L'Urlo.....Cortese on line
Il giornale ufficiale del Liceo Scientifico Statale "Nino Cortese" di Maddaloni
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L'Urlo Cortese --- 2006 Caporedattori: Virgilio Falco e Pina Nuzzo |
L’Urlo…..Cortese Anno IV numero III
Una lettera per dirsi arrivederci
Cari ragazzi ormai questa lettera di commiato è una tradizione, per dirsi che siamo stati bene insieme, che abbiamo compiuto ancora un tratto insieme e ci vogliamo ancora bene; non è stato un anno semplice e sempre sereno; siamo diventati tanti, ci sono difficoltà di gestione di un gruppo così numeroso, a volte un po’ di generosità in più, da tutte le parti, non sarebbe male. Ma io sono contento e tanto, alla fine di questi tanti giorni che abbiamo visto scorrere come grani di un rosario complesso e difficile che si chiama vita…… Ci sono stati momenti di particolare difficoltà tali che forse in un’altra scuola sarebbero stati dirompenti; noi abbiamo ancora una volta superato il tutto per la fiducia che avete in me, perché il segreto, diceva don Milani, è “sortirne insieme”. Io sto lottando, per vostro conto e col conforto dei docenti e degli OO.CC. della scuola, per garantirvi una ripresa delle lezioni più serena e senza problemi; l’anno prossimo saremo più di 1400; e io voglio per voi una scuola di qualità, non solo le aule che devono darci e subito, ma anche spazi vivibili, laboratori, aule speciali, tutto ciò di cui una scuola vera e viva come la nostra ha bisogno. A parole tutti proclamano la centralità della scuola, ma poi spesso i giochi della politica, il disinteresse pratico, gli egoismi di bottega prevalgono. Forse quest’anno che verrà ci vedrà più sereni e tranquilli, o forse dovremo muoverci con tutte le forme della mobilitazione civile per garantirci un diritto allo studio che rischia di rimanere solo sulla carta. Ma bando alle preoccupazioni, pensate a godervi le belle giornate estive, non dimenticando che lo studio non è una maledizione da esorcizzare, ma un compagno fedele, e si fa strada chi sa cogliere ogni possibilità per formarsi e progredire! E AUGURI DI CUORE A CHI DEVE SOSTENERE GLI ESAMI DI STATO! Conservo molti bei ricordi delle allieve e degli allievi che quest’anno se ne andranno per affrontare l’università, la vita, il lavoro: a tutti chiedo di portare nel cuore questa scuola, i loro docenti, chi ha contribuito alla loro istruzione e formazione personale. La nostra unica gratificazione è quando si incontra un ex allievo e questi vi dice: “Prof. preside, come siamo stati bene insieme!”
A rivederci Il Dirigente Scolastico Prof. Michele Vigliotti
Lo Uttaro: pericolo per le future generazioni
E’ ormai quasi un mese che è a regime il grande ecomostro, sito in località lo Uttaro di Caserta, a confine con i territori di San Marco Evangelista, San Nicola la Strada e Maddaloni. In questa discarica vengono sversati rifiuti con una media di 1000 tonnellate (500 tonnellate di percolato) al giorno e dovrebbe essere il luogo di raccolta della immondezza casertana; uso il condizionale perché non sono, al momento, ancora a pieno regime le discariche individuate (anche queste violando norme paesaggistiche e leggi regionali) dalle autorità provinciali e dall’ennesimo commissario straordinario per l’emergenza rifiuti dott. Guido Bertolaso. Così il comitato studenti contro la discarica Lo Uttaro, ha posto tre domande alle amministrazioni locali, ai consorzi e al commissariato straordinario per l’emergenza rifiuti: -perché non è stato fermato l’avvio della discarica, progettata in un luogo dove sono stati sversati in 10 anni milioni di tonnellate di rifiuti abusivamente? -la discarica “lo Uttaro” diventerà lo sversatoio regionale dei rifiuti, dato che è l’unica operativa nell’intera Campania? -perché i consorzi e i comuni non incentivano e controllano il percorso della raccolta differenziata? A queste domande nessuno ci ha dato risposte. Noi rappresentanti alla Consulta degli studenti del liceo Cortese, Don Gnocchi e Bruno di Maddaloni, dell’ITGC di Santa Maria a Vico e del classico Giannone, scientifico Diaz e ITC Terra di Lavoro, dopo il corteo studentesco del 28 aprile, siamo stati ricevuti in prefettura è abbiamo espresso tutte le nostre perplessità al vice-prefetto dott. Francesco Provolo, il quale, allo stesso tempo, ci rassicurato sulle condizioni e sulle modalità dello sversamento; ma noi continueremo la nostra lotta, con la solidarietà di pochi (il vescovo Nogaro, europarlamentare Ventre, i locali partiti di AN, FI, Verdi, PdCI, PRC, UDC) convinti dello scempio che le nostre autorità stanno perseguendo. Vi lascio con le parole di un’autore che più di due secoli fa diceva: “Pèra colui che a le triste oziose acque e al fetido limo la mia cittade espose”.
A.A.A. vendesi moto, TV e fucili 22 mm
Sembrava una mattinata come tante alla Virginia Tech University di Blacksburg il 16 aprile 2007; c’era il sole rovente, c’erano le solite centinaia di persone che frettolosamente si recavano a seguire le proprie lezioni, vi erano le speranze e i sogni di due decine di persone che adesso non ci sono più. La follia di uno squinternato fa emergere una questione tipicamente americana: il mito dell’autodifesa. Con le armi gli statunitensi hanno sempre avuto un rapporto di odio e amore; non bisogna andare secoli addietro per ricordare gli episodi in Texas 41 anni fa (16 morti in un college) e del 1999 in Colorado (12 morti), che sono collegati tra di loro da una miriade di stragi “minori”. I sociologi si interrogano su quali possano essere le motivazioni che hanno reso un mito l’autodifesa: c’è chi lo riconduce al fatto che lo si faccia per fronteggiare le grandi tensioni della società multirazziale o chi ritiene che derivi addirittura dai pionieri che si facevano giustizia da se. Alla base di questa strage vi è, innanzitutto, la cattiva legislazione americana.Laostituzione considera il diritto a detenere armi da fuoco“diritto inalienabile” (il famoso II emendamento), ne scaturisce che le armi si possano comprare addirittura nei supermercati e nelle fiere di paese. Ed intanto proprio il 16 aprile è stata approvata una legge dal congresso che facilita il possesso delle armi in ufficio e in auto. L’efficacia della lobby dei produttori di armi da fuoco (la NRA) viene spudoratamente sostenuta dalla Afl-Cio, (la statunitense CGIL) che, per paura di licenziamenti nel comparto delle armi, favorisce la diffusione e commercializzazione delle pistole e dei fucili. Contro questi interessi, poco può fare la maggioranza dei cittadini americani (che in un recente sondaggio hanno espresso la propria contrarietà e paura nei confronti del dilagare delle armi), ma, cosa più drammatica, niente possono fare coloro che, per via della diffusione delle armi da fuoco, sono morti.
Virgilio Falco http://virgiliofalco.blogspot.com
I Nemici del Dialogo
L'epoca in cui viviamo è certamente una delle più vive e delle più belle della storia umana, ma anche una delle più estroverse e delle più pericolose; spesso queste condizioni si associano a causa dell'improvviso ed esaltante progresso scientifico e tecnologico che ha creato una società consumista basata sul decadimento delle istituzioni fondamentali quali la religione, la famiglia e la scuola. In particolare noi giovani occidentali non riusciamo a comprendere la differenza tra dovere e diritto e soprattutto non apprezziamo ciò che di più bello ci sia ossia: il diritto allo studio!! Viviamo nel XXI secolo, eppure, in molte parte parti del mondo a causa di discriminazioni religiose e razziali a molti ragazzi è vietato lo studio. Mi riferisco in particolari ai ragazzi che professano la religione bahà'i e vivono in Iran. La Fede Baha'i è nata un secolo e mezzo fa in Iran. Il suo fondatore, Bahà'u'llàh, era un nobile persiano di Teheran, che verso la metà del diciannovesimo secolo lasciò un'esistenza principesca, comoda e sicura per una vita di persecuzioni e privazioni. Proclamò d'essere un nuovo e indipendente Messaggero di Dio. La Sua vita, le Sue opere e la Sua influenza sono pari a quelle di Abramo, Krishna, Mosè, Zoroastro, Buddha, Cristo e Muhammad. I bahà'i Lo considerano, nella successione dei Messaggeri Divini, il più recente. È oggi tra le religioni mondiali in più rapido sviluppo; è divenuta la seconda fede maggiormente diffusa in ordine geografico, dopo il Cristianesimo. I principi fondamentali sono l'eliminazione di tutte le forme di pregiudizio, piena parità di diritti fra uomo e donna, riconoscimento della sostanziale unità delle grandi religioni mondiali, l'eliminazione degli estremi di ricchezza e povertà, l'istruzione universale, un alto livello di condotta personale, l'armonia fra scienza e religione, uno stabile equilibrio fra natura e tecnologia, la realizzazione di un sistema federale mondiale basato sulla sicurezza collettiva e l'unicità dell'umanità. Anche per questo anno accademico 2006/2007 le porte delle università iraniane sono state chiuse per gli studenti di Fede bahà'i. Nonostante il superamento con successo degli esami di ammissione, le autorità iraniane concedono agli studenti bahà'i il permesso di accedere agli studi superiori a condizione che dichiarino di essere musulmani. La negazione dell'istruzione si basa esclusivamente sulla discriminazione religiosa. Le autorità iraniane hanno reso chiaro che ai ragazzi sarà permesso di accedere ai college e alle università solo se abiurano la loro fede e si dichiarano musulmani. Ai Baha'i non è permesso, per i principi della loro religione, di professarsi musulmani, fosse anche per una questione di convenienza. Nell'episodio più recente di questa persecuzione, è sembrato che il governo offrisse agli studenti baha'i l'accesso all'istruzione superiore - apparentemente per pacificare i controllori dei diritti umani internazionali. Agli studenti baha'ì è stato detto che potevano partecipare agli esami di ammissione nelle università nazionali. Ma dai risultati degli esami pubblicati nell'agosto 2004, è emerso che erano stati falsamente registrati come musulmani. I giovani hanno comprensibilmente rifiutato di accettare questa imposizione e, conseguentemente, ancora una volta è stata loro rifiutata l'immatricolazione al college. Con questo stratagemma, nel 2004/2005 tutti gli 800 Baha'ì che avevano superato l'esame di ammissione sono stati esclusi dall'università. Il "diritto all'istruzione " è garantito dai trattati internazionali—inclusa la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani— ai quali l'Iran ha aderito. La situazione in Iran rappresenta forse il solo caso in cui il diritto all'istruzione è stato intenzionalmente negato ad un intero gruppo di persone. Proprio per questo che bisogna chiedere alle istituzioni italiane ed internazionali di fare pressione sul governo iraniano perché rimuova questa insostenibile pratica di esclusione nei confronti di una minoranza religiosa. Impariamo ad apprezzare la scuola, la cultura perché noi, anche se non ci rendiamo conto, siamo veramente fortunati e nel nostro piccolo possiamo batterci per quei giovani che sono discriminati o hanno difficoltà nel far valere i propri diritti. Shadi Mirzaagha IV D
Diari Riflessioni…
Da tempo mi chiedevo cosa volesse poter significare sentirsi:”una scatola vuota”. Pensavo che fosse una bella sensazione quella di non pensare più a nulla, di non provare più niente per nessuno, insomma essere indifferente al mondo. Pensavo che il totale distacco da qualsiasi persona mi aiutasse a non soffrire più… E all’inizio lo era! Mi sentivo libera, libera dai pianti, dal dolore dalla sofferenza, ma sento che la vita pian piano mi ha privato anche di gioie e felicità. Questo senso di vuoto mi fa sentire inutile! E’ come se tutti i miei sentimenti mi abbiano abbandonato, e ora non trovo più niente per cui valga la pena di vivere… Perché dicono che la vita sia un dono meraviglioso? Forse dovrei iniziarlo a pensare anche io, ma ormai ho smesso di credere a quelle favole che ci fanno illudere che intorno a noi ci sia gioia e amore. Già…vorrei tanto poter conoscere l’amore come tutte le altre ragazze della mia età e invece ho soltanto pensato di essermi innamorata, ma poi ho capito che… No, l’amore non esiste…o almeno non per me…Esiste l’affetto, la comprensione, ma l’amore, quello puro e sincero proprio no…è solo una grandissima fregatura e la felicità che tutti cerchiamo su questa terra non esiste perché il mondo fa veramente schifo, la mia vita fa schifo, perché è già un totale fallimento….(continua)
By Bambina
Consigli di Antipatica
Sai ti può sembrare strano ma so cosa vuoi dire, ciò che provi, perché la pensavo esattamente come te fino a quando stavo per perdere la vita con un incidente rendendomi conto che stavo sbagliando come lo stai facendo tu. La vita è troppo breve per viverla in questo modo, non avere paura di soffrire, di provare dolore, gioia, felicità, perché sono questi sentimenti a farti sentire viva . Ti assicuro che l’amore esiste e come se non esiste, e quello che tu chiami affetto, comprensione non sono forse sfaccettature dell’amore? Credici, esiste anche per te, devi solo aver pazienza (come sto facendo io). Cerca di riprenderti, lo so non è per niente facile, ma provaci con tutte le tue forze, perché altrimenti non riesci a scorgere la bellezza di questi anni della tua vita . Un ultimo consiglio cerca di vivre la tua vita in ogni suo attimo, in ogni suo istante con tutta te stessa e se non ci riesci da sola chiedi aiuto forse proprio a quella persona con cui vorresti ritornare a vivere….
