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Associazione Docenti Invisibili da Abilitare

abilitazione all'insegnamento - precari non abilitati - abilitazione estero - abilitazione all'insegnamento scuola primaria - abilitazione all'insegnamento scuola secondaria - MIDA insenganti da abilitare

Ultimo aggiornamento:  26 Maggio 2012

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L'Adida (Associazione Docenti invisibili da Abilitare) nasce l'11 Novembre del 2009 e rappresenta attualmente l'unico ente legalmente costituito che si occupa esclusivamente della tutela dei docenti precari di III fascia. Siamo un’associazione radicata sul territorio impegnata a dare visibilità a tutti quei docenti che da anni prestano servizio nella scuola pubblica italiana, condividendo le medesime responsabilità dei loro colleghi abilitati e di ruolo, che sono in possesso dei titoli necessari per insegnare, ma privi di abilitazione. Per il Ministero dell'Istruzione i  precari di III fascia sono "abili all'insegnamento" ma non alla tutela. E la questione è ancora più imbarazzante e paradossale se si pensa all'esclusione dal "Salvaprecari" ed alla discriminazione rafforzata dalle graduatorie di coda, che si è tradotta in un licenziamento di massa. Adida si oppone fermamente a questa logica discriminante e inammissibile, come pure inammissibili sono le parole del Ministro Gelmini che ha negato a questi lavoratori persino lo status di precari. Vuole quindi evitare che una preziosa esperienza acquisita sul campo vada dispersa ma soprattutto intende lottare per garantire dignità e diritti per questi lavoratori precari.



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Comunicati ADIDA


  • TFA: che fare?
    25 Maggio 2012




    Comunicato inviato a tutti gli aderenti Adida




    01 IL COMUNICATO:
    Gentili colleghi, mancano pochissimi giorni allo scadere dei bandi per l'iscrizione ai test preselettivi ai TFA e ancora il MIUR non ha chiarito quali misure sta programmando per i docenti con servizio. Premesso che Adida ha già ampiamente contestato i presupposti che la nota del 8 maggio 2012 ha introdotto per motivare ciò che pensa di emanare per sanare la questione dei docenti di III fascia, ritenendo che i  ogni caso tali misure, se varate, saranno comunque insufficienti, riteniamo necessario precisare che l’associazione ripone molta fiducia nei ricorsi avviati. Questi, infatti, hanno già prodotto un risultato, le recenti ammissioni del MIUR, ma molto ancora potrà e dovrà essere fatto, anche a tutela di tutti quei docenti che il Ministero vorrebbe escludere, sulla base di parametri assunti in modo parziale e arbitrario.
    Al fine di chiarire come comportarsi, quindi, in relazione all’iscrizione ai test preselettivi, anche ai fini dei ricorsi in atto, precisiamo che la partecipazione ai test stessi è fortemente consigliata, visto che sulla base dell’esito sarà impostata (dopo una attenta valutazione) e parte delle successive azioni di ricorso. La non partecipazione, infatti, potrebbe limitare le possibili azioni di ricorso, impedendo, ad esempio, di impugnare un’esclusione o il diniego all'accesso ai TFA, mediante la cui impugnazione si potrebbero sollevare nuove e importanti censure, nonché richiedere l’accesso con riserva ai suddetti corsi
    Certamente, Adida può solo consigliare, non imporre come comportarsi di fronte alla scelta di procedere o no all’iscrizione ma, in mancanza di certezze sui destinatari di eventuali provvedimenti, nonché sui tempi e sui modi con cui il MIUR intende attuarli, riteniamo che nessuna ipotesi possa essere accantonata con leggerezza. L'avvio dei “corsi speciali” citati nella nota del MIUR del resto non è certo, anche se anche sullo stesso sito del Cineca se ne parla. Quanto fino ad ora emanato dal Ministero, infatti, altro non sono che comunicati stampa senza valore legale, e i tempi di attesa per l'avvio di questi TFA potrebbe essere piuttosto lungo, quindi il consiglio che diamo ad ognuno, è di tentare comunque i test anche da parte di coloro i quali potrebbero beneficiare di eventuali “sanatorie” del MIUR..

    Invitiamo pertanto a considerare i ricorsi avviati, quindi   tutti i passaggi ad essi legati, come una opportunità da seguire con fiducia e attenzione, al fine di ottenere quel riconoscimento che le istituzioni, fino ad oggi, hanno negato.

    NB: a scanso di equivoci si precisa che l'appello sopraesposto non è rivolto ai docenti per le cui classi di concorso non saranno attivati i TFA, in quanto di fatto impossibilitati ad accedere ai Test. In questo caso si invitano i soggetti ad attendere la chiusura del ricorso.

    02. I BANDI:

    DM 31/12 (Definizione dei posti disponibili a livello nazionale per le immatricolazioni ai corsi di Tirocinio Formativo Attivo per l'abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria di primo e di secondo grado, per l'a.a. 2011-12)


    03. LINK CONSIGLIATI/DA PRENDERE IN VISIONE:


    04. APPELLO A PARTE:
    Si informa che l’Associazione al fine di avviare un importantissimo ricorso pilota, è alla ricerca di un soggetto laureatosi successivamente al 31 Marzo 2011 e che mediante l’acquisizione di tale titolo abbia ottenuto i requisiti per accedere “ex novo” alla terza fascia delle Graduatorie d’Istituto (a cui prima non poteva accedere, memmeno per differenti classi di concorso). Vista l’importanza dell’iniziativa e l’urgenza, si prega qualora siate in possesso di tale requisito o a conoscenza di persone che corrispondano alla descrizione sopraesposta di contattare l’assocazione inviando una mail a Valeria Bruccola (membro del direttivo nazionale), scrivendo a: bruccola@libero.it.


    Il Direttivo
    Inviato in data 25/mag/2012 10:22 da Francesca Bertolini
  • Corsi riconversione sostegno
    15 maggio 2012


    Nel preannunciare la volontà di Adida di impugnare il DM 7/12 e il DM 30 Settembre 2011 inerenti le modalità di allestimento dei corsi sul sostegno, si invita nel frattempo ognuno ad inviare tramite la domanda di ammissione ai corsi (vedi allegato) tramite raccomanda con ricevuta di ritorno alla scuola presso cui siete stati assunti (avendo cura di conservare la ricevuta di invio e di ritorno) e/o ad inoltrare tale domanda manualmente, avendo cura di richiedere alla segreteria che il documento sia protocollato. Si invitano tutti gli interessati ad effettuare tale procedura quanto prima possibile.

