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Tutto poteva essere chiaro fin da quando, a Bazzano ed a Cese di Preturo, vale a dire negli avanposti di tutta l'operazione riuscirono a consegnare solo una parte degli alloggi previsti. A due passi da Bazzano, ad Onna, un bel po' prima, altri avevano inaugurato dei gradevolissimi P.A.T., cioè dei moduli abitativi con il contributo della Provincia Autonoma di Trento che gli abitanti della frazione de L'Aquila avevano rivendicato, per svariati motivi, come soluzione abitativa alternativa a quella del Progetto C.A.S.E.! Eppure, il contraente generale perseverò nell'errore di costruire le sue Costosissime Abitazioni Sandwich Ectologiche, quando era evidente che, in minor tempo e con minor spesa, per ricoverare la totalità della popolazione senza tetto, si potevano costruire dei dignitosissimi M.A.P., ovvero dei veri Moduli Abitativi Provvisori.
Avremmo perdonato sia l'errore progettuale d'una soluzione "basata sulla cultura dei risultati " anziché riferita "alla cultura delle competenze " sia l'ignoranza di Bertolaso che considerando baracche i M.A.P. li relegò a soluzione appropriata solo per i comuni del cratere ed assolutamente inopportuna per L'Aquila capoluogo e frazioni. Così, solo semplicemente poco ragionevole apparve il suo schierarsi con l'ing. Calvi, per accreditare in tutti i modi i c.a.s.e., mentre la costruzione dei m.a.p. venne affidata al "povero" De Bernardinis che, solo alla fine di febbraio, finì di montarne qualcuno per 2.585 persone, da Acciano a San Demetrio ne' Vestini. Invece, se non diabolica, come diversamente potrebbe essere considerata la volontà d'incrementare il numero delle piastre da 150 a 164 e, poi ancora, da 164 a 183, senza recuperare nulla sulla tabella di marcia relativa alla consegna degli alloggi?
Ogni 15 giorni dovevano alloggiare 2.400 persone nelle c.a.s.e., quindi, volevano sistemarne 12.000 entro il 30 novembre. L'obiettivo venne raggiunto solo alle ore 8 del 26 gennaio, due mesi dopo quanto indicato nel loro articolato "cronoprogramma". Comunque, neppure il senso del ridicolo sfiorò le canute gote del braccio sinistro del braccio destro del Capo che, dal 26 gennaio al 27 febbraio, consegnò piastre & case a 1.349 persone (13.408 - 12.059 = 1.349), anziché a 4.800, come previsto e propagandato da tempo.
Senza alcuna considerazione per l'etica, le leggi e le competenze (anche professionali) hanno continuato a fare i C.A.S.E., ma, alla fine, sono stati costretti a fare anche dei M.A.P. in località del comune de L'Aquila (da Arischia a Santa Rufina), ma solo per 1.710 persone. Ora,
i risultati appaiono talmente evidenti che sono manipolabili solamente da alcuni TG.
Dopo lo scandalo di Protettopoli, la Protezione civile pubblicò un "elenco" di appalti & subappalti per il Progetto C.A.S.E., gestiti dall'ing. Gian Michele Calvi a L'Aquila e dintorni. Forse, non siamo ancora alla resa dei conti, ma questo documento appare essere un punto fermo per valutare come, anche nel fare le piastre e le case dei c.a.s.e., "... l'appetito vien mangiando ...". Nel senso che si incomincia con l'apparecchiare per 150 - con un preventivo di 570 mln di euro - e si finisce con il mettere a posto - con un consuntivo di 800 mln di euro -
il ragguardevole totale di 183 piastre & case.
Per confrontare gli ultimi dati pubblicati con quelli precedentemente acquisiti dal sito della Protezione civile, abbiamo dovuto fare pure le somme delle voci disaggregate e, pertanto, qualcosa potremmo aver lasciato nella rete. Tuttavia, il prospetto seguente pare fornire esaurienti risposte a molti interrogativi pregressi su come e quanto possa essere stato speso, per fare piastre & case dei C.A.S.E..
