MONDO

AFRICA INQUINATA


Un continente muto che sembra sempre rassegnato. L'Africa è impantanata nei giochi di potere. Il continente nero è una bomba demografica: un milardo di persone oggi, erano appena la metà nel 1982. Lagos, capitale della Nigeria dei pozzi petroliferi e dei giacimenti di gas, dove i segni i segni di un benessere impensabile sino a dieci anni fa si pagano con un micidiale inquinamento, guarda alla Conferenza di Copenaghen con diffidenza: l'idea di rallentare la crescita appena iniziata preoccupa ma gli effetti evidenti dei cambiamenti climatici fanno altrettanta paura. Una città come Lagos deve infatti temere il grande mare dove si affaccia che da sempre è stata la sua ricchezza, ma il livello dell'Oceano Atlantico che si abbassa potrebbe spazzare via la capitale prima di Londra o di New York e non nel 22° secolo, ma già nel prossimo decennio. Piogge torrenziali e inondazioni sulla costa mentre all'esterno la siccità distrugge i raccolti. Lagos è diventata la città più popolosa dell'Africa, 12 milioni di abitanti, un fiume interrotto di umanità arriva qui ogni giorno per sopravviverci e se non ci riuscirà è pronta a cercare una strada altrove.

Tra le cause del riscaldamento globale ci sono anche le enormi torce perennemente accese che bruciano a cielo aperto il gas dei pozzi di petrolio. Sotto accusa c'è la Nigeria

Lo sfregio all'ambiente si vede dal satellite ma è difficile da rintracciare al suolo: le torce perpetue sono nascoste nelle foreste, protette dai militari, interdette agli estranei. I pinnacoli di fuoco, la parte discutibile della produzione di energia non è spettacolo da mostrare ne in Cina ne in Russia e nemmeno in Africa. La Nigeria è un'immensa terra di petrolio e di gas, con impianti che trasformano l'ambiente circostante in bolle torride e assordanti e che da 40 anni garantisce una buona parte della benzina usata in Europa. Nel delta del Niger le compagnie petrolifere occidentali, d'accordo col governo nigeriano, sfruttano i giacimenti petroliferi ma l'estrazione del petrolio è causa più micidiale dell'inquinamento, perchè dai pozzi scaturiscono dei gas naturali che vengono da decenni bruciati e dispersi nell'atmosfera. Un'assurdità che governanti locali e compagnie petrolifere si sono impegnati più volte a ridurre. L'ennesimo accordo prevede il recupero del gas a fini domestici entro il prossimo anno: un miliardo e mezzo di dollari è pronto. Nei mille villaggi intorno agli impianti la gente vive con l'equivalente di 6 dollari al mese, non sta con la guerriglia che sequestrava i tecnici occidentali ma nemmeno con i padroni degli impianti. Subiscono l'inquinamento, ma in cambio vorrebbero un mercato, mezzi di trasporto e qualche insengnante in più.  BY ilprofessorechos.blogspot.com     


NEL BEL MEZZO D'UNA JUNGLA AFRICANA, DI NOTTE...

E' un posto strano per un gruppo di francesi che dimorano in una tendopoli. Bakouma è uno dei più profondi e più oscuri angoli della giungla africana. Da Bangui, capitale della Repubblica Centroafricana senza sbocco sul mare, ci vogliono diversi giorni per traversare gli 800km di pista di sporcizia in questa zona della foresta vergine nel mezzo del continente nero. Di solito si vedono aerei leggeri  che atterrano in una pista di atterraggio vicina.

La maggior parte dei circa 160 abitanti della giungla sono scienziati, ma non sono lì a contare le farfalle. Essi fanno parte del team che elabora i programmi d'una miniera di uranio, per conto della Areva, il colosso francese del nucleare. Si aspetta che il progetto venga approvato dal governo, sperando di cominciare l'anno prossimo, la preparazione del terreno.

Bakouma
non è un caso isolato. È solo un esempio di  spiegamento silenzioso e sospetto intorno al globo. Dopo decenni,come se fosse stata una risorsa dimenticata, l'uranio, l'elemento radioattivo usato come combustibile primario per l'energia nucleare, è ancora un tema caldo, anzi caldissimo! Uomini, manager, rappresentanti di grandi multinazionali e di governo sono sparsi a ventaglio in tutto il mondo col solo scopo di ottenere l'accesso al prezioso minerale radioattivo. Che l'uranio, come prodotto finito, cioè quando è trasformato in energia, sia un tema d'affrontare con le molle, è scontato. Ma non da meno quando si tratta di salvaguardare un intero continente, il più disgraziato del mondo, sempre alle prese con nuovi colonizzatori e incapace, sino ad oggi, di rendersi del tutto indipendente.