    Come per altri ricorsi che sono state preceduti dall'invio di domande/raccomandate alle scuole e/o al MIUR, (ricorso Salvaprecari, ricorso GAE) tale operazione preliminare è vivamente consigliata al fine di dimostrare l'interesse del soggetto non contemplato dal provvedimento verso la proposta di corsi per il sostegno.  

    Tuttavia, qualora  per ragioni diverse fosse impossibile provvedere a tale invio, questo potrebbe non impedire l'eventuale partecipazione al ricorso, né tanto meno obbliga a ricorrere, qualora si desiderasse non dar corso legale alla propria richiesta e alla conseguente esclusione. 

    A tal proposito, si anticipa che, sebbene le richieste del ricorso che Adida sta organizzando non sono ancora state completamente definite, saranno prese in esame: 

    • l'eventuale accesso diretto ai corsi sul sostegno; 

    • la richiesta che le modalità e l'accesso alla formazione del personale di ruolo e non di ruolo siano i medesimi, come la gratuità dei costi, l'allestimento di percorsi online ecc..

    IL DIRETTIVO


    Inviato in data 15/mag/2012 04:26 da Francesca Bertolini
  • Obiettivi programmatici e strategie Adida
    11 Maggio 2012

    Documento redatto dal direttivo e che riassume e fa il punto sulle trattative portate avanti a livello politico e amministrativo dall'associazione.




    PREMESSA

    Con la nota emanata in data 8 maggio, 2012 il MIUR ha dichiarato di voler “dare risposta all’esigenza di regolarizzare la situazione di migliaia di persone che hanno permesso negli ultimi anni alle scuole statali e paritarie di funzionare nonostante l’assenza di abilitati”.

    Adida, nei suoi due anni e mezzo di attività, ha sempre sostenuto e difeso la professionalità dei docenti di III fascia ed ha trovato, nelle dichiarazioni appena citate, una eclatante conferma che la strada intrapresa, quella della ricerca giuridica e dei ricorsi, era giusta. Tuttavia, consapevoli che tale strada non poteva essere l’unica, abbiamo sempre accompagnato tale attività ad una intensa attività di sensibilizzazione, rivendicazione e dialogo a livello politico e istituzionale.

    BREVE SINTESI DELL’ATTIVITA’ POLITICA E ISTITUZIONALE DEL PASSATO

    Ci preme ripercorrere velocemente la nostra storia, anche per rispondere al tentativo operato da altre organizzazioni e dai sindacati di arrogarsi i meriti dei traguardi raggiunti quando invece Adida, sola e spesso bersagliata da ogni parte, determinata nella difesa dei diritti di questa categoria è stata la prima, e per molto tempo l'unica, ad appellarsi e a diffondere i principi normativi adesso evocati dallo stesso MIUR.

    A pochi mesi dalla sua nascita, l’associazione, dopo aver contatto tutte le rappresentanze politiche, e tutti i membri delle Commissioni Cultura di Camera e Senato, ha sostenuto le ragioni dei docenti precari di III fascia e l’esigenza di riconoscimento della qualifica e dei servizi di questi lavoratori durante le audizioni parlamentari tenutesi nell’estate del 2010.

    L’incessante attività di dialogo non si è interrotta nemmeno subito dopo i pareri deludenti espressi dalle suddette Commissioni (parere Senato - parere Camera), per altro fortemente influenzate dalla diffusione da parte del MIUR di numeri falsi e pesantemente gonfiati circa la consistenza dei docenti precari di III fascia con almeno 360gg di servizio.

    ATTIVITA’ DI DIALOGO IN TEMPI PIU’ RECENTI

    Nel luglio del 2011, è iniziato un proficuo confronto con le più alte cariche istituzionali e l’associazione è stata più volte ricevuta presso la sede centrale del MIUR. Attraverso i suoi rappresentati, quindi, ha portato dinanzi ai Dirigenti dell’Amministrazione le prorpie rivendicazioni sostenute dalla conoscenza della normativa europea e nazionale evidenziata nel corso dell’intensa e incessante attività di ricerca e documentazione svolta dal Direttivo Nazionale e, così come dimostrato dalla nota sopracitata, il MIUR non ha che potuto ammmettere le proprie responsabilità, impegnandosi al contempo a elaborare ed attuare soluzioni adeguate.

    Anche al Senato della Repubblica e alla Camera dei Deputati, l’associazione ha instancabilmente proseguito nella sua azione di denuncia e sensibilizzazione e l’emendamento proposto dal Senatore Rusconi non rappresenta che l’espressione più recente di questa attività.

    Soprattutto in questi ultimi mesi, però, è stata posta molta cautela nel non divulgare i risultati politici ottenuti e l’identità dei propri interlocutori, vista l’azione di discredito e di contrasto operata da altri gruppi di precari, sia abilitati che no, che, dispiace amaramente constatarlo, non hanno colto la pienezza delle rivendicazioni di Adida e hanno insensatamente vissuto come minaccia l’affermazione dei diritti della nostra categoria.

    Giova a tal proposito ricordare che, l’associazione, consapevole che tutti i titoli che danno accesso alla III fascia d’Istituto in quanto ritenuti dalla vigente normativa validi all'insegnamento nonché idonei e in ogni caso conscia del valore costituzionale del diritto alla formazione e allo studio, sta portando avanti una difficile battaglia per la rivendicazione dei diritti di tutti i docenti precari di III fascia, indipendentemente dall'anzianità di servizio.

    SVILUPPI DEGLI ULTIMI GIORNI

    Le misure proposte dal MIUR, sebbene accompagnate da parziali ammissioni di responsabilità e di accoglimento delle istanze portate avanti da Adida, a nostro avviso non soddisfano pienamente tutte le nostre richieste e rivendicazioni. Per cui, immediatamente dopo la pubblicazione della nota 8 maggio 2012, l’associazione si è velocemente attivata per riprendere il confronto istituzionale e politico. Ciò ci ha permesso in breve tempo, di ottenere alcune prime rassicurazioni, in particolare, in un colloquio intercorso con il Sen. Mario Pittoni capogruppo LNP alla VII Commissione Cultura del Senato, ci ha assicurato il suo completo appoggio se non altro per ottenere una rettifica da parte del MIUR nella questione relativa ai 36 mesi di servizio. Altri incontri con referenti di altri partiti e sigle sono previsti a breve e tra questi, in particolar modo, merita menzione il confronto già iniziato da qualche mese con l’on. Giuseppe Fioroni.

    Direttivo Adida
    Inviato in data 12/mag/2012 09:14 da Fabrizio Bellini
  • “Note a margine sul TFA”: il commento di Adida.. entriamo nel dettaglio della comunicazione del MIUR
    10 Maggio 2012


    Il commento di Adida in merito alla nota emanata dal MIUR in data 8 Maggio 2012


    Con una nota diffusa in Data 8 maggio 2012 il MIUR ha comunicato la propria volontà a voler permettere l'accesso diretto a percorsi abilitanti riservati a tutti quei docenti laureati "ma sprovvisti del relativo titolo abilitante” in possesso di un'anzianità di servizio triennale.

