TEMI 2012



Temi proposti agli Studenti del Liceo "E. Torricelli" di Faenza. 

Traccia n. 1

 Dalla "Intervista" di Alessandra Bonomolo a Roberto Benigni.

Roberto Benigni sceglie Italians of London 2009 per presentare in esclusiva la tappa londinese del tour mondiale "Tutto Dante", spettacolo in cui l'attore e regista interpreta la Divina Commedia.

 Benigni: "Le persone del pubblico alla fine si commuovono. Non perché sia Dante a commuovere, ma perché si va a toccare, dentro di noi, una parte della quale nessuno si preoccupa mai, dove ogni passo rimbomba." E prosegue: "L'anima ha bisogno di essere nutrita come il corpo. Quando tu mangi scegli le cose migliori, no? E invece alla nostra anima gli viene data tutta spazzatura, continuamente."

 A. Bonomolo: Un one-man show intimo e corale. È nata così l'idea di portare Dante in giro per le piazze del mondo, nella voce e nei gesti di Benigni. Con l'obiettivo di offrire          "una            cosa fresca, un            frutto   dal       profumo          straordinario." Il calore del pubblico è immediato, ovunque. "Riesci a sentire che la gente te ne è grata, come se ti dicesse – Ecco, finalmente tu hai accarezzato quella parte là." Siamo a Londra; Benigni ha appena scompigliato la compassata Sarah Montague nel Today Programme di BBC Radio 4. È una tiepida giornata primaverile, senza sconti al flusso di notizie che alimenta apprensione per la crisi economica.

 Benigni: "Londra è la Firenze all'epoca di Dante. La vera city del mondo, dove albergavano avidità, lussuria, superbia. La parola finanza è stata coniata dai fiorentini proprio a quel tempo, insieme al forino. Pensa, il Financial Times ha le sue origini in Italia! Anche la parola banca deriva dal toscano, quando i finanzieri prestavano denaro al Re d'Inghilterra, per poi spesso pentirsi in letto di morte per gli interessi da usura praticati. Ecco, a parte questo... è rimasto tutto uguale."

 A. Bonomolo: Quindi la Divina Commedia sarebbe ancora attuale, oggi, in una metropoli come Londra.

 "E certo!" Benigni sbotta: "Dante ha parlato proprio di questo: più moderno di così si muore!" Quindi spiega: "Le tre fiere di cui si parla nella Divina Commedia - la lonza, il leone, la lupa- non sono altro che gli idoli moderni: sesso, successo e soldi, le solite belve di sempre." Si tratta di simboli dalla portata universale, che incidono non soltanto sulla libertà individuale, bensì collettiva". Poi il discorso perde i toni allegorici e si fa concreto. "Questa che ci troviamo ad affrontare oggi è una crisi orribile, che è nata dal male e dalla stupidità. Speriamo che questo Inferno ci sia di monito."

 A. Bonomolo - Passaggio necessario, forse. Benigni cita il sommo poeta - "che io perdei la speranza dell'altezza"- quando parla delle conseguenze economiche e

morali dei nostri comportamenti. Il comico toscano, dunque, fa rivivere Dante ai tempi del credit crunch, mentre invita con la sua proverbiale esuberanza "a riscoprire quel che vi è di divino dentro ognuno di noi. Per non ritrovarsi, alla fine, proprio come se non si avesse vissuto." L'immagine che la nostra memoria mette a fuoco è quella delle anime disfatte che percorrono il London Bridge, così come Eliot le ha ritratte nella sua Terra desolata. Oggi il grillo parlante sembra abbia preso a prestito il volto di Pinocchio.

 

Il candidato, se ha avuto occasione di assistere o dal vivo o in tv a qualche spettacolo su Dante del comico toscano, provi ad argomentare i contenuti delle sue affermazioni con esemplificazioni tratte dalla Divina Commedia.

 

 Traccia n. 2

 L'incontro con Ulisse nel canto XXVI dell'Inferno si configura come un momento di pericolo estremo nell'itinerario cristiano della Commedia, perché l'eroe greco costituisce l'epitome dell'uomo antico in tutta la sua 'magnanimità' e curiosità e, al contempo, il segno di una cultura medioevale in crisi: la crisi della filosofia che vuole andare oltre i limiti tradizionali dell'ortodossia cattolica, la crisi di un mondo in cui si comincia di nuovo a pensare alle navigazioni atlantiche. Nel naufragio con cui l'innominato Altro ("com'altrui piacque") sommerge Ulisse in vista della 'nova terra' si incontrano perciò tragicamente la cultura classica, quella medievale e quella moderna.

 

Il candidato argomenti la traccia proposta.

 

 Traccia n. 3

 Nell'aldilà non accade più nulla di temporale: la storia è finita. E al suo posto è subentrato il ricordo. Alle anime non accadrà più nulla di nuovo, tranne che al giorno del giudizio; e anche questo porterà soltanto un'intensificazione della loro condizione presente [...L Non c'è più da sperare né da temere alcun cambiamento [... ]. E la loro perdurante situazione, senza storia e senza tempo, è il frutto della loro storia terrena [...]. La storia con i suoi mutamenti è dunque loro tolta [...]. Gli avvenimenti temporali vengono dunque a mancare, rimane soltanto il ricordo, e solo per questa via indiretta la realtà penetra nell'aldilà [... ]. Nell'aldilà gli uomini hanno conoscenza di sé, perché il giudizio di Dio l'ha loro conferita. E la conoscenza di sé, anche quella frammentaria e polivalente, che noi poveri mortali possediamo, è possibile solo nel ricordo.

 

E. Auerbach, Studi su Dante, trad. it. M. L. De Pieri Bonino, Milano, Feltrinelli, 1963, p. 130 e segg.

 

Il candidato commenti la traccia proposta con opportuni riferimenti all'opera dantesca.

In evidenza: I Vincitori 2012

 

2012:

1) Giorgio Cavalli: (classe I B, indirizzo Classico), insegnante Prof. Marisa Spada;
2) Daniele Geminiani: ( IV A, indirizzo Scientifico), insegnante Prof. Eleonora Conti;
3) Vittoria Musardo: ( II B, indirizzo Classico), insegnante Prof. Marisa Spada;

 

 
2011:
1) Veronica Costa (classe IV B, indirizzo Scientifico), insegnante Prof. Giuseppina Tedioli;
2) Ilenia Serra (classe 3 A, indirizzo Scientifico), insegnante Prof. Eleonora Conti;
3) Filippo Pederzoli (classe 3 A, indirizzo Classico), insegnante Prof. Stefano Drei.