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lavorazioni e forniture |
nel PROGETTO |
negli APPALTI |
il 26 agosto 209 |
il 25 gennaio 2010 |
il 18 febbraio 2010 |
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euro |
% |
€ (iva esclusa) |
% |
€ (iva esclusa) |
% |
€ (iva esclusa) |
% |
€ (iva esclusa) |
% |
|
esecuzione getti e posa ferro |
- |
|
31.778.068 |
|
30.963.260 |
|
58.018.294 |
|
58.018.295 |
|
|
fornitura calcestruzzo |
- |
|
18.000.000 |
|
23.657.400 |
|
32.813.207 |
|
28.968.408 |
|
|
fornitura CLS |
|
|
3.600.000 |
|
- |
|
- |
|
3.844.800 |
|
|
rete elettrosaldata |
- |
|
12.870.000 |
|
17.193.240 |
|
19.113.309 |
|
19.113.309 |
|
|
pilastri |
- |
|
40.769.400 |
|
46.591.090 |
|
45.075.333 |
|
45.075.333 |
|
|
isolamento sismico |
- |
|
9.600.000 |
|
11.281.881 |
|
11.358.681 |
|
11.358.681 |
|
|
scavi e movimento terra |
- |
|
71.03.241 |
|
5.606.399 |
|
11.804.166 |
|
15.221.868 |
|
|
fondazioni (totale) |
115.000.000 |
20,9 |
123.120.729 |
21,2 |
135.293.270 |
23,3 |
178.182.990 |
25,6 |
181.600.894 |
23,9 |
|
case |
315.000.000 |
57,3 |
330.000.000 |
57,7 |
372.539.678 |
64,3 |
394.721.587 |
56,8 |
442.331.395 |
58,4 |
|
arredi |
50.000.000 |
9,1 |
55.900.748 |
9,6 |
44.382.926 |
7,7 |
55.628.131 |
8,0 |
66.849.815 |
8,8 |
|
ascensori |
10.000.000 |
1,8 |
9.523.500 |
1,6 |
- |
|
9.635.905 |
1,4 |
9.635.905 |
1,3 |
|
verde |
- |
|
18.000.000 |
3,1 |
- |
|
14.420.782 |
2,0 |
14.420.782 |
1,9 |
|
urbanizzazione primaria |
- |
|
35.554.015 |
|
21.050.591 |
|
33.744.129 |
|
33.744.127 |
|
|
urbanizzazione esterna ai lotti |
- |
|
9.666.993 |
|
6.259.571 |
|
8.984.454 |
|
9.252.702 |
|
|
demolizione fabbricati Impregilo |
- |
|
184.980 |
|
157.262 |
|
157.262 |
|
157.262 |
|
|
opere urbanizzazione (totale) |
60.000.000 |
10,9 |
45.405.988 |
7,8 |
27.467.424 |
4,7 |
42.885.845 |
6,2 |
43.154.091 |
5,7 |
|
totali lavorazioni e forniture |
550.000.000 |
100 |
582.550.945 |
100 |
579.683.297 |
100 |
695.475.241 |
100 |
757.992.680 |
100 |
|
opere di completamento |
10.000.000 |
|
? |
|
? |
|
19.862.500 |
|
20.026.322 |
|
|
spese tecnico-amministrative |
10.000.000 |
|
? |
|
? |
|
24.000.000 |
|
??.???.??? |
|
|
Totale generale |
570.000.000 |
|
? |
|
? |
|
739.337.740 |
|
778.019.002 |
|
Manca, ancora, l'esposizione delle spese tecnico-amministrative effettivamente sostenute. Ovvero, non sappiamo quanto hanno percepito (in condizione no-profit e con rimborso spese per vitto e alloggio) tutti i tecnici del Consorzio ForCase, diretto dall'ing. Gian Michele Calvi, per progettare, appaltare, seguire, dirigere i lavori, etc., etc..
Omessa, soprattutto, risulta essere l'esposizione dei parametri che riteniamo essenziali per avanzare alcune valutazioni. Ossia, non sappiamo ancora quanti alloggi sono stati realizzati, perché i report d'avanzamento lavori hanno continuamente mostrato piastre & case previste, completate, arredate, collaudate e consegnate, ma mai è apparso il numero e le caratteristiche degli alloggi effetivamente consegnati alla popolazione.