    Recita il comunicato: "la procedura  per i docenti con 36 mesi di servizio sarà costituita da un percorso formativo e da un esame da sostenere e superare per conseguire l’abilitazione. Tale procedura fa eccezione alla logica programmatoria cui è improntato il TFA disciplinato dal D.M. n.249 ma cerca di dare risposta all’esigenza di regolarizzare la situazione di migliaia di persone che hanno permesso negli ultimi anni alle scuole statali e paritarie di funzionare nonostante l’assenza di abilitati. Ove si trascurasse questa emergenza, potremmo incorrere, oltre che in un aggravamento della presenza di non abilitati nella scuola, in probabili sentenze di condanna dell’Amministrazione a dare attuazione al D. Leg.vo 9/11/2007 n. 206 che, in esecuzione della direttiva comunitaria 2005/36 CE, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, fa discendere il riconoscimento dell’abilitazione anche all'effettivo svolgimento dell’attività professionale per almeno tre anni sul territorio dello Stato membro in cui è stato conseguito o riconosciuto il titolo di laurea, previo apposito percorso di abilitazione".

    Nonostante questa "rassicurazione", i TFA, sostanzialmente andranno avanti, "indipendentemente dal diverso percorso abilitante previsto per i docenti con 36 mesi di servizio, laureati ma senza il possesso della prescritta abilitazione". Previsto? E da quando?! Solo sabato, per la prima volta dal Ministro Profumo è arrivata una dichiarazione non ufficiale, in cui si accennava qualcosa, ma, viste le dichiarazioni dei mesi precedenti, sempre diverse, parlare di previsione sembrava, almeno fino a ieri, azzardato.

    Eppure è arrivata, inaspettata, dimostrando che al MIUR, invece di valorizzare la figura dell´insegnante come il cardine su cui ruota la trasmissione dei saperi, si parla di precariato, di "non abilitati", di "aggravamento" e di contenziosi, solo per la paura di una condanna da parte dei Tribunali, come se nulla fosse. Ma in questo non possiamo che trovare il conforto di aver scelto anche la strada dei ricorsi ai Tribunali della Repubblica per chiedere il rispetto della normativa esistente per i precari di III fascia, attraverso quelle sentenze che, come paventa il MIUR stesso, non tarderanno ad arrivare

    E già sulle "probabili sentenze di condanna dell´Amministrazione", come la nota chiaramente recita, conviene spendere qualche parola: non siamo forse di fronte ad una ammissione di responsabilità? Non stiamo forse leggendo, tutti, che il MIUR sta dichiarando pubblicamente che, nel recente come nel lontano passato, ha utilizzato docenti (perché tali siamo!) per ricoprire incarichi nella scuola, e che dall´esperienza professionale maturata non si può prescindere, in virtù di una Direttiva europea che non ha trovato finora posto se non nelle rivendicazioni "politiche" e " legali" proposte da Adida in questi due ultimi anni? Non sta forse ribadendo la fondatezza di tutte le richieste avanzate fino ad ora da Adida?

    Era ora! Il MIUR ha trovato il coraggio di ammettere che "migliaia di persone [...] hanno permesso negli ultimi anni alle scuole statali e paritarie di funzionare nonostante l´assenza di "abilitati". Quindi, il MIUR, le scuole paritarie, e le amministrazioni locali con i Centri di Formazione Professionale, si sono avvalsi dei docenti di III fascia vista "l´assenza di abilitati". Finalmente un´altra ammissione, nonostante qualcuno, tra i politici e i Dirigenti del MIUR, abbiano a volte tentato di richiamare una certa "fortuità" ed "eccezionalità" nel fatto che i precari di III fascia avessero tanto servizio alle spalle.

    Adida, sola e spesso bersagliata da ogni parte, determinata nella difesa dei diritti di questa categoria è stata la prima, e per molto tempo l'unica, ad appellarsi e a diffondere i principi normativi adesso evocati dal MIUR.

    In poco più di due anni e mezzo di attività, attraverso un'opera certosina di studio e analisi, ha evidenziato il quadro normativo e le principali violazioni operate dall'amministrazione nei confronti dei docenti precari di III fascia. Ha inoltre più volte ribadito l'esigenza strutturale dei precari di III fascia nelle scuole italiane e, contestualmente, ha denunciato la passata carenza di effettive possibilità, da parte loro, di conseguire o vedersi riconosciuti l´"ambito titolo di abilitati", a causa di una gestione disomogenea e discriminante delle Scuole di specializzazione e della mancata valorizzazione dei titoli e del servizio.

    E qui subentra imperante un´altra dichiarazione disarmante, per la sua "ingenuità": "ove si trascurasse questa emergenza, potremmo incorrere, oltre che in un aggravamento della presenza di non abilitati nella scuola"! Impossibile non gridare allo scandalo se si mette questa affermazione a confronto con la "logica programmatoria" sostenuta vigorosamente dal MIUR. Come potrebbe aggravarsi una situazione che, a detta dell´Amministrazione, ha bisogno di una programmazione rigida e ristretta, perché, sempre secondo quanto  contenuto nel D.M. n.249, si DEVE tener conto dell´effettiva esigenza di personale per definire i numeri dei TFA? E infine, se il MIUR ritiene di dover "regolarizzare la situazione" non è forse perché tale situazione regolare non è, esattamente come Adida sostiene da tempo? 

    E in ultimo, una chicca: "abilitarsi, dunque, non significa diritto al posto e quindi non significa neppure aggravio della spesa pubblica". Formidabile! Anche in questo il MIUR dà forza alle rivendicazioni di Adida, che dalle audizioni parlamentari del 2010 ad oggi, ha perso metaforicamente la funzionalità delle corde vocali nel sostenere che non era possibile confondere la formazione, un diritto costituzionale di tutti i cittadini, insegnanti compresi, con il reclutamento, le cui esigenza di regolamentazione non è mai stata messa in discussione se non quando si fosse configurata, come in molti casi anche a danno dei precari di III fascia, un evidente sfruttamento, in barba delle Direttive comunitarie (precisamente la Direttiva 1999/70/CE del Consiglio) e delle Leggi nazionali a riguardo, sotto gli occhi persino dei sindacati che avrebbero dovuto insorgere

    Ultima in ordine di tempo è la Legge 04.11.2010 n° 183 , G.U. 09.11.2010, dove all´ARTICOLO 13, comma due si legge che: "le pubbliche amministrazioni, per motivate esigenze organizzative, risultanti dai documenti di programmazione previsti all'articolo 6, possono utilizzare in assegnazione temporanea, con le modalità previste dai rispettivi ordinamenti, personale di altre amministrazioni per un periodo non superiore a tre anni". Legge recente, è vero, ma che suggella quel percorso di civiltà che l´Italia ha solo teoricamente compiuto nella direzione della tutela del principale diritto dei propri cittadini: il lavoro. 