il vento dei cambiamenti
16/05/2007
Si avvicina la fine del mese e con lei il vento dei cambiamenti…Non voglio, non voglio che finisca, perché sono sicura che cambieranno tante cose e non sono sicura di avere la forza necessaria per affrontare questi cambiamenti…ho paura di questa estate che mi porterà a momenti nostalgici, ho paura di ritornare a scuola a settembre e non rivedere alcuni miei amici, ma soprattutto ho paura di perdere definitivamente lui … Più si avvicina la fine e più voglio ritornare indietro di un anno così posso modificare qualcosa, al fine di trascorrere con serenità questi giorni… Mi sa però che non posso, forse dovrei pensare che questi cambiamenti mi faranno diventare grande… ma mi sa che forse la paura più grande è proprio crescere…e allora che devo fare? Uffa ma quando finisce questo periodo? Non pensavo che crescere fosse così faticoso! Devo ammettere però, che sto vivendo, oltre a questi momenti un po’ tristi, altrettanti momenti fantastici con una magnifica amica, che veramente non so come faccia a sopportarmi…GRAZIE!!! Lo so che dirai che non devo ringraziarti perché le amiche servono proprio in questi casi, ma lo sai che sono testarda, quindi grazie per tutto…( ah dimenticavo: diamoci una regolata, stiamo esagerando un po’)… Antipatica
Lettere 5 ANNI DI “STUDIO” MATTO E DISPERATISSIMO!!!
Arrivi in questa scuola pervasa da paure e speranze…Non sai bene ciò che ti aspetta…spazi, compagni, professori nuovi…Sai che dovrai ridefinire ciò che sei e formare ciò che non sei…in poche parole…Ebbrezza mista a paura… Arrivi qui, il primo giorno, e dopo il discorso iniziale del Preside vai nell’aula che ti è stata assegnata dove sei circondata da facce più o meno nuove…nascono le prime simpatie, le prime amicizie…alcune finiranno presto, altre le porterai sempre con te… Passa il primo, il secondo, il terzo, il quarto anno… a volte hai l’impressione che quegli anni non passino mai...Poi arrivi al quinto anno e ti rendi conto di quanto invece quegli anni siano passati velocemente…sono cambiate molte cose, tu sei cambiata…hai di fronte una nuova te…una te cresciuta in ogni senso (si spera), con qualche ferita in più, ma anche con molti ricordi che lasciano un sorriso…Momenti in cui in classe non stai proprio bene, altri in cui è l’unico posto in cui vorresti stare…progetti extra scolastici che ti tengono impegnata pomeriggi interi, le esperienze belle e brutte condivise con la propria classe, quei pomeriggi trascorsi a studiare per un interrogazione o per un compito, quei pomeriggi in cui, invece, non hai aperto libro, i professori che ti fanno piangere, quelli che si fossilizzano su delle nozioni che probabilmente dimenticherai, quelli che ti insegnano qualche cosa della vita e sai che quelle “lezioni” non le dimenticherai…emozioni indescrivibili, quelle emozioni che stazionano per sempre nel tuo animo e che cambiano ciò che eri… Arrivi così al fatidico “5° anno” e quasi non ci credi quando leggi sulla porta della tua classe “5° G”…Sin dal primo giorno ti viene “tramandata” la classica “ansia d’esame”…ma tu questo anno vuoi viverlo a pieno perché sai che certe cose non ritornano…sai che quando uscirai da qui con l’ “ambito” diploma aprirai un capitolo nuovo della tua vita…E così cerchi di vivere in modo dionisiaco ogni singolo momento…ma passa anche il quinto anno e man mano che si avvicina la fine si fa strada in te un interrogativo…. “CHE NE SARà DI NOI?”
Ketty Caliendo e Pasqualina Marotta V G
Questi anni volati …
Ormai sono trascorsi 5 anni… anzi no sono volati… sembra ieri quando sono entrato per la prima volta in questo liceo. Eh già, ricordo benissimo come mi sentivo: emozionato, spaesato, ma soprattutto impaurito. Conoscevo poche persone intorno a me, tutto era nuovo. Fortunatamente non ci ho messo molto ad ambientarmi, a farmi conoscere e a circondarmi di amici. In poco tempo ho imparato: a muovermi tra le mura di quella che per me, in cinque anni, è stata una mia seconda casa, a legarmi sempre più a una seconda famiglia, la mia classe. Nessun episodio, che io ricordi, ha mai scalfito l’immagine che mi ero creato di questo posto, perfetto in ogni suo dettaglio. A cominciare dai collaboratori scolastici, a tutti coloro che contribuiscono ogni giorno a rendere la scuola migliore; ai professori, molti dei quali sono stati per me come dei secondi genitori; fino ad arrivare all’ultimo, ma per niente meno importante, il nostro amato preside. Davvero un padre per tutti noi…mai una volta scostante, mai ha distolto la sua attenzione dai bisogni dei suoi ragazzi, insomma, sempre presente! Questo anno poi dovrò affrontare la maturità, ho un po’ di paura ma sono sicuro che passerà…so di essere preparato e riuscirò a dare il meglio di me anche stavolta. Colgo l’occasione per ringraziare di cuore tutti coloro che, in questi cinque anni, mi sono state vicine. Ringrazio i miei amici, auguro a tutti di riuscire ad avere un bellissimo affiatamento con i propri compagni di classe…mi mancherai…
Domenico Sgambato V F
Impressioni di 5 anni
Già sono passati cinque anni da quando ho messo piede per la prima volta in questa scuola…Non lo dimenticherò mai! Sia i professori che i miei genitori mi hanno sempre detto che questi anni sono proprio quelli di cui me ne ricorderò a vita, e credo che sia proprio così… Ho conosciuto tante persone in questi anni che mi vogliono bene, che mi hanno aiutato e appoggiato in varie occasioni. Ci sono stati momenti belli, come le assemblee, e momenti brutti, come la bocciatura di nove compagni di classe, per la quale ci sono rimasto malissimo, ma soprattutto la morte di un caro ragazzo, Marco, avvenuta l’anno scorso, il quale qualche anno fa camminava ancora nei corridoi della nostra scuola. Credo che quest’ultimo anno sia stato per me il più bello e significativo, anche perché credo di averlo vissuto attimo per attimo intensamente come se ogni giorno fosse l’ultimo: ho provato ad essere il vostro rappresentante alla consulta, e anche se non ci sono riuscito, credo che i NOSTRI rappresentanti siano validi e abbiano fatto ottime cose; ho fatto il viaggio d’istruzione a Vienna dove ho stretto altre importantissime amicizie che credo continueranno a lungo, e ho scoperto quanto siano delle belle persone i professori che ci hanno accompagnati, i quali in tutte le sventure che ci sono capitate, ci hanno sempre aiutato… Tra poco meno di un mese dovrò affrontare l’esame e lasciare per sempre questa scuola, e nonostante tutto, devo dire che mi dispiace tantissimo! Voglio ringraziare Virgilio per avermi dato la possibilità di scrivere queste mie impressioni, i miei amici, il mio compagno di banco Lele, ma soprattutto la mia classe, la V E, con la quale sono cresciuto e ho condiviso momenti belli e brutti. Ragazzi, vi voglio tanto bene…
Michele Tedesco V E
Il nostro amico
Enzo de Angelis è un amico del nostro istituto: quando il 14 febbraio o l’8 marzo vogliamo improvvisare una performance con musica e poesia per celebrare la donna e l’amore, eccolo con le sue canzoni e la sua verve a guidare scatenata dance music… è un neomelodico, e questo un po’ glielo rimproveriamo, ma solo noi schizzinosi, perché le ragazze stravedono e si lanciano alle sue ginocchia quando comincia con le canzoni di Gigi d’Alessio…. Ora Enzo ha fatto un disco, il suo primo single che si intitola “L’estate va”: è un pezzo da spiaggia che parla di amori estivi e di mare, di sogni sotto la luna e affetti che durano un’estate. Ma la musica è accattivante e le parole semplici e musicali; gli auguriamo tutto il successo che merita e ne compreremo tutti una copia, e sì anche noi schizzinosi, perché la canzone è bella e perché delle sue royalties Enzo ne dà una parte consistente in beneficenza, secondo i migliori insegnamenti del nostro preside. AUGURI DI CUORE, ENZO DE ANGELIS e quando diventerai famoso ricordati del primo giornale che ha parlato di te!
