760giorni trascorsi da
Da Port'Alba a S. Teresa

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Massimo Scaglione 
           
Simona Servodidio 
     Architects

Da Port'Alba a Santa Teresa degli Scalzi

Il Barocco, la Musica e la Spagna

Il percorso si articolerà a partire da via S. Sebastiano, nei pressi del Liceo Classico Vittorio Emanuele II (appuntamento nell’antistante piazzetta Casanova), del quale narreremo la gloriosa storia iniziando dal complesso religioso originario.      Primo segno barocco del complesso era la chiesa progettata da Frà Nuvolo, oggi scomparsa, prima sede del Regio Conservatorio.  Saliremo quindi fino a Port’Alba, una delle quattro porte cittadine rimaste, eretta per concessione del duca d’Alba nel 1625, che fu tra i protagonisti politici della Napoli spagnola. Alla nostra destra troveremo la Chiesa di S. Maria della Redenzione dei Captivi (o S. Alfonso Maria de’ Liguori, Dottore della Chiesa di cui si conservano le reliquie), con l’elegante facciata di Ferdinando Sanfelice ed al suo interno tele di seguaci giordaneschi. Imboccheremo quindi via S. Pietro a Maiella incontrando sulla destra l’omonimo Conservatorio, nato dalla fusione di quattro istituti cinquecenteschi per l’educazione degli orfani alla musica e al canto. Nella quiete e nel raccoglimento di un antico cortile, assisteremo alla prima delle performance offerte, attraverso la quale ritorneremo idealmente alla Napoli seicentesca, capitale della cultura.  Nella piazza intitolata a Vincenzo Bellini, il compositore catanese che da noi studiò e ed esordì, sosteremo presso le Mura Greche, rievocando la mitica fondazione di Neapolis e la costruzione di alcuni degli edifici circostanti, come l’ex convento di S. Antonio delle Monache e il Palazzo Firrao, tributo ai sovrani spagnoli.             Proseguendo lungo via Costantinopoli noteremo sulla sinistra l’Accademia di Belle Arti e ci porteremo per una sosta    alla Chiesa di S. Maria di Costantinopoli, nella quale lavorarono, tra gli altri, Frà Nuvolo e Cosimo Fanzago.         All’uscita ci dirigeremo verso la Galleria Principe di Napoli, punto d’osservazione del Museo Nazionale, edificio unico per la storia e le collezioni. Saliremo lungo via S. Teresa fino alla Chiesa di S. Agostino degli Scalzi splendidamente rinata dopo il recente restauro, andando a concludere la nostra passeggiata nella Chiesa di S. Teresa degli Scalzi altro tempio dell’arte barocca, con il meraviglioso cappellone di Cosimo Fanzago. In omaggio al tema prescelto per il week-end, in questa sede saluteremo i partecipanti con una performance strumentale di musica barocca, affidata ad un musicista dell’Accademia Musicale “Enrico Caruso” (concerto gratuito e aperto a tutti).                             Ai visitatori verrà consegnata una cartellina contenente materiale divulgativo (una mappa illustrata delle tappe toccate, un segnalibro, una scheda sulla musica barocca).


a cura di Sonia Benedetto




From Port'Alba to Santa Teresa degli Scalzi

The Baroque, music and Spain

The route will start from via S. Sebastiano, close to the Liceo Classico Vittorio Emanuele II ( appointment in the close square 
Casanova ), of which we will tell the glorious history, beginning from the religious origin: the first sign of the disappared path 
baroque church designed by Fra Nuvolo and the first witness musical history as the primitive seat of the Royal Conservatory.
We will go ahead up to Port'Alba, one the four city gates left open by permission of the Duke of Alba, among political actors of 
spanish naples. On our right we will find te Church of St. Mary of the Redemption of Captivi ( or St. Alphonsus Maria de 
'Liguori), Doctor of the church where the relics are preserved), with an elegant facade of Ferdinando Sanfelice and inside 
paintings of giordaneschi followers. We will take Via S. Pietro a Majella meeting on the right the Conservatory with the same name, born from the merging of four institutions of sixteenth century, for the education of orphans to music and singing. In the quiet and recollection of an ancient courtyard, we will see the first performance of tenders, through which we will ideally return to seventeenth-century Naples, the capital of culture. In the square dedicated to Vincenzo Bellini, the composer from Catania province who studied and débuted here, we will stop at the Greek walls, evoking the mythical foundation of Neapolis and the construction of some of the surrounding buildings like the former convent of S. Antony of the Nuns and Palazzo Firrao tribute to the Spanish monarchs. Continuing along via Constantinople, we will see on the left the Academy of Fine Arts stop a while and then continue to the Church of St. Mary of Constantinople, in which used to work, among others, Frà Nuvolo and Cosimo Fanzago. At the exit, we will continue to Galleria Principe di Napoli, observation point of the National Museum, unique building for its history and collections. We will proceed up along Via St. Teresa till the Church of S. Agostino degli Scalzi, beautifully reborn after its recent restoration, and we will end our walk in the Church of St. Teresa Scalzi, another temple of Baroque art, with the beautiful chapel of Cosimo Fanzago. In homage to the chosen theme for this weekend, we will greet the participants with an instrumental performance of Baroque music, performed by a musician of Music Accademy "Enrico Caruso" (free concert and open to everyone). All visitors will receive a folder containing materials (an image map of the visited locations, a bookmark, a card on baroque music).


translated by Isabel De Quiroz




Giacomo Leopardi, Vincenzo Bellini ed Antonio Cardarelli per tre stade: 

Via Santa Teresa degli Scalzi, Via San Sebastiano e Via Costantinopoli. 