    A questo proposito, vale la pena di spendere altre due parole, visto il richiamo ai "36 mesi di servizio" contenuto nella nota, sorprendentemente accompagnato dalle gravi ammissioni del MIUR già commentate finora: trentasei mesi di servizio, nella scuola, dove è necessario ricordare vige la "stagionalità" dei contratti, sono un parametro che istituisce un ordine di grandezza che non concorda né con la durata dell´anno scolastico, né con il sistema che lo stesso MIUR adotta per l´attribuzione del punteggio relativo ad un anno di servizio. Se consideriamo che, nei mesi estivi, i docenti precari non sono coperti da contratto, nella più ottimistica previsione, per arrivare a maturare 36 mesi di servizio, di anni di docenza ce ne vorrebbero almeno quattro, considerando i contratti "annuali" da settembre a giugno. Come recita l´art. 11, co. 14, l. 124/99, infatti, «il servizio di insegnamento non di ruolo prestato a decorrere dall´anno scolastico 1974-1975 è considerato come anno scolastico intero se ha avuto la durata di almeno 180 giorni oppure se il servizio sia stato prestato ininterrottamente dal 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale», con conseguente irrilevanza della distinzione, ai fini del calcolo dell´anzianità di servizio, tra supplenza annuale e supplenza fino alla cessazione dell´attività didattica.

    E poi questi fatidici trentasei mesi, utili (come abbiamo prima ricordato) persino per ambire alla stabilizzazione (Direttiva 1999/70/CE del Consiglio), nei disegni del MIUR servirebbero ad ottenere un semplice "pezzo di carta", nonostante la citata Direttiva europea 36/2005 preveda che tre anni di esperienza professionale siano assimilati a un TITOLO DI FORMAZIONE, soprattutto se, come nel caso dei docenti di III fascia secondo quanto stabilito dai loro contratti di assunzione, abbiano svolto la professione in modo effettivo e legittimo. In mancanza di nuove regole per il reclutamento, invece, il MIUR "mette le mani avanti" e non perde occasione di ricordare che l´abilitazione che questi docenti con pluriennale esperienza conseguirebbero servirà solo a partecipare a concorsi ai quali, per altro, se banditi, potrebbero già partecipare in quanto ritenuti dalla vigente normativa "possessori di titoli validi all´insegnamento". Un Grande passo in avanti, dunque...

    Eppure, il MIUR, applicando correttamente la Direttiva europea, non ha faticato a rispettarla per tutti quei docenti europei che, avvalendosene legittimamente, hanno richiesto ed ottenuto sulla base di Decreti emessi anche in questi ultimi mesi, gli stessi mesi in cui i docenti di III fascia hanno dovuto lottare persino per il riconoscimento dell´"ambito" status di precari, e, senza uno specifico titolo di abilitazione, con titoli di studio identici a quelli dei docenti italiani, si sono visti "abilitare" con la formula di ammissione secondo cui "l'esperienza professionale" posseduta dagli interessati "ne integra e completa la formazione", principio applicato a docenti non italiani (provenienti da paesi come la Grecia, la Polonia, la Bulgaria, la Romania, la Spagna, ecc.) anche con esperienza professionale di soli dodici mesi nel proprio Paese.

    Incomprensibile agli occhi dei precari di III fascia, quindi, ipotizzare le ragioni di un accanimento senza precedenti nella storia italiana, quello che il MIUR sta riservando loro, pur essendosi trovato costretto a riconoscerne l'esistenza e il valore, evidente quando si "prevede" di fissare un parametro forzato e privo di corrispondenza in una realtà scolastica provata, per stessa ammissione del Ministero, dall'esistenza di un´"emergenza" da non trascurare e di cui auspica una "normalizzazione".  

    E in conclusione la considerazione secondo cui, dopo anni di utilizzo dei docenti di III fascia, come si evince chiaramente da questa nota "chiarificatrice", ancora non è passato un concetto: un anno scolastico di docenza è ben oltre rispetto ad un anno di tirocinio sotto la guida di un tutor, quanto a responsabilità, mansioni, ruolo, status, oneri, ecc. I docenti di III fascia, non sono "saliti in cattedra" ma sono stati nominati sulla base di graduatorie istituite dal sulla base di Decreti del MIUR, che ne hanno valutato i titoli e il servizio. Sulla base dei contratti stipulati, poi, questi insegnanti si sono assunti tutte le loro responsabilità, civili quanto penali, nei confronti dell´Amministrazione, delle istituzioni scolastiche presso cui hanno lavorato, degli alunni, i minori che sono stati a loro affidati, anche al di fuori delle mura scolastiche.

    Attendiamo, allora, questa "profetica" opportunità, dispensata con l´"evidente" volontà di appianare un annoso problema, ed intanto, districandoci a fatica in un ginepraio di dichiarazioni contraddittorie, dovremo pagare dai 100 euro in su per sostenere i test preselettivi di accesso ai TFA, dal quale attualmente nessuna norma esonera! Al di la delle dichiarazioni rese dal MIUR infatti, non si sa né "se", né "come", né "quando", tali intenti verranno attuati.

    Chissà che al MIUR, qualcuno, nel frattempo, non si renda presto conto che c´è qualche "dettaglio" da rivedere!

    L´associazione Adida





    http://goo.gl/J1isY
    Inviato in data 12/mag/2012 09:00 da Fabrizio Bellini
  • Motivi Aggiunti ricorso TFA per impugnazione DM. 14 marzo 2012 n. 31
    08/05/2012

    Comunicato IMPORTANTE rivolto a tutti i soggetti GIA' aderenti al ricorso TFA. Tale comunicato fa seguito ad una comunicazione operata dall'associazione in data 19 Marzo 2012 dove già veniva annunciata l'esigenza di proporre tale impugnativa e le motivazioni che ne stavano alla base. 




    01. TESTO DEL COMUNICATO:

    Si informa che tra pochi giorni scade il termine entro il quale impugnare, come Motivi Aggiunti, il Decreto Ministeriale n. 31/2012, nell’ambito del ricorso TFA.
    Tale azione, come spiegato in un comunicato diramato dall'associazione in data 19/03/2012, si rende necessaria a partire dalla certezza che, nei riguardi della questione dei numeri decisi per le varie classi di concorso, il MIUR ha utilizzato dei parametri inadeguati, legando, come per altro già evidenziato nel ricorso, la questione della formazione, diritto costituzionale, al reclutamento.