Prof. Michele Vigliotti
Leggere………
Siamo qui per parlarvi della lettura ………….. No, aspettate!!!!Non voltate pagina, non fate che le nostre righe siano buttate al vento. Pensiamo che per molti di voi leggere sia una noia, una perdita di tempo, è molto meglio uscire o guardare la TV. Dobbiamo ammettere che anche noi prima la pensavamo così ma, dopo aver letto un libro in modo diverso,ora abbiamo cambiato idea. La lettura non deve necessariamente essere fatta da soli, chiusi in una stanza silenziosa, senza che nessuno ci disturbi, può essere anche fatta in modo collettivo, all’aperto, sorseggiando una bibita. Proprio su questo si è basato il modo diverso in cui abbiamo letto un libro. La professoressa ha proposto a tutta la classe di leggere un libro insieme, ricreando l’atmosfera del caffè letterario. Il libro che abbiamo letto è piccolissimo ma molto bello e appassionante, si intitola “In nome della madre”, ed è stato scritto da ERRY DE LUCA, un autore napoletano dell’età di 57 anni. In questo libro si racconta la storia di un’adolescente di nome Miriam. Un annuncio le mette il figlio in grembo,figlio di un vento di parole. In questo libro c’è la storia di una ragazza, narrata da lei stessa. Il coraggio è la sua forza perché deve dire a IOSEF, il suo fidanzato, che è incinta ma vergine. IOSEF sposa Miriam; il villaggio è contro di loro. IOSEF dice a Miriam che non profanerà con sua carne il suo grembo riempito con l’ annuncio. Agli uomini è proibito assistere al parto, quindi Miriam dovrà cavarsela da sola. Miriam è prossima al parto, IOSEF le dice che è arrivato l’ordine del censimento obbligatorio e devono partire per BET LEHEM. Ci impiegano una settimana, dormendo in locande affollate. Arriva l’ora del parto. E’ una magnifica sera e IOSEF non trova niente al di fuori di una stalla. IOSEF esce dalla stalla aspettando la nascita del figlio: IESHU nasce senza piangere. Miriam aveva promesso a IOSEF un figlio all’alba ed era ancora notte, quindi decide di tenerselo per sé tutta la notte e di farlo vedere all’alba a IOSEF. Questo libro ci ha colpito molto perché l’adolescenza di Miriam smette da un’ora all’altra. Affronta questa gravidanza da sola. Esaurisce il suo compito partorendo da sola in una stalla, però la storia resta misteriosa e sacra. Questo libro ci ha appassionate sin dall’inizio,non è come tutti gli altri libri; è semplice nella forma e nelle parole, è proprio come se Miriam ti raccontasse la storia seduta accanto a te. L’autore è una persona antipatica e scontrosa ma è bravissimo nello scrivere, arricchisce il racconto di particolari significativi in modo da farti immaginare la scena davanti ai tuoi occhi. E’ un libro composto da periodi brevi, proprio come piacciono a noi. Vi invitiamo a leggere questo libro seguendo il nostro consiglio, quello di leggere in modo diverso,sperando di farvi ricredere, perché leggere è molto utile per la nostra cultura e per la nostra formazione, è un esperienza che ci arricchisce e che ci migliora. BUONA LETTURA!!!!!!!!!
Teresa De Lucia e Annunziata Ruotolo I O
We love Spiderman
La vita è meravigliosa per Peter Parker: ama, ricambiato, Mary Jane Watson, è osannato dalla popolazione e dalla stampa, nessun cattivo sembra resistergli. Le cose cambiano quando da un meteorite caduto nei pressi di New York, emerse un parassita che si insinua nel suo costume: lo sgradito ospite ha la capacità di scavare nell'animo dell' eroe e di fargli mostrare il suo lato peggiore. Intanto, nuovi e vecchi nemici si dimostrano più pericolosi del previsto ed anche Mary Jane, delusa dal comportamento del "nuovo" Peter lo abbandona. Riuscirà Spiderman a sconfiggere gli avversari e riconquistare il cuore della sua amata? Bello, ma con molte riserve: Spider-man 3 è un grande spettacolo, capace di colpire cuore e occhi, anche se spesso non si riesce a stare dietro alla quantità di personaggi e situazioni che il film vorrebbe proporre. Due donne e tre cattivi sono troppi per un solo film e, malgrado la non irrilevante durata dello stesso (quasi due ore e mezza), alla fine della visione si è colti da un sentimento meravigliato: certo, lo spettacolo non manca e alcune sequenze lasciano a bocca aperta e col fiato sospeso, ma si prova anche un vago senso di incompiutezza per quello che poteva essere e non è stato. Spider-man3 è senza dubbio uno dei più spettacolari film di ogni tempo: le sequenze che vedono protagonisti Spiderman e Venom, Quella con la gru impazzita, il lungo combattimento finale, Peter e Mary Jane dolcemente sdraiati su una ragnatela, sono momenti di grande bellezza e indubbio fascino visivo,tantè che il film è costato molti soldi (oltre 250 milioni di dollari). Spider-man 3 affastella troppi personaggi che, fatalmente, finiscono per aver ben poco spazio e senz'altro meno di quello che meriterebbero, ma, concluso il film ci resteranno i bellissimi effetti speciali degni di una recensione sul giornalino d'istituto. 03/25/08 Nel cuore siamo un po' tutti Peter Parker e Mary Jane Watson. Mary
La nostra vittoria
Mercoledì 21 Marzo abbiamo partecipato alla "Giornata della Legalità” indetta dalla Provincia di Caserta insieme a tutte le altre scuole superiori. In questa occasione è stato presentato lo spot realizzato da noi alunni di IIC, in cui viene descritto un campo di calcio dove si gioca una partita tra legalità e illegalità e …..la corruzione, la prostituzione, la droga, il bullismo rappresentano solo alcune forme di illegalità e di degrado sociale che vengono vinti dalla legalità(... "La nostra VITTORIA" come cita lo spot) che è voglia di giustizia, di rispetto delle regole, di testimonianza quotidiana di valori veri e autentici. Tale spot in formato DVD ha partecipato al premio letterario don Peppe Diana. Le possibilità di realizzare un video su una problematica decisamente rilevante è apparso agli occhi di noi alunni come il modo migliore di diffondere un messaggio e contribuire, per quanto in piccolissima parte, alla lotta contro l'illegalità. Inoltre, il breve ma impegnativo lavoro di preparazione del filmato ha riscontrato il favore di tutti noi ragazzi, poiché abbiamo intravisto in esso un’ ulteriore occasione per trascorrere del tempo insieme, con l'inevitabile arricchimento di opinioni riguardo al tema della legalità che ne è conseguito. Pochi ma importanti gli obiettivi di questa iniziativa, che si è proposta di offrire, in pochi secondi, un quadro d'insieme di una realtà che pone in continuo dubbio il nostro futuro.
Antonio di Filippo e Gelsomina Iovine II C
L’angolo dello sport
CALCIO – SERIE A - Inter tricolore dopo 18 anni, Roma 2°, Milan e Lazio ai preliminari di Champions, Fiorentina in Coppa Uefa, Messina e Ascoli matematicamente retrocesse: questi i verdetti a poche giornate dal termine. Ancora aperta la lotta salvezza tra Cagliari, Torino, Chievo e Reggina.
SERIE B - Juventus in Serie A, Genoa 2° e Napoli 3°, per un finale di campionato che si presenta bellissimo a 4 giornate dal termine. Le inseguitrici (Rimini, Mantova e Bologna) proveranno a mantenersi a meno di 10 punti dalla 3° per agguantare i playoff. Pescara retrocesso in C1.
MOTO GP – Rossi in difficoltà? No, è il duo Stoner-Ducati ad essere stellare con 3 vittorie su 5 are. Troppo più forte la Rossa di Borgo Panicale sul dritto, il Dottore più forte in curva, ma si sa che le gare finiscono in rettilineo….
F1 – Lotta a due tra Ferrari e McLaren con Massa, Raikkonen e Alonso a giocare al gatto con il topo, mentre il giovane debuttante Hamilton, quatto quatto, senza vincere alcuna gara, si trova in testa alla classifica con 30 punti.
BASKET – A1 – Terminata la regular season, la sorprese è rappresentata dall’ esclusione ai playoff di due grandi del nostro basket:Climamio e Benetton. Retrocesse Livorno e Bipop RE, quest’ultima condannata alla LegA2 all’ultima giornata da Avellino, Capo d’Orlando e Siviglia Wear Teramo. I playoff vedranno contro: Lottomatica RM- Eldo NA; Montepaschi SI – Tisettanta Cantù; Armani Jeans MI – Whirpool VA; Angelico BI – Virtus BO.
LegA2 – Dopo l’harakiri di Pavia, la Pepsi ha perso energie sia fisiche che soprattutto mentali. Infatti la compagine bianconero è stata condannata da Jesi nei quarti dei playoff a rimanere un altro anno di A2. La Juve, infatti, solo in gara1 è riuscita a reggere l’urto di Hoover e Rush. La serie si è chiusa sul 3-1 per i marchigiani. Con Rieti in A1, Imola e Novara retrocesse in B1, nelle semifinali è Pesaro,candidata numero 1 al salto di categoria, a fare la voce grossa. Myers & CO. Hanno vinto gara1 a Rimini, trovando così un cammino tutto in discesa.
B2 – 71-70: con questo punteggio l’Artus Maddaloni liquida Catania in gara3 conquistando il 6° campionato di B2 consecutivo. Una gara non perfetta, ma di cuore: quando tutto sembrava perso (-17 al 14’) si è vista la reazione dei biancorossi che hanno trovato in SuperChirico i punti per tenersi a galla. Il finale, poi, è stato da cardiopalma; Luigi Sergio prima, e Piscitelli poi hanno sbagliato i tiri liberi della tranquillità. Lo stesso Piscitelli, ha realizzato la tripla della vittoria.
A1 donne – Con la sconfitta in gara2 dei playout contro Como, la Coconuda Maddaloni retrocede in A2 dopo 2 stagioni esaltanti (semifinale di EUROP CUP, quarti di finale scudetto). Troppo pesante l’assenza di Williams sia nella semifinale a Roma, che con Como in finale. Per lo scudetto, la Phard guida per 2-0 lo scontro con Faenza.
Infine facciamo i complimenti a Gennaro Valentino e Stefano Gentile (ex 3G) per le esperienze maturate a Teramo A1 e Imola A2.