Napoli, città di lunga e gloriosa storia, per lungo tempo capitale della scienza e della cultura, fu scelta da grandissimi uomini illustri per viverci, per formarsi culturalmente e per lavorarci. Ora analizzeremo le strade de l' “Itinerario 1 b da Port’Alba a via Santa Teresa degli Scalzi” attraverso gli occhi degli uomini illustri che ne hanno abitato edifici e vie di questo pezzo di città. Percorrendo via Santa Teresa degli scalzi si viene subito attratti da una lapide molto particolare, su di un anonimo palazzo senza ingresso, di fianco al celebre e fastoso palazzo D’Atri poi Cimitile che dice: 

OSPITE DELLA CITTÀ DI NAPOLI 

NEI QUATTRO ULTIMI ANNI DI SUA VITA 

GIACOMO LEOPARDI 

MORIVA IN QUESTA CASA 

AI XIV GIUGNO MDCCCXXXVII 

Si, è proprio lui il celebre poeta che fece della sua vita una poetica, l’uomo che scrisse il capolavoro L’infinito.
Giacomo Leopardi, nato a Recanati nel 1798, per motivi di salute dovette cercare luoghi con climi più temperati;la scelta      ricadde su Napoli perché oltre a rispondere alle sue esigenze climatiche era anche un grossissimo e stimolante centro di cultura. La sua avventura napoletana è stata contrassegnata dal suo “odio e amore” verso i napoletani se da un lato ammirava la loro innata creatività ed immaginazione, come cita nello Zibaldone parlando dei popoli meridionali "tante risorse trovano nella loro immaginazione, nel loro clima, nella loro natura, che la loro vita occupa internamente, e nulla all'esterno" dall’altro troviamo un Leopardi intollerante "essere capitato in un paese pieno di difficoltà e di veri e continui pericoli, perché veramente barbaro, assai più che non si può mai credere da chi non vi è stato e da chi vi ha passato 15 giorni o un mese vedendo le rarità" citando le sue parole in una lettera indirizzata al padre a marzo del 1837.Però Napoli non lo lascia indifferente, infatti la sua cultura ed il suo folclore lo influenzano, come ad esempio le maschere napoletane. Infatti i Paralipomeni sono versi tipicamente napoletani, composti negli ultimi giorni di vita, e perciò non furono inclusi nell'edizione dei Canti, nel 1835. 
Tra il 1833 ed il 1837 ,il Nostro, scelse di vivere, come ci riporta il suo fido amico Ranieri "verso l'aria più fresca di Capodimonte" in vico del Pero n° 2, la cui finestra affacciava su via Santa Teresa degli Scalzi. 
Guardando fuori da quella finestra sicuramente avrà avuto ispirazione per le sue ultime opere come i “Pensieri” e “Paralipomeni” questi ultimi composti proprio negli ultimi giorni di vita. Come si presentava via Santa Teresa degli Scalzi all’epoca del celebre scrittore?La situazione urbana di via Santa Teresa degli Scalzi non era molto dissimile da quella odierna. 
La chiesa di Santa Teresa degli Scazi, nella Carta del Real Officio Topografico del 1830, presentava uno scalone diverso da quello attuale, il quale venne realizzato dall’architetto Antonio Annita nel 1835, quindi Leopardi vide la scala antica, il cantiere per il suo rifacimento e la scala come la vediamo noi oggi. Quando Leopardi scendeva verso il centro antico passava avanti al museo nazionale, allora chiamato “Real Museo Borbonico” rimasto ad oggi inalterato, ma al cui esterno c’era un ampissimo spazio chiamato “Fosse del grano” che poi andrà distrutto per la realizzazione della Galleria Principe di Napoli tra il 1870 ed il 1883. Nel 1836 scese a Napoli la terribile epidemia di colera proveniente dal settentrione, che tra il 1836 ed il 1837 fece 19.479 vittime nella sola Napoli, dimezzandone la popolazione del 5,3%. 
Tra queste vittime c’era anche Giacomo Leopardi che morì in quella stanza che dava su via Santa Teresa degli Scalzi. 
Un altro degli italiani più illustri al mondo scelse Napoli per vivere un periodo della propria vita. 
Stiamo parlando di Vincenzo Bellini nato a Catania il 3 novembre 1819, si trasferì a Napoli dopo aver vinto una borsa di studio offerta dal comune di Catania. Il giovane Vincenzo, a Napoli visse gli anni più importanti nella formazione di musicista. 