    Inoltre, non meno importante, è l’evidente disomogeneità dell’assegnazione dei posti sia a livello nazionale che tra un insegnamento e un altro, con l’aggravante che molte classi di concorso, alcune delle quali in attesa di percorsi abilitanti da decenni, saranno ancora una volta escluse, cosa che in prospettiva alimenterà direttamente e consapevolmente le sacche del precariato già esistenti, vista la reale e strutturale esigenza di docenti nelle classi di concorso in questione.

    Abbiamo tardato la decisione di impugnare questo atto, per motivi determinati dall’attesa generata dalle numerose interrogazioni parlamentari, dai tentativi di proporre emendamenti utili ad parziale soluzione della nostra problematica,  dalle continue dichiarazioni del Ministro Profumo. Purtroppo l’attività parlamentare, anche quando siamo andati vicini ad una svolta con la proposta di emendamento del Senatore Rusconi non ha prodotto i risultati sperati. E per quanto le "rassicurazioni" del Ministro profumo riportate in un comunicato stampa diramato dal MIUR in data 8 Maggio 2012 secondo cui, ai sensi della direttiva 2005/36 del consiglio, i precari in possesso di un'anzianità di servizio per lo meno pari a 36 mesi potranno accedere direttamente a percorsi abilitanti riservati, possano ritenersi almeno in parte positive, tuttavia va altresì precisato che purtroppo attualmente non si sa né "se", né "come", né "quando", tali intenti verranno attuati. In attesa, e nella speranza che i propositi espressi vengano almeno in parte stesi nero su carta ed entrino a far parte del nostro ordinamento giuridico, non possiamo che constatare che attualmente l'unico mezzo di tutela che abbiamo a disposizione per operare a tutela dei nostri diritti non resta che la via giuridica, procedendo all'impugnazione anche di quest'ultimo decreto che per altro si presta a sollevare nuove e importanti censure.

    02. MODALITA' DI ADESIONE E DI SEGNALAZIONE DEL VERSAMENTO:

    L’adesione è semplicissima: sarà sufficiente versare l’importo di 20 Euro seguendo le indicazioni contenute nel sito a questa pagina e specificando nel versamento la seguente causale: "spese legali e amministrative motivi aggiunti TFA (DM 31/12)" . Successivamente, sarà necessario segnalare l’avvenuto pagamento sulla piattaforma on line dei ricorsi dove al punto D. troverete la dicitura Motivi aggiunti avverso DM 31/2012: basterà quindi compilare i campi inseriti nel link 1. Segnala il versamento.

    03. SCADENZA DEI TERMINI DI ADESIONE:

    La procedura di adesione terminerà il giorno 19/05/2012 alle ore 24.00.

    04. A CHI E' RIVOLTO IL RICORSO PER MOTIVI AGGIUNTI:

    Il ricorso è rivolto a tutti gli aderenti iscritti al ricorso TFA indipendentemente dall'anzianità di servizio maturata, compresi i diplomati magistrali e i soggetti per i quali non vedranno attivato per le proprie classi di concorso alcun percorso abilitante. In questi casi il ricorso per motivi aggiunti sarà teso a dimostrare la lesività ed illegittimità dell'esclusione operata arbitrariamente dall'amministrazione.

    05. COSA SUCCEDE SE NON EFFETTUO L'IMPUGNAZIONE ENTRO I TERMINI STABILITI?

    La mancata impugnazione del decreto in oggetto entro i termini stabiliti per legge potrebbe comportare per il ricorrente il rigetto del ricorso, in quanto non avendo egli effettuato il l'impugnazione delle misure lesive contenute nel decreto in oggetto, egli ha "implicitamente dichiarato" il proprio "benestare" a tali misure ed in particolare ai TFA a numero programmato/chiuso. Si verifica cioè quello che in giurisprudenza viene comunemente denominata come la "perdita di interesse" che inesorabilmente porta i magistrati ad un rigetto dell'istanza non già per l'irragionevolezza delle richieste operate, ma per la dimostrata "carenza di interesse" da parte del ricorrente.

    06. VARIE ED EVENTUALI:

    Al fine di dare risposta agli eventuali quesiti, dubbi che ...  si invita ognuno alla rilettura del comunicato diramato in data 19 Marzo 2012 ed eventualmente ad inviare una mail ad associazione.adida@gmail.com. 

    Direttivo Adida



    Inviato in data 11/mag/2012 06:52 da Francesca Bertolini
  • Rassicurazioni
    02/05/2012




    Da qualche giorno riceviamo preoccupate richieste di spiegazione in seguito ad un comunicato diramato da un´organizzazione sindacale nella quale si fa riferimento al rigetto della domanda di sospensione cautelare deciso dal Tar del Lazio, nell´ambito di un ricorso intentato contro il DM 249/2010 sulla formazione iniziale dei docenti. Per chi non lo sapesse, la sospensione cautelare è una procedura che sospende gli effetti del provvedimento che è stato impugnato, in attesa che il tribunale si esprima a riguardo. Il Tar del Lazio, nel momento in cui ha preso tale decisione, ha ritenuto che il DM impugnato, dal momento che non era ancora attuazione, non era lesivo per i ricorrenti, quindi ha deciso di andare al merito, ovvero all'analisi del decreto stesso e del ricorso proposto, senza sospenderne la sua attuazione. Ci preme chiarire che l´associazione a cui si fa riferimento come destinataria del provvedimento non è l´Adida ma un sindacato, i cui legali hanno scelto di non fare tale richiesta proprio in virtù delle ragioni addotte dai giudici.

    Oltre a tale precisazione, si ritiene importante tranquillizzare tutti che tale decisione non comporta alcuna ripercussione sui ricorsi , neanche su quello al quale la richiesta di sospensiva era legata. Semplicemente i giudici non hanno ritenuto necessario sospendere gli effetti di un decreto ancora non immediatamente
    lesivo in quanto, in quel momento, come già detto, non era ancora in fase ti attuazione.
    Inviato in data 02/mag/2012 14:00 da Francesca Bertolini
  • Auguri...
    08 Aprile 2012

    Il direttivo e il coordinamento ADIDA desiderano augurare ad ognuno una Felice Pasqua!


