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formato da: Elisabetta Ambrosio, Franco Berrino,Davide Biolghini, Paolo Deganello (coordinatore del Gruppo), Attilia Naomi, Emilio Novati, Paola Santeramo
PREMESSA:Nel progetto dell’Expo diffusa e sostenibile la scelta del tema è intesa come elemento centrale e caratterizzante tutta l’EXPO 2015 e non un tema pretesto e a di copertura di altri interessi. Se la centralità del tema si è via via persa nella storia delle Expo per essere sostituita da rappresentazioni più o meno spettacolari del sapere ,delle tecnologie avveniristiche del produrre nei diversi paesi fino a degenerare in una vera e propria fiera mercantile (valga per tutte l’EXPO Giapponese di Aichi del 2005) credo che la diversità della nostra proposta, impegnata a ripensare tutto l’evento EXPO , debba offrire al visitatore adeguata rappresentazione e occasione di sperimetazione di proposte concrete inerenti al tema che, ricordiamo, è”Nutrire il pianeta,energia per la vita “ cioè cibo più sano e per tutti,e energie capaci di dar vita e non di inquinare e distruggere.
PROGRAMMA OPERATIVO/OBIETTIVI DEL GRUPPO DI LAVORO AGROALIMENTARE a) partire dalle ricerche in atto sul cibo per definire, potenziare, valorizzare, una agricoltura che soddisfi una sempre più avanzata domanda di cibo e promuova un recupero di integrazione tra città e campagna,condizione fondamentale per migliorare l’abitabilità di un territorio sia urbano che extra urbano ma anche sia capace di difendere valorizzare ed estendere i territori agricoli periurbani dai continui atti di distruzione. L’agricoltura periurbana è insidiata sia dalla speculazione immobiliare di cui la scelta EXPO a Rho Pero è l’ennesimo esempio che da una progressiva riduzione degli utili dell’azienda agricola.In particolare oggi il basso prezzo del latte (da 040 a 020 cent) dovuto alla concorrenza del latte polacco e altro , rischia di portare alla chiusura di 500 aziende del parco sud impegnate fin dal 1000 d.c. in una produzione di latte di grande qualità. Vanno promossi in prospettiva processi di conversione aziendale verso l’ortofrutticolo, ma è questa operazione dai tempi lunghi da realizzare solo con un contributo e assistenza pubblica che può però cominciare anche a trovare un occasione nell’EXPO . Va comunque prima di tutto difesa l’attività agricola contro la facile tentazione di vendere ai vari immobiliaristi terreni agricoli di grande fertilità e liberarsi così dall’angoscia della competitività agricola. ll nostro progetto propone, dove possibile, dove gia sono in atto, o c’è disponibilità imprenditoriale, di usare l’Expo come occasione per innescare questi processi di conversione verso l’orticultura, senza la presunzione di facili formule e modelli ,cercando di valorizzare in ogni caso il più possibile il nuovo rapporto produttore –consumatore della filiera corta anche promuovendo durante l’EXPO la vendita diretta dei prodotti agricoli.
Il gruppo di lavoro ha ben presente che ogni metro quadro agricolo perduto è un peggioramento significativo dell’abitabilità dell’intero territorio,un grande danno collettivo che nessuna operazione finanziaria può compensare.
b)analizzare e promuovere quindi i processi in atto, quale la diffusione della vendita diretta nelle cascine e collegato alla crescita dell’associazionismo tipo Gas,l’espandersi dell’agriturismo anche in territori periurbani prima di tutto nel Parco sud ma anche nel parco del Ticino e negli altri territori agricoli anche al nord sopravissuti
c)prendere atto che nella ricerca sul progetto urbano e nella domanda spontanea e diffusa degli abitanti delle grandi citta della società del benessere è sempre più forte e pressante la domamda di “natura” che comporta in altri termini: naturalità nel cibo, nei processi produttivi nell’ allevamento, nel ritorno di elementi di naturalità,dalle energie alternative alla presenza del verde e dell’acqua nel tessuto urbano, quale condizione insostituibile di abitabilità.