Pertanto, solo ipotizzando: a) un importo totale finale di 800 mln di euro; b) il numero di alloggi realizzato pari 4.449; c) la superficie complessiva delle abitazioni corrispondente a quella di progetto (ovvero, 1.800 m2 x 183 edifici = 329.400 m2 di superficie lorda complessiva e 280.000 m2 di superficie abitabile netta), si perviene ai seguenti significativi risultati:
- ogni casa dei C.A.S.E. costa, in media, 4,37milioni di Euro;
- ogni alloggio delle case dei C.A.S.E. costa, in media, circa 180mila Euro;
- ogni metro quadro di superficie abitabile degli alloggi delle case dei C.A.S.E. costa 2.857 Euro.
Se si considera che, dalle ore 8 del 27 febbraio, nelle piastre e nelle case dei C.A.S.E. hanno trovato alloggio solo 13.408 persone, qualche ingrato potrebbe anche manifestare un certo stupore nel vedere ciò che il fare nel "più grande cantiere del mondo" ha partorito, in realtà ed in undici mesi.
Francamente, nessun stupore per veder spendere 60mila euro pro capite per dare un tetto agli sfollati. Sorprendente appare solo il dato di fatto che la soluzione abitativa prescelta fin dall'inizio, contro tutti i pareri contrari, caparbiamente continuata ed ampliata fino alle estreme conseguenze, sia diventata disponibile solo alla fine del carnevale (in senso temporale e mediatico) e solo per il 79% delle persone illuse (prima ai Santi, poi a Natale, ed ancora alla Befana).
Infine, occorre considerare che:
- il totale generale delle spese è passato da 570 a 800 mln di euro, cioè ha subito un incremento del 40% pari a 230 mln di euro, grazie alla piena disponibilità d'uso del bancomat del Tesoro anche per fare, dopo le tende della prima emergenza, piastre & case; malgrado ciò, il prodotto finale (con 33 case in più) s'é incrementato solo del 22% su quello iniziale (150 piastre per 12mila abitanti);
- dovevano farne 150 con 570 mln di euro e ne hanno fatte 183 con 800 mln; nel menu progettuale, valevano solo 3,8 mln, poi, nello scontrino fiscale, case & piastre vengono a costare circa 4,37 mln di euro l'una, quindi con una maggiorazione di prezzo del 15%, pari a 572 mila euro; comunque, in fattura, non c'è modo di verificare l'alternativa plausibile: al tempo delle nespole, le 150 iniziali costavano, nel complesso e senza spese tecniche ed opere di completamento, circa 580 mln di euro (3.866.667 euro ciascuna), mentre, in periodo di castagne o d'arance, ognuna delle 33 aggiunte implica un costo aggiuntivo di 6,97 mln.
- s'e speso circa il 24% del totale per fare la piastra di fondazione antisismica destinata ad autorimessa; per fare vedere Fede & Vespa nello schermo al plasma e per fare scaricare liquami nei torrenti, hanno sborsato di più per gli arredi (8,8%) che per le opere d'urbanizzazione primaria (5,7%); hanno pagato più di 14milioni per il verde (1,9%) e nulla - zero Euro - per le opere d'urbanizzazione secondaria che, quindi, saranno completamente a carico del Comune;
- un terzo della cassa comune è stato utilizzato per fare opere a trattativa negoziata; per di più, ai soggetti attuatori, assegnatari di gare d'appalto aperte sono stati dati, in corso d'opera, lavori aggiuntivi per importi anche ragguardevoli (6-7milioni di euro) e con modalità poco trasparenti, speriamo non discrezionali.
Basta? Per adesso, ma prima che tutto cada in prescrizione torneremo ad occuparci del "miracolo" della (ri)costruzione gestita dal general contractor della Protezione civile di Bertolaso.
Ora, siamo pieni di stupore e di commozione per l'inizio della ricostruzione della comunità aquilana: anche i bambini partecipano alla rimozione delle macerie, con cariole dai colori di G. T. Rietveld e la gente comune percepisce d'essere stata deportata a vivere non nelle new town, bensì in 19 quartieri dormitorio periferici con case-clinica, perciò, ogni domenica, manifesta affinché l'anima della città torni a vivere al più presto.
[*] Pare lo sostenessero fin dal 2003 (vedi: Quando Bertolaso stava zitto di Massimo Franchi in: http://bartali.blog.unita.it//Quando_Bertolaso_stava_zitto_1014.shtml
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