    Inviato in data 08/apr/2012 02:58 da Francesca Bertolini
  • Ricorso TFA: possibile riapertura dei termini di adesione
    24 Marzo 2012

    A seguito di numerose domande pervenuteci da colleghi e aderenti esclusi dal precedente ricorso avverso il DM 249/2010 che chiedevano informazioni riguardo la possibile riapertura del ricorso TFA, si fa sapere che l'associazione sarebbe intenzionata a proporre nuovi ricorsi avverso il numero chiuso e per l'accesso diretto ai TFA qualora, come si ritiene probabile, l'emanazione dei bandi universitari e l'effettivo avvio dei test siano ci forniscano gli estremi per la riproposizione di una nuova impugnazione.



    Sono più di uno, i ricorsi collettivi che l'associazione Adida ha avviato a favore dei propri aderenti avverso il Decreto Ministeriale 10 Settempre 2010, n. 249 e pubblicato in GU in data 31 Gennaio 2011, tra la fine di marzo e gli inizi di giugno dello stesso anno. La gravità e l'effettiva lesività delle misure contenute nel decreto hanno spinto un numero elevatissimo di docenti di III fascia a dare la propria adesione a tali iniziative legali. E' difficile, se non impossibile riassumere in poche righe tutte le censure contenute nel Decreto sulla Formazione Iniziale Docenti ravvisate da Adida e dai suoi legali nonché le richieste di conseguenza formulate  nel ricorso. Nel premettere che a questa pagina è possibile leggerne almeno un parziale elenco, va definitivamente chiarito che il cosiddetto "Ricorso TFA", che riunisce in realtà un insieme di ricorsi, è una complessa iniziative legale, che va ben oltre l'obiettivo di abolire il numero chiuso per l'accesso ai corsi previsti dall'art. 15 del decreto (TFA/CAS).

    Ai fini della valutazione di una possibile riproposizione del ricorso contro i TFA, va premesso che qualsiasi atto (decreto/circolare/nota ecc...), contenente misure ritenute lesive, DEVE essere impugnato, pena la decadenza dei termini, entro 60 (o entro 120gg per il ricorso straordinario) dinanzi al tribunale competente. Quindi, non ci è purtroppo in alcun modo possibile proporre un nuovo ricorso per l'impugnazione del DM 249/2010, in quanto i termini per l'impugnazione sono scaduti ormai da quasi anno.
    Ciò premesso, tuttavia, con l'emanazione dei bandi universitari e l'effettivo svolgimento dei test d'accesso ai TFA, scatterebbero i termini per la proposizione di un nuovo ricorso che avrebbe per oggetto non più all'impugnazione del DM 249/2010 e dei successi decreti di attuazione, bensì quella dei bandi universitari e delle relative modalità di svolgimento dei test in quanto le università, nell'attuazione di tale attività, debbono tenere conto di una serie di dettami e norme, alcune delle quali in aperto contrasto con quelli contenuti nello stesso decreto che ha istituito i TFA, fornendo quindi lo spunto per un nuovo tipo di impugnazione (diversa certamente dalla prima) ma che comunque potrebbe permettere di avanzare ed ottenere la richiesta di accesso ai TFA, anche quando l'eventuale ricorrente non fosse risultato né vincitore né idoneo.

    Detto altrimenti, è molto probabile, anche se non del tutto certo che, a seguito dell'emanazione dei bandi universitari di avvio dei test, sarà possibile proporre un nuovo ricorso contro il numero chiuso, per la richiesta di accesso diretto ai TFA, nonché per il risarcimento delle somme versate per la partecipazione a tali percorsi formativi. Ricordando quindi che l'associazione informerà tempestivamente ognuno, mediante la pubblicazione sul sito e l'invio di apposita circolare ai propri aderenti di tale opportunità e della sua volontà di proporre, per chi lo volesse, nuovi ricorsi per la richiesta di accesso diretto ai corsi abilitanti previsti dallo Schema di Decreto sulla Formazione Iniziale Docenti.

    A tale proposito, anticipiamo che saranno ammessi a partecipare a tali iniziativa tutti i soggetti aventi valido titolo all'inserimento nelle Graduatorie d'Istituto di III fascia, indipendentemente dall'anzianità di servizio. Nel far sapere che gli avvocati Santi Delia e Bonetti Michele, incaricati di seguire il ricorso, risultano essere tra i principali esperti in ricorsi contro il numero chiuso nelle università, e che a loro avviso vi sono gli estremi per chiedere ed ottenere l'accesso diretto a tali percorsi anche per quei soggetti sprovvisti di qualsiasi anzianità lavorativa, si fa sapere che altri eventuali dettagli relativi al ricorso, verranno comunicati al momento della sua proposizione.

    Direttivo Adida


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    Inviato in data 25/mar/2012 11:21 da Francesca Bertolini
  • Ricorso GAE/GI: Facciamo il punto
    24 Marzo 2012




    Forse  in conseguenza delle approfondite spiegazioni che Adida ha voluto fornire, per dovere di trasparenza, anche rispetto ai limiti stessi del ricorso, ben pochi hanno percepito l'importanza e l'opportunità che il ricorso GAE/GI proponeva, i cui risvolti, in caso di esito positivo, non hanno eguali rispetto altri ricorsi o iniziative. Ciò premesso, al fine di fare chiarezza e dare una risposta ai più comuni quesiti che molti ci propongono, per fornire tutte le informazioni necessarie sul ricorso in oggetto, proponiamo qua di seguito un breve vedemecum/FAQ redatto dal direttivo dell'associazione di cui vi invitiamo a prendere visione.

    Quali sono le novità sull'andamento del ricorso? 

    Nell'informare che in data 29/09/2011 si è tenuta presso la sede del TAR LAZIO l'udienza preliminare, durante la quale non si è però entrati nel merito della vicenda, va poi precisato che non vi sono allo stato attuale altre novità riguardanti l'andamento che il ricorso ha fino ad ora avuto. Purtroppo ancora non sappiamo quando avremo l'udienza di merito e quindi la sentenza, tuttavia alcuni positivi cambiamenti avvenuti all'interno della sez. III Bis del TAR Lazio ci fanno sperare in un'accelerazione dei tempi. Non solo sono state infatti trasferite ad altra sezione una parte considerevole delle cause di loro competenza, ma è inoltre da segnalare l'arrivo di due nuovi magistrati che finalmente hanno coperto quel "buco d'organico" che si era creato c.a. un anno fa con il trasferimento di uno dei giudici.

    Sappiamo che Adida ha avuto in questi mesi una serie di significative intuizioni in ambito giuridico, in che modo potrebbero influenzare il ricorso?

    Nel ricordare che il direttivo dell'associazione, consapevole della gravità della questione III fascia, della sua complessità, nonché delle reticenze che vi erano nei nostri confronti sia sul piano politico che sul piano sindacale, ha posto al centro delle sue attività ed iniziative la conoscenza e lo studio della normativa, al fine di ricavare da tale attività gli strumenti per poter oltrepassare gli enormi ostacoli che la realtà ci poneva dinanzi. 

