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1) Esiste la mafia a Milano e in Lombardia?
A Milano sono presenti da decenni la ndrangheta calabrese, la camorra campana, cosa nostra siciliana e la sacra corona unita pugliese. Sono 120mila i milanesi che fanno uso stabile o saltuario di polvere bianca. Le estorsioni fruttano circa tre miliardi di euro l'anno. In Lombardia è stato sequestrato un terzo della cocaina requisita in Italia (Relazione della commissione parlamentare antimafia di Francesco Forgione, Baldini-Castoldi-Dalai, pag. 232; Rapporto sulla criminalità, 2006): è la quarta regione italiana per immobili sequestrati alla criminalità organizzata, dopo Sicilia, Calabria e Campania. Inoltre, sono oltre mille i siti inquinati da rifiuti tossici e chimici (Mafie del Nord, pag.64). La storia della mafia a Milano inizia dopo la Seconda guerra mondiale. A pochi chilometri dal Duomo. Per esempio, nel quartiere-dormitorio di Quarto Oggiaro, dove affondano le radici i gruppi criminali Di Giovine, Crisafulli, Carvelli. Oppure, nei paesi appena al di fuori dei confini di Milano, come Buccinasco (la "Platì del Nord"), un Comune che risente dell'influenza delle cosche dei Barbaro e dei Papalia. Ma l'infiltrazione colpisce direttamente anche gli snodi della vita economica come l'Ortomercato, un'area che ha rivelato la presenza dei clan Morabito-Bruzzaniti-Palamara. Eppure i gruppi criminali sul territorio sono molti di più. Secondo la Relazione della commissione parlamentare antimafia, a Milano e in Lombardia "la prevalenza criminale calabrese, peraltro, non è mai sfociata in assoluta egemonia, sicché le altre organizzazioni italiane (Cosa nostra, camorra, sacra corona unita) e straniere (albanesi, cinesi, nordafricane, ecc.) con essa convivono e si rafforzano, generando l'attuale situazione di massima eterogeneità". ATTENZIONE: dalla metà di gennaio 2011 ci sono problemi tecnicni nella visualizzazione delle mappe. Se non riuscite a vederle, premete i tasti "ctrl" + "r", oppure il tasto F5: servono per aggiornare i contenuti della pagine. Se necessario premeteli anche una decina di volte: le mappe appariranno con tutte le informazioni. LEGGI LE MAFIANEWS 2) E in Italia? Le organizzazioni criminali sono presenti in tutte le regioni del Nord, del Centro e del Sud. Lo dimostrano le storie raccolte in alcuni libri recenti: Gomorra (Mondadori), La penisola dei mafiosi (Newton Compton), Storia criminale (Rubbettino), Fratelli di sangue (Mondadori). Per esempio, in Toscana, in Abruzzo, in Emilia Romagna. Il contagio mafioso non ha confini. Sono 170 i Comuni sciolti in Italia per mafia, dal Piemonte (per esempio, la città di Bardonecchia) fino alla Sicilia. Secondo le stime della Confesercenti, le cosche criminali guadagnano ogni anno 90 miliardi di euro, più di qualsiasi azienda italiana. Per il pubblico ministero Antonino Ingroia, un terzo dell'economia italiana sarebbe direttamente riconducibile all'attività criminale (Colletti sporchi, Bur). Per l'Eurispes nel 2007 la ndragheta ha fatturato 44 miliardi di euro, circa il 3% del pil italiano. Vista l'abbondanza di materiale, sono in programma mappe su: Camorra in Campania Ndrangheta in Calabria Sacra corona unita in Puglia Cosa nostra in Sicilia LEGGI LE MAFIANEWS 3) Io che posso fare? Quella nell'immagine in alto è una mappa storica della criminalità organizzata a Milano e in Italia, aperta alla collaborazione di chiunque. L'appello alla partecipazione è rivolto in modo particolare a giornalisti, associazioni, ricercatori universitari. A) SEGNALA questo sito o la mappa agli amici attraverso email, chat, social network, blog. Esplora le schede dei clan malavitosi e parlane in giro. B) CONTRIBUISCI alla "mappa storica dei clan malavitosi". Puoi scrivere una voce di Wikipedia sui gruppi criminali di cui in passato è stata segnalata la presenza (qui le istruzioni su come fare: "Iniziare una pagina modificando l'indirizzo web". In pratica, all'indirizzo "http://it.wikipedia.org/wiki/" bisogna aggiungere il nome del clan, come http://it.wikipedia.org/wiki/Nomecosca). Poi segnala la voce appena scritta nei commenti alla mappa, oppure all'indirizzo stop.mafia@gmail.com. Ma puoi anche integrare le voci già esistenti: basta cliccare in una pagina di Wikipedia su "modifica" (in alto, è scritto in blu). Attenzione: la responsabilità civile e penale su quanto scrivi in Wikipedia è tua. Per ogni modifica effettuata, infatti, verrà registrato pubblicamente il tuo indirizzo IP. Come fare a trovare, però, le informazioni? Da casa, puoi iniziare cercando negli archivi online di quotidiani nazionali come il Corriere della Sera, la Repubblica, la Stampa, il Sole 24 Ore. Ma anche nelle edizioni online dei giornali locali. Oppure, puoi cercare informazioni in libreria, in biblioteca, nelle emeroteche, negli archivi multimediali. Ecco alcuni spunti sui clan che negli ultimi anni sono stati scoperti nell'hinterland milanese e in altre province lombarde. Le informazioni sono tratte da ricerche e libri pubblicati di recente: A Milano comanda la ndrangheta, la Relazione parlamentare della commissione antimafia di Francesco Forgione, La Penisola dei mafiosi (Newton&Compton). Mafie del nord, Polo Nord, Fratelli di sangue. Per iniziare dalla Lombardia, ecco alcune indicazioni sui gruppi criminali che sono stati segnalati negli ultimi anni. C) TRADUCI in inglese le voci di Wikipedia per ogni clan malavitoso. Come? Copia il testo in italiano nelle voci di Wikipedia, usa "Google translate" per una prima traduzione, poi migliorala. 4) Perché mi riguarda? Perché la mafia è un limite alla libertà e alla democrazia. Perché la mafia strangola le imprese. Perché la mafia alimenta l'usura. Perché la mafia devasta i beni pubblici: l'ambiente, la sanità, la cultura. Perché... Note "Le metropoli delle mafie" è un progetto indipendente di cittadinanza attiva e di valorizzazione delle conoscenze in pubblico dominio. Si tratta di un esperimento di "social design for social innovation" (sd4si) che riguarda l'obbedienza civica ai valori di democrazia, trasparenza, partecipazione. Non ha scopo di lucro. Non è legato a movimenti, associazioni o altri tipi di organizzazioni. L'iniziativa è stata ideata e sviluppata da Luca Dello Iacovo, giornalista e blogger. Se vuoi collaborare o proporre idee scrivi a stop.mafia@gmail.com Eyes wide shut project. Chapter Two. per A.P. ![]() Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons |


