forse ... la resa dei conti.

Sostennero: << Noi ci basiamo sulla cultura dei risultati rispetto alla cultura delle competenze >> [*]
 

    Per sostenere una casa di tre piani, con superficie di 600 m2 a piano, senza alcuna giustificazione statica, progettarono una piastra di fondazione con un'estensione di 1.200 m2. Neppure nel caso d'appoggio su terreno inadatto, le dimensioni fisse della piastra (20 metri per 60 metri) si dilatano così tanto rispetto a quelle variabili della casa (tra i 12-13 metri, in profondità, ed i 50-46, in lunghezza). Quindi, per fare una piastra di fondazione, con estensione doppia di quella della casa, trovarono una motivazione funzionale: la piastra poteva fungere da autorimessa coperta per gli automezzi dei destinatari della casa che vollero tanto "provvisoria" quanto "duratura".

    Cosicché, la piastra di fondazione diventò un grande sandwich di calcestruzzo & ferro, adatto per infilarci una quarantina d'auto e
costituito da due solettoni di calcestruzzo armato, spessi 50 centrimetri l'uno, con interposti 44 pilastroni di ferro, da 80 centrimeti di diametro ciascuno, in fila per quattro.
 
la sezione evidenzia le ridotte dimensioni della casa a tre piani rispetto a quelle maggiori della piastra di fondazione antisismica
    Inoltre, progettarono di suddividere la casa in 25/30 appartamenti di varia metratura, idonei per nuclei familiari di 2-5 persone. Perciò,calcolarono una capacità insediativa di 80 abitanti per casa. Stimando di dover alloggiare 12mila senzatetto, ritennero sufficiente
fare 150 piastre e 150 case. Poi, per ragioni meramente produttive, decisero di non fare un'unica new town, bensì di frazionare l'intervento
in numerosi "piccoli villaggi" [che chiamarono C.A.S.E., NdR] costituiti da un "numero di piastre compreso fra 4 e 20" e quindi, "da un numero di abitanti compreso tra 300 e 1.600

    Prevedendo di terminare la costruzione di ben 30 piastre ogni quindici giorni, scommisero di riuscire a consegnare le abitazioni in 5 scaglioni di 2.400 abitanti l'uno. Un "cronoprogramma seriale" indicò anche le scadenze di consegna delle case, nell'arco di due mesi, a partire dal giorno del compleanno del promotore capo: 

30 settembre
15 ottobre
30 ottobre
15 novembre
30 novembre
dal 30 settembre al 30 novembre
2.400 abitanti
2.400 abitanti
2.400 abitanti
2.400 abitanti
2.400 abitanti
5 scaglioni x 2.400 abitanti l'uno = 12.000 abitanti

    Tra il dire del "general contractor", cioè di Gian Michele Calvi, ed il fare della Protezione civile, cioè di Guido Bertolaso, c'è di mezzo .... un mare di mesi caldi, tiepidi e freddi, ma finalmente, alla fine di febbraio si pervenne a questo sorprendente risultato finale:

Complessi
Antisismici
Sostenibili
Ecosostenibili
dati comunicati dalla Protezione civile:
numero persone alloggiate:
l'entità del
prevedibile
fallimento
dei C.A.S.E.
dati desunti logicamente
e/o da altre fonti
Costosissime
Abitazioni
Sandwich
Ectologiche
alle ore 15 del
23-12-'09
alle ore 8 del
26-01-'10
alle ore 8 del
27-02-'10
n° persone
insediabili
n° alloggi
presunti
numero edifici
realizzati
Arischia
96
220
218
- 154
372
104
4
Arischia
Assergi 2
96
170
122
- 250
372
96
4
Assergi 2
Bazzano
1.542
1.635
1.615
- 336
1.951
520
21
Bazzano
Camarda
269
283
297
- 167
464
125
5
Camarda
Cese di Preturo
1.574
1.582
1.581
- 277
1.858
503
20
Cese di Preturo
Collebrincioni
165
177
187
- 92
279
78
3
Collebrincioni
Coppito 2
158
165
410
- 54
464
126
5
Coppito 2
Coppito 3
865
966
1.300
- 372
1.672
361 + ?
14 + 4 =18
Coppito 3
Gignano
279
308
319
- 53
372
104
4
Gignano
Paganica 1
326
301
311
- 61
372
98
4
Paganica 1
Paganica 2
984
1.28
1.609
- 713
2.322
309 + ?
11 + 12 = 25
Paganica 2
Pagliare di Sassa
798
808
1.115
+ 93
1.022
267
11
Pagliare di Sassa
Roio 1
160
363
353
- 224
577
150
6
Roio 1
Roio 2
351
372
351
- 226
577
147
6
Roio 2
Sant'Antonio
961
1.002
986
- 36
1.022
264
11
Sant'Antonio
Sant'Elia1
577
588
577
- 73
650
172
7
Sant'Elia1
Sant'Elia 2
343
345
347
- 25
372
96
4
Sant'Elia 2
Sassa Zona NSI
1.214
1.207
1.176
- 310
1.486
356
16 + 2 = 18
Sassa Zona NSI
Tempera
463
539
534
- 302
836
198 + ?
8 + 1 = 9
Tempera
totali
11.221
12.059
13.408
- 3.592
17.000
4.074 + ?
164 + 19 =183
totali
   