    Tale attività, che tutt'ora prosegue senza sosta, ci ha permesso di maturare un'idea ed una concezione dei docenti precari di III fascia d'Istituto del tutto nuova e "rivoluzionaria", secondo la quale tale personale deve ritenersi pienamente abilitato e qualificato e pertanto meritevole di gareggiare alla pari con i colleghi inseriti a pieno titolo nelle Graduatorie ad esaurimento. Chi volesse può documentarsi visionando i seguenti articoli/documenti:
    1. Siamo tutti abilitati! La nuova e clamorosa interpretazione della normativa proposta da Adida: documento che spiega perché i titoli in possesso dei docenti precari di III fascia debbano ritenersi abilitanti all'insegnamento;

    2. VIDEO: i precari non abilitati in realtà abilitati: si tratta di un video illustrativo, dove si spiega non solo perché i docenti precari di III fascia debbano ritenersi abilitati all'insegnamento, ma perché essi a partire dal 2007 avrebbero dovuto godere dell'accesso alle graduatorie permanenti ad esaurimento;

    3. Professione docente: quando essere italiani costituisce uno svantaggio: si tratta dell'ultimo articolo in ordine di tempo pubblicato in merito alla questione, l'importanza delle scoperte comunicate consiste essenzialmente nel fatto che esso conferma nella pratica quanto ipotizzato dagli articoli di cui ai punti n. 1 e 2. Si tratta pertanto di una informazione fondamentale!

    4. Diploma magistrale abilitante all'insegnamento: sezione contenente una raccolta di articoli inerenti la questione del valore abilitante del diploma magistrale conseguito entro il 2002;

    5. III fascia abilitata all'insegnamento: sezione contenente una raccolta di articoli volti a spiegare perché i titoli che danno accesso alla III fascia d'Istituto debbano considerarsi abilitanti all'insegnamento.
    In conclusione, quello che si vorrebbe dire è che grazie al lavoro paziente e meticoloso di ricerca in campo normativo effettuate in questi ultimi mesi, il ricorso ha acquisito senz'altro una prospettiva più incoraggiante e una maggiore stabilità.

    La riapertura delle GAE predisposta dal decreto Mille Proroghe avrà delle ripercussioni sul ricorso in atto? Se sì quali?

    Con l'emanazione della L. 14/2012 meglio conosciuta come "Decreto Milleproroghe" è stata sancita la formale riapertura delle GAE. A tal proposito si riporta qui di seguito il testo dell'art.  Art. 14: "2-ter. Fermo restando che le graduatorie ad esaurimento di cui all'articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, restano chiuse, limitatamente ai docenti che hanno conseguito l'abilitazione dopo aver frequentato i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), il secondo e il terzo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A, nonche' i corsi di laurea in scienze della formazione primaria negli anni accademici 2008-2009, 2009-2010 e 2010-2011, e' istituita una fascia aggiuntiva alle predette graduatorie. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università' e della ricerca, sono fissati i termini per l'inserimento nelle predette graduatorie aggiuntive a decorrere dall'anno scolastico 2012-2013

    2-quater. I beneficiari dei diritti previsti dalla legge 12 marzo 1999, n. 68, e dall'articolo 6, comma 3-bis, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n. 80, possono fare valere il solo titolo di riserva nelle graduatorie provinciali ad esaurimento con cadenza annuale."

    A tal proposito nell'informare che si rende necessaria impugnazione con motivi aggiunti di tale decreto, si fa sapere che l'associazione ha stabilito di procedere a questa nuova impugnazione facendo fronte alle spese legali senza ulteriori costi per i ricorrenti.
    Inoltre, la fortuita riapertura delle suddette graduatorie, eliminando definitivamente alcuni dei possibili motivi di respingimento del ricorso, rafforza ulteriormente la causa a vantaggio dei ricorrenti.

    Direttivo Adida



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    Inviato in data 24/mar/2012 10:55 da Francesca Bertolini
  • Ricorso TFA: facciamo il punto
    19 Marzo 2012


    Nell’informare che in data 14 Marzo 2012 con l'emanazione del Decreto Ministeriale n. 31 con il MIUR ha definito  i posti disponibili a livello nazionale per le immatricolazioni ai corsi di Tirocinio Formativo Attivo per l'abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria di primo e di secondo grado, per l'a.a. 2011-12, l’associazione ritiene utile fare il punto sull’andamento del ricorso attualmente in atto e i possibili futuri sviluppi.





    Molti sono i timori, le paure e i quesiti che l'emanazione del DM 14/2012, con il quale il MIUR ha definito i posti disponibili a livello nazionale per le immatricolazione ai corsi di Tirocinio Formativo Attivo, e il possibile avvio dei test di accesso ai TFA a Giugno hanno suscitato in ognuno di noi, così come molte sono le speranze e i sogni riposti nel ricorso avverso il DM 249/2010 (Schema di Decreto sulla Formazione Iniziale dei Docenti) avviato da Adida c.a. un anno fa e non ancora concluso. Al fine di fare chiarezza e dare una risposta ai più comuni quesiti che molti ci propongono, l'associazione ha quindi deciso di redigere una FAQ consultabile da ognuno.

    01. A che punto è il ricorso? Quando si concluderà?

    Nel'informare che in data 01/03/2012 si è svolta dinanzi tribunale del TAR Lazio l'udienza preliminare ottenuta per via della presentazione da parte dei legali dell'associazione dei motivi aggiunti per l'impugnazione del decreto ministeriale 11/11/2011 pubblicato sulla GU n. 288 in data 12 dicembre 2011 e del decreto 11/11/2011 pubblicato sulla GU n. 298 in data 23 Dicembre 2011 mediante i quali sono state definite le caratteristiche delle prove di accesso dei percorsi formativi di abilitazione per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria. Nel comunicare che l'associazione Adida ha potuto far fronte anche alle spese di questa ennesima azione legale senza gravare sui ricorrenti, grazie alle donazioni volontarie che ha ricevuto,  si rende noto che durante quest'ultima udienza gli avvocati per la terza volta hanno sollecitato la fissazione della data dell'udienza di merito ma, allo stato attuale, ancora non siamo purtroppo in grado di stabilire quando il ricorso avrà termine.