Mario della Peruta 3H
Il Papa Buono La storia dell'Italia è ricca di personaggi che hanno suscitato interesse e lasciato tracce importanti. Tuttavia oggi sento di dover parlare di chi ha veramente tracciato un solco profondo. Si chiamava Karol Wojtyla per la madre, si chiamava Giovanni Paolo II per la chiesa, si chiamava "il Papa Buono" per i ragazzi come me che hanno vissuto la storia di un vero personaggio. Fu eletto il 16 Ottobre 1978, ma allora non si poteva immaginare che quella fumata bianca potesse essere l'annuncio dell'elezione di un Papa che tanto sarebbe stato presente nelle vite di tutti noi e nella storia di tutto il mondo. L'abbiamo visto tantissime volte in televisione e sui giornali in tantissime occasioni e ogni volta è stato capace di trasferire soprattutto a noi giovani un messaggio di pace e di serenità. Nella sua vita ci ha fatto assistere a episodi di eccezione come il primo Papa della storia che visita la Sinagoga o la lettera di scusa al muro del pianto. In queste occasioni abbiamo sentito che solo un uomo era talmente grande da rappresentare in sé tutta un'enorme struttura, che è quella della Chiesa, che si sposta e va incontro agli altri e ci ha commosso. In contrapposizione a questo lo abbiamo visto negli ultimi giorni della sua vita, purtroppo sofferente per una malattia, il Parkinson, che lo aveva segnato fortemente, nella veste di un uomo con tutti i limiti fisiologici ma con una volontà forte, da essere con noi fino all'ultimo momento, fino a che Dio non lo avesse richiamato a sé e ci ha toccato il cuore. Purtroppo il nostro caro Papa è morto il 2 Aprile del 2005, a 84 anni, dopo più di 26 anni di pontificato, ed è sicuramente il personaggio storico del momento. Volendo raccontare la sua storia dovrei scrivere pagine e pagine, partendo da "Se mi sbaglio, mi correggerete" e passando attraverso tutti i suoi viaggi, tutti i suoi incontri con i capi di Stato e i popoli del mondo ma tutto questo sarà riportato nei libri di storia. Quello che però solo noi potremo conservare nella memoria sono le sensazioni profonde che ha potuto suscitarci nel momento in cui il Grande Papa ha abbracciato e baciato un bambino qualsiasi. E questo io non lo dimenticherò mai. Walter Pascarella IIF
Poesie
La speranza
per tutti coloro che si sentono soli per tutti quelli hanno perso la speranza per tutti coloro che si sentono abbandonati al proprio destino …e anche per coloro che dopo tanto tempo hanno ritrovato la gioia di vivere “l’errore più grande quando si affronta un dolore è perdere la speranza nel futuro”
Affondare in un mare di lacrime In fondo ad un pozzo senza fine... Gli occhi puntati addosso Tutti cercano di consolarti Tutti vogliono aiutarti Ma nessuno sa Nessuno immagina il dolore Nessuno immagina la sofferenza Perché non è facile capire…
anche se sei triste anche se non lo dai a vedere anche se il mondo ti cade addosso anche se non vedi via d’uscita… ricorda che tutto passa…
Tonia II G L’amore
L’amore, quanto tempo ha fatto fermare, quante cose ha fatto dimenticare, quante lacrime ci ha fatto versare, quante paure ci ha fatto superare. E per cosa? per un sorriso mai ricevuto, per un bacio sempre sognato, per un incontro da tempo progettato, per un discorso mai pronunciato: che inizia così, ti amo.
Vittorio Gilesi Solo perché …Ci illuminate con la vostra presenza …Ci rendete uomini con la vostra grazia …Date un senso alla nostra esistenza …Rischiarate il nostro percorso …Fate ogni cosa per amore …Ci fate toccare il cielo con un dito …SIETE DONNE!!!!!!
Giampaolo Piscitelli V B
YOU AND YOUR BLUE EYES !!
I didn’t think that all that I dreamt and wanted can change in a really short time. I was ready with myself, I didn’t want a boy; But from a day to a day, you have changed my mind with a only trite loving look at the beginning of the school. Those, blue, eyes, (that I ever remember!!) with those blue eyes (that when they see me, a new mysterious world open’s) I’m became crazy, more than I was. And Now: Who am I ? I had lost my identification Crazy (what’s?) Love (what’s?); what are this words, I can’t understand them; maybe they means : · Stay asleep all nights for thinking you; · Hope that you are in the corridors when I go out my class; · Talk …Talk…Talk…and Talk about you. I know the name of those eyes by chance, but I’m lucky because maybe I’ll know you. All says that “EYES ARE THE MIRROR OF THE SOUL” and it’s true because when I se you I understand in your amazing eyes What is the life. You look like an angel, you eyes are like angel’s eyes Are you an angel? I didn’t think that the life is full of surprise but I understand that you are one of this and now I can tell only by the look in your eyes.
by UNKNOWN
L’Urlo…..Cortese Anno IV Numero 2
Editoriale Preside Cari ragazzi, di questi giorni su giornali e TV non si fa altro che parlare di scuola, di studenti deviati e non motivati, di docenti allo sbando. Questi "cattivi maestri" che sono i mezzi di comunicazione di massa cercano disperatamente il "mostro" da sbattere in prima pagina, quello che fa audience; e perciò tutti, ma proprio tutti, anche il Cocuzza e la Parietti si ingegnano a parlare di scuola e di studenti. Respingiamo con sdegno queste ingerenze di gente da sempre abituate a parlare di inciuci scandalistici e a mostrar le gambe. Il problema, serio, c'è, quello della motivazione, e ci riguarda tutti, ma lasciamo che sia la scuola, da sempre delegata alla istruzione-formazione, ad affrontare le problematiche di cui oggi tanto si parla. Vedete, uno dei problemi di fondo è certamente quello delle regole: i bulletti che ragionano con le mani, quelli che stuprano le loro compagne filmando il tutto e mettendolo in rete, chi a scuola non rispetta la funzione docente con le squallide bravate che abbiamo visto in questi giorni, è uno che non capisce e non conosce le regole, che non sono catene di ferro né gabbie, ma sbarre di luce che regolano i rapporti tra individui liberi che si rispettano. Le poche regole che ci siamo dati in questa scuola per Ma se voi dovete osservare le regole, è altrettanto vero che dovete essere rispettati come cittadini liberi e nostri pari. Non mi stancherò di dire ai miei docenti che nascondersi dietro un registro, dietro ai 2 e ai 3 ammaniti con superficialità, è il modo migliore per non farsi rispettare: la cosiddetta SEVERITÀ', da tanti, anche qui da noi, invocata, è una castroneria che non serve. Non siamo diventati il liceo punto di riferimento del distretto, e non solo, che si implementa ogni anno di centinaia di ragazzi, perché siamo rigidi e severi: caso mai è vero il contrario. Il problema vero è quello dell'ascolto, del colloquio ragionevole e rispettoso. Voi volete nei docenti punto di riferimento autorevoli, culturalmente ed eticamente: è un vostro diritto, e noi classe docente, prima di chiedere qualunque corrispettivo educativo, dobbiamo sforzarci di esserlo, autorevoli riferimenti, morali e culturali. I prof amiconi non sono buoni, sono un pericolo per sé e per voi, come i catoni senza intelligenza. Avete il diritto di chiedere molto ai docenti, e avete il dovere di dare con generosità. Molti di voi chiedono tanto e danno poco. E non è giusto. Quale dirigente di questa scuola, mi impegno con voi e coi vostri genitori, a organizzare sempre più l'offerta formativa perché punti alla duplice finalità della cittadinanza attiva e responsabile, e del possesso di saldi contenuti disciplinari: perché poi, nella vita servono cittadini formati ma anche tecnici qualificati, ingegneri, architetti, medici o biologi che sappiano fare bene il loro mestiere. Se abbiamo questo, in mente, a chi verrà la voglia di usare i telefonini o calar le brache dinanzi
Il dirigente scolastico Prof. Michele Vigliotti
Trasporti, l’ Odissea continua
Molti di voi probabilmente non conosceranno il problema, ma oltre la metà di chi frequenta il nostro liceo, quotidianamente si deve confrontare con il problema dei trasporti. Laudato, ACMS, Damiano e i servizi ferroviari ci conducono a scuola in maniera disumana superando, nei bus, il limite di capienza di 40/50 persone. Ma questo non accade da poco: sono almeno quattro anni che gli studenti non solo del nostro liceo, ma anche del classico e pedagogico di Maddaloni e delle tante scuole di Caserta, provenienti da San Felice a Cancello, Arienzo e Santa Maria a Vico, sono convogliati in tre soli bus (della ditta Laudato), che durante i mesi estivi diventano delle vere e proprie fornaci mobili. Altro discorso è da farsi sull’ ACMS (società pubblica e quindi finanziata da tutti noi): infatti è da circa due anni che tutti pendolari che utilizzano l’azienda casertana di mobilità e servizi, appena svegliati si domandano: “Oggi passerà il bus?”, fortunatamente nella maggior parte dei casi il bus “passa”, ma sempre con gli stessi problemi di affollamento e, quando il bus “non passa”, i nostri poveri genitori sono costretti ad accompagnarci magari facendo tardi a lavoro o chiedendo un permesso. Tutto questo senza contare gli abituali ritardi e “contrattempi” quali sono l’arresto del motore del bus (che accadono alcune volte d’inverno), incidenti, e addirittura, svenimenti che vengono liquidati dall’ autista di turno come mancanza di zuccheri o scarsa alimentazione, e che invece sono causati dall’affollamento e dal calore. Quasi mai una pattuglia dei carabinieri ha fermato i bus strapieni, quasi mai le società di trasporto hanno risposto alle nostre esigenze di essere trasportati in maniera dignitosa e umana, quasi mai le istituzioni sono intervenute per stabilizzare questi problemi. Per questo chiediamo l’intervento delle amministrazioni preposte (l’assessorato ai trasporti provinciale e regionale) aprendo un tavolo con tutti i soggetti interessati per aumentare il numero delle “corse scolastiche” e rendere stabili quelle che già sono presenti, mentre alle autorità esecutive e alle forze dell’ordine, chiediamo di adempiere al loro compito di vigilare e controllare che le leggi del trasporto su ruote e rotaie vengano rispettate.