c)elaborare porposte progettuali che hanno due destinatari non conflittuali e contrapposti ma complementari il visitatore dell’Expo e l’abitante del territorio che ospita l’Expo,il che in altri termini significa che tutto ciò che offriamo al visitatore deve restare per il cittadino come duraturo miglioramento dell’abitabitabilità del suo territorio
d)utilizzare l’evento EXPO per sviluppare in Milano una attività di ricerca e sperimetazione sul cibo e sull’agricoltura (Si veda il progetto Cascina Rosa quale positiva e destinata a crescere anticipazione) tenuto conto che l’Italia è il primo paese europeo per esportazione di prodotti Bio, che continui dopo l’EXPO ma che sia stata capace di far toccare con mano,vorrei dire abbia fatto “mangiare” ai suoi ospiti, quanto avanzata è la capacità propositiva dell’agricoltura Lombarda in modo che i visitatori Expo siano i primi divulgatori del cibo e dell’ abitabitalità Made in Italy.
e) utilizzare la “vendita diretta” di prodotti dell’agricoltura di qualità per contenere i costi di un prodotto tendenzialmente elittario e dimostrare, far toccare con mano al turista, come un diverso rapporto tra produttore- consumatore che privilegi la “filiera corta” possa permettere una ristorazione ,e un soggiorno nell’agriturismo di alta qualità a basso costo. Si propone un biglietto lowcost completo di soggiorno e buoni pasti Low cost ,per visitare l’EXPO come anticipato nella petizione.
f) far conoscere ed apprezzare una alimetazione multietnica,”povera” progettata nell’indigenza dei paesi della fame ,in un rapporto diretto tutto interno alla pratica della coltivazione e tutta esterna ad una distruttiva innaturale, artificiale industrializzazione del cibo,e a una speculazione sul prezzo delle materie prime imposto dalle multinazionali del cibo. Si cerca di mostrare la necessità di un cibo bio prodotto e consumato nei territori ,e solo nell’eccedenza della loro autonomia alimentare, esportato nell’emisfero dell’abbondanza.
f) stare dentro ad un processo in atto , ben presente nelle proposte più avanzate del progetto(vedi i dieci progetti per la nuova grande Parigi) che il tema del ritorno della natura nella città,nei processi produttivi e di allevamento,nella domanda di merci segna la fine epocale di quel “moderno” che ha prodotto il mito della tecnologia e la fascinazione dell’artificio, e che oggi ritrova nella natura ripensata e anche riprogettata uno degli elementi fondamentali della difesa della vita e dell’abitabilità del pianeta.
DESCRIZIONE DEL PROGETTO
E’ parte del progetto Expo diffusa la valorizzazzione di un processo in atto che vede sempre di più il “parco sud “ territorio agricolo sempre più integrato alla realtà urbana milanese. Su una cartografia al 50.000 sono state segnate le 65 aziende agricole (su 1024 secondo Fai nel 2007) del Parco sud (mappa cascine,legenda cascine allegate ) che gia hanno scelto di promuoversi, tramite anche una “Guida alle Aziende Agricole”,pubblicato dalla provincia, http://www.provincia.milano.it/parcosud/ quali aziende interessate ad un rapporto diretto con gli abitanti della città. Queste aziende offrono i seguenti servizi: -Agriturismo( 26 con posti letto da quattro a trenta)Alcune ad esempio come Cascina Battivacco hanno in “progetto” l’avvio di una attività di ospitalità rurale. -Vendita diretta prodotti (45) Di queste cinque fanno prodotti BIO -Attività didattica (26) Rispetto a queste modello più avanzato è la Cascina Rosa,oggetto di ulteriore progetto di espansione secondo progetto Berrino gia presentato al concorso della provincia e scelto quale progetto da assistere finanziariamente da parte di Milano Metropoli per la sua realizzazione . Ricordiamo (punto “a” e “b”)che l’EXPO può essere un occasione di accelerazione di processi gia sperimentati con successo a condizione che generino una evoluzione aziendale non limitata all’evento EXPO ma capace di durare e crescere nel processo di integrazione con la realtà urbana, e che in ogni caso non deve essere rinucia all’uso agricolo del territorio ma anzi valorizzazione delle potenzialità agricole e consolidamento dell’attività di impresa sempre più articolata e attrezzata per gestire direttamente prodotti e servizi
Connessione agicoltura periurbana città
Proponiamo di promuovere l’accessibilità alle cascine individuando delle” “armature territoriali lente “ caratterizzate da piste ciclabili parzialmente esistenti o in costruzione che collegano la circonvallazione di Milano di Viale Monteceneri, (gia prevista pista ciclabile nel progetto”Mibici” della provincia www.provincia.milano.it/mibic>i) col parco sud, percorrendo le vie meno edificate nel loro contorno. Queste vie attrezzate con piste ciclabili ma anche con mobilità meccanica(privata e pubblica) lenta,opportunamente potenziate in alberatura ,verde,arredo urbano,illuminazione urbana fotovoltaica, dove è possibile,con vie d’acqua , diventano dei canali di penetrazione di verde che il più possibile entrano nella città. Si caratterizzano come il collegamento privilegiato citta/ Parco Sud (esempio Viale Bezzi,Bisceglie, Cusago Cisliano ,Albairate in alternativa alle altre armature di entrata e uscita della citta caratterizzate invece da mobilità meccanica veloce e intensa, a servizio di attività commerciali come ad esempio via Lorenteggio armatura di servizio prevalentemente terziaria ad alta intensità di traffico meccanizzato pubblico e privato,.