    A tal proposito giova comunque ricordare che alcuni cambiamenti positivi avvenuti all'interno della sez. III bis del TAR Lazio, delegata alla gestione dei "ricorsi scolastici", ed in particolare lo spostamento di una parte delle cause ad altra sezione, nonché l'arrivo di due nuovi magistrati che finalmente hanno colmato quel vuoto in organico che si era venuto a creare poco meno di un anno fa con la dipartita di uno dei giudici, ci fanno sperare in uno snellimento delle pratiche ed in una velocizzazione del ricorsi, anche se a tal proposito è utile sottolineare che a causa dei gravi ritardi accumulati in quest'ultimo periodo, la fine del ricorso potrebbe comunque non essere imminente.

    02. Con l'uscita del DM 14 Marzo 2012 n. 31, il MIUR ha definito i numeri per l'accesso ai TFA, intende l'associazione fare qualcosa?

    L'emanazione del decreto in questione e le misure gravemente lesive in esso contenute ci impongono di proporre una nuova impugnazione con motivi aggiunti. Tale impugnazione non solo ci permette di far leva su nuove e importanti censure che il decreto contiene, aumentando quindi le possibilità di accoglimento dell'istanza, e quindi della vittoria della causa, ma si rende assolutamente necessaria se si vuole evitare il respingimento della causa per carenza di interesse. Semplificando al massimo, è utile informare che la mancata impugnazione entro i termini stabiliti per legge (ossia 60gg. dall'emanazione/pubblicazione dell'atto) del decreto mediante il quale sono stati definiti i contingenti di accesso ai TFAfinirebbe con il dimostrare la mancanza di interesse dei ricorrenti contro l'istituzione del numero chiuso, rischiando quindi il respingimento del ricorso.

    A tal proposito l'associazione fa sapere che purtroppo non è in grado di sostenere le spese per quest'ennesima impugnazione per motivi aggiunti. Nel ricordare che, diversamente da quanto prospettato fin dall'inizio nelle istruzioni per il ricorso contro i TFA, Adida ha per ben tre volte presentato ricorso per motivi aggiunti a favore di tutti i ricorrenti, versando quanto dovuto ai legali senza la richiesta di un ulteriore contributo rispetto alla quota iniziale, si ritiene necessario ribadire ancora una volta, l'importanza di questa nuova impugnazione, ricordando che, come specificato nella pagina di presentazione del ricorso, il costo di questi motivi aggiunti ammonta a €20,00 e che quanto prima informeremo i ricorrenti sulle modalità per effettuare e segnalare il versamento stesso.

    03. Cosa dobbiamo fare qualora i test e i TFA vengano avviati prima che il ricorso sia concluso?

    I legali hanno suggerito in questo caso di partecipare sia ai test che ai corsi (qualora se ne abbia l'opportunità). Giova a tal proposito ricordare che tra le richieste contenute nel ricorso vi è l'applicazione di quanto sancito dal DPR 306/1997 e dal CCNL. Il primo sancisce che "la contribuzione studentesca non può eccedere il 20 per cento dell’importo del finanziamento ordinario annuale dello Stato", il secondo stabilisce che i docenti in servizio accedano direttamente alla formazione, che essa sia erogata gratuitamente, che siano rimborsate eventuali spese di viaggio e che le ore ad essa dedicate siano retribuite come ore di servizio. Detto altrimenti, si procederà alla richiesta del risarcimento in toto di tutte le spese sostenute e del versamento degli onorari dovuti per le ore dedicate alla formazione.

    Giova a tal proposito ricordare che sono numerosi i ricorsi che gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, incaricati della conduzione del ricorso hanno avviato avverso le università per la richiesta di risarcimento delle somme ingiustamente richieste agli studenti, molte delle quali risultano concluse con esito favorevole (in alcuni casi le università hanno dovuto restituire ingentissime somme).

    Essendo la questione economica una delle cause della formazione del precariato di III fascia d'istituto e forse anche alla base della resistenza alle richieste di riconoscimento delle qualifiche di questi docenti, si fa sapere che Adida valuterà l'opportunità di avviare nuove iniziative legali a sostegno di quei soggetti che, pur se esclusi dal ricorso in questione, dovessero risultare idonei ai TEST ed accedere ai TFA.

    04. Per la mia classe di concorso non è previsto l'avvio di alcun TFA... Cosa devo fare?

    In questo caso l'unica alternativa è quella di attendere la conclusione del ricorso, sperando in un esito favorevole.

    05. Potrebbe influenzare negativamente l'esito del ricorso, iscriversi ai test e non superarli?  Devo quindi studiare e prepararmi ai TEST? 

    No, non aver superato le prove selettive non diminuisce le possibilità di vittoria del ricorso. Scegliere se studiare o meno resta quindi una scelta soggettiva. Nel premettere che l'associazione è formalmente contraria per motivi pratici ed ideologici alla frequenza di costosi corsi di preparazione, ognuno è comunque libero di procedere come crede.

    06. Cosa accadrebbe se dovessi oltrepassare il test d'accesso?

    In questo caso potrai frequentare regolarmente, qualora abbiano avvio, i TFA, e decadrebbe per il ricorrente l'interesse a ricorrere contro il numero chiuso. Resterebbero tuttavia in piedi le richieste contenute nel ricorso di riconoscimento della qualifica, di risarcimento delle spese sostenute per l'accesso ai corsi ecc..

    07. Quante sono le possibilità di vittoria del ricorso?

    Premesso che non ci è possibile fare previsioni certe, ribadiamo ancora una volta che a giudizio dei legali il ricorso è solido e fondato. A tal proposito ancora una volta si ricorda che gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti sono stati scelti a rappresentare Adida e i suoi ricorrenti in quanto risultano essere i maggiori esperti a livello nazionale in ricorsi contro il numero chiuso nelle università. Sono decine i ricorsi presentati e vinti, l'ultimo dei quali ha permesso l'accesso diretto ai corsi abilitanti di Scienze della Formazione Primaria ad una quarantina di studenti che si erano affidati ai due studi legali. Non possiamo darvi certezze assolute, ma ad ogni modo il direttivo garantisce che si sta facendo tutto il possibile affinché si possa arrivare ad una positiva conclusione.

    08. E' necessario il B2 di Inglese? 

    Adida sostiene di no, anche se si invita per approfondimenti a consultare questa pagina.

    Direttivo Adida



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    Inviato in data 20/mar/2012 15:46 da Fabrizio Bellini
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E' mio desiderio che ognuno di voi si convinca che ciò che chiediamo non è elemosina, ciò che chiediamo è il pieno rispetto delle leggi e della costituzione nonché dei diritti da essi sanciti. Per cui le ns. richieste non vengono avanzate perché siamo belli, simpatici, grassi, magri ... ma perché ci spetta di diritto! La domanda che si può porre ad altri non è se essi intendono o meno accontentarci, ma se intendono o meno rispettare la legge.



Per favore siatene convinti perché solo così vinceremo
 

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