Op-eds & Policy papers

Is Italy going to make it? (VoxEu - 4 Febbraio 2012)

I numeri dell'Italia sostenibile (LaVoce.info - 3 Febbrario 2012)

E-bond a prova di Berlino (Il Sole 24 Ore - 11 Dicembre 2010)

L'Irlanda sta male ma non infetta (Il Sole 24 Ore - 2 Ottobre 2010)

Un Piano di Salvataggio con più Costi che Utili (Il Sole 24 Ore - 31 Agosto 2010)

Tassare le Banche Incentivo all'Azzardo (Il Sole 24 Ore - 1 Luglio 2010)

Exit Strategy - Un Modello USA per la UE (Il Sole 24 Ore - 13 Maggio 2010)

Crisi di Atene - Ristrutturiamo subito il debito (Il Sole 24 Ore - 4 Maggio 2010)

Patto Malsano tra UE ed Atene (Il Sole 24 Ore - 18 Aprile 2010)


Working Papers / Data


Sovereign Risk Premia
  • With  Adrien Verdelhan, February 2012 [pdf,appendix,data]
  • 2010 WRDS Best Paper Award (EFMA Conference)
  • ABI Country Risk Forum Best Paper Award 2010 (IRMC Conference)
  • AbstractEmerging countries tend to default when their economic conditions worsen. If bad times in an emerging country correspond to bad times for the US investor, then foreign sovereign bonds are particularly risky. We explore how this mechanism plays out in the data and in a general equilibrium model of optimal borrowing and default. Empirically, the higher the correlation between past foreign and US bond returns, the higher the average sovereign excess returns. In the model, sovereign defaults and bond prices depend not only on the borrowers' economic conditions, but also on the lenders' time-varying risk-aversion.

I debiti sovrani nell'area euro: implicazioni per la gestione e la distribuzione dei prodotti di risparmio
  • With Filippo Russo, July 2011 [pdf]
  • Abstract: Con la crisi del debito dell’Eurozona il rischio di strumenti finanziari come le obbligazioni governative dei paesi area Euro e’ radicalmente mutato. Il debito di alcuni paesi periferici, un tempo considerato sicuro, e’ ora scambiato sui mercati alla pari di obbligazioni “spazzatura”. I fondi obbligazionari governativi area Euro investono proprio in questi prodotti e costituiscono una quota significativa del risparmio delle famiglie italiane. La loro performance e’ espressa rispetto ad un benchmark di riferimento generalmente costruito a partire da obbligazioni governative pesate per la loro capitalizzazione di mercato. Con la crisi, i pesi all’interno dei benchmark sono cambiati in modo da aumentare il rischio di default complessivo. In questo contesto, la performance dei principali fondi obbligazionari governativi area Euro italiana e’ positiva. L’analisi rivela un improvviso cambiamento delle strategie di gestione dopo il fallimento di Lehman Brothers in un contesto di grande volatilità dei mercati. Il rischio di questi prodotti e’ tuttavia aumentato ed emerge la necessità della giusta informazione ai risparmiatori in modo che possano allocare in maniera efficiente il proprio patrimonio. Allo stesso tempo, le società di gestione del risparmio dovrebbero valutare la possibilità di utilizzare benchmark diversi, pesati per esempio per il rischio, per evitare che improvvise variazioni nei prezzi e nelle quantità del debito modifichino la rischiosità dei parametri di riferimento della propria performance..

Closed-End Fund Discounts and Aggregate Risk
  • With Adrien Verdelhan, July 2009 [coming soon]
  • Abstract:Closed-end fund market prices differ substantially from their net asset values (NAV), offering time-varying, positive or negative, discounts. We build portfolios of monthly closed-end fund returns by sorting these funds on their NAV discounts. We obtain a monotonically decreasing cross-section of average excess returns. The annualized Sharpe ratio on a simple strategy that goes long in the lowest and short in the highest NAV discount basket is 0.8. We show that return-based risk factors explain a large share of this cross-section of excess returns. As a result, closed-end fund discounts reflect aggregate risks that are not embodied in their NAVs.
Japanese Medium Term Cycle
  • With Diego Comin, 2009
  • Abstract: Two aspects of Japanese stagnation in the 1990s are its severity and persistence. We build a two-country real business cycle model with endogenous productivity, as in Comin and Gertler (2006), to study the importance of foreign factors such as technology, competition and trade policy in shaping the Japanese medium-term cycle. The model predicts that high frequency domestic or international real shocks are propagated into the medium term by the endogenous development of new technologies.