TIME MACHINE
2011: LIVE IN CLEVELAND Recensione di Davide Dal Frà I Rush nel 2011 pubblican o l'album TIME MACHINE 2011: LIVE IN CLEVELAND. Ennesimo live album per il trio canadese che, nonostante l'età, si esibisce sempre ai massimi livelli. Risolto il contratto con la Atlantic, questo album è targato Roadrunner Records. La registrazione deriva dalla data del 15 aprile 2011, durante la seconda parte del Time Machine Tour, tenutasi a Cleveland, città molto importante durante gli esordi della band e propone la scaletta completa dell'esibizione. Caratteristica principale della set list la presentazione in sequenza di tutti i brani che compongono il leggendario album MOVING PICTURES. A curare la parte audio del prodotto, non ché il mixaggio è l'ingegnere del suono Richard Chycki, oramai collaboratore fisso del gruppo. La grafica è come sempre curata da Syme che ripropone in copertina il bel logo già utilizzato durante il tour; per il resto la confezione dell'album risulta essere piuttosto scarna. I suoni sono corposi e potenti, i Rush danno ancora una volta il meglio di se, sono sempre stellari e carichi di autoironia, anche se diventa evidente (com'è naturale che sia, d'altra parte!) come le canzoni moderne siano più adeguate alla voce di Geddy rispetto i brani di un tempo, dove a volte accusa qualche piccola difficoltà. A questo punto, però diventa necessario porci una domanda: si sentiva davvero la necessità di questo disco? (mi riferisco naturalmente alla versione audio; nel caso del DVD il problema proprio non si pone: è sempre necessario!) Il disco esce a tre anni di distanza da un altro live, e nessuna nuova produzione in studio è uscita nel frattempo, eccezion fatta per i brani Caravan e BU2B. I tre cercano sempre di metter in scaletta brani particolari o non eseguiti da molto tempo, cosa possibile anche grazie al loro immenso repertorio, tuttavia alcuni classici sono semplicemente “obbligatori”, e di fatto le possibilità di variare diminuiscono di molto. Diventa pertanto facile capire come la scaletta non presenti alla fine grandi novità: oltre ai due pezzi nuovi, infatti, vengono ripescati alcuni vecchi classici (come Marathon, Time Stand Still, Closer to the Heart, ad esempio) e proposti alcuni pezzi mai eseguiti dal vivo ( Faithless, Presto); nonostante tutto sono comunque ben 10 i brani che si ripetono rispetto a SNAKES & ARROWS LIVE, e sono alla fine davvero pochi i brani mai apparsi in precedenza su un live album: 6, ossia i pezzi nuovi, le già citate Presto e Faithless -il brano meno incisivo di tutto il set-, lo strumentale O'Malley's Break (che richiama però altri intermezzi acustici quali Hope o la vecchia Broon's Bane) e, su tutte, The Camera Eye. Neanche il titolo risulta esser molto convincente: è ampolloso e suona molto didascalico, avrei preferito qualcosa come “Time Machine” o “Time Machine in Cleveland”. Alla fine questo album da la sensazione più che altro di un'operazione di routine, fatta quasi con un certo automatismo, e naturalmente per speculare al meglio sulle potenziali mancate vendite del DVD. Alla fine la risposta alla domanda è ovviamente “no”. Si poteva vivere anche senza TIME MACHINE 2011: LIVE IN CLEVELAND. |