    Tutto poteva essere chiaro fin da quando, a Bazzano ed a Cese di Preturo, vale a dire negli avanposti di tutta l'operazione riuscirono a consegnare solo una parte degli alloggi previsti. A due passi da Bazzano, ad Onna, un bel po' prima, altri avevano inaugurato dei gradevolissimi P.A.T., cioè dei moduli abitativi con il contributo della Provincia Autonoma di Trento che gli abitanti della frazione de L'Aquila avevano rivendicato, per svariati motivi, come soluzione abitativa alternativa a quella del Progetto C.A.S.E.! Eppure, il contraente generale perseverò nell'errore di costruire le sue Costosissime Abitazioni Sandwich Ectologiche, quando era evidente che, in minor tempo e con minor spesa, per ricoverare la totalità della popolazione senza tetto, si potevano costruire dei dignitosissimi M.A.P., ovvero dei veri Moduli Abitativi Provvisori.
 

    Avremmo perdonato sia l'errore progettuale d'una soluzione "basata sulla cultura dei risultati " anziché riferita "alla cultura delle competenze " sia l'ignoranza di Bertolaso che considerando baracche i M.A.P. li relegò a soluzione appropriata solo per i comuni del cratere ed assolutamente inopportuna per L'Aquila capoluogo e frazioni. Così, solo semplicemente poco ragionevole apparve il suo schierarsi con l'ing. Calvi, per accreditare in tutti i modi i c.a.s.e., mentre la costruzione dei m.a.p. venne affidata al "povero" De Bernardinis che, solo alla fine di febbraio, finì di montarne qualcuno per 2.585 persone, da Acciano a San Demetrio ne' Vestini. Invece, se non diabolica, come diversamente potrebbe essere considerata la volontà d'incrementare il numero delle piastre da 150 a 164 e, poi ancora, da 164 a 183, senza recuperare nulla sulla tabella di marcia relativa alla consegna degli alloggi?

    Ogni 15 giorni dovevano alloggiare 2.400 persone nelle c.a.s.e., quindi, volevano sistemarne 12.000 entro il 30 novembre. L'obiettivo venne raggiunto solo alle ore 8 del 26 gennaio, due mesi dopo quanto indicato nel loro articolato "cronoprogramma". Comunque, neppure il senso del ridicolo sfiorò le canute gote del braccio sinistro del braccio destro del Capo che, dal 26 gennaio al 27 febbraio, consegnò piastre & case a 1.349 persone  (13.408 - 12.059 = 1.349), anziché a 4.800, come previsto e propagandato da tempo.

    Senza alcuna considerazione per l'etica, le leggi e le competenze (anche professionali) hanno continuato a fare i C.A.S.E., ma, alla fine, sono stati costretti a fare anche dei M.A.P. in località del comune de L'Aquila (da Arischia a Santa Rufina), ma solo per 1.710 persone. Ora,
i risultati appaiono talmente evidenti che sono manipolabili solamente da alcuni TG. 
    Dopo lo scandalo di Protettopoli, la Protezione civile pubblicò un "elenco" di appalti & subappalti per il Progetto C.A.S.E., gestiti dall'ing. Gian Michele Calvi a L'Aquila e dintorni. Forse, non siamo ancora alla resa dei conti, ma questo documento appare essere un punto fermo per valutare come, anche nel fare le piastre e le case dei c.a.s.e., "... l'appetito vien mangiando ...". Nel senso che si incomincia con l'apparecchiare per 150 - con un preventivo di 570 mln di euro - e si finisce con il mettere a posto - con un consuntivo di 800 mln di euro -
il ragguardevole totale di 183 piastre & case.