Proprio nella città Partenopea, il Nostro, compose le sue prime opere sacre, alcune sinfonie per voce e per orchestra. Nel 1825 presentò nel teatrino del conservatorio l’opera Adelson e Salvini. L’anno successivo compose Bianca e Ferdinando, poi cambiato in Bianca e Gernando per non mancare di rispetto al principe Ferdinando di Borbone, andato in scena al Teatro San Carlo di Napoli. Come si presentavano i luoghi frequentati da Vincenzo Bellini? Innanzitutto dobbiamo fare una precisazione all’epoca del giovane Bellini il conservatorio di Napoli non era quello attuale di San Pietro Majella sito nell’omonima via, ma a qualche metro di distanza a via San Sebastiano nell’omonimo complesso. Nato come complesso religioso, circa nel VI secolo, nel 1808 divenne sede del Real Collegio di Musica di Napoli. All’epoca di Bellini, il complesso era un po’ diverso; sul fondo del cortile d’ingresso c’era una chiesa andata distrutta nel 1941 a seguito di un cedimento della cupola centrale e crollo dei pilastri. Anche attuale piazza Bellini era diversa, si presentava come un grosso slargo dove c’erano tutte le architetture presenti anche oggi, quindi partendo da palazzo Mastellone, l’antico palazzo Conca, la chiesa ed il complesso di Sant’ Antonio, dall’altro lato Port’ Alba ed il fastoso palazzo Firrao, ma mancava quello che oggi c’è al centro della piazza, naturalmente la statua scolpita da Alfonso Balzico, dedicata proprio al Bellini nel 1866, ed i resti archeologici dell’antica murazione greca che venne alla luce soltanto nel 1954 durante i lavori per l’istallazione di una cabina telefonica. Lasciò Napoli nel 1827 per intraprende la sua grandiosa carriera, prima a Milano, poi Parma, Venezia, Parigi ed infine Puteaux dove morì prematuramente il 23 settembre 1835 a soli 34 anni.Fu seppellito accanto a Chopin e Cherubini dove rimase per oltre 40 anni; nel 1876 la salma fu spostata nel Duomo di Catania dove riposa tutt’ora. Un altro uomo celebre che scelse Napoli per i suoi studi, ma poi ci rimase per tutta la vita, fu Antonio Cardarelli.  Nato a Civitanova del Sannio, il 29 marzo 1831, è stato medico, docente universitario di “Patologia e Clinica medica” presso l’università di Napoli e senatore del Regno d’Italia. Era un personaggio notissimo all’epoca, fu il medico personale di personaggi quali il re Vittorio Emanuele II, Umberto I ed il filosofo Benedetto Croce. Molto amato dal popolo, Matilde Serao lo ricorda nel suo “Paese della Cuccagna” : "tutta la gente lo chiamava, l'invocava, gli tendeva le mani, chiedendo aiuto, assediando il portone, le scale, la sua porta...con la pazienza e la rassegnazione di chi aspetta un salvatore". Scelse la sua abitazione in un elegante palazzo in via Costantinopoli n° 32, dove vi rimase per tutta la vita. Fu molto longevo, morì a 93 anni, l’ 8 gennaio 1927 nel suo appartamento, un anno dopo il suo ritiro dall’insegnamento. 
Adesso proviamo a capire cosa vedeva Antonio Cardarelli girando per via Costantinopoli. Essendo stato molto longevo, in un periodo storico di enormi cambiamenti, non solo politico-sociali, ma per quanto concerne Napoli, anche urbanistici, è stato testimone di enormi cambiamenti.La sua via Costantinopoli non è tanto dissimile dalla nostra, se non per la costruzione del Palazzo dell’Accademia dell Belle Arti, progettata da Enrico Alvino nel 1863, trasformando l’ex convento dedicato a San Giovanni Battista, e la costruzione della Galleria dell’Accademia e del Teatro. Un altro episodio architettonico urbanistico osservato dagli occhi del Nostro, fu la risistemazione di via Costantinopoli sul lato Ovest, che risentì della risistemazione dell’intera zona prospiciente al museo per la costruzione della Galleria Principe di Napoli tra il 1877 ed il 1883. 
L’intento di queste poche righe è quello di far capire ai napoletani e non solo, quanto la città di Napoli sia importante, quante persone illustri ci hanno vissuto, quante di queste sono diventate “grandi” per merito della cultura napoletana, questo è un’ esempio su una piccolissima fetta di città. Dovremmo imparare a girare per le strade della città guardando ogni singolo edificio, così ci si accorgerebbe che quasi su tutti c’è una lapide che ricorda qualcosa o qualcuno di importante. 


a cura di Maria Paciolla









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