Virgilio Falco http://virgiliofalco.blogspot.com
SVEGLIA!!!! Ognuno cerca di sembrare dimenticando di essere. Ognuno è prigioniero di se stesso e della società in cui è venuto a trovarsi e al cui deterioramento egli stesso ha contribuito pur cercando di sottrarsi, di ribellarsi, di scomparire, vivendo in mezzo a pregiudizi e false convinzioni, a ipocrisie e perbenismo. I contrasti tra l'uomo e la vita cosi com'è organizzata in società, la solitudine e l'alienazione che ne derivano, la noia che il benessere genera, sono materia di denuncia del mondo capitalistico che di rado conosce la solidarietà e la collaborazione, tutto preso com'è dalla smania di guadagnare, di primeggiare, fatto di compromessi e apparenze, che ci vuole belli, bravi, griffati, tutti uguali. BASTA, svegliatevi, guardatevi intorno, cercate di essere individui diversi ognuno dagli altri, cercate di essere persone uniche. originali. Non criticate la diversità intesa come qualcosa che non è normale, infondo, cos'è la normalità? Esiste? Non per me, perché ciò che per me è normale non lo è per voi e viceversa; è un concetto tutto relativo, soggettivo! Non nascondetevi dietro luoghi comuni, parole di cui non conoscete neanche il significato, contate solo sulle vostre forze, così ce la farete. " Cancellate i falsi miti e pregiudizi, essi non sono altro che limiti. E i limiti fermano, annullano la diversità, e cosa più importante di tutte la LIBERTÀ'." Pina Nuzzo L’ Ambiente Naturale
Quando si parla di Ambiente Naturale ci si riferisce a un concetto scientificamente definito come Biosfera (BIOS in greco vuol dire”vita”), cioè l’insieme delle zone della Terra, comprese atmosfera e acque, dove vivono e si sviluppano le specie di animali e vegetali. La scienza che studia le relazioni tra gli esseri viventi e l’ambiente in cui vivono prende il nome di Ecologia. Da essa apprendiamo che tutti gli organismi, animali e vegetali, viventi in un determinato luogo sono strettamente legati tra loro da una catena di cause ed effetti (costituente un Ecosistema) in cui ognuno si nutre del precedente e serve da cibo per il successivo. Si è gia detto che l’uomo è stato ed è tuttora il maggiore, se non l’unico, responsabile dell’alterazione dell’equilibrio ambientale. I danni provocati dall’azione umana hanno riguardato il suolo, l’acqua, l’aria,peggiorando la qualità della vita nel suo insieme. Il degrado del terreno è provocato innanzi tutto dai rifiuti che l’uomo produce in quantità massicce e da scorie di materiali tossici o comunque pericolosi; dall’assorbimento sostanze chimiche per uso agricolo; dalla distruzione della vegetazione a causa di incendi o diboscamento. Il diboscamento indiscriminato è un’altra ferita arrecata alla Terra. Esso può essere causato da incendi, spesso dolosi, oppure da tagli di interi boscaglie effettuate per far posto a strade, insediamenti abitativi e complessi turistici. Un altro problema è quello dell’acqua, che è un bene indispensabile. Sarebbe necessario quindi preservarne la disponibilità e la qualità. Invece nei mari, nei fiumi, nei laghi vengono riservate ogni giorno quantità enormi di sostanze tossiche che stanno mutando irrimediabilmente la composizione biologica. Si tratta di un inquinamento di origine industriale, agricola e domestica oppure provocata dal petrolio. L’inquinamento di tipo industriale e dovuto dall’immissione nei bacini idrografici di sostanze tossiche provenienti dalle fabbriche e che contengono, tra l’altro, ammoniaca, vernici, acidi, mercurio. L’inquinamento di origine agricola è provocata dall’abuso di sostanze chimiche( fertilizzanti, diserbanti…) che, irrorate sui terreni coltivati, sono assorbite dalle falde acquifere sotterranee o vengono trasportate dalle acque piovane nei fiumi, nei laghi e nei mari. L’inquinamento di tipo domestico è provocato dai residui organici e dai detersivi non biodegradabili che, attraverso le fogne, finiscono nelle acque. Un altro tipo di inquinamento è quello provocato dal petrolio che, trasportato da enormi navi cisterna, finisce a volte in mare, danneggiano non solo il plancton, ma l’esistenza stessa di pesci, uccelli e mammiferi marini Un altro problema è quello dell’inquinamento dell’aria. L’involucro gassoso che circonda la Terra e che prende il nome di atmosfera è composto da vari strati. Lo strato più vicino alla crosta terrestre(che costruisce l’aria che respiriamo) dovrebbe essere composto di azoto e di ossigeno, in minor misura da gas nobili. A causa dell’inquinamento prodotto dagli scarichi dei veicoli a motore e degli impianti industriali, invece noi respiriamo un miscuglio di sostanze come anidride carbonica, monossido di carbonio, particelle di piombo. Da qualche anno grande allarme stanno provocando tre fenomeni, dovuti all’inquinamento dell’atmosfera, come: effetto serra, buco nell’ozono, piogge acide. Effetto serra. La Terra è un immenso serbatoio nel quale il calore entra con i raggi del sole ed esce attraverso le radiazioni infrarosse emanate dalla superficie terrestre. Alcuni gas come l’anidride carbonica, hanno la capacità di trattenere le radiazione come i vetri di una serra. Le conseguenze di questo fenomeno potrebbero essere disastrose. L’aumento della temperatura(secondo alcuni esperti, un grado ogni trenta anni), facendo sciogliere i ghiacciai, salirebbe il livello degli oceani e dei mari, le cui acque sommergerebbero le coste e le terre più basse. Il buco nell’ozono. L’ozono è uno dei gas che compongono l’atmosfera terrestre. A circa 25km questo gas raggiunge la massima concentrazione, formando una fascia che protegge la Terra dalle radiazioni ultraviolette. Se queste radiazioni non sono sufficientemente filtrate, sono dannose per le piante, per gli animali e soprattutto per gli uomini, provocando tumori della pelle e malattie agli occhi. Per questo si parla di vari buchi nell’ozono(anche se l’espressione è impropria perché non può prodursi un buco nell’ozono). Un altro effetto dell’inquinamento atmosferico è quello delle piogge acide. Alcune sostanze, prodotte dalle industrie dei consumi urbani, si combinano nell’aria con il vapore acqueo, trasformandosi negli acidi solforico e nitrico, fortemente corrosivi. Le acque piovane, precipitando sulla terra, portano con se questi acidi e provocano danni molteplici.
Crisci Giovanni I H
Pagina di un diario 27-02-07
Che senso di vuoto mi accompagna oggi! Ieri la favola è finita definitivamente, ma almeno ora posso guardare il presente con la consapevolezza che resterà come segno indelebile del mio primo amore! Quindi basta, volto la pagina e mi accingo a scrivere un nuovo capitolo della mia vita…ma quale? Che mi aspetta?... Non ho la più pallida idea, so solo che ho voglia di divertirmi, di conoscere nuova gente, cambiare aria. Sto cercando di uscire da questo stato confusionale che mi fa sentire così strana. Di solito mi sarei sfogata piangendo, arrabbiandomi con tutti, invece ora mi ritrovo in uno stato di calma totale che mi rende indifferente, fredda, come non lo sono mai stata, che mi illude di star bene ma che nasconde una nuova fragilità che mi fa paura… Vorrei tanto ritrovare me stessa, il mio equilibrio interiore, così finalmente sarò di nuovo io, magari con qualche esperienza in più , ma sempre IO…
Antipatica
Autonomia 2006 C'erano una volta i riti dicembrini ; autogestioni occupazioni ed altri "oni" per anticipare le vacanze di NATALE: con strascichi di danni e contrasti con le istituzioni. Poi è arrivato questo Preside a dire che ci sono ben altri modi più costruttivi per celebrare ed esaltare il protagonismo studentesco. Sono nati così "i giorni dell' Autonomia", inserita nel POF dell' istituto, questa iniziativa intende metterci in contatto con le problematiche del nostro tempo, farci conoscere testimonials e protagonisti importanti della realtà e della cronaca, porci con essi come interlocutori credibili. Autonomia è anche questo: i progetti dell'istituto, quelli che oggettivano l'offerta formativa dell'istituto, possono attraverso questa verifica nella quale istruzione formazione e coscienza civile si fondono, divenire sempre carne e non carte polverose : perciò nascono i Giorni dell'Autonomia. I Rappresentanti Degli Studenti
Tutti i numeri dell’ autonomia 2006
1250 alunni coinvolti nelle attività 5 maxi laboratori 9 maxi incontri 30 responsabili 1920 minuti di proiezioni 20 ospiti esterni 2 esibizioni teatrali più di dieci incontri di pallavolo creazione di un sito web copertura quotidiana sui media locali 540 minuti di prove per il concerto circa 2000 fogli distribuiti (40 per classe) 3 riunioni del comitato studentesco 2 riunioni operative dei responsabili 720 minuti di riproduzione di musica 30 aule utilizzate prodotti decine di disegni a tempera realizzazione murales
Altrove Paolo Mastroianni, -Altrove-, 2006, grafiche GR ed.Effigie Un casertano, due occhi scuri che scrutano le strade, le piazze, le sagome che si scontrano nella città, due occhi scuri che vedono nel buio, oltre le luci, laddove nessuno osa, o meglio, vuole osservare, protetto dall'impermeabile indifferenza. Scrivevo così su Paolo Mastroianni già prima di incontrarlo, chiacchierare con lui durante il laboratorio di scrittura creativa nei giorni dell'autonomia è stata solo una conferma. E'stato davvero bello confrontarsi con un ingegnere che non leggeva libri al liceo ma aveva antenne su quei "pochi libri scelti" e sulla realtà intorno. Un viaggiatore, un sognatore, un paparazzo...narrandoci l'odissea per arrivare alla pubblicazione ci ha colmati di determinazione nel perseguire i propri sogni. Scrivere, per lui, è uscire da se stessi, immaginare l'altro, la sua storia, il suo bagaglio di emozioni, uscire dagli schemi della routine e tuffarsi nella diversità...ed "Altrove" è stato questo! Personaggi sull'orlo del fallimento si incrociano, le loro storie si intrecciano in cortometraggi a tinte scure... Bintou e le prostitute della variante, i magnaccia burattini del sistema, Roman e il suo viaggio della disperazione, Anna imprigionata dal dolore e dalle mani violente della routine, Matyas, Moises, Awa... Vite che si sfiorano ma non si toccano, una vita che vive i personaggi, una vita che a volte non è scelta ma subita. In ognuno un grido: Altrove. Via, dalla miseria, dall'insoddisfazione, via dalla realtà! Nella struttura del testo è possibile ritrovare la chiave della società contemporanea, nei capitoli quasi slegati l'uno dall'altro emergono i personaggi come alieni nella rete dell'umanità vera, del rapporto intimo con l'altro. Solo Roman, il ricercatore polacco, sembra ergersi ed elevarsi tra il grigiore che lo circonda, sembra affermare il valore di una dignità che supera anche l'oltraggio e la povertà, il valore di una cultura che allarga gli orizzonti e sembra essere l'unico antidoto per raggiungere l’ altrove. A volte crudo, a volte squallido, il testo lascia un senso di solitudine, una rabbia repressa nei confronti delle ingiustizie del mondo e del nostro cuore; troppe volte settorizziamo la realtà: ciò che non ci va, lo eliminiamo, quasi con un click sul cestino del desktop. Altrove è un punto di domanda, un sassolino che fa male, una provocazione...tocca solo a noi coglierla e, dopo aver letto, alzare lo sguardo! Antonia De Matteo V B Parliamo di… Camorra
Pizzi, tangenti, clan, sistemi, e chi più ne ha, più ne metta…sono parole ormai entrate nel nostro quotidiano… Non passano giorni che non si parli di “morti ammazzati dalla camorra”, di rapine per estorcere il pizzo… Se ne parla tanto di questo “male” che affligge e coinvolge tutti, non solo chi è direttamente coinvolto nell’organizzazione… Se ne è parlato anche nella nostra scuola, durante i giorni dell’autonomia. Ma è bene tornare sull’argomento, perché credo che di questo “fenomeno” non si parli mai abbastanza. Molti di voi penseranno che sono ripetitiva, che non dico niente di nuovo perché queste cose le hanno già sentite un milione di volte, e che infondo noi giovani non siamo coinvolti…Forse un po’ avete ragione, e non starò qui a raccontarvi “vita, morte e miracoli” della camorra; anche perché finirei solo per annoiarvi. Ma penso bisogni in ogni caso ricordare che “la camorra potrebbe essere definita come l’estorsione organizzata: è una società segreta popolare, il cui fine è il male” (Marco Monnier). Già…la camorra agisce in segreto, e nella maggior parte dei casi riusciamo a capire cosa succede solo attraverso la televisione e i giornali. Nessuno riesce a debellare questa “malattia”. Molti ci hanno provato…come non ricordare i mitici giudici Falcone e Borsellino, morti perché “sapevano troppo”. Molti ci stanno provando anche adesso, mentre io sto scrivendo, e molti ci proveranno mentre voi leggerete… Ma non è abbastanza… Ci dobbiamo impegnare anche noi. Non dobbiamo permettere che la camorra regoli la nostra società e la nostra vita, intaccando ciò che di buono è rimasto del “bel Paese”. La camorra ci sta usando, usa il nostro denaro, gli adolescenti che inconsapevolmente cadono nella trappola dei “soldi facili”…perché… “ non si può creare una vera sicurezza con denaro sporco. Non si possono creare carattere e valore, togliendo all’uomo l’iniziativa, la libertà e l’indipendenza.” (Abramo Lincon). Quindi uniamoci tutti per dire “BASTA” Pasqualina MarottaV G Lettere alla redazione
C’erano una volta…
C’era una volta la gita d’istruzione che si svolgeva a coronare un’ anno scolastico per approfondire argomenti solo letti sulle pagine di noiosi libri e ascoltati dai nostri prof, i quali ora hanno deciso che sia sprecato per quelli di III e IV andare a Firenze o in umbria; che vadano a Pompei o a Napoli. C’erano una volta i prof che davano tutta la loro anima per educare ad essere bravi cittadini, a far assimilare ai ragazzi la loro conoscenza; ora ci sono invece i prof che danno sì tutta la loro anima a scuola, ma per urlare, per fare discorsoni, per prevalere sugli altri, per imporre una scuola/caserma. C’erano una volta i bravi rappresentanti che invece di pensare a come perdere tempo per i corridoi o a come rimorchiare qualche alunna, si impegnavano ad organizzare, progettare, far venire bene le assemblee e gli incontri ..Siamo arrivati al punto che rappresentanti si lustrano per aver scritto il verbale di qualche consiglio: il vostro ruolo non è quello ma anzi quello di dettare e di proporre quello che poi resterà a verbale. C’era una volta il politico, quello che ascoltava il popolo, che discuteva di leggi per il proprio paese e per tutta la collettività: i De Gasperi, i Moro, i Berlinguer…; ora invece sanno solo urlare (quasi come i nostri prof), inveire, insultarsi e se notano qualcosa di positivo, vedono prima che cosa ne pensa l’avversario e poi gli vanno a prescindere contro. Ma guardiamoli, possiamo mai essere governati da persone come Diliberto, Calderoli……. Di Pietro!!!!!!!! Con questo mio articolo, molto negativo lo ammetto, voglio far presente, a tutti voi, dei nostri passi indietro, che abbiamo fatto nel corso di qualche decina di anni. Certamente non esiste solo questo lato, credo minoritario ma in continuo avanzamento, nella nostra società e nella scuola. Spero che queste mie piccole riflessioni siano di sprone per tutti coloro che hanno compiti di rappresentanza e di educare le giovani generazioni.