    Per confrontare gli ultimi dati pubblicati con quelli precedentemente acquisiti dal sito della Protezione civile, abbiamo dovuto fare pure le somme delle voci disaggregate e, pertanto, qualcosa potremmo aver lasciato nella rete. Tuttavia, il prospetto seguente pare fornire esaurienti risposte a molti interrogativi pregressi su come e quanto possa essere stato speso, per fare piastre & case dei C.A.S.E.. 

 lavorazioni e forniture
nel PROGETTO
negli APPALTI
il 26 agosto 209
il 25 gennaio 2010
il 18 febbraio 2010
euro
%
€ (iva esclusa)
%
€ (iva esclusa)
%
€ (iva esclusa)
%
€ (iva esclusa)
%
esecuzione getti e posa ferro
-
 
31.778.068
 
30.963.260
 
58.018.294
 
58.018.295
 
fornitura calcestruzzo
-
 
18.000.000
 
23.657.400
 
32.813.207
 
28.968.408
 
fornitura CLS
3.600.000
-
-
3.844.800
rete elettrosaldata
-
 
12.870.000
 
17.193.240
 
19.113.309
 
19.113.309
 
pilastri
-
 
40.769.400
 
46.591.090
 
45.075.333
 
45.075.333
 
isolamento sismico
-
 
9.600.000
 
11.281.881
 
11.358.681
 
11.358.681
 
scavi e movimento terra
-
 
71.03.241
 
5.606.399
 
11.804.166
 
15.221.868
 
fondazioni (totale)
115.000.000
20,9
123.120.729
21,2
 135.293.270
23,3
 178.182.990
25,6
181.600.894
23,9
case
315.000.000
57,3
330.000.000
57,7
372.539.678
64,3
394.721.587
56,8
442.331.395
58,4
arredi
50.000.000
9,1
55.900.748
9,6
44.382.926
7,7
55.628.131
8,0
66.849.815
8,8
ascensori
10.000.000
1,8
9.523.500
1,6
-
 
9.635.905
1,4
9.635.905
1,3
verde
-
 
18.000.000
3,1
-
 
14.420.782
2,0
14.420.782
1,9
urbanizzazione primaria
-
 
35.554.015
 
21.050.591
 
33.744.129
 
33.744.127
 
urbanizzazione esterna ai lotti
-
 
9.666.993
 
6.259.571
 
8.984.454
 
9.252.702
 
demolizione fabbricati Impregilo
-
 
184.980
 
157.262
 
157.262
 
157.262
 
opere urbanizzazione (totale)
60.000.000
10,9
45.405.988
7,8
27.467.424
4,7
42.885.845
6,2
43.154.091
5,7
totali lavorazioni e forniture
550.000.000
100
582.550.945
100
579.683.297
100
695.475.241
100
757.992.680
100
opere di completamento 
10.000.000
 
?
 
?
 
19.862.500
 
20.026.322
 
spese tecnico-amministrative
10.000.000
 
?
 
?
 
24.000.000
 
??.???.???
 
Totale generale
570.000.000
 
?
 
?
 
739.337.740
 
778.019.002
 

    Manca, ancora, l'esposizione delle spese tecnico-amministrative effettivamente sostenute. Ovvero, non sappiamo quanto hanno percepito (in condizione no-profit e con rimborso spese per vitto e alloggio) tutti i tecnici del Consorzio ForCase, diretto dall'ing. Gian Michele Calvi, per progettare, appaltare, seguire, dirigere i lavori, etc., etc..

    Omessa, soprattutto, risulta essere l'esposizione dei parametri che riteniamo essenziali per avanzare alcune valutazioni. Ossia, non sappiamo ancora quanti alloggi sono stati realizzati, perché i report d'avanzamento lavori hanno continuamente mostrato piastre & case previste, completate, arredate, collaudate e consegnate, ma mai è apparso il numero e le caratteristiche degli alloggi effetivamente consegnati alla popolazione.

    Pertanto, solo ipotizzando: a) un importo totale finale di 800 mln di euro; b) il numero di alloggi realizzato pari 4.449; c) la superficie complessiva delle abitazioni corrispondente a quella di progetto (ovvero, 1.800 m2 x 183 edifici = 329.400 m2 di superficie lorda complessiva e 280.000 m2 di superficie abitabile netta), si perviene ai seguenti significativi risultati:

- ogni casa dei C.A.S.E. costa, in media, 4,37milioni di Euro;

- ogni alloggio delle case dei C.A.S.E. costa, in media, circa 180mila Euro;

- ogni metro quadro di superficie abitabile degli alloggi delle case dei C.A.S.E. costa 2.857 Euro.

    Se si considera che, dalle ore 8 del 27 febbraio, nelle piastre e nelle case dei C.A.S.E. hanno trovato alloggio solo 13.408 persone, qualche ingrato potrebbe anche manifestare un certo stupore nel vedere ciò che il fare nel "più grande cantiere del mondo" ha partorito, in realtà ed in undici mesi.