Canali di penetrazione–giunzione verde
Sono stati individuati in prima approssimazione,da verificare collegialmente con gli altri gruppi di progetto 8 “canali di penetrazione-giunzione verde” (allegato Canali di penetrazione ,nella legenda della Mappa segnati come “canaloni”) che formano una “armatura lenta verde” che vanno valorizzati e potenziati in occasione dell’Expo nella loro natura di collegamento “agricoltura periurbana- citta”, non solo verso il parco sud ma anche verso quel poco che resta della parte verde a Nord della città. Questi “canali verdi” dovranno essere in occasione dell’Expo riqualificati con un Arredo Urbano prevalentemente verde che fortemente li differenzi dalle armature territoriali veloci Questa proposta può essere vista come completamento-estensione sull’intero territorio del progetto “Raggi Verdi” gia proposto dall’Amministrazione comunale per Milano. La trama delle “armature verdi“ insieme ai “raggi verdi“ collegati tramite il grande anello ciclabile della Circonvallazione delle Regioni, ha il valore di una alternativa complessiva lenta alla trama delle armature prioritarie privilegiate e caratterizzate da grandi linee di traffico,prevalentemente terziarie, quali ad esempio via Lorenteggio. Sposiamo la tesi della “compresenza” di città diverse dentro la stessa città, espressione di diverse modalità di vita.
Ristorazione low cost
Su queste “armature lente” è previsto ,in prossimità del centro e degli spazi urbani dove è più prevedibile la concentrazione di utenti Expo, un sistema di Gazebi fortemente integrato nel nuovo arredo urbano, realizzato in occasione dell’Expo e parte del progetto, con disegno di progettisti di diversi paesi, dove le aziende agricole venderanno sia ristorazione veloce ma in alcuni casi,in prossimità di zone verdi (ad Esempio in prossimità della Triennale o del Castello Sforzesco) ristorazione lenta, basata su cibi fatti prevalentemente con prodotti dell’agricoltura del parco sud e direttamente gestita dalle aziende del parco sud. E’ prevista inoltre una rete di dieci Gazebi presenti in queste armature lente che promuove l’alimentazione secondo “Raccomandazioni WCRF 2007(“2007 World Cancer Research” ricerca in corso su 500.000 soggetti in tutto il mondo in cui il prof. Berrino è direttamente coinvolto). Si legga il documento allegato “In nome del cibo”. Questa proposta ha avuto una prima approvazione di massima di Dario Olivero titolare dell’Agriturismo Isola Maria nella Cascina Isola Maria di Albairate,(Menbro Consiglio Parco Sud e presidente Associazione Aziende Agroturistiche Parco Sud) di Paola Santeramo,presidente ISTVAP (istituto per la Tutela e la valorizzazione della Agricoltura Periurbana, e presidente Cia Milano e Lodi ) di Elisabetta Ambrosoli incaricata dal Cia per il progetto Expo.) Verrà successivamente proposta a tutte le aziende agricole dell’area periurbana anche al di fuori del parco Sud, nelle aziende del Nord di Milano e ad aziende agricole della regione lombardia ,in modo che l’alimetazione al turista EXPO che vuole scegliere e sperimentare e acquisire una diversa cultura dell’alimentazione troverà all’Expo sia il meglio della produzione agricola del terrirotio lombardo che quell’alimetazione promossa dal WCRF capace di contribuire a ridurre l’insorgenza del tumore e di molte altre malattie dovute ad una consumistica, industrialistica alimentazione, causa inoltre di quella piaga montante della obesità, dilagante nell’emisfero del benessere(Stimato un miliardo di Obesi ).In questa iniziativa,grazie alla collaborazione di Daniele Biolghini, si intende coinvolgere i GAS molto presenti nel territorio Milanese e in continua crescita