Fulvio
La circolare……..una bufala
Presidi, professori, rappresentanti….. non sto parlando di voi e delle vostre circolari che ormai ci inondano le classi e ci riempiono la porta. Voglio parlare di una circolare che ha avuto una risonanza enorme ma che in realtà….non esiste. Parlo della famosa circolare sui cellulari denominata (dai prof, ndr) TOLLERANZA ZERO che è vagata di Tg in Tg durante la metà del mese di gennaio; fatto sta che questa nuova “potentissima” circolare di Fioroni nessuno l’ha vista ne sul sito della Pubblica Istruzione ne sui tavoli della sala dei docenti. A me è perfino capitato che un docente, mentre richiudevo il cellulare nel corridoio di scuola, mi dicesse:”Sai che non si può usare, ora c’è anche la circolare Fioroni…”. E io mi chiedevo:”Ma dove sta questa maledetta circolare?”. Navigando su internet ho trovato la notizia: “(ANSA) - ROMA, 29 GEN - Una circolare sull'uso dei telefonini a scuola? Fioroni non ci pensa proprio:'sarebbe un insulto all'intelligenza' e continuava 'L'utilizzo dei telefonini in classe per qualunque motivo e' gia' vietato, si tratta solo di fare applicare questo divieto, non servono circolari per ribadirlo - dice il ministro Fioroni in un incontro con gli studenti - Altra cosa e' il diritto a portare il cellulare con se' a scuola: questo incide sulla liberta' personale e merita un discorso a parte'.”…………. Ma allora nessuna super-punizione, nessuna legge-speciale dal nome: TOLLERANZA ZERO?.....ebbene no, nulla. Quindi rivolgo un’ invito a tutti coloro che si fanno portatori di legalità: prima di condannare qualcuno, siate certi dell’esistenza di questa o di quella altra norma; non tutto quello che dice la Tv è acqua santa che sgorga dal cielo…e dire che il prof che mi ha fermato dice che “la TV è uno dei mali che sta rovinando la nostra generazione…”. Ricordo comunque che esiste una circolare del ministro (Moratti) che vieta l’utilizzo del cellulare in classe.
Lo sport
Le attività di gruppo sportivo svoltesi nell’anno scolastico 2005-2006 sono state : 1) Atletica (campestre) risultato squadra 5° classificata alla finale provinciale. 2) Atletica (pista) risultati squadra 4° classificata alla finale provinciale. Individuale l’allievo Bonavolontà Angelo Alberto (4B) 1° classificato alla finale Provinciale e Regionale 18° alla finale Nazionale.(Lignano Sabbiadoro UD) 3) Basket3 Maschile 1° alla finale Provinciale e 2° alla finale Regionale. Femminile 1° alla finale provinciale e regionale; 10° alla finale Nazionale (Firenze). 4) Pallacanestro Maschile 3° alle Provinciali. Femminile 1° alla finale provinciale e regionale; 5° alla finale Nazionale .(Lignano Sabbiadoro UD). 5) Pallatamburello M. e F. 1° alla finale Provinciale e 2° alla finale Regionale. 6) Pallavolo M. e F 2° nel girone Provinciale. 7) Pallavolo Mista 3° alle provinciali. 8) Nuoto Maschile risultato squadra 2° classificata alle finali provinciali e 4° classificata alla finale regionale. Femminile risultato squadra 3° classificata alle finali provinciali. 9) Scacchi risultati: Squadra Allievi 1° finale provinciale, 2° alla finale Regionale (qualificata per la Finale Nazionale Courmayer Ao) rinuncia. Squadra Allieve 1° finale provinciale, 1° alla finale Regionale (qualificata per la Finale Nazionale Courmayer Ao) rinuncia. Squadra Juniores/F. 1° finale provinciale, 2° alla finale Regionale . Squadra Juniores/M. 3° finale provinciale. 10) Corso arbitri di pallavolo (24 ore) 22 iscritti 16 con esito positivo.
Per queste partecipazioni e risultati il nostro liceo è stato invitato alla manifestazione di premiazione dei GSS riservate alle istituzioni scolastiche che si sono particolarmente distinte nelle fasi regionali e nazionali nell’anno sportivo scolastico 2005-2006 c/o CONI Regionale di Napoli il giorno 22 novembre ore 16. Si ringraziano inoltre le società sportive che aiutano i nostri ragazzi nelle attività sportive.
QUANDO UN RECORD NON BASTA... Tokyo 1991: finale dei campionati del mondo di salto in lungo, forse una delle gare più belle e memorabili che là storia di tale sport ha consegnato agli annali. Di fronte due colossi della disciplina Mike Powell e Cari Lewis soprannominato il figlio del vento che è il super favorito per la vittoria finale, Gara dai contenuti relativamente modesti fino al terzo turno di salti quando Lewis sfodera un salto che ha dell'incredibile; con un balzo di 8.83 si porta in testa alla classifica e mette una seria ipoteca sulla vittoria finale. Immediata è la replica di Powell che piazza un salto molto vicino alla misura di Lewis ma che viene invalidato avendo Patleta staccato oltre il limite dell'asse di battuta. E' il turno di Lewis che avendo assistito al salto di Powell sente il bisogno di "méttersi al sicuro" con un salto che possa valere l'alloro della vittoria, "detto fatto e con un salto da 8.91 che ha ben poco di umano abbatte il muro eretto da Bob Bearnon. che era di 8.90 e fissa appunto a 8.91 il nuovo limite mondiale. A questo punto i giochi sembrano fatti ma "mai dire mai" quando in pista o meglio in pedana c'è Mike Powell ed infatti al quinto turno di salti ecco lo tirare fuori dal cilindro un salto strabiliante, Powell soprannominato da quel giorno the flying man atterrò a 8.95 sbalordendo tutti dai tifosi ai tecnici e ai giornalisti e per finire anche lo stesso Cari Lewis, il quale invano tenterà di strappargli la vittoria con salti sempre molto vicino all'8.90 (8,87 e 8.84) ma nulla a quel punto impedirà a Powell di consacrarsi campione mondiale in quella disciplina con tanto di record del mondo. Il salto è considerato dai tecnici perfetto sia nell'avvicinarsi alla pedana, sia nella posizione di battute, col piede sinisto, nel campo molto arretrato, nel suo tre e mezzo (passi che si effettuano in aria), nella chiusura e nella caduta accentuata verso il lato per evitare di perdere centimetrì preziosi. Straordinaria è stata la grinta che ha saputo tirare fuori nel momento decisivo senza perdersi d'animo per l'eccezionale prestazione del compatriota. Tutta la sua felicità esplode alla fine quando avendo la certezza di aggiudicarsi il titolo la prima cosa che fa è andare ad abbracciare il giudice che gli aveva invalidato il salto.