    Francamente, nessun stupore per veder spendere 60mila euro pro capite per dare un tetto agli sfollati. Sorprendente appare solo il dato di fatto che la soluzione abitativa prescelta fin dall'inizio, contro tutti i pareri contrari, caparbiamente continuata ed ampliata fino alle estreme conseguenze, sia diventata disponibile solo alla fine del carnevale (in senso temporale e mediatico) e solo per il 79% delle persone illuse (prima ai Santi, poi a Natale, ed ancora alla Befana).

    Infine, occorre considerare che:

- il totale generale delle spese è passato da 570 a 800 mln di euro, cioè ha subito un incremento del 40% pari a 230 mln di euro, grazie alla piena disponibilità d'uso del bancomat del Tesoro anche per fare, dopo le tende della prima emergenza, piastre & case; malgrado ciò, il prodotto finale (con 33 case in più) s'é incrementato solo del 22% su quello iniziale (150 piastre per 12mila abitanti);

- dovevano farne 150 con 570 mln di euro e ne hanno fatte 183 con 800 mln; nel menu progettuale, valevano solo 3,8 mln, poi, nello scontrino fiscale, case & piastre vengono a costare circa 4,37 mln di euro l'una, quindi con una maggiorazione di prezzo del 15%, pari a 572 mila euro; comunque, in fattura, non  c'è modo di verificare l'alternativa plausibile: al tempo delle nespole, le 150 iniziali costavano, nel complesso e senza spese tecniche ed opere di completamento, circa 580 mln di euro (3.866.667 euro ciascuna), mentre, in periodo di castagne o d'arance, ognuna delle 33 aggiunte implica un costo aggiuntivo di  6,97 mln

- s'e speso circa il 24% del totale per fare la piastra di fondazione antisismica destinata ad autorimessa; per fare vedere Fede & Vespa nello schermo al plasma e per fare scaricare liquami nei torrenti, hanno sborsato di più per gli arredi (8,8%) che per le opere d'urbanizzazione primaria (5,7%); hanno pagato più di 14milioni per il verde (1,9%) e nulla - zero Euro - per le opere d'urbanizzazione secondaria che, quindi, saranno completamente a carico del Comune;
 

- un terzo della cassa comune è stato utilizzato per fare opere a trattativa negoziata; per di più, ai soggetti attuatori, assegnatari di gare d'appalto aperte sono stati dati, in corso d'opera, lavori aggiuntivi per importi anche ragguardevoli (6-7milioni di euro) e con modalità poco trasparenti, speriamo non discrezionali.

   Basta? Per adesso, ma prima che tutto cada in prescrizione torneremo ad occuparci del "miracolo" della (ri)costruzione gestita dal general contractor della Protezione civile di Bertolaso.

   Ora, siamo pieni di stupore e di commozione per l'inizio della ricostruzione della comunità aquilana: anche i bambini partecipano alla rimozione delle macerie, con cariole dai colori di G. T. Rietveld e la gente comune percepisce d'essere stata deportata a vivere non nelle new town, bensì in 19 quartieri dormitorio periferici con case-clinica, perciò, ogni domenica, manifesta  affinché l'anima della città torni a vivere al più presto.
 

[*] Pare lo sostenessero fin dal 2003 (vedi: Quando Bertolaso stava zitto di Massimo Franchi in: http://bartali.blog.unita.it//Quando_Bertolaso_stava_zitto_1014.shtml

 

Pagine secondarie (1): ... magari.

da leggere

di Edoardo Salzano
in Eddyburg.it
L’introduzione al libro L’Aquila. Non si uccide così anche una città?, a cura di G. Frisch, CLEAN, 2009: analisi della ricostruzione post terremoto. (m.p.g.)
 
di Michael Kimmelman
Testo originale: “New York Times” del 23 dicembre 2009
 
di Vezio De Lucia in Eddyburg
 

articoli pubblicati in:

  
 
 
 
 
da Luciano B. L.
 
ultimi:
 
 
- Io C.A.S., tu C.A.S.E., egli M.A.P., noi affitto concordato, voi alberghi, essi caserme. 03/02/2011
 
precedenti:
 
- New town e new tow a L'Aquila 27/07/'09
- Rinascimento aquilano 29/07/'09
- L'Aquila, la ricostruzione ed i sub appalti tra pietà ed omertà 03/08/'09
- Logorio da Protezione civile dell'Egocrate 13/08/'09
- I tempi straordinari della ricostruzione 18/08/'09
- Polis e democrazia 21/08/'09
- Costruire per non ricostruire (parte I) 24/08/'09
- Costruire per non ricostruire (parte II) 29/08/'09
- Costruire per non ricostruire (parte III) 04/09/'09
- Le domande sulla ricostruzione in Abruzzo che Vespa non farà a Berlusconi 15/09/'09
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- L’Aquila: il padanismo da carnevale suscita un meridionalismo autarchico corporativo. 27/01/2011

 
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