"Un sacco di nuovi paesi in Africa stanno aprendo miniere di uranio, ma non sono le compagnie africane a sfruttare le risorse - bensì imprese cinesi, canadesi e francesi. E 'una fase del tutto nuova del colonialismo", dice Rianne Teule, un attivista di Greenpeace, molto impegnato nel campo.

È una faccenda seria, come lo è per il petrolio, dove aziende e governi stanno cercando di garantire l'approvvigionamento di carburante, destinato a svolgere un ruolo sempre più importante,  visto che le economie dovranno allontanarsi sempre più dal modo di ottenere l'energia alimentata da fonti fossili tradizionali.

L'anno scorso il Kazakistan ha superato l'Australia e il Canada diventando così il principale fornitore di uranio, producendo circa 14.000 tonnellate, un quinto del consumo mondiale.

Anche il Niger, tra i paesi più poveri del mondo, ha iniziato a richiamare l'attenzione e il denaro di grandi multinazionali. Areva sta investendo più di 1 miliardo di euro in una nuova miniera gigante in una nazione in preda all'avanzata del deserto. La CNNC (China National Nuclear Corporation), una compagnia di stato cinese in ambito nucleare, ha acquistato una partecipazione al progetto la scorsa settimana.

Oggi ci sono 439 reattori che funzionano nel mondo. Secondo Steve Kidd del World Nuclear Association,  altri 142 sono in preparazione, e 53 di questi sono già in costruzione. Di questi ultimi, 20 sono in Cina. "Ci dimentichiamo che in Francia nel 1970 sono stati costruiti cinque nuovi reattori", ha detto. "I cinesi stanno semplicemente facendo quello che ha fatto la Francia, solo su scala cinese".

Il boom minerario è stato stimolato da un aumento del prezzo dell'uranio.  Per tre decenni il costo dell'uranio è stato di 10 dollari al chilo, perché l'energia nucleare è sempre stata malvista. Adesso, che le preoccupazioni ambientali aumentano, e si ha bisogno di diminuire le emissioni inquinanti, tutto si rimette in gioco. Oggi il prezzo a pronti per l'uranio non arricchito è di 42 dollari la libbra, sufficiente per mandare avanti la maggior parte dei progetti in corso.

La miniera di Cigar Lake nello Saskatchewan, Canada, è il più grande giacimento di prima scelta al mondo, di proprietà di Areva e Cameco (Canada) ancora da far fruttare. Aprirà l'anno prossimo.  Si tratta di uno degli otto che comincerà a produrre nei prossimi 12 mesi.  BY ilprofessorechos.blogspot.com     
































Un altro attacco dei pirati sventato... ma è davvero dura!


Ieri, la nave cargo Maersk Alabama è stata attaccata dai pirati per la seconda volta in sette mesi, ma l'attacco è stato sventato dalle guardie a bordo, che usando pistole e un sound blaster (scheda audio per PC) hanno impedito ai pirati di abbordare la nave.

Nonostante l'aumento della flotta internazionale di navi da guerra , messa in campo al largo del Corno d'Africa, per contrastare i dirottamenti di navi turistiche e carghi da parte dei pirati, le cifre marittima indicano che il numero degli attacchi delle navi è rimasto quasi lo stesso dell'anno scorso.

Secondo l'International Marittime Bureau's piracy reporting center in Kuala Lumpur, il numero degli attacchi in tutto il mondo è salito a 306 tra gennaio e settembre, superando i 293 incidenti registrati nel corso del 2008. L'attività dei pirati somali al largo del Golfo di Aden, uno dei tratti marittimi più trafficato sul pianeta, ha coinvolto perlomeno 135 casi. In questa vasta zona dell'Oceano Indiano, con la stagione dei monsoni, nelle ultime settimane, gli attacchi si vanno intensificando.

Per difendersi dai pirati, altre navi che viaggiano nei pressi della Somalia, quasi tutte americane, molte di una società con sede in Viriginia, stanno utilizzano guardie armate private, una sorta di blackwater del settore, le quali rappresentano circa il 20 per cento del totale. Ieri, queste forze armate marittime hanno sventato almeno otto attacchi dei pirati.

Tuttavia, e non vuole essere una mera giustificazione, povertà e fame sono le radici da cui nascono queste bande di pirati,
e non si capisce come si possa porre rimedio ad una faccenda così scottante, se poi dal Vertice Fao sulla sicurezza alimentare a Roma, pare che ancora una volta l'Occidente abbia snobbato o perlomeno "non presenziato adeguatamente" con sostegni finanziari adeguati e non con spiccioli offerti ai più bisognosi del mondo, dati così tanto per salvare le apparenze, mentre invece ne spende una barca per sostenere la sua struttura elefantiaca e pletoria, che non riesce più a mantenersi, Un enorme carrozzone che dovrebbe essere rifondato, guardando ai problemi del mondo con un occhio più lungimirante e non ....