nella promozione dell’agricoltura periurbana La Fao da in questi giorni il dato allucinante di un emisfero della fame che ha superato il miliardo di abitanti. Molti di questi Gazebi verranno offerti ai paesi dell’Emisfero della Fame, utilizzando molta emigrazione che gia lavora nel territorio lombardo nella ristorazione cosi detta, mondanamente, Etnica. La promozione di questi cibi è spesso occasione di un cibo sanissimo,spesso ottenuto con prodotti BIO. Può essere l’Expo l’occasione di una promozione di una produzione agricola e alimentare direttamente gestita da iniziative imprenditoriali di quei paesi, condizione prima per costruire quell’autonomia alimentare che oggi le multinazionali del cibo continuamente distruggono imponendo prezzi di fame e privando quei territori delle loro risorse per la sopravvivenza. Si prevede di sviluppare questo progetto particolare della promozione dell’agricoltura e alimentazione dei territori della fame coinvolgendo la cooperativa di EquoMercatto di cui Emilio Novati è presidente ed è membro del nostro gruppo di progetto,e di altre associazione internazionali associate nel FAIRTRADE.
-----------EXPO PREVALENTEMENTE NEL VERDE Questa armatura verde porta quasi inevitabilmente a suggerire una EXPO VERDE ,un verde riqualificato che poi resta quale patrimonio della città. Gia Carlo Petrini in un articolo del 14 luglio su l’Espresso parlò di “IDEA VERDE PER MILANO EXPO . Alcuni di questi “Canali di penetrazione-giunzione” vedi mappa dei canali di penetrazione possono partire da parchi esistenti o da realizzare (ad esempio nei terreni Rho-Pero inizialmente previsti per i padiglioni Expo) che possono diventare le PORTE dell’EXPO e poi dell’armatura verde, dove si localizzano strutture leggere in parte facilmente smontabili che accolgono mostre particolari sui temi dell’Expo realizzate dai diversi paesi. Teniamo presente che l’’Expo diffusa presuppone una contrattazione con i diversi paesi sulla loro partecipazione e sull’interesse per i diversi contenitore Darei l’opzione: o contenitore esistente o strutture leggere smontabili nelle porte di accesso. All’Expo dei padiglioni si potrebbe proporre di sostituire un EXPO delle Mostre; Esempio1: I paesi africani nel grande contenitore di viale Sarca allestiscono insieme una grande mostra “Nutrire l’africa” Esempio 2 l’Inghilterra in un padiglione che ricorda il palazzo di Cristallo realizza nella porta del Parco Forlanini una grande serra con le nuove sperimentazioni sull’agricoltura in Inghilterra. Faccio questi due esempi per aprire una discussione tra i diversi gruppi di progettazione In prima approssimazione abbiamo individuato tre Porte da localizzare su parchi pubblici riqualificati come porte verdi dell’Expo .che sono l’insieme parco Forlanini ,Idroscalo, l’insieme Parco Monza,l’insieme terreni di Rho Pero –Fiera. In particolare per la Porta Rho Pero si propone un grande orto realizzato con piccole aiuole e serre dove si espongono le diverse culture deglle materie prime ,dai cereali agli ortaggi che si coltivano nel PIANETA. Allego immagine di riferimento”Orti in Cina” IN particolare dalla porta Rho/Pero lungo corso Sempione riqualificato come canale di penetrazione comunque verde,in questo periodo pedonalizzato e servito da soli mezzi pubblici a basso impatto ambientale, fino all’insieme Parco Sempione Triennale,Arena, Castello si propone di portare in una continuità vistosa l’Expo nel cuore della citta.Qui utilizzando i contenitori esistenti ma anche creando strutture leggere nel verde l’Expo dovrebbe avere il suo fulcro eventuale.
Paolo Deganello
Milano, 27.06.09
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