PER NON DIMENTICARE L’ITALIA! Questo articolo che ho scritto è un manifesto di protesta ed al tempo stesso un servizio d’informazione. Nella nostra scuola assistiamo ogni anno a delle assemblee nelle quali discutiamo di argomenti che ci arricchiscono interiormente e ci fanno comprendere il mondo che ci circonda. Annualmente le assemblee più importanti si ripetono, come per esempio quella della giornata della memoria, il ricordo delle foibe e la festa di San Valentino. Questi incontri sono certamente importanti, soprattutto quello dell’olocausto e delle foibe, ma quello di San Valentino oppure altre assemblee che vengono fatte per perdere il giorno di scuola potrebbero essere sfruttate meglio. E come? Vi chiederete. Io ho trovato una soluzione; ma prima di dirvela devo premettere che io sono forse uno degl’ultimi patrioti in Italia: amo il mio paese alla follia, anche se odio la classe politica esistente, sia di destra che di sinistra. Premesso questo ecco la soluzione: in queste assemblee “ perditempo “ si potrebbe parlare del sacrificio di tanti italiani sui campi di battaglia che si sono immolati per l’ideale patriottico, partendo dall’eroico Risorgimento, passando per la gloriosa battaglia del Piave, per arrivare all’orgogliosa battaglia di Cefalonia. Mi sono sempre chiesto perché non si fanno assemblee di questo tipo. Potrei anche rispondere, ma poi credo che sarei subito censurato per le mie rivelazioni. Questa parte la continuo dopo con una richiesta al nostro grande preside; ora inizio il mio servizio d’informazione. Appunto per non dimenticare l’Italia, vi voglio parlare dell’eroica spedizione dei mille che molti studenti di questa scuola conoscono solo superficialmente. Per raccontare questa vicenda partirò dal 1859, anno della Seconda guerra d’Indipendenza. In questa guerra si affrontano da un lato la Francia e il Regno Sabaudo, dall’altro l’Austria. Grazie a questa guerra il Piemonte ottiene la Lombardia e, tramiti plebisciti, gli stati dell’Emilia. Manca però ancora, per formare l’Italia, il Veneto, lo Stato pontificio, e tutto il sud Italia, governato dai Francesco II di Borbone. Ed è proprio in questo periodo che Garibaldi, generale di un corpo volontario nella guerra d’indipendenza, i cacciatori delle Alpi, immagina un’impresa: con il gruppo di volontari sbarcare in Sicilia e conquistare tutto il Regno delle due Sicilie. L’occasione per agire si ha quando scoppia una rivolta a Palermo. Garibaldi aiutato da Francesco Crispi, un rivoluzionario siciliano, organizza la spedizione. Aderiscono all’impresa mille uomini, tutti patrioti. A questo punto apro una parentesi: da poco è andato in onda un film sulla spedizione dei Mille, dove però i garibaldini sono rappresentati come persone ignoranti ed addirittura, la pellicola fa vedere che molti uomini erano dei fuorilegge che si arruolavano per evitare il carcere. Questo fatto non è assolutamente vero perché i Mille facevano parte della migliore borghesia italiana: erano studenti universitari, medici, farmacisti, avvocati, scrittori ed anche preti che avevano aderito alle idee patriottiche di Mazzini. L’età media era tra i venticinque ed i ventisette anni. Il garibaldino più vecchio aveva sessantacinque anni mentre il più giovane ne aveva undici, ed era un ragazzo che aveva seguito il padre. L’unica donna tra i Mille era la moglie di Crispi, Rosalia Mount - Masson che prese parte a tutte le battaglie. Dopo questa parentesi sulle origini dei Mille, ritorniamo alla nostra storia. I volontari vengono imbarcati su due piroscafi e nella notte fra il 5 ed il 6 del Maggio del 1860 salparono da Quarto, vicino Genova. Dopo pochi giorni i Mille sbarcarono a Marsala, eludendo la sorveglianza della flotta borbonica, e furono accolti con entusiasmo dalla popolazione. La prima vera battaglia che avvenne tra i garibaldini, aiutati dall’arrivo di poche centinaia di insorti siciliani ed i borbonici, fu nelle piana di Calatafimi il 15 Maggio 1860. In questa battaglia nonostante l’inferiorità numerica e di fuoco dei garibaldini, i Mille riuscirono a mettere in fuga l’esercito borbonico. A questo proposito voglio dire che a far vincere i garibaldini non furono le armi ma il furore del loro ideale, infatti è dimostrato che un uomo combatte meglio quando lotta per un ideale piuttosto che quando lotta per la paga. Entusiasmati da questa vittoria, i Mille puntarono su Palermo e dopo tre giorni di combattimento, i garibaldini, aiutati dagli insorti palermitani, presero il controllo della città. Con la presa della città arrivarono dal continente quindicimila uomini a dar manforte a Garibaldi. Grazie a quest’aiuto Garibaldi, il 20 Luglio 1860, affrontò l’esercito borbonico a Milazzo costringendoli a lasciare la Sicilia ed a rifugiarsi in Calabria. Intanto il governo dei garibaldini in Sicilia aveva deciso di far mantenere i propri possedimenti all’aristocrazia siciliana. Il malcontento dei contadini, che avevano visto nell’impresa di Garibaldi la prospettiva di acquisizione di alcune terre, scoppiò con la rivolta di Bronte, ai piedi dell’Etna, che fu repressa con le fucilazioni dei rivoltosi ordinate dal generale Nino Bixio. Intanto i garibaldini ripresero l’offensiva. Il 20 Agosto le camicie rosse riuscirono a sbarcare in Calabria e subito risalirono la penisola senza incontrare grandi difficoltà da parte dell’esercito borbonico oramai in fase di disgregazione. Il 6 Settembre Francesco II abbandonò la Reggia di Caserta per rifugiarsi nella fortezza di Gaeta. Il giorno dopo Garibaldi entrò trionfante a Napoli ed è proprio qui che l’eroe dei due mondi, sostenuto dall’arrivo di Mazzini, decise di proseguire la sua impresa fino a Roma. Questo fatto avrebbe provocato l’intervento della Francia, che da secoli proteggeva lo Stato Pontificio, che avrebbe messo in discussione l’ordine monarchico sabaudo che aveva finanziato,anche se con po’ di riluttanza, la spedizione di Garibaldi. Per questo re Vittorio Emanuele II decise di scender al sud per fermare l’avanzata dei garibaldini. Intanto Garibaldi decise di affrontare in un’ultima battaglia l’esercito borbonico. E così tra l’1 ed il 2 Ottobre ci fu la battaglia del Volturno. Questa è la battaglia che vide la nostra città coinvolta. Infatti a Maddaloni passarono le armate di Nino Bixio e lo stesso Garibaldi tenne un discorso da un balcone dell’attuale corso primo Ottobre. La battaglia avvenuta ai Ponti della Valle sancì la definitiva vittoria dei garibaldini e la caduta di una dinastia che, in bene o in male, aveva governato il meridione per cento anni. Il 25 Ottobre Garibaldi si incontrò nei pressi di Teano con Vittorio Emanuele II, che lungo la discesa verso il meridione aveva battuto le truppe pontificie a Castelfidarno, e gli consegnò il Regno delle due Sicilie: l’Italia era fatta anche se non del tutto perché mancavano ancora Roma, Venezia , Trento e Trieste. Il mio racconto dell’impresa dei Mille finisce qui; voglio solo ricordare l’eroismo di questi uomini che anche se molto giovani non esitarono un minuto nell’offrire la loro vita all’ideale d’unità nazionale, mentre, noi giovani d’oggi ( tranne alcune eccezioni ) non abbiamo ideali o meglio uno l’abbiamo ed è quello di perdere tempo. Per questo faccio pressione sull’autorità del preside affinché non vengano dimenticati( attraverso assemblee ) tutti questi eroi che morirono gridando a squarciagola VIVA L’ITALIA. NON DIMENTICHIAMO! Antonio Cembrola IVE
Ti vorrei
Ti vorrei dire qualcosa ma non so cosa Ti vorrei incontrare ma non so dove Ti vorrei sorprendere ma non so quando Ti vorrei baciare ma no so perché Ti vorrei amare ma non so come.
Giampaolo Piscitelli V B
Un giorno in più…..
Un giorno in più penso a te, un giorno in più x soffrire, ancora un attimo x amarti e desiderarti. Poi mi ritrovo qui, seduta a terra nella mia camera con un diario vuoto coperto dalle mie lacrime. Un giorno in più come sempre, come un tempo; Quanti baci, carezze promesse, quanti bei ricordi regalati al vento…, quei ricordi che x me un tempo erano bellissimi. Ora ci siamo lasciati, nulla è rimasto di noi, anzi forse si, il ricordo di un’ amore che porterò sempre nel cuore
Chiara II G
OGGETTO: II EDIZIONE DEL CONCORSO DI POESIA E PROSA "QUANDO LE PAROLE DIPINGONO IL PAESAGGIO"
Il Liceo Scientifico "N. Cortese" di Maddaloni indice la II edizione del concorso di poesia e prosa "quando le parole dipingono il paesaggio" che quest'anno ha come tema "l'acqua" Scopo del concorso è sensibilizzare maggiormente i giovani all'ambiente e agli elementi del paesaggio (l'acqua in particolare). Spesso essi appaiono come un qualcosa al di fuori di noi,sono invece significativi e vitali: ci appartengono. Possono divenire i segni delle nostre verità più profonde. Ci guidano alla scoperta di emozioni nuove o sommerse. Continui sono i messaggi che ci inviano attraverso un linguaggio che può apparire talvolta anche difficile, ma non incomprensibile, all’ interno di una recuperata armonia con la natura. In ragione di tale obiettivo e quindi delle finalità proprie di ogni competizione sana e leale,volte a promuovere il senso di una cittadinanza attivaci pregano le SSLL di voler dare la massima diffusione alla presente nota REGOLAMENTO II concorso è rivolto agli studenti dell'ultimo anno della scuola media inferiore e agli studenti della scuola media superiore I partecipanti concorreranno inviando un elaborato scegliendo tra le seguenti tipologie di testo: A) FIABA. MAX 5 CARTELLE (solo per alunni delle medie e del biennio sup.) B) RACCONTO BREVE. MAX 5 CARTELLE C) NOVELLE. MAX 5 CARTELLE D) SAGGIO BREVE(solo per alunni del triennio). MAX 5 CARTELLE E) POESIA. MAX 30 VERSI È stata disposta un'articolazione della prova in due fasce 1) alunni delle medie e del biennio 2) alunni del triennio Gli elaborati dovranno pervenire all'ufficio di Segreteria del Liceo Scientifico Statale "N,Cortese", Via Starza 24, 81024 Maddaloni (CE),entro e non oltre il 15 MARZO 2007 in triplice copia, a stampa o dattiloscritti,di cui una in busta chiusa recante nome e cognome, indirizzo, Scuola di appartenenza, classe, titolo del compimento, firma autografa. I lavori,giudicati, da un'apposita commissione non saranno restituiti. Ai vincitori sarà data una comunicazione scritta. Per eventuali informazioni rivolgersi alle docenti Mola e Calabrò, tel. 0823407200 Secondo numero de L’ Urlo…..Cortese
Ringraziando tutti coloro che hanno collaborato e inviato propri articoli, poesie, pensieri, disegni e esperienze alla redazione per il primo numero del nostro giornalino, vi invitiamo ancora ad aiutarci alla realizzazione del secondo numero che uscirà presumibilmente nel mese di febbraio. Anche per questo nuovo numero ci sono delle tematiche che noi della redazione vogliamo approfondire anche, e soprattutto, con il vostro aiuto:
- La pena di morte - Il problema dei trasporti - La TV monnezza - Interagire con il territorio - Gli incontri della giornata dell’autonomia - Il teatro - Lo sport, il cinema, la musica, i libri
Sono sempre graditi articoli di diversa tematica, vignette, disegni, pagine di diario e lettere. Si invitano tutti coloro che vogliono collaborare alla realizzazione del nuovo numero di presentare i loro elaborati in formato digitale (caricato su floppy, CD, DVD,memorie rimuovibili )su file Word o Openoffice per gli elaborati battuti e in formato JPEG per gli elaborati grafici.
Vi ricordiamo inoltre che è sempre attiva la pen-fly e la mail fly.
