Questa è una breve storia sulle origini de L'ora di Tuk Il teatro, di assi di castagno, è immerso in quella che è stata la sede del Vivaio dei Monti Rognosi da cui, nell'ultimo dopoguerra, ha avuto inizio il rimboschimento dell'area.
Un teatro che per conformazione - non ha luce, non ha acqua corrente, non ha parcheggio, ecc. - e per il volere dei suoi inquilini, tra i quali in primo luogo la Libera Università dell'Autobiografia, quindi il Comune di Anghiari, la Comunità Montana Valtiberina Toscana, la Provincia di Arezzo e il Corpo Forestale dello Stato, esprime fin da subito una vocazione dedicata all'infanzia, al gioco, alla corsa, al lancio della pina e al salto (anche spericolato!). Nonché alle merende, rigorosamente biologiche.
Da qui e da altre ragioni, molte fortuite, alcune insondabili, la nascita della rassegna teatrale intitolata L'ora di Tuk proprio su quelle assi, proprio per quei piccoli spettatori. Una rassegna particolare, non solo per essere parte narrante di una natura silenziosa, partecipe e rigogliosa, ma per le storie che vi si raccontano, molte delle quali sperimentali, alcune divenute libro, nate in virtù della straordinaria cornice di spettacolo e di spettatori di cui sentono di far parte.
E già il nome ne è la dimostrazione: L'ora di Tuk deve infatti il suo appellativo ad uno spicchio di sole che, nell'ora intera in cui illumina le assi del palcoscenico, invita gli abitanti del Teatro della Memoria e del bosco che lo circonda a farsi narratori di storie.
La rassegna, dal 2001 al 2007, si ripete ogni anno tra i mesi di giugno e luglio in quattro giornate o puntate che dir si voglia. Negli ultimi anni sono narrati, per l'appunto, degli interi romanzi a puntate, un po' come accade in televisione, ma in carne e ossa. Il narratore e direttore artistico è Gianni Micheli.
Gli spettatori, bambini e familiari, hanno il loro ritrovo alle ore 17.00 ad Anghiari, in piazza Baldaccio, per raggiungere il teatro tutti insieme con un pullman messo a disposizione dal Comune, limitando così l'accesso di automobili a Col di Paiolo, area di sosta dei Monti Rognosi, e lo spreco di benzina. Quindi, raggiunto il teatro, sono chiamati ad immergersi in una storia sempre nuova partecipando attivamente non solo alla narrazione, ma anche ad un laboratorio di rivisitazione fantastica dei contenuti della storia, attraverso giochi divertenti ma sempre impegnativi e con un pizzico di autobiografia. La Libera Autobiografia di Anghiari, e il suo segretario Renato Li Vigni, sono per tutti questi anni i primi e più solerti estimatori della rassegna.
Finché le energie trovano nuovi spunti e nuovi indirizzi. La rassegna ambisce a farsi nazionale e a confrontarsi con altre realtà simili teatrali e progettuali. L’Ufficio Conservazione della Natura della Provincia di Arezzo la custodisce tra le sue mani, insieme al suo direttore artistico, e cerca risorse materiali e naturali per farla continuare a r-esistere.
Nasce così l’attuale Rassegna Nazionale di Teatro in Natura L’ora di Tuk giunta nel 2011 alla terza edizione. La vocazione è la stessa. Il teatro non più! Il caro Teatro della Memoria è stato riconquistato dal bosco. I nuovi bambini spettatori de L’ora di Tuk e le loro famiglie sono invece avvinti dalla passione di tanti teatranti, dai temi scottanti, dalla ricchezza naturale degli ambienti e dalla loro voglia imprescindibile di fantasia. |




