIERI, BOTTIGLIE… Travasi con la pasta: I travasi con la pasta sono sempre di grande gradimento per i piccini!!! Si propone loro un elemento “conosciuto” da manipolare a loro piacimento!!! Ma il materiale in assoluto preferito da tutti i bambini è il pop-corn. Quando utilizziamo questo materiale a scuola tutti sono felici: i bambini che lo manipolano e lo assaggiano e le maestre che non devono preoccuparsi di pulire!!! Oltre alla pasta ed al pop corn, si possono proporre travasi con tappi di sughero, bacche, fagioli…insomma con ogni materiale che possa essere manipolato e assaggiato in totale serenità. Travasi con le scatole e altro: I contenitori non si riempiono soltanto di materiali come farina e sabbia…ci sono possibilità di inserimento e di incastro che favoriscono un gioco nettamente esplorativo: come scatole di dimensioni diverse per riempire, svuotare, scuotere, far cadere. Si mettono poi a disposizione del bambino materiali che li sollecitano a confrontare dimensioni, a sperimentare incastri a scoprire che il più grande non entra nel più piccolo. Scatole di legno e di cartone robusto in una serie che va dal grande al piccolo, bicchieri di plastica di dimensioni diverse etc.. Trovo che sia anche un modo intelligente di “riciclare” le scatole dei cereali, quelle della pasta, i vasetti dello yogurt, i tappi degli omogeneizzati…etc etc Inoltre i bambini imparano molto in fretta che ogni materiale non è destinato solo all’uso canonico ma che, con un pizzico di fantasia, può essere plasmato e manipolato a suo piacimento. |