Avvistato un iceberg gigante al largo dell'Australia


Un iceberg gigante della grandezza di sette campi da calcio galleggia al largo dell'Australia. Il blocco di ghiaccio, che misura circa 2.300 metri di lunghezza, con una profondità stimata di oltre 1.000 metri, ha provocato grande scalpore quando è stato avvistato dagli esperti, sulla remota Macquarie Island.

"Non ho mai visto niente di simile - abbiamo guardato l'orizzonte e si vedeva solo questa gigantesca isola galleggiante di ghiaccio", ha detto il biologo marino Dean Miller.

Neal Young, un glaciologo dell'Australian Antarctic Division ha aggiunto che la sommità della lastra potrebbe rompersi in decine di piccoli iceberg e muoversi in direzione della Nuova Zelanda, causando un possibile rischio nei trasporti. Secondo lui l'iceberg si è staccato da quello più grande circa nove anni fa. "Se le tendenze attuali del riscaldamento globale dovessero continuare aspettiamoci di vedere più iceberg e grandi banchi di ghiaccio che si spezzano in mille parti".

Fonte e immagine: www.telegraph.co.uk/

MATERIALE TOSSICO IN GIRO PER IL MONDO

12 nov. 09 -  L'India ha bloccato l'ingresso di una nave della marina statunitense, in un cantiere di demolizione della costa occidentale dell'isola, citando preoccupazioni ambientali e di inquinamento.

Il ministero dell'ambiente e delle foreste ha detto che dopo una ispezione la Platinum-II è stata trovata con materiale tossico a bordo. Ci sono anche timori che la nave sia stata portata in India, con documenti falsi.

La nave ha raggiunto le acque indiane il mese scorso, ma non le è stato dato il permesso di attraccare sino a che l'indagine non è completa.

Un team di esperti ha ispezionato la nave il 19 e 20ottobre , presentando la sua relazione al Ministero il 26 ottobre.

Sembra che la nave abbia violato l' US Toxic Substances Control Act.

Una nota del ministero dell'Ambiente al Gujarat Maritime Board asserisce che vi sono state accuse anche sul fatto che la nave sia giunta in India sotto una falsa bandiera.

articolo completo: news.bbc.co.uk/



L'URAGANO IDA SI STA SCATENANDO IN NICARAGUA

Sull'isola 2000 persone sono state costrette ad evacuare. Molti sono senza energia elettrica. Con venti a 120 km orari l'uragano Ida si sta muovendo verso nord-ovest a 9 km / h e il Messico è il suo obiettivo. Ida può scaricare fino a 20 centimetri di pioggia nel paese.

L'uragano Ida, per ora una tempesta di categoria 2 ,  si dirige verso gli impianti di petrolio e di gas nella zona centrale del Golfo del Messico, dopo che ha mietuto 124 vittime, in seguito a inondazioni e frane, nel El Salvador. Compagnie petrolifere statunitensi stanno chiudendo la produzione e preparano a far evacuare i lavoratori dal Golfo.

La Louisiana Offshore Oil Port, il solo
il terminale negli Stati Uniti in grado di gestire le navi cisterna più grandi, ha smesso i lavori di scarico delle navi a causa del mare in tempesta. Un quarto del petrolio degli Stati Uniti e il 15 per cento del suo fabbisogno di gas naturale sono prodotte dagli impianti del Golfo e sulla costa si concentra il 40 per cento della capacità di raffinazione dell'intera nazione.




DANIMARCA: ENERGIA PRODOTTA IN CASA

In Danimarca, e' ormai una tendenza in crescita: come la famiglia danese Jeppesen, formata da sette membri, ha installato la propria  turbina a vento per produrre tutta l'elettricità di cui ha bisogno - diminuendo tra l'altro, cosa di estrema importanza se si vuol contribuire fattivamente alla riduzione delle emissioni inquinanti che gravano sul nostro pianeta -
la loro impronta di carbonio.

Da news.nationalgeographic.com/


MOLLICA DI PANE MANDA IN TILT IL LARGE HADRON COLLIDER
E' bastato che un uccello abbia fatto cadere un pezzo di pane in una sezione del Large Hadron Collider, l'acceleratore di parti­celle presso il Cern di Ginevra, per mandare in tilt il sistema.  Una macchina studiata per accelera­re protoni e ioni pesanti fino al 99,9999991% della velocità del­la luce, e scoprire l’origine del­l’universo, bloccata da una bri­ciola. Il più grande e costoso esperimento della fisica mon­diale sconfitto (temporanea­mente) dalla panetteria quoti­diana. Materiale per umoristi scientifici o scienziati dotati di senso dell’umorismo.

Leggi la notizia su Corsera o theregister.co.uk













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