------------------------------------------------------------------- L'urlo.....cortese anno IV numero I
Il messaggio del dirigente scolastico agli alunni del primo anno
Cari ragazzi, questo per voi è un giorno importante, di cui non vogliamo sottacere l’unicità: vi affacciate alla scuola superiore: non siete più bambini, ma studenti per i quali si prospettano scelte di autonomia e responsabilità; vi aspetta una scuola nella quale sarete protagonisti, che gestirete insieme a me, ai docenti, ai vostri genitori…sono importanti per noi in vostri dati personali, la vostra creatività, il vostro impegno. Affidatevi fiduciosi nelle mani dei vostri docenti, non sono freddi burocrati, ne giudici severi: sono altri padri e madri che vi apriranno i confini della conoscenza, il mondo del sapere; e vi consegneranno il meglio dell’umanità, l’eredità che ci trasmettiamo e che ci fa grandi, giganti anche noi sulla scorta di chi ci ha preceduto nella incantevole catena della vita…questa è la scuola, qui da noi, altro che fredda e impersonale trasmissione di nozioni. I libri, le lezioni, le verifiche sono gli strumenti di questo grande sogno di cultura e formazione. Io, per definirmi scelgo delle parole del grande poeta Quasimodo: “uno tra i tanti, operaio di sogni….” Imparerò a conoscervi, vi aspetto in presidenza, vi vedrò ogni mattino sulla soglia della scuola: nel rispetto dei ruoli, saremo amici: questo è ciò che vi propongo: benvenuti. Il dirigente scolastico Prof. Michele Vigliotti
Cosa bolle in pentola al Cortese Eccoci qua a scrivere il primo articolo di quest'anno, siamo sempre noi la redazione, o meglio i capo redattori Pina e Virgilio, anzi precisiamo ancora di più: Pina...Eh si, Virgilio si prende solo i meriti ma quella che sgobba per questo giornale sono io (sto scherzando, ma si sa scherzando si dice qualche novità). Beh ricominciamo, un ciao a tutti, vecchi e nuovi che siete: è iniziata la scuola!!!! "Che pizza!" direbbe qualcuno, ma non sempre è così. Dipende da cosa intendete per scuola. Per me scuola è conoscenza, non solo logicamente “scolastica” ma anche di vita. L'ho capito soprattutto quest'ultimo anno che, oltre allo studio, la nostra scuola ci offre di più. Spero tanto che lo capirete anche voi, partecipando a tutte le attività: • Giornalino di istituto; • Laboratorio per l'integrazione e la multietnia; • Laboratorio contro la guerra; • Laboratorio musicale; • Sito web; • Video film: corso di fotografia e riprese cinematografiche; • Cineforum • Olimpiadi delle scienze naturali, della chimica • Corso di lettura espressiva e recitazione e tante altre… Ora vi lascio augurandovi un buon anno e spero che anche voi decidiate di conoscere questo lato della scuola che conosco io. Pina Nuzzo
L’eutanasia: perché è un omicidio
Si è riaperta in Italia da poco, ma la questione risale al modo greco: uno stato che si fonda sulla vita, può mai concedere la morte? Io parto da questa riflessione: si può mai essere d’accordo nel considerare l'eutanasia un'espressione del principio di liberta' della persona? Io credo di no, e a ragion veduta sia per motivi religiosi, ma anche per motivi etici: ha l'uomo la capacita' di decidere se la propria vita va vissuta? Puo' la societa', opera dell'uomo, lasciare all'individuo la decisione sull'interruzione della propria vita? Altro incuetante problema a cui porterebbe l’eutanasia, sarebbe quello di valutare un uomo che richiede l'eutanasia nel possesso delle sue piene facolta' mentali o se la richiede perche' e' depresso? Quali sarebbero i connotati di una piena autonomia di giudizio? Numerosi sono gli esempi che si potrebbero fare di pazienti che chiedono alla politica ed alle istituzioni di cambiare la legislazione, rendendo legale l’eutanasia anche in Italia (vedi lo straziante appello di Piergiorgio Welby al presidente della Repubblica), ma allo stesso tempo esistono associazioni e familiari che combattono perché i malati possano restare in vita, forse aspettando la scoperta di un farmaco rivoluzionario, forse perché troppo legati al caro in coma farmacologico o malato terminale. Punto di discussione potrebbe essere il testamento biologico che consiste nella volontà di un paziente di rifiutare l’accanimento terapeutico, e cioè un insieme di cure che poco potrebbero giovargli se non per mantenerlo fisiologicamente in vita. Ma sull’ eutanasia si potrebbe aprire un’altra domanda: può diventare il dolore metro di giudizio per un suicidio? A questa domanda nessuno potrà mai trovare risposta prima della morte. Virgilio Falco Maria torna in Bielorussia Ricordate il caso della piccola Maria, la bambina bielorussa che i coniugi Giusto avevano nascosto per venti giorni? Bè di lei i media non ci hanno fatto avere più notizie... "Sta bene!" ci assicura l'ambasciatore bielorusso Skripko. Rientrata nel suo paese d'origine, è stata seguita da un team di psicologi che hanno sconsigliato contatti tra la piccola e i genitori affidatari di Cogoleto. Ma facciamo un passo indietro... Poco più di un mese fa, scaduto il periodo di soggiorno, la Bielorussia ha richiesto l'immediato rimpatrio della piccola Maria. La coppia ligure che l'ha ospitata in Italia, decisa a sottrarla all'orfanotrofio da cui proviene, in cui sembra certo abbia subito violenze e abusi, ha tentato di sottrarla alle autorità bielorusse nascondendola in un luogo sicuro. Immediatamente l'ambasciatore della repubblica ex-sovietica si è recato a Genova per presentare una querela per sottrazione di minore al Tribunale dei minori, firmata dal direttore dell'orfanotrofio di Vileika. Ma nonostante ciò la famiglia genovese si è rifiutata di restituire Maria. Le Autorità bielorusse con l'aiuto di quelle italiane si sono impegnate al massimo. Per scoprire la posizione della piccola e le sue condizioni. Il ritrovamento è avvenuto da parte dei carabinieri in una struttura religiosa in Valle d'Aosta, gestita dai canonici Agostiniani della Congregazione del Gran San Bernardo. I giorni in seguito al ritrovamento sono stati momenti di vera angoscia per Alessandro Giusto e la moglie Chiara Bornacin, preoccupati per la vita di Maria che precedentemente aveva addirittura minacciato di uccidersi se riportata in patria. Per ora l'ambasciatore Skripko accenna alla possibilità che Maria possa essere affidata alla coppia bielorussa che ha già con sé il suo fratellino. Il caso di Maria, che grazie all'esposizione mediatica ha destato più clamore rispetto agli altri, è uno dei 25 mila casi di bambini ospitati in Italia per soggiorni climatici. Istituzioni, associazioni e cittadini italiani si sono impegnati e continuano tuttora ad offrire aiuto alla Repubblica di Belarus accogliendo annualmente circa 25 mila bambini bielorussi per soggiorni temporanei di risanamento climatico, al fine di proteggerli dall'inquinamento radioattivo causato dalla tragedia nucleare di Chernobyl. Come hanno dimostrato le ricerche preliminari per lo Studio sulla violenza sui minori promosso dal Segretario Generale dell' ONU, negli istituti le violenze sono molto diffuse e anche l'UNICEF esprime preoccupazione per la situazione di illegalità che si è determinata ricordando inoltre, che solo nell'Europa centrale e orientale ci sono ancora 900.000 bambini che vivono in istituti. Purtroppo la piaga della violenza negli istituti è un grave problema che si abbatte su povere vittime innocenti che, oltre ad avere avuto la sfortuna di non avere dei genitori e il calore di una famiglia, sono destinati anche ad avere un'infanzia traumatica. Il problema potrebbe accennare ad un miglioramento se l'alta richiesta di adozioni non rimanesse insoddisfatta a causa delle difficoltà dell'apparato legislativo italiano che compromette quasi l'80 % dei casi. Il caso di Maria ha finalmente portato a galla il problema delle adozioni nel nostro paese e la speranza è che il governo italiano attui uno snellimento nelle procedure di adozioni dando la possibilità a molti bambini di ricevere l'amore che la vita ingiustamente gli ha negato. Valeria Rispo IV A
L’alcol fra i giovani
In questo periodo si è verificato da parte dei giovani un forte consumo di alcol. Anche l'alcol se ingerito in quantità eccessive, provoca notevoli danni alla salute, in particolare al sistema nervoso e al fegato;in quest'ultimo caso la manifestazione più grave è la cirrosi epatica che costituisce una delle più frequenti cause di morte dell'alcolista..È considerato tale chi fa uso abitualmente di bevande alcoliche al punto da non poterne più fare a meno. Si verifica in tal caso una dipendenza fisica e psichica, come avviene anche per alcune droghe. Non sono da sottovalutare anche il ruolo che l'alcol svolge nell'aumento dell'aggressività individuale e, in molti casi, la sua stretta correlazione con la criminalità e i suicidi; esso inoltre è causa frequente di gravissimi incidenti stradali. Anche se la quantità di alcol sopportabile varia da soggetto a soggetto, per l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità istituto specializzato delI'ONU fondato nel 1948) un individuo adulto di 70 Kg può bere, al massimo, in un giorno , 3/4 di vino a bassa gradazione alcolica o 1/8 di litro di superalcolici come whisky o grappa. Oltre queste dosi può andare incontro a gravi pericoli per la salute.I motivi che spingono a bere sono complessi, spesso di natura psicologica, ma bisogna anche sottolineare che la pubblicità ha notevole responsabilità nella diffusione dell'alcol. A differenza di altri Paesi, in Italia non esistono limiti alla pubblicità di alcolici se non un numerico codice di autodisciplina accettato dalla Rai. Malgrado 1' intervento dello Stato sia quasi inesistente, sia a livello di prevenzione che di riabilitazione degli alcolisti, le statistiche più recenti dicono che in venti anni, dal '70 al '90, il consumo totale dell'alcol in Italia è calato di circa il 40% e questa è la diminuzione più significativa tra tutti i Paesi Europei (i dati sono dell'OMS).In particolare si è dimezzato il consumo del vino (che resta comunque la bevanda nazionale), aumentato quello della birra, è rimasto pressoché invariato quello dei superalcolici. Un dato preoccupante, però, è l'aumento dell'uso di alcolici tra i giovani (specialmente la birra). Ma quali sono le ragioni che inducono i giovanissimi all' abuso di alcol? Secondo molti studiosi, si inizia a bere per "imitare" i più grandi, per non sentirsi isolati dal gruppo, per ignoranza sugli effetti dell'alcol, per dare un segnale di virilità, per la forte pressione esercitata dalla propaganda indiscriminata delle bevande alcoliche. In realtà l'unico rimedio valido che si presenta a chi vuole liberarsi da questa schiavitù è la terapia in comunità gestite da altri alcolisti. Di queste la più importante è l'Anonima Alcolisti, fondata in America nel 1935, riconosciuta dall'OMS e diffusa in Italia dal 1972, dove conta più di 240 centri.Giovanni Crisci I H
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